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Ciclismo nordeuropeo - sognando Bjarne
#1
All'antivigilia della corsa nordeuropea più importante(non me ne vogliano le bellissime corse norvegesi, ma il Danimarca resta il top) mi pare giusto aprire un topic per discutere dei movimenti ciclistici di: Norvegia, Danimarca, Svezia e Finlandia.

Partiamo intanto da chi se la passa male: la Finlandia coi ritiri di Jussi e di Kjell Carlstrom è completamente sparita dai radar.

La grande speranza per il futuro si chiama Jaakko HAnninen, è un 97 che ha stravinto il campionato nazionale a crono, ha fatto secondo in quello in linea e si è piazzato 14esimo al Tour de l'Alsace chiudendo 18esimo nella tappa della Planche e 15esimo in quella di Lac Blanc. In realtà, a dispetto dei piazzamenti, è andato meglio nella prima dove ha perso solo una trentina di secondi dal primo del gruppo, mentre nella seconda ha perso due minuti dal vincitore. Btw in classifica generale ha chiuso solo cinque secondi dietro al quotatissimo Storer e gli unici corridori più giovani a essergli arrivati davanti sono stati Vereecken(che ha due mesi in meno) e McNulty.

Non va tanto meglio alla Svezia, i fasti degli anni 70/80 con Tommy Prim, Gosta Petterson e Bernt Johansson sono lontani. Tobias Ludvigsson è diventato un buonissimo corridore, ma il fratellino Fredrik si è perso. E poi c'è il flop enorme di Thomas Lovkvist, la più grande promessa del ciclismo svedese degli ultimi vent'anni, la cui carriera partì alla grande per poi inabissarsi rapidamente dopo la crisi al Giro 2009 dove aveva anche vestito la maglia rosa. Qualche soddisfazione, nel corso della sua brevissima carriera, l'ha data Fredrik Kessiakoff, ultimo svedese a vincere una tappa in un grande giro.

La causa di questo declino è da cercare probabilmente nell'annullamento del Postgirot Open, il Giro di Svezia, la corsa che nei suoi ultimi anni di vita aveva lanciato i corridori svedesi più importanti del periodo a cavallo tra gli anni 90 e il nuovo millennio: Magnus Backstedt, Niklas Axelsson, Michael Andersson, Glenn Magnusson, Marcus Ljungqvist. Senza una corsa locale il ciclismo ha perso rapidamente popolarità.

Peraltro il Postgirot Open aveva anche delle grandi sigle, tipo questa
Qualche speranza arriva dal classe 99 Jacob Eriksson, quest'anno sesto alla Corsa della Pace junior, la corsa per juniores più importante al mondo.

Discorso completamente diverso per la Norvegia che nel nuovo millennio sta vivendo il periodo migliore della sua storia ciclistica. Kristoff è probabilmente il miglior corridore norvegese di sempre, e Hushovd il secondo. E oltre a loro hanno avuto tanti altri nomi importanti come: Boasson Hagen, Kurt Asle Arvesen e Nordhaug. Un po' tanto per una nazione che aveva sfornato Knut Knudsen e poco altro.

In ottica futura la punta di diamante porta il nome di Kristoffer Halvorsen, l'uomo più veloce di Norvegia. Campione del mondo U23 a Doha e quasi imbattibile in volata nella categoria.

C'è da dire che da U23 probabilmente i norvegesi sono un po' più avanti degli altri e tra i pro non è detto che mantengano totalmente le promesse, vedi corridori come Sondre Holst Enger o Odd Christian Eiking, i due prospetti norvegesi più quotati degli ultimi anni dopo Halvorsen, che si sono rivelati buoni, ma non ottimi. Peraltro entrambi nella prossima stagione passeranno tra le professional, il secondo con la Wanty e il primo con la Israel Cycling Accademy che oltretutto prenderà anche un altro norvegese: August Jensen della Coop che tanto bene ha fatto nelle corse locali.

All'ultimo Avenir c'è stata invece l'esplosione del classe 97 Tobias Foss, che ha chiuso settimo destando un' ottima impressione sulle montagne. Forse hanno trovato anche uno scalatore di livello.

Tra gli juniores inoltre sono a dir poco dominanti. Andreas Leknessund sembra un piccolo Knut Knudsen, ha vinto il campionato Europeo a crono e il Tour du Pays du Vaud, mentre è arrivato secondo al Trophée Centre Morbihan e alla Corsa della Pace. Quest'ultima ha vistro trionfare, un po' a sorpresa, il connazionale e coetaneo Idar Andersen.

Da segnalare poi anche il classe 2000 Soren Waerenskjold che sembra ancora più forte degli altri due. Ha vinto l'Internationale Niedersachsen-Rundfahrt senza uscire dai dieci in nemmeno una tappa(qua i norvegesi sono stati proprio devastanti piazzando anche Hjemsaeter secondo, Jonas Iversby Hvideberg quarto e vincendo la prima tappa con lo stesso Hvideberg e la crono con Leknessund) poi ha fatto quarto vincendo una tappa al GP Ruebliland, secondo battuto solo da Gazzoli al campionato europeo e decimo al Trofeo Karlsberg e al Trophée Centre Morbihan.

Infine ci sono i danesi, Fuglsang e Breschel erano quotatissimi nei primi anni tra i pro, ma, nonostante qualche buon risultato(Delfinato e top-10 al Tour il primo, due podi mondiali il secondo), hanno parzialmente deluso le attese e sono anni luce lontani dalle stelle degli anni 90 Rolf Sorensen e Bjarne Riis.

Detto questo c'è una nuova generazione di danesi che sta crescendo bene: Valgren, vincitore di due Liegi U23, è già arrivato sul podio all'Amstel, ha vinto due Giri di Danimarca e ha ottenuto dei bei piazzamenti al nord: Magnus Cort Nielsen nella scorsa stagione ha vinto due tappe alla Vuelta, il classe 95 Mad Pedersen ha vinto il Tour du Poitou Charentes battendo nettamente a crono uno come Castroviejo.

E poi c'è Soren Kragh Andersen che sta facendo una stagione sottovalutatissima: ha vinto in Oman, è andato forte al nord e poi ha fatto una Vuelta enorme a supporto di Kelderman dimostrando di andare anche in salita.

Tra gli U23 hanno fatto una stagione spaziale: Kasper Asgreen e il primo anno Mikkel Bjerg hanno dominato il campionato europeo a crono facendo primo e secondo, Casper Pedersen ha vinto quello in linea e Niklas Eg si è piazzato sul podio sia alla Corsa della Pace che all'Avenir dimostrando di poter avere un futuro come uomo da corse a tappe.

Anche tra gli junior sono arrivati grandi risultati, come il Trofeo Karlsberg stravinto da Julius Johansen.

Probabilmente il bel momento che stanno attraversando Norvegia e Danimarca è dovuto al fatto di essere movimenti molto forti a livello continental, con pro e U23 che sono quasi una categoria sola.

Btw speriamo che un giorno ci diano un altro corridore in grado di spianare l'Hautacam col 53x15 come Bjarne Cool



 
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#2
Casper Pedersen ha 21 anni ma ieri ha vinto con un'azione che pochi al mondo riuscirebbero a replicare. Scatto ai meno otto e tutto solo è andato al traguardo mantenendo una decina di secondi di distacco sul gruppo tirato da Valgren e dai Trek(mica pizza e fichi).

Quest'anno tra gli U23 ha vinto il campionato europeo portando via un gruppetto e resistendo al ritorno del gruppo, mentre a Francoforte, dove è venuta su corsa durissima, solo Fabio Jakobsen è riuscito a metterselo dietro.

Da junior ha fatto secondo alla Roubaix di categoria, è un risultato che vuol dire il giusto, ma se avesse la giusta predisposizione per le pietre vorrebbe dire che la Danimarca ha tra le mani davvero un bel gioiello.
 
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#3
Mica male neanche l'altro Pedersen, Mads.

E' un dicembre 95, oggi ha spianato il muro e ha preso la maglia in Danimarca. E domani con la crono dovrebbe chiudere i conti.

Peraltro siamo già a quota quattro vittorie stagionali considerando il campionato nazionale in linea e le vittoria di tappa e nella generale al Tour du Poitou Charentes.
 
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#4
Per ora flop pazzesco della Norvegia a Bergen.

Zero medaglie tra gli uomini junior poi è davvero incredibile.

Gli restano EBH e Kristoff.
 
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