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1966, vinco anch'io! No tu no Poulidor
#1
1966, vinco anch'io! No tu no Poulidor
Uno Jacques Anquetil ormai sul viale del tramonto prova a mettere i bastoni tra le ruote all'eterno rivale Poulidor per impedirgli di conquistare la "Grand Boucle". Gianni Motta e Felice Gimondi continuano nella loro ascesa, mentre Eddy Merckx fa la sua comparsa nella scena internazionale.

[Immagine: podiotour66.jpg]
Da sininistra: Raymond Poulidor, Lucien Aimar e Jan Janssen - ledicodutour.perso.sfr.fr

Correva l'anno 1966, in Italia veniva introdotta l'ora legale, l'Inghilterra vinceva i Campionati Mondiali di calcio ed il film "Signore & signori" di Pietro Germi vinceva la Palma d'Oro al Festival di Cannes.
Contemporaneamente nel mondo del ciclismo Eddy Merckx cominciava quella che sarà considerata una carriera inimitabile, Felice Gimondi e Gianni Motta continuavano ad ottenere vittorie di prestigio nonostante la giovane età ed Anquetil ancora una volta provava ad infrangere i sogni di gloria del connazionale Raymond Poulidor.

L'inizio di stagione
Il 13 marzo 1966 partì da Roma la prima edizione della Tirreno - Adriatico, corsa che negli anni diverrà un viatico fondamentale per tutti quei corridori che puntano a vincere la Milano - Sanremo. A vincere fu il velocista veneto Dino Zandegù davanti al "Camoscio d' Abruzzo" Vito Taccone ed allo svizzero Rolf Maurer. Nello stesso periodo, in Francia, come al solito, si svolse la Parigi - Nizza, a vincere per la quarta volta fu Anquetil davanti a Poulidor ed il nostro Vittorio Adorni.
Due giorni prima della Milano - Sanremo si svolse anche il Giro del Piemonte, a vincere fu il tedesco Rudi Altig che si apprestava a vivere un anno da protagonista.

Milano - Sanremo
Il 20 marzo 1966 si tenne la 57esima edizione della Milano - Sanremo, dopo 100 km abbastanza tranquilli è Guido Carlesi a scatenare la "bagarre" in quel di Novi Ligure, in seguito ad Albisola è Gimondi a prendere in mano l'iniziativa ed a sgretolare pian piano il gruppo fino a rimanere in 17 all'imbocco del Berta. Qua se ne vanno in quattro: Dancelli, De Rosso, Letort e Poggiali, ma nel tratto che porta al Poggio arrivano di gran carriera anche i belgi Merckx, Desmet, Herman Van Springel, Robert Lelangue, i francesi Poulidor, Foucher, Lucien Aimar, l'olandese Hubert Zilverberg, lo svizzero Rolf Maurer e i nostri Carlesi, Balmamion, Adriano Durante, Adriano Passuello, Severino Andreoli. Nessuno riuscirà più a fare la differenza da lì in poi, nemmeno Poulidor, e così la Milano - Sanremo verrà decisa in volata. A trionfare a sorpresa è il ventunenne belga Eddy Merckx, per la gioia della madre Jenny che addirittura svenne davanti alla Tv. Completarono il podio Adriano Durante ed il belga Herman Van Springel.



Milano - Sanremo 1966

Le classiche del Nord
Appena tre giorni dopo la Sanremo, in Belgio, si svolse la Gand - Wevelgem, a vincere fu Herman Van Springel davanti al connazionale Noel Van Clooster ed al danese Palle Lykke Jensen. Tre giorni dopo invece Rik Van Looy trionferà sul traguardo di Harlbeke, mentre il 6 aprile Merckx vinse il GP. Pino Ceremi ed il dì seguente Jan Janssen conquistò la Freccia del Brabante.
Il 9 aprile 1966 si tenne la la 50esima edizione del Giro delle Fiandre, a vincere fu Edward Sels, secondo l'anno prima, davanti ad Adriano Durante, nuovamente secondo proprio come 19 giorni prima in quel di Sanremo, e Georges Vandenberghe.
La settimana seguente fu la volta della 64esima edizione dalla Parigi - Roubaix, la quale, per noi italiani, fu più fortunata rispetto alle due classiche monumento precedenti, infatti a trionfare fu Felice Gimondi che precedette Jan Janssen e Gustaaf Desmet ed altri corridori di oltre quattro minuti.



Parigi - Roubaix 1966 integrale

Classiche delle Ardenne e Campionato di Zurigo
Il 29 aprile 1966 Michele Dancelli vinse davanti ad Aimar ed Altig la Freccia Vallone, mentre il giorno seguente, in Olanda, si svolse la prima edizione dell'Amstel Gold Race, a trionfare fu il francese Jean Stablinski davanti a Bernard Van de Kerkhove e Jan Hugens. Tutti e tre correvano per la Ford France ed arrivarono al traguardo insieme con più di due minuti sul quarto.
Appena un giorno dopo, in Svizzera, si corse il campionato di Zurigo, anche quest'anno dominato dagli italiani con Italo Zilioli che precedette Luciano Armani e lo svizzero Francis Blanc. A chiudere un incredibile quattro giorni di ciclismo ci fu la Liegi - Bastogne - Liege, dove Jacques Anquetil colse una delle sue ultime vittorie di prestigio davanti a Victor Van Schil e Willy In 't Ven.

Vuelta a Espana
Il 28 aprile prese il via da Murcia la 21esima edizione della Vuelta a Espana, vista l'assenza dei big stranieri a giocarsela furono i padroni di casa con Francisco Gabica, vincitore della crono di 61 km, che precedette i connazionali Eusebio Vélez e Carlos Echeverría. I tre conclusero la Vuelta compresi in appena 44 secondi. La maglia a punti venne vinta dall'olandese Jos Van der Vleuten, mentre quella degli scalatori da Gregorio San Miguel.

Giro d'Italia
Il 18 maggio 1966, a Montecarlo, per la partenza del Giro d'Italia, si presentò il "gota" del ciclismo Mondiale; c'erano Anquetil, Gimondi, Motta, Adorni, Julio Jimenez, Altig, Taccone, Marino Basso, Zandegù, Zilioli, Balmamion, Bitossi e Dancelli. La prima tappa venne vinta dal "Camoscio d'Abruzzo" Vito Taccone che però già il giorno seguente dovette cedere la maglia rosa allo spagnolo Julio Jimenez che aveva vinto la tappa. Il tre volte vincitore della classifica degli scalatori della Vuelta tenne il simbolo del primato per ben dieci tappe prima di perderlo a favore di Adorni nella crono di 46 km che attraversava Parma. Appena due giorni ed anche il vincitore del Giro del 65 fu costretto a cedere la rosa, nella tappa di Brescia vinta da Jimenez infatti il simbolo del primato passò nelle mani di Motta. Il buon Gianni non solo riuscì a difendersi dagli attacchi dei numerosi pretendenti, ma si dimostrò pure nettamente superiore a loro vincendo due tappe ed arrivando a Milano con quattro minuti su Zilioli, secondo, e quasi cinque su Anquetil che salì sul gradino più basso del podio. Motta vinse anche la classifica a punti, mente Bitossi fu maglia verde.





Tappe Giro d'Italia 1966.


Tour de France
Il 14 luglio 1966 partì da Nancy la 53esima edizione del Tour de France, Raymond Poulidor e Jacques Anquetil erano ancora una volta i favoriti, vista anche l'assenza del vincitore dell'anno precedente Felice Gimondi. Ma tra lo stupore generale a vincere fu Lucien Aimar, gregario di Anquetil che prese la maglia gialla grazie ad una fuga da lontano e riuscì a tenerla grazie all'aiuto del suo capitano che si sacrificò pur di non far vincere l'eterno rivale. Poulidor per la verità nemmeno ci arrivò vicino a conquistare la "Grand Boucle" e non riuscì nemmeno a salire sul secondo gradino più alto del podio, dovendosi accontentare quindi del terzo posto alle spalle di Aimar e Jan Janssen. Fu il tedesco Rudi Altig a vincere il maggior numero di tappe, tre, tra cui la prima e l'ultima. Tra gli italiani bene Bitossi vincitore di due tappe, Marcello Mugnaini quinto e vincitore di una tappa e Tommaso De Prà vincitore di una tappa e maglia gialla per un giorno. La maglia verde se la portò a casa Willy Planckaert, mentre quella a pois la vinse Julio Jimenez.

Classiche pre - Mondiale
Protagonisti di questa parte di stagione furono ancora Motta e Zilioli, il primo vinse la Tre Valli Varesine, mentre il secondo il GP di Prato. Vito Taccone vinse la corsa di casa sua, il Trofeo Matteotti, Bruno Mealli il Gp di Camaiore e Raffaele Marcoli la Coppa Bernocchi.


Tre Valli Varesine 1966

Campionato del Mondo

La 33esima edizione dei Campionati Mondiali di Ciclismo su strada si tenne in Germania, ad Adenau(dove nel 1927 i primi quattro furono italiani, per la cronaca vinse Binda), il 28 agosto 1966.
Al decimo giro il gruppo era ancora compatto e così fu Felice Gimondi a lanciarsi all'attacco cercando di raggiungere Julio Jimenez che era partito poco prima, ma l'italiano ne aveva di più e se ne andò, rimanendo da solo per oltre 25 km, prima da essere raggiunto dal gruppo. Quando i corridori iniziarono l'ultimo giro solo 8 atleti erano rimasti nel gruppo testa: gli italiani Gimondi, Motta e Zilioli, i francesi Anquetil, Poulidor e Stablinski e due belgi, Van del Bosch e Eddy Merckx. Ormai i giochi sembravano fatti ma Aimar, vincitore del Tour del 1966, ritrascinò in gruppo Rudy Altig. Al cartello dei cinque chilometri dall'arrivo Gimondi, che aveva speso tantissimo, e i due belgi si piantarono mentre Altig raggiunse la testa della corsa. L'allungo di Altig fu impressionante, partì all'ultimo chilometro con una progressione che schiantò prima Zilioli, poi Stablinski e infine Motta. Gli ultimi a resistergli furono Anquetil e Poulidor, che però si dovettero inchinare proprio sotto lo striscione dell'arrivo. Altig si rifece così per il secondo posto dell'anno prima dietro a Simpson, vincendo alla grande il Mondiale davanti al pubblico amico.

Corse di fine stagione
Nel settembre del 1966 si tenne la prima edizione del Campionato Italiano con la formula della corsa unica al posto del trittico, a vincere fu Michele Dancelli. Più o meno nello stesso perido Michele Dancelli vinse anche il Giro dell'Appennino, il Giro del Lazio ed il Giro del Veneto; Adriano Durante vinse la Milano - Vignola, Carmine Preziosi vinse il Giro dell'Emilia, mente Felice Gimondi vinse la Coppa Placci e la Coppa Bernocchi, Guido Reybrouck vinse la Parigi - Tours e Franco Bitossi la Coppa Sabatini.

Giro di Lombardia
Il 22 Ottobre 1966 si tenne la 60esima edizione del Giro di Lombardia.
La corsa è movimentata sin dall'inizio e sulla salita che porta a San Fedele, mentre davanti, in fuga, c'erano già Motta, Dancelli, Polidori, Merckx e Van Springel, dal gruppo evasero: Adorni, Gimondi, Anquetil e Janssen a cui successivamente si aggiunsero anche Poulidor ed Anquetil. La rincorsa degli inseguitori si concluse poco prima di Argegno quando i due gruppetti si ricongiunsero ed al comando si trovarono quindi undici corridori. Sulla salita di Schignano è Gimondi a scattare a ripetizione e con lui rimasero solo Adorni, Anquetil, Poulidor e Merckx; in vetta i cinque precedettero di 40 secondi Van Springel, Dancelli, Janssen e Polidori. La discesa su Argegno vede il bel recupero di Dancelli che riuscì a rientrare sulla testa della corsa dove quindi a 30 km dal traguardo rimasero in sei. Sul San Fermo è ancora il due della Salvarani Gimondi - Adorni a provare a fare la differenza, ma nessuno riuscì ad andarsene e così la corsa si concluse in volata dove riuscì a prevalere Gimondi grazie al compagno di squadra Adorni che riuscì ad ostacolare Merckx quel tanto che bastava per far vincere il compagno.



Giro di Lombardia 1966, volata finale

Classifica Super Prestige Pernod 1966
- Jacques Anquetil
- Felice Gimondi
- Raymond Poulidor
- Jan Janssen
- Lucien Aimar

Luca Saugo "Pagliarini"
 
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[+] A 2 utenti piace il post di Luciano Pagliarini
#2
Interessantissimo come sempre.

Nel 1966 si tenne anche l'ultima esibizione in pubblico dei Beatles.
 
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#3
Il titolo è da Doh però ti rinnovo ancora una volta i miei complimenti Occhiolino

Sul 66 c'è poco da dire, è un anno di transizione tra il campione ormai in declino (Anquetil) e il campionissimo che verrà e che comincia già a trovare il feeling con la vittoria.
Jacques quest'anno vince la sua unica classica della carriera, però nei grandi giri dimostra che gli anni passano anche per lui. Al Tour Anquetil non interessa più la vittoria, ma gli interessa far perdere il rivale Poulidor. Il rapporto tra Anquetil-Poulidor è veramente particolare: Jacques non sopportava che Pou-Pou lo avesse superato nel cuore dei tifosi francesi e ogni (rara) sconfitta contro di lui gli pesava il triplo, mentre Raymond aveva un timore revenziale nei confronti del campione, timore che gli è costato molte sconfitte...

Per Gimondi un annata buona perchè coglie due autentiche perle, ma manca l'obiettivo stagionale, il Giro, a favore di Motta, che io ho sempre sottovalutato, ma forse aveva il talento dei migliori, ma non la testa da campione. Il suo inizio di carriera comunque non è inferiore a quello di Felice...
 
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#4
La carriera di Motta è particolare comunque, un po' simile a quella di Cunego per certi versi, exploit da giovanissimo e fase discendente già a 27 - 28 anni, poi si misero anche gli infortuni a penalizzarlo...

Ps: questa settimana penso di non avere tempo per fare l'articolo, o comunque entrò martedì non ce la fo...
 
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