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Ciclismo Sudamericano
#1
Parliamo un po' di quello che ormai è uno dei movimenti ciclistici più importanti al mondo, è infatti dai tempi di Luis Herrera, cioè primi anni 80, che il Sudamerica(in particolare la Colombia) sforna talenti in grado di competere con i migliori del mondo. In questo periodo inoltre, ci sono molti giovani ciclisti sudamericani in rampa di lancio: Carlos Alberto Betancur vincitore del Giro Bio del 2010 e dell'ultimo Giro dell'Emilia, dove mi è piaciuto tantissimo il suo scatto; Sergio Luis Henao, da poco passato alla Sky che già al Tour of Utah ha dimostrato di poter competere con i migliori, e che quest'anno correrà il suo primo Giro d'Italia; Fabio Duarte, campione del mondo tra i dilettanti, che forse quest'anno ha deluso un po' le aspettative, ma comunque avrà tutto il tempo per rifarsi, soprattutto ora che è l'uomo di punta della Coldeportes; e Nairo Quintana, vincitore del Tour de l'Avenir del 2010, e vincitore delle classifica dei GPM all'ultima Vuelta a Catalunya, anch'esso probabile protagonista del prossimo Giro d'Italia. Inoltre sono curioso di vedere anche Pantano e Chavez.

Parlando invece di ciclisti sudamericani già affermati spunta su tutti Josè Rujano, per il quale quest'anno sarà quello della verità, dopo che l'anno scorso ha dimostrato di possedere ancora il talento con cui nel 2005 aveva stupito il mondo intero al Giro. Un altro ciclista su cui puntavano molto in sudamerica era Soler, ma purtroppo la sua incapacità di stare in bici ne ha compromesso la carriera. Occhio pure a Rubiano dell'Androni che ha già vinto una corsa quest'anno; oltre ai vari Serpa, Monsalve ecc...

Se in quanto a scalatori in Sudamerica sono messi molto bene, non si può dire lo stesso per i velocisti, dopo il ritiro di quel figo di Pagliarini infatti, è rimasto solo Haedo a tirare la carretta. Deludente fin qui la carriera di Richeze che dopo aver ben figurato al Giro del 2007, è praticamente sparito dai palcoscenici più importanti. Fischer no comment...

Per le corse di un giorno c'è Uran che sono un po' di anni che fa vedere grandi cose: al Lombardia 2008, alla Vuelta 2010 e quest'anno in tutte le corse di un giorno che ha disputato, tra le quali spicca la Liegi. Il ragazzo ha una sparata eccezionale, se impara a gestirsi un po' meglio ed evita cavolate come quella che ha fatto alla Sabatini, sarà uno degli avversari più tosti per Gilbert nel futuro più immediato...

Parlando invece delle corse che si svolgono in Sudamerica, che tra l'altro sono già cominciate, mi viene in aiuto Cicloweb, che fa una bella panoramica su quello che è il mondo ciclistico sudamericano:

Tra poche ore inizierà in Australia la prima corsa del calendario World Tour 2012, ma dall'altra parte del mondo si sta correndo e s'è già corso parecchio: giusto ieri è terminata la Vuelta de Chile, in Brasile s'è corsa la Copa America, in Venezuela è appena iniziata la Vuelta al Táchira ma in Sudamerica sono state tante anche le corse nazionali, quelle non facenti parte dei calendari UCI. Proviamo quindi a fare una panoramica su queste gare perché tra i corridori che si sono messi in evidenza ce ne sono alcuni che poi vedremo all'opera stabilmente anche in Europa.

Iniziamo parlando della Vuelta de Chile una lunga corsa a tappe che poteva vantare anche una più che discreta partecipazione a livello internazionale per essere la prima corsa del 2012 (è iniziata il 5 gennaio) e per di più di categoria 2.2: ai nastri di partenza, oltre ad alcune selezioni nazionali e a squadre minori cilene, c'erano anche una Professional (l'Andalucía) e sei Continental tra cui anche l'italiana Team Nippo, la formazione diretta dall'ex professionista Andrea Tonti.

Fin dal primo giorno questa edizione della Vuelta de Chile è stata dominata dai padroni di casa della Clos de Pirque-Trek, la formazione che poteva contare sul vincitore della scorsa edizione, Gonzalo Garrido, e corridori forti come i fratelli Mansilla (Luis in particolare) e Patricio Almonacid: nella cronometro a squadre inaugurale di 18.8 km i distacchi inflitti a tutte le altre squadre sono stati molto pesanti e la maglia l'ha presa per primo Antonio Cabrera. Il simbolo del primato in classifica generale è rimasto dall'inizio alla fine in casa Clos de Pirque perché nella seconda tappa è balzato in testa Luis Mansilla che poi l'ha lasciata a Patricio Almonacid, vincitore, un po' a sorpresa a dire il vero, della classifica finale (con Garrido terzo). In mezzo ci sono stati altri quattro successi di tappa per questa formazione cilena, due di Luis Mansilla: bravo passista, dotato di un buono spunto veloce e con ottime doti anche su pista questo 25enne lo potremo anche vedere all'opera in Francia durante l'estate.

Il grande sconfitto invece è Felix Cárdenas che a 39 anni passati dimostra ancora di essere un signor corridore: lo scalatore colombiano s'è imposto nella tappa regina della corsa, quella con arrivo ai 2469 metri di Farellones. Purtroppo il suo grande show in salita non è bastato a conquistate anche il primo posto della generale che è sfuggito per appena 18": nella cronosquadre il ritardo della Great Wall-Shimano di Cárdenas era stato di ben 39" e pure nella cronometro individuale Almonacid aveva rifilato 1'19" all'ex corridore della Barloworld.

Per quando riguarda le formazioni europee il Team Nippo torna a casa con un secondo, un terzo e un quarto posto di Maximiliano Richeze ma la squadra italiana s'è fatta anche vedere spesso nelle fughe a lunga gittata, specie con il giapponese Uchima. Decisamente diverso invece il bilancio finale dell'Andalucía che è riuscita a vincere ben quattro tappe iniziando così la stagione con il piede giusto e candidandosi anche ad avere un ruolo di mina vagante per le prime corse sul suolo spagnolo: Adrian Palomares e Javier Ramírez sono riusciti a timbrare il cartellino grazie a delle fughe da lontano ma la rivelazione più bella, grazie a due vittorie, della squadra iberica è il 23enne velocista Juan José Lobato, assolutamente uno dei migliori prospetti del paese per quanto riguarda gli arrivi a ranghi compatti.

In Brasile, come detto, s'è corsa la Copa America a Rio de Janeiro con successo dell'argentino Francisco Chamorro che ha replicato il titolo del 2009. In Argentina, ad anticipare il ben più sentito Tour de San Luis, c'è stata una breve corsa nazionale, il Giro del Sol, che ha visto il successo di Juan Pablo Dotti, ex della Cinelli-OPD; sempre in Argentina si sta disputando proprio in questi giorni la Vuelta San Juan. Tra le altre corse nazionali segnaliamo in Colombia il Clasico Fiestas de Tuta che è stato vinto da Miguel Angel Rubiano, neoacquisto dell'Androni Giocattoli e che quindi palesa una buona condizione in vista del Tour de San Luis.

Concludiamo con il Venezuela dove s'è disputata la Vuelta a Bramón (vittoria di Freddy Vargas) ma, soprattutto, dove venerdì scorso è iniziata la 47a edizione della Vuelta al Táchira. In queste prime tre tappe hanno brindato la Loteria del Táchira (con Ubeto e González) ed il Kino Táchira (con Gil), due formazioni differenti ma che poi nella sostanza sono una sola e spesso lo si nota anche nelle tattiche di gara. Al momento si prospetta quindi un bel duello tra i "loteri" capitanati da Noel Vazquez (ma occhio proprio a Ronald González) e la Gobernación del Zulia del campione uscente Manuel Medina: entrambe le squadre al momento hanno lavorato molto con le fughe facendo guadagnare terreno a pericolose seconde linee. Per ora, però, abbiamo avuto solamente un tiepido assaggio di montagna e già oggi a Rubio ne sapremo di più.
Cicloweb.it
 
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#2
Fischer no comment un cavolo...se commenti Richeze devi commentare anche Fischer, che corre nella Garmin e fa parte del treno di uno dei velocisti più forti del mondo
Comunque il movimento non fa molti passi avanti di per sé, i talenti ci sono sempre stati, la differenza è che ora vengono subito nelle squadre europee che cercano di cambiargli mentalità (specialmente il Team Sky più che le squadre italiane e spagnole). Vediamo Henao, Betancur l'ho visto in diretta a San Luca ed è stato davvero forte, anche se la Liquigas quel giorno si è suicidata tatticamente, però in tutta la stagione è andato davvero bene solo quel giorno
Per le gare sudamericane, se Cardenas non ha rivali negli arrivi in salita a 39 anni vorrà dire che il livello è un po' scarsino...bravo sto cileno Mansilla, che anche ieri al San Luis ha fatto bene
 
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#3
Infatti abbiamo visto la Garmin che grandi volate ha fatto con Fischer nel treno :P (Richeze l'ho commentato perchè dopo il Giro 2007 da lui ci si aspettava qualcosa)
Betancur comunque non andò bene solo all'Emilia, me lo ricordo con Rujano sul Sestriere al Giro quest'anno e pure al Lombardia non è andato male...
Riguarda alla mentalità, diciamo che forse ora grazie a Corti ed alla sua Coldeportes qualcosa cambierà, dato che penso che un ds esperto come lui possa gestire tutti i talenti che correranno per la sua squadra, che tra l'altro è già la più importante del sudamerica...
 
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#4
Dei corridori Sudamericani mi fido ben poco, sappiamo come son fatti, si fanno i soldi con una stagione super, e poi li si rivede nel migliore dei casi dopo 5-6 anni...
Comunque si sono molti corridori interessanti su cui si può lavorare : in primis Uran, corridore di grande classe e di grande potenziale, anche se pecca molto nella gestione delle forze in corsa (emblematica quest'anno è òa Coppa Sabatini), e non lo vedo male anche nelle salite lunghe.
Poi c'è Betancur, che, apparte la vittoria nel Girobio, quest'anno tra i pro ha dimostrato buona personalità e buon passo, ed è riuscito anche a vincere il Giro dell'Emilia, sverniciando sul San Luca uno Zaugg che da li a 7 giorni avrebbe vinto il Giro di Lombardia.
E alla fine Duarte, che è un buon corridore, e potenzialmente può fare bene vincendo qualche tappa in qualche GT, ma anche lui ha qualche battuta a vuoto (ricordiamo la sconfitta in una volata a due con Ivan Basso),
Henao dicono tutti che è forte, ma io vorrei vederlo con la posta in palio un pochino più alta rispetto al Tour of Utah. E' comunque un potenziale fenomeno, possibile vincitore di tutte le classifiche GPM di tutti e tre i GT.

Comunque se l'hai scritto te perchè citi Cicloweb.it ? Huh
 
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#5
Io ho scritto la parte sui corridori, quella sulle corse invece l'ho presa da Cicloweb...
 
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#6
(24-01-2012, 03:24 PM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Infatti abbiamo vistol a Garmin che grandi volate ha fatto con Fischer nel treno :P (Richeze l'ho commentato perchè dopo il Giro 2007 da lui ci si aspettava qualcosa)

In difesa di Maxi c'è da ricordare che alla fine è stato fermo due anni e mezzo e - un blocco della crescita - è praticamente inevitabile. Io spero sempre possa tornar a farci veder qualcosa, anche se avrebbe bisogno di correre almeno di una Professional: a correre solo Settimane Lombarde e Giri di Slovenia non si va troppo lontani insomma...
Su Fischer quoto il no comment: cioè, è un discreto corridore, nulla più...

Per me il problema del ciclismo sudamericano è l'evoluzione: cioè, il movimento è rimasto bloccato a una ventina d'anni fa. Gli allenamenti, i mezzi, lo stesso svolgimento delle corse (e pure il doping, se vogliamo dirla tutta). Anche per questo Cardenas arriva a 35 anni e si scopre uomo forte: fino all'altro giorno era in Europa utilizzando i nostri metodi e le nostre tecnologie, e una volta catapultatosi in patria si ritrova a dover fronteggiare gente che - da quel punto di vista - è nettamente inferiore a lui. Ma anche Rujano può esser un esempio abbastanza calzante in questo senso. (ovviamente stiamo parlando di due corridori comunque validi: perchè se uno è brocco, è brocco Asd )
In Sudamerica c'è tanto talento da sgrezzare insomma, e ben venga - per i corridori - che gli squadroni arrivino e se li portino via già in giovane età. Per il movimento invece sarebbe meglio se arrivasse qualche struttura o qualche investitore serio, ma già squadre come la Movistar che si fanno la squadra continental laggiù è comunque un discreto segnale per loro...

Attenzione che di 'sto passo il rapporto che c'è tra Sud America ed Europa potrebbe diventare molto simile a quello che potrà esserci tra movimenti storici (come Italia, Belgio ecc) e ciclismo anglosassone... Triste

ps: i risultati della Vuelta de Chile li prenderei molto con le molle per adesso: negli ultimi anni han dimostrato che la loro attenzione alla lotta al doping non è poi così alta (per usare un eufemismo).
 
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#7
Sono d'accordo con quasi tutto ciò che ha scritto Sarri, tranne su una cosa, secondo me l'evoluzione non è ferma in tutti gli stati del Sudamerica, in Colombia qualcosa si sta muovendo, tant'è vero che negli ultimi 4 anni hanno vinto 2 volte l'Avenir più anche un 3° posto, 2 volte il Girobio con anche 2 secondi posti e 1 Mondiale. Anche se c'è da dire che i corridori che fanno partecipare alle compitizioni under-23 spesso e volentieri corrono anche con i pro, e quindi partono avantaggiati rispetto agli avversari europei...
 
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#8
Eh, ma a livello giovanile è un altro discorso, non solo per il fatto - come dici te - che i sudamericani corrono corse a più alto livello...
 
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#9
Riuppo un anno dopo, vediamo cosa è successo:

Rigoberto Uran ha fatto il salto di qualità che da lui ci si aspettava, è arrivato nei 10 al Giro, si è portato a casa un argento olimpico, un podio al Lombardia ed ha vinto il Gran Piemonte; attualmente è probabilmente uno dei primi 5 al mondo nelle classiche collinari. Nairo Quintana è andato oltre le più rosee aspettative dimostrandosi già da ora uno dei migliori "grimpeur" al mondo, alla Vuelta ha perso tanto tempo nelle prime tappe, ma nel finale in salita era l'unico che riusciva a tenere le ruote del trio Contador - Purito - Valverde; mentre al Delfinato ha vinto una bellissima tappa in solitaria togliendosi di ruota gli Sky. Betancur ha confermato quanto di buono fatto vedere l'anno scorso vincendo 3 corse tra cui spicca una bellissima tappa al Giro del Belgio. L'esordio di Henao ha deluso un pochino le aspettative(considerando che c'era chi al Gdr lo aveva acquistato a 138 crediti Asd ), ma comunque il buon Sergio ha raccolto tanti bei piazzamenti tra cui spicca la top - 10 al Giro. La Coldeportes di Corti ha dato spettacolo condotta dal duo Chaves - Atapuma che in 2 hanno raccolto tre vittorie ad alcuni bei piazzamenti(tra tutti il secondo posto di Atapuma nella tappa regina del California), mentre ci si aspettava qualcosa in più da Duarte, che comunque si è portato a casa la Sabatini. Rujano ha nuovamente dimostrato di essere una "testa matta" e questa volta probabilmente il treno non ripasserà più; al contrario invece chi ha colto la palla al balzo in casa Androni è stato Rubiano che dopo anni difficili ha ripagato la fiducia di Savio vincendo una bella tappa al Giro. JJ Haedo, il miglior sprinter del Sudamercia è finito in una squadra scarsissima dopo aver comunque corso una stagione sottotono, mentre suo fratello Lucas Sebastian(il fratello scarso) per qualche strano motivo ha firmato un contratto con la Cannondale; Richeze invece avrà l'occasione di riscattarsi dopo gli anni bui, con la casacca della Lampre addosso, Fischer nonostante faccia parecchio schifo continua a rimanere nel giro di quelli che contano, stavolta in maglia FDJ. Da tenere d'occhio l'emergente velocista brasiliano Andriato della Farnese, è lui l'erede di Pagliarini...
 
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#10
Andriato è un corridore coi controcacchi, quest'anno farà il Giro e potrebbe essere una delle sorprese. Uran invece continua a non piacermi molto, è generoso però alla fine riesce quasi sempre a perdere in un modo o nell'altro (nonostante abbia uno spunto veloce invidiabile per un corridore così forte in salita). Vogliamo di più
 
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