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Cannondale - Drapac 2017
#1
Presentazione del Team Cannondale - Drapac per la stagione 2016: i corridori che andranno a comporre l'organico della squadra; la composizione dello staff tecnico; l'abbigliamento tecnico (maglia, completo) e il materiale tecnico (biciclette, componentistica); il calendario delle corse.

Cannondale - Drapac
Stati Uniti d'America



Informazioni
Sigla UCI: -
Licenza: World Tour
Affiliazione: Stati Uniti d'America

Indirizzo:
Slipstream Sport,
4730 Walnut Street, Suite 104
80302 Boulder, Colorado
UNITED STATES OF AMERICA
divisa





Organico




Staff tecnico
General Manager: Jonathan Vaughters

Team Manager: Robert Hunter

Direttori Sportivi: Bingen Fernandez, Fabrizio Guidi, Andreas Klier, Charles Wegelius, Johnny Weltz

Biciclette: Cannondale






 
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#2
Nasce la Cannondale-Drapac: dal 2017 fusione fra il team americano e quello australiano
Se ne parlava da qualche mese e oggi è giunta finalmente l’ufficialità: dalla stagione 2017 la formazione World Tour della Cannondale e la formazione Professional della Drapac uniranno le forze creando un nuovo soggetto. L’accordo raggiunto tra il general manager del team statunitense Jonathan Vaughters e il proprietario del team australiano Michael Drapac ha durata quinquennale e prevede il passaggio di alcuni corridori e di membri dello staff presenti nella compagine oceanica in quella americana (che resterà di categoria World Tour) a partire dal prossimo 1 gennaio.

Al contempo l’attuale squadra Professional non chiuderà, ma verrà ribattezzata Drapac-Pat’s Veg e farà parte della categoria Continental (affiliata in Australia ma con gran parte del calendario di gare in Europa), con il compito di formare giovani corridori sia alla vita agonistica che a quella universitaria: proprio questo elemento è condizione fondamentale per far parte del team. Potranno infatti essere selezionati solamente atleti laureati, iscritti a corsi di laurea o ad altri corsi equiparabili.

Già a partire da questo Tour de France la formazione per cui militano gli italiani Bettiol, Formolo, Marangoni, Moser e Villella cambierà denominazione in Cannondale-Drapac.

cicloweb.it
 
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#3
Svelata anche la maglia 2017 della Cannondale-Drapac
L’americana Cannondale-Drapac si è aggiunta alle squadre che hanno già presentato la propria divisa in vista della stagione agonistica 2017: confermato il verde come colore principale, inserti rossi e neri, più ovviamente l’immancabile motivo a losanghe che da sempre caratterizza le squadre di Jonathan Vaughters.

[Immagine: 16cannondalemaglia-990x614.jpg] [Immagine: 16cannondaleback-300x186.jpg]

cicloweb.it
 
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#4
POC pedala col Team Cannondale Drapac
Annunciata a Londra una partnership triennale


[Immagine: showimg.php?cod=95515&resize=10&tp=n]
 
Durante il recente Rouler Classic di Londra, appuntamento ciclistico di fama mondiale, la formazione statunitense Cannonadale Drapac ha ufficializzato l’accordo con Poc Sports per la fornitura di tutto il kit ciclistico per le prossime tre stagioni sportive. La collaborazione sarà totale e vestirà gli atleti totalmente ad esclusione delle scarpe. Maglie, pantaloncini, calze, guanti e caschi saranno i modelli di punta di Poc e i colori dominanti saranno il verde e il nero. Nelle foto potete vedere il nostro Davide Formolo e RyanMullen, due atleti di spicco della formazione americana.


[Immagine: CwciFCzXUAARoVE.jpg]

“Siamo entusiasti che la nostra partnership con la Pro Cycling Team Cannondale Drapac sia proseguita in queste modalità, tanto più visto che le nostre esperienze dal 2014 fino ad oggi sono state molto positive. Il team è pieno di talento in bicicletta e siamo davvero lieti di sostenere e aiutare gli atleti per i prossimi tre anni. Idealmente, visto che la squadra opera in un unico ambiente fatto di alte prestazioni, noi di Poc siamo costantemente concentrati per affinare le nostre attrezzature, per garantire che i nostri prodotti ed i piloti possano eccellere. Naturalmente l'esperienza e i feedback che otteniamo dai nostri professionisti saranno un importante strumento per migliorare continuamente, innovando e perfezionando i nostri prodotti vincenti e sostenendo totalmente questa missione.” Queste sono le convincenti parole di Oscar Huss, Direttore per lo sviluppo dei prodotti Poc, già immerso totalmente in questa nuova avventura.

[Immagine: Cwb6JMBWQAAiD11.jpg]

Jonathan Vaughters
, CEO di Slipstream Sports e Cannondale Drapac ha sottolineato con orgoglio la bontà dell’accordo confermandone la positività: "Lavoriamo con POC dalla stagione 2014 e la loro innovazione e il sostegno fornito alla squadra è stata fondamentale in molti dei nostri successi. Sono orgoglioso di trovare in POC un partner capace di capire perfettamente le nostre esigenze sostenendo i nostri impegni futuri con prestazioni di eccelsa qualità. Inoltre, la loro missione, unita al nostro approccio globale per la sostenibilità del pilota, esalta totalmente i nostri obiettivi con gli atleti del team Cannondale Drapac. Infine, la grande attenzione riposta da POC sulle prestazioni dei propri prodotti e la loro sicurezza è importantissima per noi della squadra.”

[Immagine: CwbnV0FW8AAEmug.jpg]

Nel contesto di una competizione come il Tour de France, il Giro d’Italia o una Classica, sarà fondamentale tutta la ricerca che Poc da sempre riversa sui propri articoli al fine di mettere l’atleta nella migliore condizione per puntare alla vittoria. In quest’ottica WATT Lab, reparto specializzato per l’ottimizzazione delle prestazioni e l’aerodinamica di tutti gli accessori Poc potrà usufruire di tester d’eccellenza come i ragazzi del team, sempre impegnati al massimo per il conseguimento di tutti gli obiettivi stagionali.

Giorgio Perugini per tuttobicitech.it
Foto tratte dal profilo Twitter Cannondale-Drapac
 
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#5
I team 2017: Cannondale-Drapac
L’arrivo di Sep Vanmarcke rilancia le ambizioni sul pavé. Occhio ai giovani azzurri Bettiol, Formolo e Villella
Jonathan Vaughters non ha a disposizione un budget particolarmente consistente e così per il 2017 propone l’ennesima fusione andando a creare la Cannondale-Drapac: i suoi ragazzi hanno chiuso il 2016 senza conquistare alcuna vittoria in corse del World Tour e questa sarà una delle prime cose a cui cercare di porre rimedio nella stagione 2017.
La squadra ha individualità interessanti ma l’impressione è che finora sia sempre mancata la cattiveria necessaria per vedere i corridori esprimersi al top delle loro potenzialità: tutti possano fare qualcosa di più e con più continuità. In prospettiva futura ci sono diversi giovani interessanti, ma quelli che hanno già qualche stagione alle spalle dovrebbero iniziare a dare dei segnali.

ROSA

Alberto Bettiol (Ita, 1993), Patrick Bevin (Nzl, 1991), Nathan Brown (Usa, 1991), Brenadan Canty (Aus, 1992), Hugh Carthy (Gbr, 1994), Simon Clarke (Aus, 1986), William Clarke (Aus, 1985), Lawson Craddock (Usa, 1992), Joseph Lloyd Dombrowski (Usa, 1991), Davide Formolo (Ita, 1992), Alex Howes (Usa, 1988), Kristijan Koren (Slo, 1986), Sebastian Langeveld (Ola, 1985), Ryan Mullen (Irl, 1994), Taylor Phinney (Usa, 1990), Pierre Rolland (Fra, 1986), Thomas Scully (Nzl, 1990), Toms Skujins (Let, 1991), Tom-Jelte Slagter (Ola, 1989), Andrew Talansky (Usa, 1988), Rigoberto Urán (Col, 1987), Tom Van Asbroeck (Bel, 1990), Dylan Van Baarle (Ola, 1992), Sep Vanmarcke (Bep, 1988), Davide Villella (Ita, 1991), Wouter Wippert (Ola, 1990), Michael Woods (Can, 1986)


L’ANALISI

CORSE A TAPPE: L’uomo di riferimento è il colombiano Rigoberto Urán che in carriera è già stato due volte nella classifica finale del Giro d’Italia, nel 2013 e nel 2014: nell’ultimo anno e mezzo il suo rendimento nella gare a tappe è calato, ma resta comunque l’uomo più credibile che può giocarsi il team. Lo statunitense Andrew Talansky è reduce da un 5° posto alla Vuelta, suo miglior risultato sulle tre settimane e questo può avergli dato fiducia, Pierre Rolland invece sembra preferire tappe e gpm alla classifica generale. Per Davide Formolo e Joe Dombrowski il 2017 sarà l’anno della verità, per le brevi corse a tappe invece c’è Lawson Craddock: per il futuro vanno seguiti l’australiano Brendan Canty, classe 1992 con poca esperienza, ed il talento britannico Hugh Carthy, cresciuto molto nell’ultimo anno alla Caja Rural.
 
VOLATE: Quando non ci sono molti soldi, qualche settore rimane inevitabilmente più scoperto di altri: alla Cannondale-Drapac questo si vede chiaramente al reparto velocisti. La carta migliore del team è l’olandese Wouter Wippert, uomo veloce ma che ancora non ha lo spunto per competere con i migliori nelle gare più importanti: inoltre Wippert non ha mai disputato un Grande Giro in carriera. Per il 2017 è stato ingaggiato il belga Tom Van Asbroeck, valido anche come uomo di supporto sul pavé, che non può essere classificato come sprinter punto ma che è comunque dotato di uno discreto spunto di velocità. In corse minori, potrebbe cercare spazio il neozelandese Thomas Scully sfruttando l’esperienza maturata in pista.
 
PAVÉ: Dovessimo indicare il terreno in cui la Cannondale-Drapac ha le maggiori possibilità di ottenere un successo di prestigio, allora la nostra scelta ricadrebbe senza dubbio sulla classiche del pavé. Il motivo è il ritorno in squadra di Sep Vanmarcke, già passato di qui nel 2011-2012: il belga nel 2016 è stato secondo alla Gand, terzo al Fiandre e quarto alla Roubaix e finora solo la sfortuna gli ha probabilmente impedito di fare meglio. Oltre al già citato Van Asbroeck, in funzione di supporto a Vanmarcke è stato ingaggiato anche Taylor Phinney mentre in squadra sono stati confermati gli olandesi Sebastian Langeveld (che però deve ritrovarsi) e soprattutto Dylan Van Baarle che è un classe 1992 e l’anno scorso ès tato 6° al Giro delle Fiandre.

CLASSICHE: Oltre a Rigoberto Urán, sul podio all’ultimo Lombardia, la squadra americana ha diversi interpreti validi per le corse di un giorno anche se sulla carta nessuno sembra avere ancora le caratteristiche idonee per lottare spalla a spalla contro tutti i principali favoriti. Sulla carta l’uomo migliore è l’olandese Tom-Jelte Slagter che in passato ha dimostrato di avere le gambe per entrare tra i primi 10 in diverse gare World Tour. L’anno scorso è cresciuto molto l’italiano Alberto Bettiol e può crescere ancora nel 2017: sarà lui uno dei nomi da seguire maggiormente d’occhio. Altro uomo interessante è Davide Villella, vincitore della Japan Cup e quinto al Lombardia: anche per lui il 2016 è stato un anno di grandi miglioramenti che andranno confermati. Da seguire anche Simon Clarke ed il canadese Michael Woods che ha dimostrato buone qualità per i tracciati ondulati.

Sebastiano Cipriani per cicloweb.it
http://www.cicloweb.it/2017/01/10/i-team...le-drapac/
 
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#6
Non hanno gente scarsa, il problema é che non c'é uno che sappia vincere.
 
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#7
Hanno fatto un mercato con meno proclami rispetto agli anni scorsi, ma secondo me in questo 2017 si potranno togliere diverse soddisfazioni. I corridori ci sono, sono coperti praticamente ovunque e i risultati dovrebbero arrivare.
 
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#8
(11-01-2017, 09:44 AM)Paruzzo Ha scritto: Non hanno gente scarsa, il problema é che non c'é uno che sappia vincere.

Tra l'altro son pure andati a prendere Vanmarcke Asd
 
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#9
American Cycling’s New Oath
A chat with CEO Tim Armstrong about why his company joined up with American cycling outfit Cannondale-Drapac

The 2017 Tour de France was a very good one for the cycling team Cannondale-Drapac—the American outfit had its best overall result ever, as leader Rigoberto Uran finished atop the podium in second place to winner Chris Froome. Cannondale-Drapac also announced late in the Tour it had picked up a significant new sponsor—the digital media company Oath, which is part of Verizon and oversees brands such as AOL, TechCrunch and HuffPost. Jason Gay spoke to Oath CEO Tim Armstrong about the sponsorship deal.

Why sponsor a cycling team?

Oath, as a part of Verizon, is very [invested] in sports overall and we have a growing global presence. The Tour is the largest-watched annual sporting event, behind only the Olympics and World Cup. And in the tech community, in the customer community we serve, and in the countries that we’re in, the Tour is a very global, high-reaching opportunity for us at a high scale, a high frequency in terms of hitting the target audiences we want to talk to.

And the second thing is we really want content. We want to be the company that brings inside content from the world’s most exciting sporting events, like the Tour, directly to our consumers. So it’s a combination of the right global audience and right global insider content. It’s exciting.

Let’s talk a bit more about the content part of it, because it seems that cycling, like every sport, is looking at new ways to get content to fans.

You know, fan is short for “fanatic.” Fans want a fanatically deep experience in sports and they want to have direct relationships with the people they care about the most. And one interesting thing in terms of our sports coverage overall is we’re starting to go to the fanatical level. I think the Tour de France is a great example. If you’re a fanatical fan of biking, you want to get directly to the team, you want to get directly with the riders and directly with the strategy. And this deal is going to allow us to put the fans on the bikes.

Are you much of a cycling fan?

You know, I’ve watched the Tour de France, I have two Cannondale bikes, I do triathlons. And then I’ve been really interested in how the Tour coverage has changed over time. It’s exploded in terms of television, obviously, but there’s other amazing things happening now, with podcasts around the sport, and so I’ve been paying attention to that as well. Even at this year’s Tour, things like Lance Armstrong’s pod, which was an insider’s view, I think media’s kind of changing around the tour quickly.

Whenever anybody gets involved with a cycling team, invariably the question of doping comes up and the history of drug scandals in the sport. That’s obviously a concern for anybody with a financial interest in cycling. How much of a caution was that for you?


Yeah, our case is really about serving our fans. It’s been very highly publicized what’s happened in the sport, and the clean up of the sport. I think from our standpoint, we want to super-serve our fans and we’re trusting the sport is going to continue to be cleaned up over time. So that’s something that we’re concerned about, and we’re starting this as an experiment to see how it goes. We’re starting with our fans and working backwards from that. The fans love the Tour. My guess is they’ll keep their fans as long as they keep it a clean sport, and we’re relying on them to move in that direction.

Do you get to have a say in the team uniform [kit] for next year?

I stick to my bike lane—and we have some of the world’s best marketing people here, [like Oath] CMO Allie Kline. I think the only place we want to put our logo is where it’s going to help the team win. We’ll rely on the team to make sure they do what’s best for them, and we’ll all win together.

Write to Jason Gay at Jason.Gay@wsj.com
 
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#10
Vaughters lasciato a piedi da quello che doveva essere lo sponsor principale.

Tutti i corridori sul mercato.
 
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