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Artista figurativo del decennio - CM Artist of the decade
#1
Artista figurativo decennio per decennio, dal 1250 ai giorni nostri.




ALBO D'ORO

1250-59: Nicola Pisano (ITA, 1223-1281)
1260-69: Nicola Pisano [2]
1270-79: Nicola Pisano [3]
1280-89: Arnolfo di Cambio (ITA, 1235-1302)
1290-99: Giotto (ITA, 1267-1337)
1300-09: Giotto [2]
1310-19: Giotto [3]
1320-29: Giotto [4]
1330-39: Giotto [5]
1340-49 Pietro (ITA, 1280-1348) e Ambrogio Lorenzetti (1290-1348) [ex-aequo]
1350-59: Tommaso da Modena (ITA, 1326-1379)
1360-69: Giovanni da Milano (ITA, 1325-1370)
1370-79: Giusto de'Menabuoi (ITA, 1330-1390)
1380-89: Altichiero da Zevio (ITA, 1330-1390)
1390-99: Gentile da Fabriano (ITA, 1370-1427)
1400-09: Filippo Brunelleschi (ITA, 1377-1446)
1410-19: Donatello (ITA, 1386-1466)
1420-29: Masaccio (ITA, 1401-1428)
1430-39: Jan Van Eyck (BEL, 1390-1441)
1440-49: Donatello [2]
1450-59: Andrea Mantegna (ITA, 1431-1506)
1460-69: Piero della Francesca (ITA, 1415-1492)
1470-79:  Antonello da Messina (ITA, 1430-1479)
1480-89: Giovanni Bellini (ITA, 1430-1516)
1490-99: Leonardo da Vinci (ITA, 1452-1519)
1500-09: Michelangelo Buonarroti (ITA, 1475-1564)
1510-19:  Raffaello Sanzio (ITA, 1483-1520)
1520-29: Tiziano Vecellio (ITA, 1488-1576)
1530-39: Michelangelo Buonarroti [2]
1540-49: Michelangelo Buonarroti [3]
1550-59: Michelangelo Buonarroti [4]
1560-69: Tintoretto (ITA, 1518-1594)
1570-79: Tintoretto [2]
1580-89: Tintoretto [3]
1590-99: Michelangelo Merisi da Caravaggio (ITA, 1571-1610)
1600-09: Michelangelo Merisi da Caravaggio [2]
1610-19: Pieter Paul Rubens (GER/BEL, 1577-1640)
1620-29: Gian Lorenzo Bernini (ITA, 1598-1680)
1630-39: Francesco Borromini (ITA, 1599-1667)
1640-49: Rembrandt van Rijn (NED, 1606-1669)
1650-59: Diego Velazquez (ESP, 1599-1660)
1660-69: Rembrandt van Rijn [2]
1670-79: Jan Vermeer (NED, 1632-1675)
1680-89: Luca Giordano (ITA, 1634-1705)
1690-99: Luca Giordano [2]
1700-09: Giuseppe Maria Crespi (ITA, 1665-1747)
1710-19: Fra Galgario (ITA, 1655-1743)
1720-29: Giuseppe Maria Crespi [2]
1730-39: Giacomo Ceruti (ITA, 1698-1767)
1740-49: Giambattista Tiepolo (ITA, 1696-1770)
1750-59: Giambattista Tiepolo [2]
1760-69: Giambattista Tiepolo [3]
1770-79: Francesco Guardi (ITA, 1712-1793)
1780-89: Francesco Guardi [2]
1790-99: Francisco Goya (ESP, 1746-1828)
1800-09: Caspar David Friedrich (GER, 1774-1840)
1810-19: Theodore Gericault (FRA, 1791-1824)
1820-29: William Turner (GBR, 1775-1851)
1830-39: Eugene Delacroix (FRA, 1798-1863)
1840-49: William Turner [2]
1850-59: Gustave Courbet (FRA, 1819-1877)
1860-69: Edouard Manet (FRA, 1832-1883)
1870-79: Claude Monet (FRA, 1840-1926)
1880-89: Vincent Van Gogh (NED, 1853-1890)
1890-99: Paul Cezanne (FRA, 1839-1906)
1900-09: Pablo Picasso (ESP, 1881-1973)
1910-19: Pablo Picasso [2]
1920-29: Max Ernst (GER, 1891-1976)
1930-39: Pablo Picasso [3]
1940-49: Francis Bacon (GBR, 1909-1992)
1950-59: Pablo Picasso [4]
1960-69: Francis Bacon [2]
1970-79: Gerhard Richter (GER, 1932)
1980-89: Gerhard Richter [2]
1990-99: Anselm Kiefer (GER, 1945)
2000-09: Anselm Kiefer [2]
2010-19: Gerhard Richter [3]
 
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#2
Inizio dagli albori del secolo passato.


1900-09: Pablo Picasso. Se la può giocare a livello di rivoluzione con il tardo Cézanne, ma le Damoiselle d'Avignon (1907) sono dello spagnolo e sono indubbiamente un momento cruciale per il rinnovamento della storia dell'arte. Inoltre Picasso si applica anche alla scultura, a differenze del suo collega più anziano francese
1910-19: di nuovo Picasso, secondo me. La natura morta con sedia impegliata (1912) è il primo collage vero e proprio della storia. Segue Marcel Duchamp, con l'invenzione del Ready Made. Senza il collage non sarebbe tuttavia esistito il Ready made. Kandinskij conia l'astrattismo con Primo acquerello astratto (1910), ma è un moviemento che ha solide radici nel tardo simbolismo, dunque lo vedo come molto meno rivoluzionario.
1920-29: Questa volta per me il Picasso incerto degli anni Venti sta dietro alla rivoluzione surrealista della cerchia di Breton. Max Ernst lo vedo primeggiare tra tutti i surrealisti, è il meno artefatto, il più spontaneo insieme a Joan Mirò. Inoltre nel 1929 Ernst pubblica "la femme 100 tetes", un romanzo per immagini, pietra miliare.
1930-39: Picasso lambisce il surrealismo e conia poi il suo stile personale degli ultimi decenni. In tutto questo tira fuori dal ciclindro Guernica (1937).
1940-49: Penso che lo shock visivo dell'opera di Francis Bacon (a partire dal 1944) sia uno degli eventi più clamorosi del secolo scorso. 
1950-59: Il baricentro si sposta per forza di cose verso gli USA, con l'ultima tragica parentesi di Jackson Pollock, morto nel 1956. Tuttavia, in Europa, il comunista Picasso realizza il clamoroso "Massacro in Corea" (1951) che ha ben poco da invidiare a Guernica in quarto a portata spirituale. Altro nome papabile per il titolo di artista del decennio sempre l'anglo-irlandese F. Bacon. 
1960-69: Picasso sempre ai livelli altissimi, il neodada di Rauschenberg e Warhol spopola, ma per me è la tragedia dei trittici di Francis Bacon a stare al primo posto.
1970-79: Epoca confusa. Per me è il primo Richter a meritare il primo posto, con un ritorno clamoroso ad una pittura figurativa di copia da antichi maestri: Tiziano addirittura, seppur trasfigurato. In Italia degna di nota l'arte povera, a livello internazionale invece da notare Christo e Walter de Maria, con esempi di land art eccezionali quali "Lightening fields" (1978). A livello performativo Joseph Beuys dà il meglio di sé con "I like America and America likes me" (1974).
1980-89: L'espandersi del successo di Gerhard Richter è l'evento del decennio. Le sue candele sono tra le opere più straordinarie ed emozionanti del secolo passato, e sono finite addirittura sulla copertina dell'album dei Sonic Youth "Daydream Nation" (1988). Interessanti le declinazioni dadaiste di Fischli e Weiss e lo straziante verismo di Lucian Freud.
1990-99: Le deflagrazioni materiche di Anish Kapoor non tengono il passo con il consolidamento della fama di Anselm Kiefer, premiato con il Wolf Prize nel 1990 e dal Premio imperiale giapponese nel 1999. Premio della giuria internazionale anche alla Biennale del 1997. 
2000-09: Penso bastino i 7 palazzi celesti di Anselm Kiefer per capire la sua importanza. Più o meno in posizione paritaria sta Richter.
2010-19: Nessun fenomeno artistico di rilievo. Banksy è un fenomeno pop. Per me continuano a giocarsela i due tedeschi: Richter vs Kiefer. Kiefer ha preso più premi, ma Richter dal 2017 è l'aritsta più pagato al mondo, ha superato quella ciofeca pop di Jeff Koons.

Domani proseguo con il XIX secolo
 
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#3
Siccome ho poco da fare, vado con il secolo XIX, molto facile

1890-99: Nonostante il clamoroso ultimo anno di Van Gogh (1890), il premio va meritatamente al Paul Cézanne che nei suoi periodi costruttivo e sintetico apre la strada alla drammatica riflessione sull'oggetto di Picasso e Braque.
1880-89: Vincent Van Gogh oggettivamente primeggia su tutti gli altri. Forse il solo Georges Seurat può competere con lui in questo periodo. Ma Seurat ha uno sguardo retrospettivo, Van Gogh si proietta totalmente nel futuro.
1870-79: Claude Monet, nonostante sia generalmente sopravvalutato, si prende il titolo di pittore del decennio. Impressione-Levar del Sole (1872) è un punto di non ritorno per la storia dell'arte.
1860-69: Edouard Manet vive il suo decennio d'oro, soppiantando anche lo "scandaloso" Courbet dell' "Origine du monde" (1866), che tuttavia arriva secondo in un'ipotetica classifica. La colazione sull'erba (1862) è un esempio di come bisogna salire spesso sulle spalle dei giganti per essere proiettati nel futuro.
1850-59: Gustave Courbet nel 1855, in polemica con la retorica dell'Esposizione Universale di Parigi fonda il Padiglione del Realismo. Momento cruciale della storia dell'arte, non solo del XIX secolo. Il vecchio Delacroix di Saint Sulpice è ormai un sopravvissuto a se stesso. Nel resto d'Europa nulla di paragonabile.
1840-49: L'estremo William Turner è un qualcosa di clamoroso e al di là del suo tempo come pochi altri nella storia.
1830-39: Decennio incerto.. da un lato Turner e la sua pittura di colore puro, dall'altro il miglior Delacroix, quello delle Donne di Algeri (1834) e della Libertà che guida il popolo (1830) per intenderci e dall'altro ancora il Friedrich più sublime. Vince il francese secondo me.
1820-29: La retorica di Ingres non la considero nemmeno, per me è Turner a primeggiare, nonostante il giovane Delacroix impaurisca la sua posizione di vertice. 
1810-19: La Zattera della Medusa (1819) di Theodore Gericault, insieme ai bozzetti, vale da sola l'intero decennio. 
1800-09: Il giovane Caspar David Friedrich raggiunge vette di sublime forse ineguagliate. Il solo Turner gli si avvicina.
 
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#4
Monet e Manet spaccano.

Ricordo che mia nonna aveva dei libri a loro dedicati (in realtà ne aveva un fracco di tomi dedicati ad artisti, ma Monet e Manet erano i più ganzi).
 
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#5
Manet>Monet comunque, secondo me.

Monet ad una certa data inizia a dipingere le opere con serialità e diventa sempre uguale a se stesso. Mentalità commerciale, da factory ante litteram. Ma lo stesso fece anche Courbet negli ultimi anni di vita.

Entrambi geni ed entrambi rivoluzionari.
 
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#6
Passo al Secolo XV

1400-09: Lorenzo Ghiberti vince il concorso per la porta del Battistero di Firenze (1401), ma è nel secondo classificato Filippo Brunelleschi, che si notano in nuce le future novità del secolo, di spinto classicismo. In campo pittorico segnalo le raffinatezze tardogotiche di Gentile da Fabriano.
1410-19: Direi che il classicismo in scultura, con Donetello e Nanni di Banco, raggiunga i vertici assoluti in questo decennio. Vince, secondo me, Donatello per il maggior numero di opere realizzate e per il fatto di superare il Brunelleschi in campo scultoreo con il "Crocifisso", un'opera tanto sgraziata quanto rivoluzionaria, che alcuni datano però al decennio precedente. Brunelleschi, tuttavia, vince il concorso per la cupola del Duomo di Firenze (1418). Molto close la sfida.
1420-29: Masaccio senza troppi commenti. E' il suo decnennio. Rivoluziona la pittura, portandola fuori dal tardogotico e rielaborando, in chiave innovativa, il dettame più avanguardistico del miglior Giotto. Frattanto Van Eyck, nelle Fiandre, inizia il polittico di Gand, ma direi di aspettare 10 anni prima di premiarlo.
1430-39: Nella pittura italiana il linguaggio di Masaccio, già morto, tarda ad essere recepito. In scultura Donatello e Luca Della Robbia realizzano le loro stupende cantorie per il Duomo di Firenze. Per me, in questo decennio, il massimo raggiungimento artistico non avviene in Italia, ma nelle Fiandre, con la maturità di Jan Van Eyck e il suo spietato verismo luministico dei Coniugi Arnolfini (1434). Senza dimenticare nel 1432 ha termine il Polittico di Gand. 
1440-49: L'emergere di Piero della Francesca si fa sentire, ma Le storie della vera croce di Arezzo sono databili solo al secolo successivo. Paolo Uccello, Filippo Lippi e Beato Angelico, in pittura, non riescono a fare invece troppi passi in avanti. Per me al top sta di nuovo Donatello con  il suo iconico David (1443) uno dei vertici del classicisimo del primo rinascimento. Altro vertice assoluto di questo periodo storico è anche la distrutta Cappella Ovetari della chiesa degli Eremitani di Padova, nella quale il 17enne Andrea Mantegna stupisce il mondo.
1450-59: In terra veneta Andrea Mantegna completa la decorazione della cappella Ovetari (1453) e, a Verona, bagna il naso a tutti i toscani con la Pala di San Zeno (1459). In architettura Leon Battista Alberti realizza la facciata di Santa Maria Novella. 
1460-69: Nonostante Mantegna, nonostante l'emergere di Giovanni Bellini, questo è il decennio in cui hanno termine (1466) gli affreschi di Piero della Francesca nella chiesa di San Francesco ad Arezzo. E direi che è un fatto sufficiente.
1470-79: Questo è il decennio di Antonello da Messina, senza dubbio. Un vero trait d'union tra i fiamminghi e gli italiani, nonché colui che fa fare un salto in avanti a tutta l'arte veneziana attorno al 1475. I fiorentini possono vantare Botticelli, ma non vale neanche un piede di Antonello. Anche l'emergere di Leonardo è stentato. Piero della Francesca realizza il dittico dei Montefeltro. 
1480-89: Continua l'emergere di Leonardo da Vinci, ma per me in veneto fanno meglio di lui, attualmente, sia Mantegna, sia suo cognato Giovanni Bellini. Alla Sistina lavorano Perugino, Ghirlandaio e Botticelli, ma nulla di paragonabile alla poesia dell'arte veneziana.
1490-99: Direi che il Cenacolo (1497) di Leonardo da Vinci non ha troppi rivali. Solo la Pietà Vaticana (1499) di Michelangelo Buonarroti ha una portata spirituale equiparabile. Ma Michelangelo ha ancora tempo per essere premiato, mentre Leonardo probabilmente si prenderà solo questo decennio  Mazza .
 
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#7
1500-09: Sfida molto close tra Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Giorgione e Durer. La produzione di Leonardo diminuisce una volta lasciata Milano e la sua figuraccia con la Battaglia di Anghiari risuona ancora oggi nelle stanze di palazzo vecchio. Raffaello esplode, ma solo dal 1508, Giorgione crea capolavori di una poesia incredibile, ma è limitato geograficamente alle "sole" Venezia e Castelfranco Veneto. Durer è un ponte tra la sensibilità Italiana e quella d'oltralpe. Le sue incisioni della Grande Passione di Cristo sono tra le opere più influenti di ogni epoca. Michelangelo vince di poco la sfida col tedesco, grazie al David (1501-1504), al cartone della Battaglia di Cascina (1504) e all'inizio dei lavori alla Volta della Cappella Sistina (1508).
1510-19: Sfida tra Michelangelo, Tiziano e Raffaello, ma per me questo decennio è di Raffaello, il capolavoro in notturno della Liberazione di S. Pietro risale al 1512. La volta sistina, per quanto grandiosa in dimensioni, non ha la poesia e l'umanità delle pitture di Raffaello. Inoltre, morto Bramante, è proprio il giovane ragazzo di Urbino a prendere le redini della Fabbrica di San Pietro Eheh
1520-29: Essendo morto Raffaello, la sfida si riduce a Michelangelo vs Tiziano. La lentezza con cui procedono le tombe Medicee e di Giulio II, mi fa propendere per la poesia di Tiziano, della Pala Gozzi di Ancona (1520) e del bresciano Polittico Averoldi (1522). Poetica anche l'arte di Lorenzo Lotto, tra Bergamo e Venezia. Se egnalo anche Correggio e Giulio Romano come artisti di alto valore. 
1530-39: I lavori fiorentini di Michelangelo raggiungono l'apogeo, e inoltre inizia il Giudizio alla Sistina, uno degli affreschi più clamorosi della storia dell'arte. E' d'obbligo primo posto, davanti al solito Tiziano, il quale tuttavia realizza l'iconica Venere di Urbino (1534)
1540-49: Il colore Tizianesco inizia a sfaldarsi, il Giudizio di Michelangelo ha termine ed iniziano anche i suoi lavori alla Cappella Paolina. A Venezia emerge Tintoretto, ma Michelangelo raggiunge livelli di fama inauditi.
1550-59: Di nuovo Michelangelo, che ora è pure a capo della fabbrica di San Pietro e inizia a progettare la cupola. Tiziano dipinge per la corte di Madrid opere di alto livello, e la sfida con Michelangelo è abbastanza close. Segnalo Palladio, sul fronte architettonico; Tintoretto, Bassano e Veronese su quello pittorico.
1560-69: Beh Tintoretto clamoroso nella Scuola grande di San Rocco a Venezia non teme rivali, Michelangelo muore nel 1564 e Tiziano ormai è parecchio anziano. Sul fronte internazionale Brueghel dipinge opere interessanti
1570-79: Di nuovo Tintoretto in un periodo con pochi rivali sulla scena Italiana e internazionale. La poesia di Moroni per me è di alta qualità,  ma di certo non ha la visibilità di un Tintoretto. Emerge anche Federico Barocci.
1580-89: Barocci vs Tintoretto vs Pulzone. Per me è di nuovo Tintoretto, nonostante la fama degli altri due fosse all'apice.
1590-99: Caravaggio inizia a rivoluzionare la storia pittorica e non commento neanche troppo...
1600-09: ovviamente Caravaggio di nuovo..

(per un po' non vedrete altri post...tipo fino a sabato)
 
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#8
A occhio e croce grande calo del movimento italiano nei secoli.
 
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#9
Colazione sull'erba best dipinto ever, comunque.
 
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#10
Eh sì, dalla fine del Settecento l'Italia ha uno spazio minoritario sul piano mondiale.
Il fatto che io non abbia citato il futurismo o il movimento Novecento, non vuole però dire che non siano validi. Sono entrambi molto interessanti, ma chiaramente nella disamina sull'inizio del secolo XX, sono pesantemente oscurati da Picasso, dadaismo e surrealismo.

Hayez e Boldini invece sono leziosi.

Colazione sull'erba è uno dei pilastri del XIX secolo insieme a Impressione levar del sole, un funerale a ornans (Courbet) e  campo di grano con corvi
 
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#11
Bella iniziativa Giugy, bravo! 
L'arte ha bisogno di affinare il palato e il mio, purtroppo, non l'ho allenato. 
Non siamo al livello dei grandissimi che citi ma Severini e Balla, in una mostra a Venezia di tanti anni fa, mi hanno incantato. 
E uno degli impatti artistici più grandi che io ricordi riguarda l'Hermes con Dioniso di Prassitele, ad Olimpia. E' riuscito ad inchiodarmi per dieci minuti a guardare, senza che sapessi perché.
 
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#12
Severini, Balla e Boccioni sono dei grandi pittori. Il maggiore del XX secolo italiano è, secondo me, Boccioni. Poesia futurista su tela.

Beh, l'arte classica ha sempre un'aura di sacralità. Io sono rimasto ammaliato dagli occhi in pasta vitrea dell'Auriga di Delfi. Tanto che il mio primo nickname, tra 2012 e 2015 era proprio Auriga.
 
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#13
Bel topic. Do anch'io un contributo.





Jean Fofan Ave Ave Ave
 
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#14
Ah il francese
 
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#15
XVII secolo

1600-09: Come già detto, il più rivoluzionario del decennio è Caravaggio, e per esserlo gli basterebbe la sola "Madonna dei pellegrini" (1604). Non va dimenticato tuttavia il suo ammirato rivale Annibale Carracci. Sul fronte internazionale vediamo sbocciare il fiammingo Pieter Paul Rubens e il tedesco Adam Elsheimer. Il fiammingo è il primo grande pittore pienamente barocco, il secondo uno dei maggiori poeti del pennello della sua generazione. 
1610-19: Il biennio 1609-10 è funesto: muoiono prematuramente Caravaggio, Elsheimer e Carracci. Nel frattempo emerge la scuola bolognese con Guercino, Domenichino e Guido Reni. Tuttavia il maggiore artista del periodo è Rubens, e penso che basti il trittico della Crocifissione di Anversa (1611) per dimostrarlo.
1620-29: Rubens e Guido Reni diventano i due pittori più pagati al mondo, tuttavia la rivoluzione avviene in scultura, con Gian Lorenzo Bernini, enfant prodige, che nel 1621 realizza in marmo il "Ratto di Proserpina" e che dal 1624 lavora al colossale Baldacchino di San Pietro e all'Apollo e Dafne. Suoi gregari i futuri rivali Giuliano Finelli e Francesco Borromini. Nel frattempo il caravaggismo ha le sue migliori declinazioni in: Velazquez, Ribera, Orazio e Artemisia Gentileschi, Giovanni Serodine.
1630-39: Litigano con Bernini Finelli e Borromini, il secondo si rivela essere uno dei più grandi geni solitari e malinconici di ogni epoca. Per premiarlo penso basti il progetto per la Chiesa di San Carlino alla Quattro Fontane (1634-1640). Nel frattaempo Pietro da Cortona dà il via alla tradizione dei soffitti barocchi. Ma la miglior pittura è quella di Rubens e dell'emergente Rembrandt.
1640-49: Penso che la Ronda di notte (1642) di Rembrandt sia meritatamente uno dei dipinti più famosi dell'intera storia dell'arte, poesia luministica. In Italia il meglio viene dato di nuovo in scultura e architettura da Bernini e Borromini. Diego Velazquez in Spagna raggiunge quasi le sue massime vette.
1650-59: E' sfida serrata tra Rembrandt e Velazquez.. il primo cade nel pieno del dramma biografico e pittorico, mentre il secondo scherza con la vita con il suo capolavoro Las Meninas (1656). Premio il secondo.
1660-69: Nonostante la poetica del sopravvalutato Vermeer sia notevole in questo decennio, mi sento di premiare il genio sfaldato e drammatico del declinante e triste Rembrandt. Triste, solitario, final e genial. In Italia la scultura ha buoni risultati anche con Melchiorre Caffà. Notevole anche il tardo Bernini, mentre Borromini si toglie la vita nel 1667. 
1670-79: Decennio abbastanza misero. Premio Vermeer, il quale tuttavia muore nel 1675. Notevole la poetica delle natura morte di Baschenis, in Italia. Mentre il fronte architettonico è dominato dal genio del Guarini, che progetta la cupola per la cappella della Sindone a Torino-
1680-89: Domina la quantità straordinaria di opere eseguita da Luca Giordano. Uno dei casi più clamorosi di produttività in poco tempo.
1690-99: La qualità dei prodotti artistici diminuisce. La trinità (1692) del Giordano all'Escorial di Madrid tuttavia segna un passaggio ad una forma mentis che ormai apre al Tiepolo.
 
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#16
XVIII secolo

1700-09: Periodo di declino delle arti in generale. Gli esempi migliori vengono dall'area lombardo-emiliana e dalla Napoli di Luca Giordano. Mi sento tuttavia di premiare il bolognese Giuseppe Maria Crespi, poeta della pittura della realtà, autore della "Fiera di Poggio a Caiano" (1709). Il tardobarocco, oltre che in Giordano, ha notevoli esempi in Sebastiano Ricci.
1710-19: Di nuovo Crespi sulla cresta dell'onda, con i suoi "Sette sacramenti". Ma i ritratti antiretorici del bergamasco Fra Galgario probabilmente sono ancora più scioccanti visivamente, per un uomo dell'epoca. Dal punto di vista architettonico non si può trascurare Filippo Juvarra e il progetto per la basilica di Superga (1717).
1720-29: Emerge Giovanni Battista Tiepolo. La rinascita barocca Tiepolesca è tuttavia contrastata dai pittori della realtà: i vedutisti veneziani, i quali tuttavia lavorano spesso con l'aiuto della camera ottica, da Fra Galgario, Giacomo Ceruti e Giovanni Battista Crespi. Nessuno è veramente rivoluzionario, perché la tradizione veristica ha origine in caravaggio, mentre Tiepolo non sarebbe nessuno senza gli esempi di Veronese e della tradizione barocca romana. Premio la pittura di genere di Crespi, ma la sfida è davvero molto close.
1730-39: Obiettivamente la crescita della fama del Tiepolo non può più essere trascurata. Quantità enorme di commissioni e di opere realizzate a ritmo frenetico. A contrastarlo i vecchi Galgario e Crespi e i giovani vedutisti, suoi conterranei. Inizia in questo periodo anche il Rococo Francese. Di una leziosaggine che trascuro a prescindere. In oltralpe c'è però il genio di Chardin. Per questo decennio mi sento tuttavia di premiare Ceruti. Tiepolo ha ancora modo di vincere in altri momenti. 
1740-49: La sfida è tra i soliti: ma vince Tiepolo.
1750-59: Questa volta a contrastare Tiepolo metterei Luigi Vanvitelli, l'architetto della Reggia di Caserta (da 1751), ma direi che vince ancora il veneziano.
1760-69: La fama di Tiepolo lo porta a varcare i confini e a giungere in Spagna, per affrescare il Palazzo Reale. Obiettivamente ingiocabile
1770-79: Una vera Wasteland dell'arte, morto Tiepolo (1770), mi sento di premiare il vedutista protoromantico Francesco Guardi.
1780-89: Jacques Louis David dà vita al neoclassicismo in pittura, in pratica, ma continuo a preferire Guardi. La retorica politica a fine celebrativo non è mai piacevole nell'arte (quindi non mi piace David). 
1790-99: La razionalità di David è contrastata dall'ironia di Francisco Goya, nettamente migliore del francese. David celebra la rivoluzione politica, Goya fa la rivoluzione dipingendo.
 
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#17
XIV secolo


1300-09: Giotto, è il periodo della cappella degli Scrovegni a Padova. Giotto è uno dei primi artisti ad avviare un'attività imprenditoriale vera e propria. Nonché uno degli artisti più influenti di ogni epoca. E' l'equivalente di Socrate in filosofia: prima di lui poco o nulla. In scultura segnalo il genio di Giovanni Pisano. 
1310-19: Giotto è un personaggio ramingo, viaggia tra Firenze, Padova, Prato, Roma, Milano, Bologna, Napoli. Un pittore senza precedenti, che lascia scuole di seguaci ovunque metta piede. La bellissima Maestà di Duccio di Boninsegna non può competere col genio fiorentino.
1320-29: Ovviamente di nuovo Giotto, finché è in vita non sussistono rivali.
1330-39: Di nuovo Giotto, il quale muore nel 1337. Simone Martini è un grandissimo, ma contro uno dei possibili GOAT c'è poco da fare. Notevole anche Ambrogio Lorenzetti con le allegorie del buono e del cattivo governo (1338) nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena. 
1340-49: Morendo Simone Martini nel 1342, diventa una sfida tra i fratelli Lorenzetti (Pietro e Ambrogio), Vitale da Bologna e Bonamico Buffalmacco. La sapienza raffinata prospettica dei due fratelli mi fa propendere per un Ex-aequo. Non vanno trascurate però le deformazioni espressive, geniali, del bolognese.
1350-59: E' il decennio del ciclo dei santi e beati domenicani di Tommaso da Modena, iconico e anticipatore quasi di una pittura di genere e natura morta. I Lorenzetti purtroppo sono già morti nel 1348.
1360-69: Il seguace di Giotto, Giovanni da Milano mostra sapienza prospettica inarrivabile nella Cappella Rinuccini della chiesa di Santa Croce a Firenze. 
1370-79: Di nuovo un seguace di Giotto a stupirci gli occhi: Giusto de Menabuoi coi suoi stupendi affreschi al Battistero di Padova. A competere con lui, sempre a Padova, Altichero da Zevio.
1380-89: Altichiero da Zevio nell'oratorio di San Giorgio di Padova apre quasi alla poetica che sarà di Mantegna. Un vero umanista Altichiero. Insieme a lui collabora Jacopo Avanzo, ma sembra avere un ruolo minoritario.
1390-99: E' il decennio nel quale sboccia il gotico cortese di Gentile da Fabriano. Nonostante non faccia nulla di che in questo decennio, mi sento di premiarlo, visto che nei decenni seguenti sarà oscurato dal classicismo fiorentino. Un decennio scarsino sul fronte artistico, in generale.
 
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#18
Ho pensato se andare anche prima del 1250, ma obiettivamente i nomi di artisti: Wiligelmo, Benedetto Antelami, Rainaldo, Buscheto, Bonanno Pisano si fanno molto rari. 

XIII secolo, seconda metà

1250-59: Nicola Pisano avvia una rivoluzione in chiave classicista. O meglio, è una sorta di pendolo tra le sensibilità transalpine gotiche e un linguaggio pienamente italico. In questo periodo lavora nel duomo di Siena.
1260-69: Nicola Pisano. E' il  periodo in cui realizza, sempre per il duomo di Siena, il pulpito, insieme al figlio Giovanni Pisano e al grande Arnolfo di Cambio, suo allievo. E' anche l'epoca del pulpito del battistero di Pisa, ancora più umanistico, nelle sue sensibilità, del precedente.
1270-79: Cimabue realizza il bizantinissimo crocifisso di Arezzo, ed è distante anni luce dalla bottega dei Pisano, che realizza la Fontana Maggiore a Perugia. Premio ovviamente il capostipite Nicola
1280-89: Cimabue è una figura troppo aleatoria e troppo poco definibile per essere premiata. Così anche le opere romane di Pietro Cavallini sono difficilmente databili. La bottega dei Pisano detiene invece sempre il primato su tutto. Essendo morto Nicola, ora a capo di tutto c'è il figlio Giovanni che porta avanti una sfida molto close col suo vecchio compagno di studi Arnolfo di Cambio, premio quest'ultimo per il ciborio di S. Paolo fuori le mura e per il mausoleo De Braye
1290-99: Giotto non sappiamo se fosse realmente nel cantiere di Assisi o se lì lavorasse il Cavallini. Premio lo stesso Giotto perché con il crocifisso di Santa Maria Novella (1292) fa capire che i tempi stanno cambiando.

A breve un post su chi può essere il GOAT
 
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#19
Migliori del Secolo

XIII secolo

1. Nicola Pisano
2. Giotto
3. Arnolfo di Cambio

XIV secolo

1. Giotto 
2. Giovanni Pisano
3. Altichiero da Zevio

XV secolo

1. Masaccio
2. Leonardo da Vinci
3. Filippo Brunelleschi
(4. Donatello)

XVI secolo

1. Michelangelo Buonarroti
2. Raffaello Sanzio
3. Leonardo da Vinci

XVII secolo

1. Caravaggio
2. Diego Velazquez 
3. Gianlorenzo Bernini

XVIII secolo

1. Giambattista Tiepolo
2. Giacomo Ceruti
3. Francesco Guardi

XIX secolo

1. Paul Cézanne
2. Gustave Courbet
3. Edouard Manet 
(4. Vincent Van Gogh)

XX secolo

1. Pablo Picasso
2. Marcel Duchamp
3. Francis Bacon
 
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#20
Individuare un GOAT nell'arte è pressoché impossibile, tuttavia sarebbero questi i parametri da valutare

POETICA
1. Portata di un messaggio stilisticamente innovatore
2. Concetti elevati nelle opere realizzate
 
SUCCESSO IN VITA E POSTUMO
(Sostanzialmente in fatto che ci siano curvature del gusto nel corso del tempo è un valore negativo, ai fini del giudizio sul GOAT)

INFLUENZA SU ALTRI ARTISTI (più elevata più è un dato positivo).

Stando a questi dati, i principali artisti di ogni epoca sono

-NICOLA PISANO 
-GIOTTO
-MASACCIO
-FILIPPO BRUNELLESCHI
-DONATELLO
-MICHELANGELO 
-RAFFAELLO
-PICASSO

Gli illustri esclusi

-Leonardo, ha dipinto troppo poco per essere incluso
-Caravaggio ha vissuto un profondo declino postumo. Era considerato un pessimo pittore da molti, da tutti quelli che sposavano il filone classicista alla Poussin. E' stato riscoperto dal solo Longhi, a partire dalla sua tesi di laurea, discussa nel 1911.
-Tutto il Seicento e tutto il Settecento, che per oltre un secolo sono stati considerati periodo di decadenza delle arti e dei costumi. 
-Tutto l'Ottocento che oggi consideriamo "maggiore", infatti nessuno dei più grandi ha ottenuto significativi successi in vita. Enormi invece postumi. L'opposto di Sei-Settecento, in pratica. 

Se proprio dovessi eleggere un GOAT, sceglierei l'equivalente, in pittura di Dante Alighieri, ovvero Giotto di Bondone. Colui che ha rinnovato il linguaggio pittorico italiano, partendo dalla lezione della scuola Romana di Cavallini, ed esportandolo su tutto il territorio nazionale, grazie ai suoi continui viaggi. Ogni viaggio portava alla formazione di una bottega locale di seguaci:

- Assisi
- Firenze
- Roma
- Rimini
- Padova
- Prato
- Napoli
- Bologna
- Milano

Bottega enorme, enorme il successo in vita, grandiosa l'eco postuma. Leggermente dimenticato nell'epoca Barocca, era comunque considerato il primitivo e grandioso padre di tutta la pittura italiana.
 
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