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Danilo Di Luca
#1
 
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#2
Di Luca è pronto"Al Giro ci sarò..."
Terminata la squalifica ed iniziata una attività imprenditoriale, il 'killer' non vede l'ora di rientrare nel plotone: "Per le corse a tappe abbiamo Nibali, ma per le classiche? Voglio tornare a vincere la Liegi"

Il piglio e la grinta è quella di sempre. Quella del "killer" aggressivo e deciso. Anche se ha tutte le intenzioni di tornare a correre, Danilo Di Luca sta già guardando avanti e si lancia nel mondo imprenditoriale. In questi giorni sta compiendo un lungo giro nei negozi specializzati per illustrare il nuovo marchio di bici che promuove e sta lanciando in Italia e nel mondo. Si tratta, ovviamente, di "specialissime" molto sofisticate, costruite con tutti i crismi della tecnologia moderna e con i materiali più all'avanguardia garantiti anche dall'esperienza dei tanti anni di professionismo dell'abruzzese. Si chiama "Kiklos" il marchio dei nuovi telai, ma per noi "suiveur" fa un certo effetto sentire parlare il "killer" di carbonio T1000 e T800, di forcelle, sterzi, tubazioni "fasciate e incollate", di vernici, pesi, ecc.

Ma Danilo è uno che la sa lunga. E sa destreggiarsi da padrone anche nel complesso mondo della tecnologia più avanzata. Nel negozio di Claudio Castellaccio, a Roma, di fronte ad un folto gruppo di tifosi e aficionados, si è esibito a lungo in illustrazioni del prodotto e spiegazioni minuziose.

Sta già pensando alla nuova vita, vista la non più verde età?
"Manco per niente - fa un gesto scaramantico - durante la squalifica mi sono sempre allenato e sono convinto di essere ancora in grado di dire la mia nel plotone".

Un anno circa di stop, e poi lo sconto per la collaborazione con il pm Roberti e il capo della Procura del Coni Torri. E il ritorno alla vigilia del Lombardia.
"Mi aspettavo sei mesi di sconto, ne ho avuti nove..."

Beh, se uno "canta" è giusto che sia premiato. E poi una seconda chance non si nega a nessuno.
"Ma io non ho fatto nomi e men che meno quello di Petacchi. Per fortuna che Alessandro è un amico; gli ho telefonato, ci siamo spiegati".

Prudenza e misura: Danilo conosce bene il suo ambiente. Avesse avuto una squadra a disposizione avrebbe corso la classica delle "foglie morte". Ma, a sentire lui, non ci dovrebbero essere problemi per la prossima stagione.
"Ho avuto offerte dalla Lampre, dalla Geox, dall'Astana e dalla Quick Step. Ma sto aspettando che l'Uci definisca il gruppo delle squadre di primo livello, quelle che hanno diritto di partecipare alle corse più importanti del calendario. Doveva essere pronto in questi giorni, ma hanno rimandato ai primi di dicembre".

C'è fame di cacciatori di classiche, dopo l'abbandono di Bettini e il "killer" sa benissimo che il panorama nostrano non è entusiasmante.
"Per le corse a tappe c'è Nibali, ma per le classiche?".

Ti guarda negli occhi con aria di sfida. Difficile dargli torto.
"Pozzato? Gli manca sempre qualcosa. Avete visto a Geelong (agli ultimi mondiali, n. d. r.)? Ma lì non ha sbagliato solo lui. Per me l'Italia ha perso la corsa perché si è mossa troppo presto. Se l'azione dei 20 big fosse venuta un giro, due dopo, avrebbe avuto successo e non ci sarebbe stato il ricongiungimento degli spagnoli e il volatone di gruppo. Ma Bettini lo conosciamo. Era immediato ed impulsivo anche in bici; poi, magari sopperiva con la classe".

Lei adesso snobba il Giro perché Zomegnan, il patron della corsa rosa ha detto che non la vuole per via della brutta immagine dopo la vicenda doping...
"Sono anni che non corro la Liegi e voglio tornare a vincerla. Zomegnan ha detto così, poi però a me ha detto che la porta è aperta dalla "Sanremo al Lombardia" per tutte le corse Rcs. Ci sarò al Giro, ci sarò..."

Buon per lui, ma allora è inutile parlare ipocritamente di "quarantena" per gli ex dopati. Del resto, il rigore a gettone, con tutti quelli che l'hanno fatta (e la fanno ancora) franca, non sarebbe neppure giusto nei confronti di chi - a detta degli inquirenti - ha dato una mano importante nello svelare certi meccanismi del doping.

Di Luca torna dopo un annetto di stop. Gli è andata bene dopo la positività al Giro 2009, sulla quale rischiava chiudere la carriera.
"Ho collaborato perché non posso stare senza bici. Per me la bici è tutto, è la vita".

Versione romantica. L'altra faccia della medaglia è il mega negozio di bici che ha aperto da poco a Pescara in concorrenza con un ex di vaglia, Masciarelli, gregarione ai tempi di Moser. E ovviamente, la necessità di tenerlo sulla cresta dell'onda tramite la sua notorietà. E adesso c'è anche questa nuova iniziativa delle bici. "Le ho provate di persona sono rigide il giusto nei punti giusti del telaio e confortevoli. E in discesa rendono meglio di altre. E poi Masciarelli è lontano e c'è spazio per tutti dalle mie parti", dice con con proprietà e precisione.

Giro di Lombardia (2001), Tre Valli (2002), Amstel e Freccia (2005), Liegi-Bastogne-Liegi (2007), una decina di tappe al Giro e il successo finale nel 2007. Il 2 gennaio Di Luca compirà 35 anni; sarà la 13° stagione da prof di una carriera ricca di successi, ma caratterizzata dall'amicizia "sulfurea" con un medico radiato dallo sport per fatti di quello stesso doping che gli è costato lo stop nel 2009. Tempo fa disse che non avrebbe più parlato con chi lo accusava. Ma poi ci ha pensato la realtà a fargli cambiare idea. Servita la lezione? Ti fissa ancora. Deciso e determinato. Sorride. Il "killer" sa sempre quello che vuole.

repubblica.it
 
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#3
Non lo sopportavo quando era "pulito", non lo sopportavo quando lo hanno beccato, e non lo sopporto ora, a maggior ragione dopo aver letto questa intervista in cui mostra ancora di più tutta la sua arroganza, che se poteva in qualche modo essere giustificata quando vinceva adesso è completamente inopportuna.
 
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#4
Una bella notizia per i tifosi di Di Luca
http://www.ilnuovociclismo.it/forum/show...11#pid4211
 
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#5
Tchmil ha rivelato anche il programa completo del corridore: l'esordio avverrà al Challenge Maiorca, poi Trofeo Laigueglia, Giro di Sardegna, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Vuelta al Pais Vasco, Amstel, Freccia Vallone, Liegi e infine Giro d'Italia, come spalla di Joaquin Rodriguez. Alla Vuelta a España invece dovrebbe essere il capitano del team.
 
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#6
evviva :)
 
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#7
Di Luca, Tchmil e un contratto non previsto dai regolamenti
La notizia della firma del contratto di Di Luca ha destato interesse e al tempo stesso perplessità, in particolare per quanto riguarda l'annunciata mancanza di un compenso.
«Il contratto minimo per un corridore professionista - ha spiegato Enrico Carpani a tuttobiciweb - è di 49.500 euro lordi ed è una condizione inderogabile perché il contratto stesso possa essere esaminato dalla Ernst&Young e quindi registrato dalla Uci e definito attivo».
Abbiamo allora raggiunto Danilo Di Luca mentre viaggiava in auto alla volta di Pescara, dopo essere a Possagno, in Veneto, dove ha firmato il contratto davanti ad una platea di 500 ragazzi, tutti studenti di don Marco Pozza, il sacerdote che ha portato il corridore abruzzese a confrontarsi e confessarsi davanti ai più giovani, per portare avanti un importante messaggio sociale.
«Sul contratto vi posso dire che io pagherò la multa di circa 170.000 euro che mi ha inflitto l'Uci e che Tchmil ha effettivamente chiesto per iscritto all'Uci la possibilità di registrare un contratto a zero euro. Quanto a me posso aggiungere che ho spostato il progetto di Don Marco, un progetto che mi è piaciuto e mi ha subito convinto perché si tratta di trasmettere la mia esperienza ai giovani e di spiegare loro gli errori che ho commesso - spiega Di Luca a tuttobiciweb -. Scegliendo di firmare con la Katusha, confermo di aver rinunciato ad un contratto molto più vantaggioso che mi aveva proposto la Astana. Ma mi è piaciuta questa idea e ho seguito l'istinto».

tuttobiciweb.it
 
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#8
Ma infatti non vedo dove sia il problema: anche Armstrong da quando è tornato a correre ha sempre corso gratis, e non mi pare che glielo abbiano impedito...
 
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#9
ECCOLOOO!!! primo ritiro con la Katusha a Calpe!
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#10
Sembrano un po' tutti "spiderman" con queste maglie Asd
 
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