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15^ tappa: Busto Arsizio – Lecco/Pian dei Resinelli
#1
Domenica 20 Maggio 2012

15a Tappa
Busto Arsizio – Lecco/Pian dei Resinelli
(172 km)



Presentazione

Di chi sarà la maglia rosa? Il dilemma cantato dal “principe della risata” e messo in musica dal famoso compositore Nino Rota per il film “Totò al Giro d’Italia” potrebbe calzare a pennello con il clima che si respirerà al raduno di partenza di Busto Arsizio, capolinea della prima tappa veramente difficile della corsa rosa. Per davvero a sera potremmo ritrovarci con una maglia rosa differente da quella che, il mattino, avevamo applaudito nel momento di lasciare la cittadina del varesotto, diretti a quei Piani dei Resinelli che, tra l’altro, realmente videro transitare in sella Totò, quando vi girò, così come nella sottostante Lecco, la spassosa pellicola che lo vide recitare gomito a gomito con i grandi calibri dell’epoca, proprio quelli citati nella canzone e che sarà cantata (doppiato) dallo stesso attore nella scena finale, alla vigilia della frazione conclusiva quando, dopo l’uscita di gara del barbuto professor Casamandrei, la classifica era ancora incertissima.
Se le salite di ieri potrebbero anche non aver causato molte vittime, ben altro ci si attenderà dall’odierna Valcava, durissima ascesa lombarda sconosciuta “fisicamente” a buona parte del gruppo poiché riscoperta dal grande ciclismo solo lo scorso ottobre al Giro di Lombardia, dopo un oblio trentennale. Se ne sentì parlare per la prima volta nel 1986, sempre alla “classica delle foglie morte” e nel tracciato rimase fino al 1990, quando si decise di sbarazzarsene perché considerata esageratamente dura (se la sarebbe ricordata per benino un grimpeur di razza come Fignon, messo in croce dalle sue inclinazioni) per una corsa di fine stagione, un po’ come successo 30 anni prima con il muro di Sormano. La riscoperta delle grandi pendenze avviata da Castellano e proseguita con Zomegnan ha, però, contagiato anche questa corsa che, dodici mesi fa, si è riappropriata di questo colle, proponendolo nell’edizione vinta dall’elvetico Zaugg come sorta di “prova generale” della “prima” assoluta al Giro d’Italia. In entrambi i casi, il colle campeggia sull’altimetria a parecchi chilometri dall’arrivo ma non è un rovescio della medaglia…. è un doppio rovescio della medaglia!! Se è vero, infatti, che dalla cima mancheranno 85 Km al traguardo e, dunque, ci sarebbe tutto il tempo di recuperare, è anche vero che, a mancare, sarà la strada per poterlo fare. Dalla Valcava in poi il percorso sarà su un autentico pettine e, anche se i denti di Berbenno e Bura possono apparir spuntati, non ci sarà respiro tra una salita e l’altra e chi dovesse patire le pene dell’inferno sulla Valcava potrà farsi lassù il segno della croce e recitare il “De Profundis” per tutte le aspirazioni di maglia rosa. Dopo le due ascese citate, infatti, ci sarà da far i conti con la Culmine di San Pietro prima e i Piani dei Resinelli, non estremi ma giudici inappellabili, anche perché l’arrivo sarà in salita, per la terza volta in questa edizione.
Come nella tappa del giorno precedente, la marcia d’avvicinamento alle salite sarà sostanzialmente priva di difficoltà, anche se presenterà un’alternanza fra tratti pianeggianti e altri vallonati.
Si partirà dalla “Manchester d’Italia”, centro che non è stato soltanto uno dei principali poli dell’industria tessile della nostra nazione poiché Busto Arsizio è anche un’interessante città d’arte, meritevole di una sosta per ammirarvi il rinascimentale santuario di Santa Maria di Piazza e alcuni interessanti esempi di archeologia industriale (come il Cotonificio Bustese, dal 2007 sede del Museo del Tessile). Subito dopo il via si transiterà da Cassano Magnago, il paese di Ivan Basso, e poi il tracciato confluirà per un breve tratto in quello della Coppa Bernocchi, fermandosi alle porte del classico circuito del Seprio, quello del “Piccolo Stelvio”, che non sarà affrontato in questa tappa. Quest’anello stradale è un vero e proprio diadema nel quale sono incastonate tre perle, la più prestigiosa delle quali è il parco archeologico dell’antica Castrum Sibrium (l’odierna Castelseprio), iscritto nel 2011 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità e nel quale si conserva intatto solo il monumento più antico del sito, la chiesa di Santa Maria foris portas. Dall’ala protettrice dell’UNESCO si passa, nel volgere di pochi chilometri, a quella del FAI (Fondo Ambiente Italiano), che negli anni ‘70 ha acquisito e fatto restaurare il vicino monastero fortificato di Torba. Pure poco distante è il centro storico di Castiglione Olona, definito da Gabriele d’Annunzio “isola di Toscana in Lombardia” per la presenza di opere di Masolino da Panicale – qui chiamato dal cardinale Branda Castiglioni, nativo del borgo – e di altre nelle quali si denota l’influsso del Brunelleschi.
I “girini” non avranno la possibilità di apprezzare queste stupende pagine di storia e arte, mentre godranno quelle della natura quando, trasferendosi dalla provincia di Varese a quella di Como, taglieranno nel mezzo il parco regionale che preserva la Pineta di Appiano Gentile e Tradate, polmone verde vasto oltre 48 kmq e creato nel ‘700 come riserva di legname su iniziativa dell’arciduchessa Maria Teresa d’Austria.
La corsa procederà in direzione di Como, fermandosi alle porte della cittadina lariana, proprio ai piedi del Colle del Baradello, sul quale troneggiano i resti dell’omonimo castello, dominati dalla torre nella quale morì prigioniero Napo Torriani, il più importante esponente della casata nobiliare che, prima della sconfitta per opera dei Visconti, dominò gran parte dell’Italia settentrionale tra il XII e il XIV secolo. Bypassando Como, si affronterà qui il momento più impegnativo dei primi 70 Km di gara, la salita localmente conosciuta come “La Madruzza” e che conduce verso Lipomo e Tavernerio in circa 4 Km (media del 3,5% con un picco del 14% nel tratto iniziale).
I venti chilometri successivi si svolgeranno, privi di difficoltà altimetriche, alla base del “triangolo lariano”, incontrando per primo Albese con Cassano, il paese di Fabio Casartelli. Successivamente il tracciato toccherà l’importante centro di Erba e poi i due laghi prealpini di Pusiano e Annone. Prima di giungere a Lecco si sfiorerà anche il centro di Civate, nel cui territorio comunale ricade l’abbazia di San Pietro al Monte, situata sulle pendici del Monte Cornizzolo (per raggiungerla è necessaria circa un’ora di cammino) e considerata come una delle principali testimonianze dell’arte romanica in Lombardia.
Raggiunta la città assegnataria della tappa (dal centro di Lecco è possibile raggiungere il traguardo in poco più di 16 Km), si dovranno percorrere ancora circa 8 Km di strada pianeggiante prima di arrivare ai piedi delle grandi difficoltà di giornata, attraversando i borghi che furono fonte d’ispirazione per Alessandro Manzoni. Si passerà, infatti, per la Pescarenico di Fra Cristoforo e poi per Vercurago, dove si trovano i ruderi del castello nel quale dimorò Francesco Bernardino Visconti, il personaggio che ispirò la figura dell’Innominato.
A Calolziocorte si comincerà a prender quota, ma bisognerà lasciar scorrere sotto le ruote altri 5 Km di strada (pur già contenenti qualche strappo a due cifre di pendenza) per arrivare all’inizio della vera Valcava, che principierà nel centro di Torre de’ Busi e terminerà a 1340 metri di quota, dopo aver affrontato una salita lunga 10 Km e caratterizzata da una pendenza media dell’8,7%. Quest’ultimo dato sale al 10,2% nel tratto più duro, lungo quasi 4 Km e dal quale si “riemergerà” a mezzo chilometro dallo scollinamento, dopo aver toccato un picco massimo del 17%. Svalicati accanto ai tralicci di una tra le più importanti postazioni radio-tv dell’Italia settentrionale i “girini” lasceranno il lecchese per la provincia di Bergamo, sulle cui strade si permarrà per una sessantina di chilometri, sicuramente i più “indigesti” di questa frazione. Terminata la planata sulla Valle Imagna si raggiungerà una delle mete più conosciute tra i cicloturisti locali, la località di Berbenno, nota per i passaggi del Giro di Lombardia (quando l’arrivo era a Bergamo) e della “Felice Gimondi”, una delle poche gran fondo italiane a non aver mai cambiato il proprio percorso. Al Giro si seguirà il versante che, in quest’ultima gara, è percorso in discesa, affrontando 8 Km d’ascesa al 3,9%, prima di scendere sulla Val Brembilla e andare ad attaccare la difficoltà successiva, un pelo più impegnativa. Gli 11 Km al 4,2% della Forcella di Bura, secondo dei quattro GPM previsti dal tracciato, condurranno il gruppo nella Val Taleggio, terra di produzione dell’omonimo e prelibato formaggio, dalla quale si farà ritorno nel lecchese attraverso la seconda “grande” salita di questa giornata, la Culmine di San Pietro. È un nome, questo, che inevitabilmente susciterà qualche brivido in gruppo e non solo tra loro per il ricordo della tremenda caduta di Pedro Horrillo, avvenuta in discesa nel corso della tappa di Bergamo del Giro del 2009 e che, dopo un volo nel burrone di 60 metri, pose fine alla carriera del corridore spagnolo. La salita, che sarà scalata al contrario rispetto a questo precedente, vincerà i 500 metri di dislivello verso il passo in due balze separate da una lunga contropendenza. La prima è più impegnativa nel complesso (3 Km all’8,6%) rispetto alla seconda (4,5 Km al 5%) che, però, debutta con un muro di 150 metri al 15%: entrambe sono caratterizzate dalla sede stradale stretta, in particolar modo nell’attraversamento di Vedeseta, centro tutto piazzette, scale e sottopassaggi, così concepito poiché un tempo costituiva una sorta di baluardo difensivo della valle, situata nel territorio della Serenissima Repubblica di Venezia e posta in comunicazione tramite la Culmine con i territori dell’allora Ducato di Milano.
In discesa ci si porterà quindi a Barzio, la principale località montana della provincia di Lecco (una funivia permette di raggiungere il comprensorio sciistico Piani di Bobbio – Valtorta, il più prossimo a Milano) e quindi sotto al Balisio, altro valico entrato nella storia della “classica delle foglie morte”, della quale è stato presenza fissa sul percorso dagli anni ’60 all’edizione disputata nel 2010. Poco meno di 2000 metri di pedalabile salita e poi, per l’ultima volta quest’oggi, si tornerà a scendere, diretti a Lecco. Non vi si tornerà, però, perché giunti a Ballabio si andrà all’attacco degli ultimi 7800 metri, tutti all’insù al 7,8% per raggiungere l’altopiano dove nell’oramai lontano pomeriggio del 4 giugno 1962 splendé l’astro di Soler e dove stavolta potremmo veder tramontare qualche altra stella in aria di rosa.
“Di chi sarà la maglia rosa? Di chi sarà, di chi sarà, di chi sarà???”

I VALICHI DELLA TAPPA

Forcella di Valcava (1336m). Valicato dalla SP 179 (versante lecchese) e dalla SP 22 (versante bergamasco), mette in comunicazione Torre de’ Busi con Costa Valle Imagna. È noto anche come “Valico di Ca’ Perucchini” e “Valico di Valcava”, toponimo con il quale è segnalato sulle cartine del Giro 2012, che gli attribuiscono una quota di 1340 metri. Mai affrontato alla corsa rosa, è stato inserito sei volte nel tracciato del Giro di Lombardia, dal 1986 al 1990 e nell’edizione disputata nel 2011.

Forcella di Campo Gelmi (559m). Valicata dalla strada che sale da Sant’Omobono Terme a Berbenno, tra la località di Campo Gelmi e Selino Alto.

Forcella di Berbenno (768m). Valicata dalla strada che collega Berbenno con Brembilla, coincide con la località Ca di Mar. Inserita in sei edizioni del Giro di Lombardia (dal 1998 al 2003), nel 1998 è stata affrontata come GPM nel corso della tappa Novara – Selvino del Giro d’Italia del 1988: conquistata dal futuro vincitore della corsa rosa Hampsten, vide transitare primo a Berbenno lo spagnolo Angel Ocaña Perez.

Sella di Colle Moscarino (690m). Valicata dalla strada che collega Berbenno con Brembilla.

Forcella di Bura (884m). Separa il Monte Sornadello dallo Zucco di Pralongono ed è valicata dalla strada provinciale che mette in comunicazione Brembilla con Olda (Taleggio). È stata affrontata due volte al Lombardia (1998 e 1999) e altrettante al Giro d’Italia. Prima scalata nel 1964 in occasione della tappa Brescia – San Pellegrino Terme, vinta da Franco Bitossi dopo lo scollinamento in testa di Roberto Poggiali. Non ci fu GPM, invece, nel 2009 quando il Giro del Centenario affrontò la forcella nel corso della tappa Morbegno – Bergamo, vinta dal bielorusso Siutsou.

Passo Culmine San Pietro (1254m). Valicato dalla SP 25, separa la Cima di Muschiada dallo Zucco della Mersa e mette in comunicazione Vedeseta con Barzio. Sul passo un cartello segnala l’erronea quota di 1300 metri. Il Giro l’ha affrontato una sola volta, nella già citata tappa di Bergamo del Giro 2009: scollinò in testa lo spagnolo Héctor González Baeza.

Colle di Balisio (723m). Valicato dalla SP 62, mette in comunicazione la Valsassina (Barzio) con Ballabio e Lecco. Presenza fissa al Giro di Lombardia dagli anni ’60 al 2010, in tre occasioni vi è transitato il Giro d’Italia (1962, 1989 e 1995), anche se solo nella seconda ci fu il traguardo GPM (primo in vetta Stefano Giuliani), affrontato nella tappa Sondrio – Meda vinta dall’australiano Phil Anderson. Nel 1962 si percorreva un finale identico a quello di quest’anno, con traguardo fissato ai Piani dei Resinelli. Nel 1995, arrivando da Bellano nel corso della Lenzerheide – Treviglio (vinta da Giuseppe Citterio), il GPM era collocato a Taceno, una quindicina di chilometri prima del Balisio, dove scollinò lo spagnolo Federico Muñoz Fernández.

Sella Piano dei Resinelli (1276m). Coincide con la località d’arrivo, dove il Giro ha fatto scalo nel 1962, al termine di una tappa partita dall’Aprica e vinta dallo spagnolo Angelino Soler Romaguera. Sulle cartine del Giro 2012 il traguardo è segnalato a quota 1280.

Mauro Facoltosi - ilciclismo.it


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#2
Giro d'Italia, Busto Arsizio pronta all'appuntamento
La volata verso la partenza della quindicesima tappa del Giro d’Italia da Busto Arsizio, in programma domenica 20 maggio, è stata lanciata dalla sala Tramogge dei Molini Marzoli a Busto Arsizio con la presentazione del ricco programma di eventi collaterali che introdurranno l’evento agonistico. La maglia rosa è stata idealmente vestita dal sindaco Gigi Farioli che ha potuto contare su gregari eccellenti quali Faustino Coppi, figlio del grande Fausto, l'assessore allo sport della Provincia di Varese Giuseppe De Bernardi Martignoni, l'assessore allo sport del comune di Busto Arsizio Ivo Azzimonti, Paola Reguzzoni di Agesp, il presidente della Camera di Commercio di Varese Bruno Amoroso, Luca Castiglioni, presidente ASSB e Stefano Allocchio, responsabile della gestione sportiva di Rcs Sport . Una squadra decisa a pedalare di gran carriera percorrendo diverse tappe verso la giornata in rosa che sarà dedicata a Fausto Coppi, il campionissimo ha infatti difeso i colori del Velo Club Bustese per oltre dieci anni: “ Mio padre aveva Busto Arsizio nel cuore – ha affermato Faustino Coppi – era legato a questa località e ci tornava spesso. Anch’io vengo qui con piacere per respirare il clima che gli era caro e sono contento di presiedere il comitato d’onore di questa tappa del Giro d’Italia 2012”. Il comitato tappa formato da Paola Reguzzoni, Claudio Vegetti, Gigi Marrese, Gaetano Spinola, Claudio Grillo e Emanuela Bonecchi ha lavorato alacremente in questi mesi per mettere a punto una serie di eventi che daranno modo agli sportivi di avvicinarsi alla partenza del giorno 20 maggio da Busto Arsizio con il giusto entusiasmo che questo evento ciclistico merita. Il Giro d’Italia ritorna a Busto Arsizio dopo undici anni e per tutta la città questo periodo sarà l’occasione per avvicinarsi allo sport del pedale come hanno sottolineato Alberto Della Torre e Stefano Zanini, due illustri ex del ciclismo professionistico. Numerosissimi gli eventi collaterali programmati ,che di volta in volta saranno illustrati nel dettaglio, suscita già interesse la serata del 20 aprile quando si ricorderà Fausto Coppi
Tra gli appuntamenti più vicini ci sono dal
al 13 aprile al 6 maggio "Le aiuole di Busto sbocciano in Rosa"; il 14 aprile il via al bike sharing cittadino; il 20 aprile ai Molini Marzoli la serata dedicata al grande Fausto Coppi con la regia organizzativa dall'Assb; dal 21 aprile al 6 maggio anche la festa di San Giuseppe, che si tiene tradizionalmente al parco per la Vita di viale Stelvio, si colorerà di rosa, il 28 aprile il team MTB Evaloon organizzerà una pedalata nel Parco Alto Milanese aspettando il Giro. Dal 12 al 22 maggio mostra di biciclette d'epoca al Museo del Tessile e sempre nella stessa location la mostra storica di cimeli e fotografie dei campioni del ciclismo, dal 12 al 27 maggio. Cresce l’attesa e l’entusiasmo per Busto Arsizio in rosa: il prologo nella sala Tramogge ai Molini Marzoli lascia presagire dei momenti di festa e aggregazione nel segno del Giro d’Italia.

tuttobiciweb.it
 
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#3
Giro, il sogno rosa di Busto Arsizio
“Aiutiamo il Giro” è stato questo il motivo della riunione promossa dall’amministrazione comunale di Busto Arsizio nell’accogliente Sala Tramogge, ai Molini Marzoli. In platea i rappresentanti delle società sportive bustesi e molti appassionati delle due ruote pronti a mettersi a disposizione per l’allestimento degli eventi collaterali e della partenza della tappa del Giro d’Italia del prossimo 20 maggio, L’assessore allo sport Ivo Azzimanti ha ringraziato le società sportive bustesi per la grande partecipazione segno di una particolare attenzione al grande evento, mentre Giovanni Restelli, dirigente del Settore Linee Strategiche d’Intervento del Comune di Busto Arsizio, ha illustrato gli aspetti logistici della partenza di tappa, concordati con gli organizzatori di RCS Sport, con il fulcro della mattinata di partenza previsto presso il parco del Mueo del Tessile. Molte le iniziative in programma in avvicinamento al 20 maggio, qualcuno di stampo ciclistico, altre con maggiore coinvolgimento di tutte le realtà sportive e non. Per i ciclofili da non perdere la serata del 20 aprile dedicata a Fausto Coppi, la pedalata nel Pardo dell’Altomilanese in mountain bike di sabato 28 aprile, la mostra delle bicicletta d’epoca e altri cimeli ciclistici dal 12 al 22 maggio, l’iniziativa Bimbinbici del 12 maggio, la classica Pedalata in rosa del 17 maggio e la mostra fotografica “La gente del Giro” che verrà inaugurata il 18 maggio.

tuttobiciweb.it
 
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#4
Giro a Busto, domani in scena la "Serata Coppi"
Nell’ambito delle manifestazioni collaterali alla partenza della tappa del Giro d’Italia da Busto Arsizio, prevista per domenica 20 maggio, un appuntamento da non perdere è la “Serata Coppi”: ricordo di un mito, in programma venerdì 20 aprile. La manifestazione voluta da ASSB , prevista presso Sala Tramogge ai Molini Marzoli a partire dalle ore 20.30, vedrà nelle vesti di narratore della figura e delle gesta del Campionissimo il giornalista e scrittore Claudio Gregori. Al termine dell’illustrazione ci sarà la possibilità di effettuare domandeop considerazioni sul Campionissimo che ha vestito per molti anni la maglia del Velo Club Bustese. L’ingresso alla Sala Tramogge è libero.

[Immagine: showimg.php?cod=48361&tp=n]

tuttobiciweb.it
 
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#5


 
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#6
Ma come mai i Resinelli sono considerati dei 2^a categoria? A me sembra impegnativa come salita, almeno sulla carta (e anche vedendo il video. Che metodo di classificazione usano per le salite?
 
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#7
forse il kilometraggio
 
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#8
Domani vincerà di nuovo la fuga...la tappa di oggi secondo me ha tolto certezze finanche alla Liquigas, quindi domani tireranno meno anche loro. Chi aspettarsi domani? El salbaneo si sarà ripreso?
 
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#9
Da gazzetta.it i dettagli di due delle salite che piacciono tanto a zelk Asd:

Valcavia
[Immagine: tappa_15_S02.jpg?v=20120420131314]

Culmine di San Pietro
[Immagine: tappa_15_S03.jpg?v=20120420131314]

 
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#10
(20-05-2012, 02:29 AM)Carles Puyol Ha scritto: Domani vincerà di nuovo la fuga...la tappa di oggi secondo me ha tolto certezze finanche alla Liquigas, quindi domani tireranno meno anche loro. Chi aspettarsi domani? El salbaneo si sarà ripreso?

Sì, Sella è un nome che ci può stare. Butterei lì anche un Carrara (che qualche giorno fa aveva detto che aveva già individuato le tappe in cui attaccare), un Brambilla, un Pardilla, un Garate: gente comunque che in salita ci sa andare, non come quelli che son partiti oggi (senza offesa perchè son stati bravissimi, ma vedersi giocar la vittoria di un arrivo in salita un mezzo cronomen e un pistard... boh...).

La fuga non è poi così scontata che arrivi per me: ci sta che per inerzia li vadano a riprendere. :D Son curioso di veder come giocano le squadre: di sicuro l'Androni ne mette almeno uno davanti (2 se la fuga è numerosa), e secondo me lo stesso faranno i Colnago. Lampre, Liquigas, Katusha, Astana invece le vedo già più compatte: questo però non significa che nessun loro uomo possa partir già sulla prima salita ed esser punto di appoggio successivamente. Speriamo che Cunego oggi non si sia buttato troppo via, che domani sì che può far davvero comodo...
 
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