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2^ tappa: Herning - Herning
#1
Domenica 6 Maggio 2012

2a Tappa
Herning - Herning
(206 km)



Presentazione

Così a nord non si era mai arrivati, in nessuna delle grandi corse a tappe del panorama ciclistico. Finora chi aveva osato di più era stato il Tour che nel 1998, l’anno della doppietta di Pantani, si era spinto sino a Dublino. Mezzo gradino sotto, questione di qualche grado di latitudine, si era piazzata la corsa rosa quando, nel 2002, aveva individuato nell’olandese Groningen la sede di partenza della prima edizione vinta da Savoldelli. Distacco più deciso per la Vuelta che per lo start dell’edizione vinta da Valverde (2009) si era fermata ad Assen, sempre nei Paesi Bassi. Ma quest’anno, con un deciso scatto verso l’alto, il Giro sorpasserà la Grande Boucle raggiungendo un vertice che si annuncia difficilmente battibile, forse nemmeno quando i capi del Tour prenderanno in considerazione, per un ipotetico Grand Départ, la candidatura di Edimburgo. Prendiamola come una sorta di piccola rivalsa contro la supremazia del Tour, anche se non sarà la prima volta che il Giro “bagnerà il naso” alla corsa transalpina: siamo stati i primi a proporre le crono e gli arrivi in salita all’interno della corsa e avremmo avuto anche lo “ius primae noctis” sul prologo se Torriani non fosse stato costretto ad annullare, causa una manifestazione di piazza, quello che aveva predisposto come atto d’apertura dell’edizione 1967.
Il raggiungimento del “Capo Nord” del Giro d’Italia non sarà l’unica emozione che riserverà una tappa abbastanza scevra da ebbrezze, almeno sulla carta. Alla pressoché totale mancanza di salite – si affronterà solo un modestissimo GPM di 4a categoria, di una facilità tale che forse non ispirerebbe nemmeno gli organizzatori del Tour – faranno da rovescio della medaglia i quasi 40 Km che il gruppo trascorrerà sulle rive del Mare del Nord. Poco importa che quel tratto sarà percorso nella prima metà tappa poiché, se si dovesse verificare una o più fratture nel gruppo a causa di ventaglio e davanti andassero a tutta, questa tappa potrebbe per molti rivelarsi fatale e, addirittura, far naufragare le speranze di vittoria finale per qualcuno. Che col vento non si scherza lo dimostra il fresco ricordo della tappa della Grande-Motte disputata al Tour del 2009, quando gli inseguitori non riuscirono – nonostante le dritte e filanti strade della Camargue – ad annullare il vantaggio di 40” acquisito dagli attaccanti, tra i quali figurava Lance Armstrong.
L’azzurro del mare, in questa prima frazione in linea, i “girini” non lo incontreranno subito, ma dopo aver affrontato una quarantina di chilometri immersi in un verde quasi incontrastato. Rarissimi i centri abitati perché una caratteristica della Danimarca è quella di presentare la pianura punteggiata di piccoli borghi rurali ben distanti tra loro, alcuni di dimensioni considerevoli ma oramai privi d’autonomia. Nel 2007, infatti, una riforma amministrativa dei municipi danesi ha ridotto il loro numero complessivo da 271 a 98, accorpando quelli più “piccoli” come Videbæk (che comunque conta più di 12000 abitanti), la prima località dopo Herning segnalata sull’altimetria ufficiale, che con altri quattro centri è andato a formare un nuovo municipio il cui capoluogo è l’importante porto peschereccio di Ringkøbing. Le acque che, qui giunto, il gruppo lambirà per prime non saranno ancora quelle del mare aperto ma quelle di un vasto fiordo, più simile a una laguna per l’assenza delle montagne tutto attorno. Il tratto costiero inizierà dopo la località di Søndervig e si rivelerà come una sorta di processione tra le acque perché strada facendo si avranno a sinistra il mare e sul lato “a terra” altri tre grossi fiordi e diversi laghetti minori, che in danese si chiamano semplicemente “sø”. Curiosamente il mare non lo si vedrà mai, celato alla vista da diverse catene di dune ricoperte dalla vegetazione che non sempre riescono a impedire alla violenza dei venti di spazzare la strada e che talvolta, come nel caso delle “Husby Klit”, sono talmente estese da costringere la strada ad addentrarsi per diversi chilometri nell’entroterra prima di tornare in vista del litorale.
Dopo il vasto fiordo di Nissum si abbandoneranno definitivamente le coste del Mare del Nord per puntare in direzione della cittadina di Lemvig, paese natale di Jeans Christian Skou, premio Nobel per la chimica nel 1997. Anziché entrare subito in questo centro, si andrà a compiere una specie di circuito di una decina di chilometri nel corso del quale, girando attorno al piccolo lago Horn, si raggiungerà nei pressi della località di Underbjerg il “Capo Nord” del Giro. Tornati a Lemvig, verrà il momento di affrontare la prima salita ufficiale del Giro 2012, l’Østerbjerg. Acquarone e soci sono andati a cercarsela con il lanternino questa modestissima asperità, che “svetta” a soli 48 metri di quota, non arriva al chilometro di lunghezza per circa 200 metri e si presenta inclinata al 5,5%, concedendosi un esborso massimo del 7,4%. Non farà paura a nessuno e nemmeno i velocisti la temeranno, piazzata com’è a quasi 90 Km dalla conclusione. Addirittura, potrebbe anche essere uno di loro a transitare per primo sotto lo striscione del Gran Premio della Montagna, andando così a indossare la prima maglia verde.
Da qui in avanti grossissime difficoltà non dovrebbero incontrarsene più, anche se un tratto meritevole d’attenzione si affronterà in vista del centro di Struer, preceduto dal passaggio sull’istmo che spartisce le acque dolci del lago Kilen da quelle delle salmastre del golfo di Venø, 300 metri appena di strada ma si sa che, per creare una frattura, basta un amen.
Prendendo ora con decisione a puntare su Herning il tracciato della prima frazione si porterà nell’importante cittadina di Holstebro, centro che vanta un’antica tradizione commerciale e presenta un aspetto moderno, grazie anche alle numerose opere d’arte contemporanea che lo abbelliscono: la più conosciuta tra queste, la statua della “Donna sul carro”, ha firma apparentemente italiana ma l’autore, Alberto Giacometti, è in realtà uno scultore originario della Val Bregaglia, una delle vallate d’idioma italiano del Canton Grigioni. Chi, invece, fosse alla ricerca di una pagina artistica “classica” e al contempo rilevante, dovrà ora abbandonare il percorso di gara e portarsi a Vinderup, compiendo una digressione di una quarantina di chilometri che permetterà di visitare il parco naturale Hjerl Hede (con interessante museo all’aperto) e, soprattutto, la chiesa romanica di Sahl che conserva un pregevole altare d’oro.
Dopo Holstebro il tracciato abbandonerà la strada più diretta per Herning, seguendo un itinerario più defilato tra le campagne, toccando i centri di Sørvad e Vildbjerg, presso il quale da oltre 30 anni si svolge la “Vildbjerg Cup”, torneo di calcio giovanile di caratura internazionale. Sfiorato un altro degli innumerevoli laghetti danesi il gruppo entrerà in Herning tagliando, di lì a breve, la stessa linea d’arrivo della cronometro. I velocisti avranno già avuto tutto il tempo di prendere le misure del rettilineo, ma potranno ancora studiarselo a puntino perché la tappa non sarà ancora finita. Infatti, una tornata di una dozzina di pianeggianti chilometri farà calare il sipario sul primo atto del Giro 2012.

Mauro Facoltosi - ilciclismo.it



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#2
La zona più vicino al mare , quindi dove si possono creare maggiormente ventagli , è un po troppo lontana dal traguardo per poter creare dei buchi .
 
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#3
Mah, mai dire mai: ci son tanti corridori non abituati a cose del genere. Non mi stupirei se qualcuno rimanesse indietro.

Comunque l'arrivo è interessante: Cav di solito parte in maniera soft e un arrivo così non è proprio l'ideale per lui, Guardini e Chicchi potrebbero pagar la leggera ascesa che accompagna tutti gli ultimi 500mt. Modolo o Hushovd potrebbero esser molto adatti, Tylerino Farrar e Bennati - due piazzati per eccellenza - rischiano di esser i due favoriti principali per la vittoria. :o Sisi
(sempre che si arrivi a ranghi più o meno compatti, ovviamente)
 
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#4
Arriveranno tutti gruppetti sbrillentati?
Hesjedal,miglior big nella crono odierna,potrà contare di una bella squadra al servizio

L'Astana potrebbe patire più la cronosquadre che questa tappa,Gasparotto,Kangert e Ponzi sono ottime spalle per Kreugir

Coperto anche Rodriguez con Brutt,Ignatiev,Smukulis e Kuschynski

GreenEdge fa paura in vista dei ventagli,anche se non hanno l'uomo di classifica

Non si possono fare calcoli comunque,il vento può sorprendere in ogni momento,tutti vorranno stare avanti,appunto,tutti davanti non ci stanno!
 
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#5
sicuramente vedremo grande lotta, ma oggi tirava vento da nord ovest, questo significa che quando saranno sul mare sarà contrario, dovrebbe essere un pò laterale nel tratto del rifornimento per poi passare a favore, quindi a meno di cambi di direzione del vento dalla tappa di oggi, non penso ci saranno ventagli, io ho pià paura delle cadute per domani perchè ci sono in gruppo più di 15 velocisti e forse 4-5 squadre non ne hanno per niente, quindi le altre vorrano stare davanti nel finale.

Per quanto riguarda i favoriti io penso Goss, Cavendish ha vinto la 1° tappa 1 volta su 10 in un Gt, Guardini forse patisce la salitella, magari Modolo più adatto ad arrivi così, Bennati e Farrar magari fanno un exploit già subito, Demare non so come va in salita, non l'ho mai visto correre, però forse essendo al primo Gt trovare spazio davanti è difficile con gente così, chissà che magari non esca dal cilindro Renshaw da subito o magari Ventoso.
 
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#6
Premesso che il vento può creare casino ma se (e sottolineo se) dovessero arrivare in volata compatta:
Cav lo vedo vincente dalla 5 tappa, anche se sicuramente ci sarà e tutti lo cercheranno
Farrar temo non sappia più vincere anche se è l'unico velocista che con 2 vittorie può strappare la maglia rosa a Phinney
Goss ha dalla sua un'ottima squadra e un buon treno, in Turchia tutto sommato stava bene, non può arrivare sempre secondo Asd
Renshaw-Bos non li vedo benissimo, un po' per l'arrivo leggermente in salita, un po' perché non li vedo al top entrambi
Guardini-Demare mine vaganti ma non partono esattamente dalla prima fila nella mia testa...
Bennati no comment che sono di parte
Feillu si trova abbastanza a suo agio nel Nord, e soprattutto si trova a suo agio nelle volate confusionarie, e le prime di un GT lo sono...
Hushovd si è preparato al meglio per queste tappe, ma in una volata di gruppo non credo abbia più lo spunto decisivo per vincere
Modolo è il mio favorito Sisi Ha tutto per vincere

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V

Modolo poi Hushovd e Feillu, top 5 per Cav e Goss...sorpresa (neanche tanto) Belletti?
 
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#7
Considerando anche la forma mostrata al Giro di Turchia, Modolo potrebbe proprio fare un bell'arrivo. La tappa è complessa, arriveranno "spompati" e Cavendish patisce le gare "vere"... Domani vedo molto bene Goss, tra gli stranieri.
Chissà se il giovane Demare riuscirà a cavarsela... in ogni caso se il Giro d'Italia riuscirà ad aver disegnato un arrivo in grado di far alzare le braccia a Hushovd o Bennati...beh, sarebbe da premio Nobel il disegnatore! :P
 
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#8
Hushovd arriva a braccia alzate in tappe come quella dell'Aubisque o quella di Gap non ha bisogno che gli disegnino tappa a favore Occhiolino
Bennati invece non vince mai, puoi pure fargli il percorso su misura, ma se vuoi che vinca devi rubare le bici di tutti gli altri velocisti in gruppo...
Cazzate a parte per domani credo in Modolo, sta bene e su arrivi in leggerissima salita si trova decisamente a suo agio...
 
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#9
(05-05-2012, 11:58 PM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Hushovd arriva a braccia alzate in tappe come quella dell'Aubisque o quella di Gap non ha bisogno che gli disegnino tappa a favore Occhiolino
Bennati invece non vince mai, puoi pure fargli il percorso su misura, ma se vuoi che vinca devi rubare le bici di tutti gli altri velocisti in gruppo...
Cazzate a parte per domani credo in Modolo, sta bene e su arrivi in leggerissima salita si trova decisamente a suo agio...

Intendevo l'Hushovd versione 2012 eh Occhiolino
 
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#10
M'ero scordato di Goss: è uscito bene dal Turchia. Però rimango coi miei due favoriti Farrar-Bennati (che se vince vi spernacchio vita natural durante) e - a seguire - Modolo-Hushovd.

Per la cronaca, Modolo è uscito dal Giro di Turchia un po' incocciato da una caduta, mentre Belletti ha abbandonato ben presto (2^ tappa?) il Romandia per problemi gastrointestinali mi pare: entrambi han risolto ovviamente, però potrebbero esser stati un po' rallentati da questi inconvenienti...

Ah, vediamo chi e in quanti arrivano, perchè anche Phinney ha un discreto spunto veloce eh... Sisi
 
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