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12^ tappa: Seravezza - Sestri Levante
#1
Giovedì 17 Maggio 2012

12a Tappa
Serravezza - Sestri Levante
(157 km)



Presentazione

Se il destino non l’avesse portato via prematuramente nel 1988 oggi Renato Salvatori – il popolare attore assurto alla notorietà nel 1957 con il film “Poveri ma belli” – si sarebbe sentito legato da affinità elettiva alla dodicesima frazione del Giro, l’ultima disegnata sulle alture appenniniche. Non sarebbe entrato in gioco solo l’effetto sentimento legato alle strade di casa – Salvatori era nato il 20 marzo del 1933 proprio in quel di Seravezza – ma anche un sentito legame con una tappa che, per differenti motivi, realmente incarnerà la pellicola firmata da Dino Risi, convivendo in essa sia la povertà, sia la bellezza, sotto entrambi gli aspetti. Dal lato squisitamente tecnico i “girini” si troveranno a correre su un tracciato “povero” di mezzi, perché nessuna delle cinque salite previste può essere definita impegnativa, ma che si potrà rendere “bello” agonisticamente se sfruttato a puntino, organizzando un attacco a più voci che potrebbe essere spalleggiato dalla tortuosità delle strade sulle quali si correrà negli ultimi 110 Km, da La Spezia in avanti. Dal punto di vista turistico, invece, grazie alle sempre generose riprese televisive non sarà difficile cogliere la “bellezza” di questi luoghi attraversati, che culminerà col passaggio dalle Cinque Terre, area di passata “povertà” che l’uomo ha saputo addomesticata con secoli di duro lavoro – percepibile principalmente nell’ingente opera di terrazzamento – e che è stata recentemente ferita dall’alluvione che l’ha colpita, mettendo anche in dubbio lo svolgimento di questa frazione secondo l’originario copione. Le genti di queste lande battute dal vento e dal mare si sono, però, rimboccate alacremente le maniche e hanno medicato le ferite, rimettendo in sesto le strade che accoglieranno una frazione trabocchetto, foriera di sorprese. Il tracciato è quasi la fotocopia di quello sul quale si è gareggiato al Giro del 2006 tra Livorno e Sestri Levante, sede d’arrivo anche stavolta, con una prima parte totalmente pianeggiante e le colline dello spezzino nel finale. Rispetto alla tappa conquistata dallo spagnolo Horrach, quella di quest’anno potrà essere più “fruttifera” per l’introduzione di un interessante strappo nelle battute conclusive, a una decina di chilometri da un traguardo buono come terreno di caccia per i finisseur o per vedere qualche attacco a sorpresa tra gli uomini di classifica, difficili ma non improbabili in questo genere di tappe, come ci ricordano gli epiloghi delle frazioni di Gap e Pinerolo dell’ultimo Tour de France. Va anche rimarcato che il terreno delle Cinque Terre è fertile per tentativi “terremoto”, come quello inscenato sulla strada verso l’Aquila nel 2010, con l’aggravante che qui la mancanza di tratti di riposo nel finale e le frequenti curve ancor meno agevoleranno il compito di chi si troverà impegnato nelle operazioni di bonifica del ritardo.
Come anticipato la tappa muoverà da Seravezza, il più defilato tra i centri della Versilia, collocato all’inizio di una stretta valle che s’inoltra nelle Alpi Apuane e sale verso Stazzema, comune insignito della medaglia d’oro al valor militare per i sacrifici patiti dai suoi abitanti durante la seconda guerra mondiali, culminati nell’episodio dell’eccidio di Sant’Anna, quando i nazisti trucidarono 560 tra stazzemesi e ospiti di questo centro che gli stessi tedeschi avevano destinato a luogo di soggiorno per gli sfollati.
Poco dopo il via il gruppo giungerà a Forte dei Marmi e, da quel momento, per quasi una ventina di chilometri si pedalerà a stretto contatto con le rive del Mar Ligure, attraversando rinomante località balneari convertitesi al turismo alla fine dell’800 mentre fino a quell’epoca erano principalmente note come porti d’imbarco dei pregiati marmi scavati nelle vicine cave, allora principale fonte di reddito per gli abitanti della zona. Entrati in Liguria, si abbandonerà temporaneamente il mare per costeggiare il tratto terminale del fiume Magra e, attraversata Ameglia, tagliare il promontorio del Monte Caprione, noto agli appassionati di archeoastronomia (scienza che unisce l’archeologia all’astronomia) per la presenza di alcuni menhir tra i quali il più interessante è il Quadrilite di San Lorenzo, attraverso il quale il sole, il giorno del solstizio d’estate, proietta su di un altro menhir una “farfalla di luce”, nome con il quale è altrimenti noto questo fenomeno. Qui i “girini” affronteranno la prima difficoltà altimetrica di giornata, la facile ascesa verso il Valico di Pugliola, per poi tuffarsi letteralmente nel “Golfo dei Poeti”, così battezzato nel 1919 dal commediografo Sem Benelli in ricordo dei tanti poeti che furono conquistati da quest’angolo del Mar Ligure e soprattutto dell’inglese Percy Bysshe Shelley, che vi annegò durante una tempesta nel 1822. Ancora qualche chilometro di strada scorrevole e poi, superata La Spezia, l’altimetria s’imbizzarrirà e proporrà un’ascesa breve, tortuosa (quasi venti tornanti) e impegnativa che, dopo, 3,6 Km all’8,9% e un picco del 12%, si concluderà alle porte di Biassa. Lasciata qui la strada che continua a salire verso il Monte Parodi. meta ambita degli spezzini per le loro scampagnate, si scenderà a imboccare la litoranea delle Cinque Terre, spettacolare itinerario dalla denominazione un po’ atipica perché si mantiene ben alta sul livello del mare e a distanza da esso e dai cinque spettacolari borghi, raggiungibili solo mediante deviazioni talvolta molto ripide. Transitati su quella che, tre anni fa, fu la linea d’arrivo della durissima cronometro di Riomaggiore, si attaccherà la salita “double-face” che permette di raggiungere l’altipiano sovrastante Manarola, Corniglia e Vernazza: ai primi 1500 metri ripidissimi (media del 13,1%) faranno da contraltare i rimanenti 3,7 Km nei quali sarà un tutt’altro pedalare (media del 4,8%). Dopo un lungo tratto in quota, lambendo il principale santuario della provincia di La Spezia (la Madonna di Soviore, eretto nel 740 sul luogo del ritrovamento di un’immagine sacra, qui nascosta oltre un secolo prima per difenderla dalle orde barbariche di Rotari) inizierà la discesa che riporterà il gruppo in riva al mare, al di là della più occidentale e grande delle Cinque Terre, quella Monterosso che è anche l’unico degli spettacolari borghi targati UNESCO ad aver prestato il proprio volto alla macchina da presa. In quello scampolo di Liguria nel 1984 Enrico Oldoini girò le “finto – drammatiche” (alla fine si riveleranno finzione nella finzione) scene finali di “Cuori nella tormenta”, tormentata storia d’amore a tre fra Marina Suma, Carlo Verdone e Lello Arena, con quest’ultimo spinto dal rivale proprio giù dalla scogliera monterossina.
Anche per il gruppo la “liaison” con le strade di queste terre non sarà tutta rose e fiori poiché, giunti a Levanto, ci sarà appena un chilometro di requie pianeggiante, dovendosi subito arrampicare verso i 617 metri del Valico Guaitarola, 9,5 Km al 6,4% che, di fatto, costituiscono il versante sud del Passo del Bracco. È questo uno dei valichi appenninici più frequentati della corsa rosa che, senza contare i frequenti passaggi effettuati tra il 1909 (anno della prima edizione del Giro, quando lo si scalò nel corso della Firenze – Genova) e il 1933, dall’anno dell’istituzione della classifica del GPM ha visto per ben 18 volte steso lo speciale striscione alla sua sommità, record che in questi ultimi anni è stato scalzato dai molisani passi del Macerone e di Rionero. Quest’anno non ci sarà il passaggio perché, al termine del tratto in quota successivo al Guaitarola, anziché prendere verso sinistra e verso il Bracco e Sestri Levante, si abbandonerà il tracciato della tappa del 2006 e si svolterà a destra, scendendo in direzione di Borghetto di Vara, uno dei centri più colpiti dall’alluvione che il 25 ottobre dello scorso anno ha disastrato ampie zone dello spezzino e della Lunigiana. Raggiunta la Val di Vara, ci sarà una mezza dozzina di chilometri di strada di fondovalle priva di difficoltà prima di andare ad affrontare l’inedito e assolutamente non impegnativo (sono circa 9 km al 5%) Valico La Mola, dal quale è possibile scorgere il santuario della Madonna della Guardia, omonimo di quello genovese e innalzato nel 1895 sul vicino Colle di Velva. Discendendo la Val Petronio si procederà velocemente verso Sestri ma non sarà ancora arrivato il momento di chiudere i giochi di giornata poiché, terminata la discesa, ci si rimetterà in salita verso la frazione di Villa Tassani. È conosciuta per l’effettuazione di una sagra dedicata alle lumache, che a luglio 2012 celebrerà la sua 44a edizione, ma lassù non bisognerà per nulla essere delle chiocciole. Chi vorrà ottenere il massimo risultato dovrà sfruttare al massimo uno strappo non duro, poco meno di 5 Km al 6% medio dove non si raggiungono mai le due cifre di pendenza, ma che presenta comunque inclinazioni interessanti, in particolar modo negli ultimi 900 metri, dove la media sfiora il 10%. D’Annunzio amava dire “memento audere semper”, ricordati di osare sempre. Nel ciclismo ad alto livello è bene non esagerare ma oggi si potrà correrlo questo rischio, stretta questa tappa tra la lunga ma facile frazione di Montecatini e quella ancor meno esigente prevista l’indomani. Perché la fortuna aiuta gli audaci e non si è campioni a tutto tondo senza un bel pizzico di coraggio.

I VALICHI DELLA TAPPA

Valico di Pugliola Guercio (tunnel – 49m). È uno dei valichi più bassi d’Italia, valicato in galleria dalla SS 331 “di Lerici”, tra le località di Romito e Muggiano. Quotato 70 metri sulle cartine del Giro 2012, la corsa rosa vi è transitata l’ultima volta nel 1998, nel corso della tappa Rapallo – Forte dei Marmi, vinta da Nicola Minali. Non si tratta del valico geografico vero e proprio (Sella di Pugliola), situato una quarantina di metri più in alto e valicato dalla strada asfaltata che mette in comunicazione Lerici con Pitelli.

Foce Drignana (500m). Non è toccata direttamente dall’itinerario della tappa, ma solo lambita dalla “strada panoramica dei Santuari”, nei pressi della confluenza della strada che, non segnalata sull’atlante TCI, sale da Vernazza passando per il Santuario della Madonna di Reggio.

Foce del Termine (548m). Noto anche come Passo del Termine, vi confluiscono la panoramica dei Santuari e le strade che salgono da Levanto e da Pignone. Salendo da Levanto è stato affrontato come GPM nel 2009, nel corso della crono di Riomaggiore dominata dal russo Denis Menchov.

Colla di Gritta (336m). Vi transita la strada che sale alla Foce del Termine da Levanto e che il gruppo quest’anno affronterà in discesa. Inoltre vi confluiscono altre due strade, entrambe provenienti da Monterosso al Mare.

Colletta (607m). Vi transita la strada che da Levanto sale al Passo del Bracco e alla SS 1 “Via Aurelia”. Sulle cartine del Giro è chiamata Valico Guaitarola e quotata 617 metri. Il Giro vi è finora transitato due volte, nella crono di Riomaggiore del 2009 (senza GPM perché si arrivava dal Bracco) e nella citata tappa del 2006, che vide scollinare in testa Fortunato Balani.

Foce dei Vaggi (584m), Foce delle Fosse (538m). Valicati dalla strada in quota che va dallo scollinamento sul Guaitarola all’innesto nella SS 1 “Via Aurelia”.

Valico del Bivio della Baracca (589m). Valicato dalla SS 1 “Via Aurelia” salendo da Carrodano al Passo del Bracco. Coincide con la località “La Baracca” e con il punto nel quale confluisce nell’Aurelia la strada provinciale proveniente da Levanto e dal Guaitarola.

Valico La Mola (656m). Chiamato Colla la Mola sul testo di riferimento “Valichi stradali d’Italia” (Georges Rossini, Ediciclo) è valicato dalla provinciale che mette in comunicazione Carro con Velva. Quotato 653 sulle cartine del Giro 2012, non è mai stato affrontato alla corsa rosa.

Passo di Monte Arpesella (589m). Valicato dalla provinciale che mette in comunicazione Carro con Velva.

Valico Villa Tassani (323m). Coincide con la località di Tassani (Villa Tassani sulle cartine del Giro 2012), valicato dalla strada provinciale che mette in comunicazione Casarza Ligure con Santa Vittoria di Libiola.

Mauro Facoltosi - ilciclismo.it


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#2
Giro, variata la 12a tappa: si sfioreranno le Cinque Terre
Il percorso della 12a tappa del Giro d’Italia che giovedì 17 maggio porterà la Corsa Rosa da Serravezza a Sestri Levante, è stato modificato a causa dell’impraticabilità, confermata dalla Provincia di La Spezia, di un tratto della strada provinciale litoranea che collega La Spezia con Levanto.

[Immagine: showimg.php?cod=48349&tp=n]

La direzione sportiva di RCS Sport, capeggiata da Mauro Vegni, e l’Assessorato allo sport della Regione Liguria, diretto dal dottor Gabriele Cascino, hanno lavorato insieme alacremente fino ad oggi per provare a mantenere intatto il percorso della 12a frazione del Giro che avrebbe dovuto “sorvolare” tutte le Cinque Terre.
Purtroppo, l’alluvione del 25 ottobre ha provocato danni davvero ingenti alla strada statale litoranea (già teatro della cronometro individuale Sestri Levante – Riomaggiore del Giro 2009) e non è stato possibile mettere in sicurezza la carreggiata in tempi utili per il passaggio del Giro d’Italia.
Il Giro d’Italia avrebbe voluto fortemente transitare su quella strada che è un simbolo delle Cinque Terre nel mondo anche per trasmettere un messaggio di vicinanza alle popolazioni locali così duramente colpite.
Il nuovo tracciato di gara in realtà tocca buona parte delle zone colpite dall’alluvione riuscendo però con la corsa solo a “sfiorare” le Cinque Terre. Nonostante ciò, l’organizzazione della Corsa Rosa farà tutto il possibile per dare massimo risalto e visibilità alle zone alluvionate.
Giovedì 17 maggio infatti, una delegazione del Giro, inaugurerà, come già annunciato, un parco giochi per bambini in località Brugnato ricostruito anche grazie ai fondi raccolti attraverso alcune iniziative di beneficienza.
Inoltre, per tutte le ragioni sopra riportate e alla luce dei grandi sforzi profusi da tutti gli enti interessati, il Giro si ripromette di tornare a transitare sulla strada provinciale litoranea delle Cinque Terre in un futuro non lontano.

tuttobiciweb.it
 
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#3
tappa da attacchi a sorpresa, L'Aquila 2.
 
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#4
Mah, speriamo di no, visto che dovrei esser alla partenza e non ho voglia di prendermi l'acqua... Asd
 
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#5
L'Aquola 2 senza acqua dai, però tappa da eventuali attacchi da lontano, anche se è solo la 12° tappa, però magari qualche corridore tipo l'Arroyo di quell'anno ci può essere
 
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#6
Saro' sul percorso,purtroppo niente Cinque Terre per problemi ancora evidenti alla strada...le strade sono mosse,andra' la fuga...
 
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#7
Un Casar se sta bene lo vedo bene in una fuga domani, anche Samoilau e Carrara.
 
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#8
Eh, anch'io avevo pensato a Casar, però non mi ricordo come sia messo in classifica...
 
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#9
niente L'Aquila 2. La tappa è corta e finora squadre come la Liquigas in primis hanno evitato che le fughe prendessero margini troppo ampi.
 
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#10
Casara è ancora a 4', però già uno come petrov ha 38', carrara 1 ora, magari ci va ancora rubiano per i gpm ed ha 17'
 
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