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Ciclocross 2018/2019 - 20/01 Pontchateau (CdM)
Gara bellissima che stava per essere rovinata da un cretino che dovrebbe tutelare gli atleti e non mettere a rischio la loro salute.

Per fortuna che MVDP, nello scontro, non si è fatto nulla di grave (però si è preso una brutta botta al collo e alla gamba).

Lo scatto in salita con cui Mathieu ha staccato Vanthournhout da vedere, rivedere e rivedere ancora. Pareva Frank VDB.

Vanth, comunque, ha buttato il cuore oltre l'ostacolo e si porta a casa un podio meritato, dato che negli ultimi giorni sta andando fortissimo.

Aerts, al netto di diverse sbavature, ha comunque fatto il suo, interpretando bene la gara e cogliendo un terzo posto grazie a una gran sparata con cui ha staccato WVA.

WVA partito malissimo, poi pian piano si è ripreso, ma oggi non era proprio la sua giornata. Solo 5°, staccato pure da VDH e conclude il 2018 senza vittorie nelle prove delle tre challenge più importanti.
 
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Purtroppo lo streaming ad un certo punto ha iniziato a bloccarsi e credo di essermi perso gran parte dei passaggi più importanti della gara, compreso l’incidente capitato all’iperfenomeno poi ugualmente vincitore . Percorso molto bello, fatto di un mix ben dosato sulle specificità del cross moderno. È pur vero comunque, che tutto diventa radioso quando in gara c’è il talento spumeggiante e di portata storica di Mathieu Van der Poel!
Sarò troppo classico, ma a dei bambini, o ragazzini, Mathieu va fatto vedere ore: per come pedala, per come sta sulla bicicletta,  per come è fatto e per dir loro che mangia sulla linea del buon senso, non del sacrificio che porta su viali nebbiosi e danteschi.  Per dire a questi ragazzi che il talento di Mathieu può fare cose mostruose anche oggi, nell’era degli anoressici moderatamente campioncini o brillantemente scarsi e che è dunque possibile essere grandiosi con lo stesso segmento antropometrico di un antico come Eddy Merckx (407), un indice di complessità quasi pari a quel belga lontanissimo (2,21 contro 2,23), ed un differenziale praticamente identico (9 Van der Poel, 8 Merckx).
Ebbene sì, grazie soprattutto a lui, il ciclocross divide col ciclismo su strada delle gare di un giorno, quella palma di speranza e di chiarore, che spinge un vecchio come me, che ha scritto di circa 9000 corridori, a riguardare con giovanile entusiasmo una corsa in bicicletta. Quell’entusiasmo, per intenderci, che è stato sciolto nell’acido di vomito che lascia da troppo, troppo, troppo tempo il pedale delle corse a tappe.    
Tornando a Diegem, mi è piaciuto Michael Vanthourenhout che per me sarà sul podio ai prossimi mondiali, ed ha ormai superato le punte del fratello Dieter e del cugino Sven. Bravo anche il vecchio Pauwels. Sottotono Van Aert (che è un grande talento, la cui unica colpa è di essere nato nell’era di M. Van del Poel e che sarà protagonista in diverse classiche di primavera).
 
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Dopo 'sta tranvata è tornato in sella, ha ripreso Vanth in un attimo e lo ha lasciato là con una fucilata fotonica in salita.

Comunque Maurizio io non sono sicurissimo che Vanth vada a podio al Mondiale. Ha dei picchi eccellenti, ma è un crossista discontinuo e non bravissimo a gestirsi. Sulla carta ne ha solo tre davanti, però quei tre di rado hanno passaggi a vuoto, mentre lui, quest'anno, è capitato che crollasse di colpo e finisse addirittura fuori dai 10 in gare importanti (a volte pure DNF, tipo Gavere).
 
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Ryan Kamp, 12 dicembre 2000, 25° a 3'49" da MVDP,  solo 38" dietro Pidcock e 24" dietro Stybar (ma 32" davanti a Iserbyt). A me questo sembra buono buono.

Thymenuccio un po' in difficoltà oggi: https://www.instagram.com/p/BsBz8M8H9pd/...o8wt6t3qh4

Però almeno è riuscito a concludere la gara, peraltro insieme a Gage Hecht.

Dorigoni ultimo a quasi 7' da MVDP, bravo, quantomeno, a stringere i denti e ad arrivare alla fine.
 
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Vanth a Niel e Gavere era malato, però è pur sempre vero che poteva gestirsi diversamente e puntare a portare a casa la pellaccia iniziando più in sordina (leggi piazzamento nei 10).

A Bogense l'anno scorso non ha brillato, ma non era neanche il corridore a cui l'argento mondiale ha dato tutt'altra consapevolezza.

La vera domanda è cmq, sul podio al posto di chi?

Io l'anno scorso non lo vedevo tra i primi 3 ma, a posteriori, le avvisaglie di un grande risultato c'erano tutte. A maggior ragione in virtù del fatto che Valkenburg è uno dei suoi circuiti feticcio (da under ha battuto due volte MvdP e WvA).
 
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(31-12-2018, 12:16 AM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Comunque Maurizio io non sono sicurissimo che Vanth vada a podio al Mondiale. Ha dei picchi eccellenti, ma è un crossista discontinuo e non bravissimo a gestirsi. Sulla carta ne ha solo tre davanti, però quei tre di rado hanno passaggi a vuoto, mentre lui, quest'anno, è capitato che crollasse di colpo e finisse addirittura fuori dai 10 in gare importanti (a volte pure DNF, tipo Gavere).

La discontinuità è una costante di famiglia… Occhiolino :)  Il cugino Sven ne era stereotipo, soprattutto agli inizi. 
Dipenderà molto dal percorso e dalla stagione che i ciclocrossisti incontreranno ai primi di febbraio a Bogense, in Danimarca. Se sarà un percorso pesante, Vanthourenhout ne avrà anche più di 4  davanti, ma se sarà veloce e sarà lì con la testa, Toon Aerts gli starà dietro, come a Diegem. Tra l’altro, nei grandi appuntamenti, sovente, i discontinui trovano una ragione in più per rimanere concentrati. In ogni caso, Michael, con un differenziale 20, è bene che si metta addosso due o tre chili……per la sua salute, ovviamente.  
Ciao grande Luca!
 
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La classe del 2000 è interessante:

Kamp, scuola Callant/Marlux, è il più completo dell'annata e quello che sta rispondendo meglio alla sequela di gare ravvicinate.

Poi a me piacciono anche, come ti avevo già detto, Rouiller e Vandeputte. Il primo per i percorsi duri, da buon biker, come la Svizzera contemporanea impone, e il secondo per la sabbia.
 
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Bogense è un percorso che piace molto ad Aerts, come abbiamo visto l'anno scorso quando, pur non essendo il crossista che è oggi, battagliò alla pari con Van Aert e VdP.

La fortuna dei rivali di Aerts è che Toon è il crossista, tra i grossi calibri, che più di tutti accusa il modo di correre di MVDP. Come ci dicono i dati e come, del resto, hanno dimostrato le vittorie in CDM e al Koppenbergcross, i suoi ultimi due giri spesso e volentieri sono impossibili da contenere pure per Van Aert.

Senza Mathieu lo vedrei addirittura come favorito. Poi, purtroppo, ha dei grossi limiti a livello di conduzione del mezzo che su diversi circuiti lo limitano e che possono essergli fatali in qualsiasi momento.

Vanth, tra i crossisti, è probabilmente quello col fisico più estremo....e comunque sembra un panzone se paragonato a certi uomini da corse a tappe Eheh

Ciao Maurizio Ciao
 
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(31-12-2018, 01:22 AM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Vanth, tra i crossisti, è probabilmente quello col fisico più estremo....e comunque sembra un panzone se paragonato a certi uomini da corse a tappe Eheh
......e che dichiarano (o meglio lo fanno i loro cosiddetti portavoce) più chili di quelli che hanno. Vedi ad esempio l'orrendo, o l'ET a dir si voglia.
 
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Vanth è magro impicco, come si dice dalle mie parti, sin dalle categorie giovanili cmq (come del resto il fratello).

A margine, il prossimo campionato belga si svolgerà a Kruibeke (il percorso del Polderscross è sul modello Ronse), dove nel 2016 ha vinto su Van Aert.

Sebbene possa vantare un invidiabile ruolino nei grandi appuntamenti internazionali (1 oro europeo, 1 mondiale, e 2 argenti mondiali), non è mai salito sul podio della massima vetrina nazionale (miglior risultato un quarto posto a Lille nel 2016).

Direi che è la volta buona per colmare questa, considerevole, lacuna.
 
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