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Eli Iserbyt
#1
https://www.nrc.nl/nieuws/2019/11/03/bel...l-a3978997

Se il traduttore traduce giusto, il babbo di Eli tira una bordata, veramente poco elegante, alla povera Puck Moonen.
 
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#2
Notavo che l'anno scorso ebbe un calo proprio in questo periodo per, poi, riprendersi e andare molto forte a inizio anno, specie a Baal e Brussels.
 
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#3
Un signore:

 
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[+] A 2 utenti piace il post di Luciano Pagliarini
#4
Mi sorpendere vedere che Iserbyt ha una gara in programma il giorno prima di Koksijde, dato il suo cattivo rapporto coi b2b.

Vero che il vantaggio su Aerts è bello importante, ma il Duinencross, insieme a Namur, è proprio il tipo di cross in cui eviterei di avere la giornata un po' così.

Peraltro Eli a Koksijde, dopo la vittoria del 2016, non si è più ripetuto su quei livelli e, anzi, l'anno scorso andò molto male, mentre Aerts è reduce dalla sua miglior prestazione.
 
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#5
Non può mancare al cross organizzato dal suo capo.

Per far contento Mettepenningen, l'anno scorso i Marlux fecero una gran gara a Wachtebeke, solo che poi a Koksijde erano tutti cotti.
 
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#6
Da quando è venuto a Silvelle, ed è stato chiamato Iserbait, ha avuto una crisi di identità tanto che non vince da un mese e ha all'attivo un solo podio.
Vabbe che la crisi di identità gliel'ha fatta avere anche VdP, ma ora come ora non è più la seconda forza in campo.
 
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#7
Sapevamo che a Koksijde e Namur si sarebbe giocato tanto e che probabilmente avrebbe perso molto del suo vantaggio, tuttavia non mi aspettavo di vederlo finire a gambe all'aria (e in braccio a suo fratello) in questa maniera.

https://youtu.be/BgHS_RMJZrA?t=105
 
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#8
Viene da chiedersi se sarà capace di dare continuità a questa stagione oppure sarà un Lars van der Haar 2013/2014 2.0 o, tutt'al più, un Kevin Pauwels 2011/2012 2.0.

Finito il magic moment ha preso schiaffoni da tutte le parti. Grande costanza, ma nelle occasioni importanti, campionato belga, Mondiale e anche oggi, ove aveva la possibilità di far vedere di essere il migliore del lotto tolto van der Poel, non ha fatto prestazioni esaltanti (che non significa necessariamente vincere, ma alzare il proprio livello come Pidcock a Dubendorf).

Senza l'infortunio di Aerts probabilmente finiva la stazione con zeru tituli.
 
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#9
(08-02-2020, 06:24 PM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Viene da chiedersi se sarà capace di dare continuità a questa stagione oppure sarà un Lars van der Haar 2013/2014 2.0 o, tutt'al più, un Kevin Pauwels 2011/2012 2.0.

Finito il magic moment ha preso schiaffoni da tutte le parti. Grande costanza, ma nelle occasioni importanti, campionato belga, Mondiale e anche oggi, ove aveva la possibilità di far vedere di essere il migliore del lotto tolto van der Poel, non ha fatto prestazioni esaltanti (che non significa necessariamente vincere, ma alzare il proprio livello come Pidcock a Dubendorf).

Senza l'infortunio di Aerts probabilmente finiva la stazione con zeru tituli.

credo che l'inizio di stagione abbia illuso un po' tutti , approfittando delle assenze di mvdp , wva e un toon aerts in ritardo di condizione  è riuscito a fare un bel filotto di vittorie che gli hanno dato morale , però guardando la sua carriera è sempre stato un buon corridore ma nulla più . la rivalità con pidcock gli ha dato risalto ma tra lui è pidcock ci sono due anni di differenza che negli u23 sono un bel vantaggio , sicuramente in futuro graviterà in zona podio o giu di li , ma con vdp , wva e pidcock lo vedo sempre dietro
 
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#10
A me è piaciuto il colpo di coda dopo Namur, quando, sfido a dire il contrario, lo vedevamo tutti spacciato. Per il resto sposo in pieno il tuo ragionamento.

Ha davvero tanto di quel Pauwels, in effetti, dal modo di vincere alla condizioni in cui dà il meglio (tutti e due hanno vinto Gavere con l'asciutto, evento più unico che raro).
 
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#11
Il primo anno da U23 fu abbastanza impressionante. Poi nel prosieguo le sue quotazioni era un po' calate e penso che nessuno se lo sarebbe immaginato così forte quest'anno.

Kevin Pauwels è anche più calzante di van der Haar come paragone. È uno che in gara secca può sempre vincere, ma che nelle challenge in un modo o nell'altro la giornata storta rischia di trovarla sempre.

Vediamo se imparerà a esaltarsi nei grandi appuntamenti, cosa che Kevin Swag non ha mai fatto.

In compenso, bisogna dire che non ha già ipotecato il SP perché ha saltato una prova.
 
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#12
si il primo anno da u23 è stato molto positivo però non c'era molta concorrenza , bisogna dargli atto però che quando doveva vincere è sempre riuscito a farlo , sicuramente con mathieu , wout e pidcock che nei prossimi anni saranno sempre più orientati sulla strada , potrà approfittare delle loro assenze
 
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#13
Col senno di poi ha buttato via il Superprestige saltando Boom per andare a vincere a Berna in una cdm che poi non avrebbe vinto.
Sese Sese Sese

Comunque annata positiva, ha avuto giusto qualche flessione tra Dicembre e Gennaio e un mondiale in cui non ha toccato palla, anche se dopo l'inizio sfavillante ci si sarebbe attesi almeno vincesse la cdm e che andasse sul podio al mondiale.
 
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#14
Ha tirato fuori un bel jolly al Parkcross, ma per il resto dopo Nommay è sembrato abbastanza spento.

In queste ultime tre gare stagionali avrà comunque l'occasione di raggiungere la doppia cifra per quanto concerne i successi.
 
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#15
Forse il paragone più azzeccato per Iserbyt arriva dal ciclismo su strada ed è proprio Nairo Quintana.

A 30 anni Quintana, nonostante sia un corridore che può vincere in un modo solo, ha già conquistato oltre 40 successi. Ha vinto più corse a tappe di Nibali benché abbia sei anni in meno e gliene manca una per eguagliare Froome.

Però nelle occasioni importanti non ha mai saputo realmente elevarsi e gli sono sovente tremate le gambe. Anche il Quintana che ha vinto Giro e Vuelta era comunque un Quintana "normale". Un Nairo in un momento di totale fiducia nei suoi mezzi come Evans 2011 o Nibali 2014 non lo abbiamo ancora mai visto.

Ecco Iserbyt oggi è un po' Quintana....grandissima classe, tante vittorie, alcune anche con prestazioni straripanti, però, quando conta di più e quando deve affrontare quei campioni che hanno uno status superiore non ce la fa a tirare fuori quel qualcosa in più, come, invece, hanno fatto due atleti che spesso durante l'annata gli sono stati inferiori quali Sweeck e Aerts.

Se ci pensiamo la stessa vittoria nel DVV è arrivata totalmente di inerzia dato che dopo al Koppenbergcross non si è nemmeno più avvicinato a trionfare in una tappa.

Per carità, è giovane e tutto il resto, tuttavia, se da un lato potrebbe anche migliorare molto, dall'altro potrebbe fare proprio come Quintana che certi limiti se li è portati dietro sempre.
 
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#16
Ah...quasi mi dimenticavo, aggiungo: la sua palese e probabilmente fasulla arroganza mi sembra un modo per nascondere le sue insicurezze.

Van der Poel quando vince si limita a fare un paio di giri a tutta e, poi, gestisce. Non sente il bisogno di umiliare gli avversari e di rifilare loro distacchi enormi. Anche al Mondiale, ove voleva fare l'impresa, a un certo punto ha decisamente rallentato. Poteva dare tre minuti al secondo, ma sapeva che non sarebbe cambiato niente.

Invece Eli, vedi anche oggi, sente il bisogno di mostrare i muscoli, di ostentare la sua forza. Quando ha staccato tutti e ha preso un buon margine non si ferma, continua a rilanciare e a prendersi rischi.

Peraltro, ci sono anche tante altre piccole cose che, imho, denotano un po' di insicurezza. Tipo quando alle prime gare di MvdP sentiva il bisogno di mettergli la ruota davanti, di fargli vedere che lui era là, mentre Mathieu se ne sbatteva altamente.
 
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