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Giro d'Italia Internazionale Femminile
#51
L'anno prossimo prende la cittadinanza italiana così può vincere pure la maglia azzurra -.-
 
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#52
Mah, visti gli ultimi mondiali, mi tengo stretto le nostre :D

Comunque le italiane han fatto malino, guardando solo ai risultati: nessuna vittoria di tappa (l'anno scorso ne ottenemmo 1 con la Cantele, mi pare) e nessuna sul podio (l'anno scorso 3° la Guderzo). La corsa di casa, ultimamente, non ci sta dando grandissime soddisfazioni...
Triste
 
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#53
Sì, direi di sì. Comunque non ho guardato nessuna tappa quindi non posso giudicare proprio...spero che ci sia qualche giovane che sta crescendo perchè sono anni che dobbiamo puntare sulle stesse carte. Anche nelle tappe di Coppa del Mondo siamo andati male se non sbaglio
 
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#54

GiroDonne 2011: Vos stratosferica, Pooley umana - Voti e giudizi alle protagoniste della corsa

Terminato da poco il Giro di Marianne Vos, è giunto il momento di tirare le fila. Non solo Olanda ed olandesi, quindi, in questi dieci giorni di corsa rosa ma tutto un mondo, e un movimento, che ha fatto emozionare con le sue piccole e grandi imprese. Proviamo a riviverle.

Marianne Vos - 10 e lode con bacio Accademico
Che fosse la più grande ciclista vivente lo sapevamo. Che andasse forte da Gennaio era pure ben noto a tutti. Pochi però si sarebbero aspettati una tenuta sulle Alpi come quella che ha esibito Marianne. E per "tenuta" non intendiamo la Maglia rosa, conquistata sin dalla prima tappa, persa alla seconda per poi essere riacciuffata alla terza, in quel di Fermo. In realtà anche le sue dirette avversarie pensavano di fiaccarla, scatto dopo scatto, su pendenze che per lei erano fino a dodici mesi fa dure da digerire. A Fermo, come detto, attacca e torna in rosa. Quindi gestisce il vantaggio sulla Pooley andando a caccia di abbuoni, che spesso si tramutano in vittorie. Regola il gruppo a Verona (ma l'assolo di Nicole Cooke le nega la vittoria), vince a Piacenza pennellando le curve tagliate su misura per la Bronzini. Quindi l'ulteriore capolavoro. Attacca sul Mortirolo anziché difendersi da Pooley ed Abbott e la discesa che porta a fondovalle la lancia in cielo. Alle Torri di Fraele controlla, lasciando la vittoria ad Emma Pooley, mentre a Ceresole Reale s'impone di forza, staccando tutte meno una, la solita inglese delle Garmin - Cervélo, per poi salutarla ai 300 metri. La crono conclusiva potrebbe vederla primeggiare ancora ma una foratura le nega la sesta vittoria di tappa in dieci giorni. L'immgine più ricorrente di questo Giro (ma non solo) è Marianne Vos a braccia alzate sul traguardo; ottiene infatti il cinquanta per cento delle vittorie parziali ed una maglia rosa a cui nemmeno lei forse credeva. Sempre più nella storia.

Emma Pooley - 10
Era la favorita ed extraterrestri a parte (una, la solita) ha mantenuto le promesse. In palla sin da subito, si capisce che sarà la sola rivale della Vos quando a Fermo è l'unica a seguirla su muri dalle pendenze quasi proibitive. Paga la scarsa dimestichezza con le volate, che si tramuta in meno abbuoni, e l'inettitudine ad affrontare le discese. Doti che non s'improvvisano, specie quest'ultima. Sugli arrivi dove potrebbe e dovrebbe fare la differenza scava un ampio solco tra sé e le altre, non tra sé e Marianne Vos, che nelle ultime tre tappe le fa da ombra per poi batterla anche sul suo secondo piatto forte, la cronometro (ma le prove contro il tempo brevi sono tutte a favore dell'olandese). Lascia Arndt, terza in Generale, a 4'59". Ha fatto tutto quel che poteva, non è bastato. Indispettita, comunque bravissima.

Judith Arndt - 8,5
Veniva dalla vittoria al Trentino ed era lecito aspettarsi una bella prestazione dalla tedesca, calata sul suolo italico per portarsi a casa il Giro prima di un ipotetico ritiro di fine stagione. Fa quel che può ma lascia troppi secondi qua e là. La premiata ditta Vos-Pooley ne approfitta e la solida Judith deve accontentarsi della terza piazza. Abilissima nel respingere gli attacchi della nostra Tatiana Guderzo ed a staccarla ai Laghi di Cancano, ipotizzando di fatto il podio. Rocciosa e concreta.

Tatiana Guderzo - 7,5
Come per la Arndt, ottimo Trentino anche per la vicentina della MCipollini - Giambenini che, a fronte della bella prestazione nella corsa rosa, peggiora di una posizione rispetto al 2010 (allora concluse sul terzo gradino del podio). Grande corsa nel giorno del Mortirolo, con un'ottima discesa ed un secondo posto che la fa sognare, ripone tutte le speranze nel cassetto ai Laghi di Cancano. Arndt la stacca, Tatiana è convinta di poterla riacciuffare sino all'ultimo metro di cronometro ma alla fine si porta a casa un quarto posto e la maglia azzurra di miglior italiana. Convinta dei propri mezzi.

Tatiana Antoshina - 7
La russa, al solito, parte in sordina, come il più classico dei diesel. Non si vede mai, eppure è sempre lì e più si va avanti più migliora di condizione. Ragazza di poche parole, lascia parlare la strada: in salita è sempre con le migliori, suggella il già ottimo Giro con la crono finale, una sua specialità, in cui acciuffa il quinto posto nella Generale. Va forte sin dal Fiandre, dove fu seconda, ed è sempre con le prime. Donna ombra.

Emma Johansson - 6,5
Alla seconda partecipazione della carriera al Giro conquista una settima piazza in Generale, senza vincere né andandoci mai vicino (eccezion fatta per la crono finale). Sin da Velletri propone la specialità della casa: il piazzamento. Terza, poi sempre nelle dieci tranne a Pescocostanzo ed a Verona (dove rimane vittima di una caduta abbastanza seria). Affronta Mortirolo, Cancano e Ceresole Reale con la tranquillità di una scalatrice navigata e rimane nelle dieci in classifica. Quando meno te l'aspetti, all'ultima frazione, riecco spuntare il marchio di fabbrica: il secondo posto. La stagione le offrirà subito modo di rifarsi, a partire dall'Open de Suède Vårgårda, accoppiata di gare che correrà in casa. Vederla lottare per una vittoria non avrebbe fatto certo male allo spettacolo. Vichinga dai piazzamenti di lusso.

Sylwia Kapusta - 7,5
La scalatrice polacca soprannominata Aniołek - angelo - dispiega finalmente le ali e, sfruttando la fuga di Pescocostanzo, si porta al secondo posto in classifica, a meno di un minuto da Marianne Vos. Resta umile, Sylwia, e nella tappa del Mortirolo, quando sarebbe lecito per lei sperare di conquistare la maglia rosa, placa gli animi dei suoi tifosi giunti numerosi ad incitarla (voto 10 per la simpatia). Perde terreno a poco a poco e la cronometro le dà la mazzata finale ma termina comunque ad un più che dignitoso ottavo posto che fa il paio con l'ottavo ottenuto in Trentino. In gran crescita.

Shara Gillow - 7
La campionessa Australiana a cronometro approda alla Bizkaia - Durango poche ore prima dell'inizio del Giro (così come la connazionale Ruth Corset, sempre presente, anche per lei il voto è un 7). Non sa, Shara, che otterrà, un po' a sorpresa, la maglia rosa già alla seconda tappa, grazie alla fuga ben orchestrata insieme a Sharon Laws (voto 6,5 per la costanza) ed altre atlete. La gloria di guardare tutte dall'alto dura solo ventiquattr'ore ma il nono posto finale della Gillow non è certo frutto soltanto di una fuga mal gestita ed andata in porto. Piacevole mezza sorpresa

Mara Abbott - 7,5
Non guardate la sua classifica. La vincitrice uscente si prepara tutta la stagione per arrivare a questo Giro ricco di vette a lei care ma il 4 giugno cade in allenamento, batte la testa, la ritrova un suo amico riversa per la strada. Si riprende, è al via e corre come sa sulle Alpi (supportata da una impalpabile Claudia Häusler, voto 4,5 per la bavarese nonostante la bella fuga di Ceresole), si difende nelle altre tappe, perdendo un sacco nella cronometro finale. «L'anno scorso era stato fantastico vestire la maglia rosa fino alla fine, quest'oggi ringrazio di essere qui e di aver concluso il Giro. Per me è come aver vinto di nuovo». Altro da aggiungere?

Elena Berlato - 6,5
La 24enne della Top Girls conquista finalmente la maglia bianca di miglior giovane (nel 2009 fu seconda dietro Armitstead, nel 2010 sempre seconda dietro alla Vos). C'è da dire che la concorrenza non è la più spietata e che Elena ha già una certa esperienza. L'obiettivo principe era però ben altro: entrare nella top ten (termina undicesima, peggiorando la classifica del 2010) e avvicinarsi alla rosa. Circostanze sfavorevoli la inducono ad alzare bandiera bianca già da Pescocostanzo, dove cade e perde un minuto buono. Sulle grandi salite, il suo pane, attacca, non vince ma fa il suo. «Vedrete la Berlato tra un anno», dice il suo ds, Lucio Rigato. L'aspettiamo fiduciosi tra dodici mesi nella speranza che quel bianco diventi rosa, o ci si avvicini. Determinatissima.

Elisa Longo Borghini - 7+
Restiamo in Top Girls e troviamo la non ancora ventenne ornavassese che al suo primo Giro d'Italia termina tra le prime venti (18esima), dando speranze al movimento azzurro per il futuro nelle grandi corse a tappe. Si esalta nella frazione di Fermo, dove tiene le ruote delle migliori. Cade nella discesa del Mortirolo ma sulle montagne è sempre nel primo gruppo o quasi. Corre da Febbraio, disputerà gli Europei ad Offida (sia in linea che a crono insieme, tra le altre, a Valentina Carretta, cui va un bel 6 d'incoraggiamento) ed ha margini di miglioramento sconfinati. Forte di testa e di gambe.

Lucinda Brand - 7
Chi se la sarebbe aspettata, la "Branda"? E invece va in fuga dopo sedici chilometri nella frazione del Mortirolo ed a Grosotto conclude terza di tappa. Seconda nella classifica delle migliori giovani, la classe '89 dell'AA Drink - Leontien.nl porta a casa un quindicesimo posto, frutto di costanza e determinazione, che fa ben sperare per gli anni a venire. Emergente.

Nicole Cooke - 6,5
La davano per spacciata, finita, scoppiata. Ed invece va a vincere con un numero dei suoi proprio in casa dello sponsor, a Verona. Notevole la progressione con cui passa Sarah Düster e va a prendersi un successo in solitaria che rimarrà nella memoria di molti. Scollina tra le prime sul Mortirolo, lei che scalatrice pura non è (al contrario della sempre innocua Fabiana Luperini, voto 5). Punta forte sul Mondiale e quando si prefigge un obiettivo è raro che lo manchi. Welcome back, Nicole!

Ina-Yoko Teutenberg - 8,5
Partiva con i favori del pronostico per gli arrivi in volata, vede ritirarsi Armitstead ed Olds, per fare due nomi (Wild era annunciata ma non prende nemmeno il via) e contrasta più che egregiamente l'egemonia della Vos. Due vittorie, a Forlì in volata ed a San Francesco al Campo in una crono breve, che interpreta come una lunga trenata. Non paga di ciò, va in fuga nella tappa di Pescocostanzo e addirittura scollina tra le prime, sempre dopo una fuga, sul Mortirolo. Turbodiesel.

Rasa Leleivyte - 7,5
Stupisce sempre più, la bionda lituana del Vaiano. Un tempo non troppo lontano velocista, dimagrisce in inverno e colleziona così migliori piazzamenti sui percorsi nervosi che sulle tappe piane dove, al contrario, ha al sfortuna di essere buttata in terra (Verona), compromettendo la sua corsa rosa. Tiene la maglia bianca sino al Mortirolo, quando scollina molto avanti per poi cadere nella discesa ed arrendersi alla superiorità in salita della Berlato. Finisce il Giro zoppicando ma più d'un passo verso grandi risultati è stato fatto. In evoluzione.

Giorgia Bronzini - 6,5
In forma crescente, la piacentina sperava di poter vincere nell'arrivo di casa. In pratica è seconda dietro ad una Vos che sfrutta la tecnica pennellando al meglio le due curve finali. In teoria la vittoria va all'iridata di Geelong perché al giorno d'oggi fare secondi dietro alla Vos (e su qualsiasi terreno) è un po' come vincere. Conclude il Giro affinando la forma in vista delle gare estive e soprattutto del Mondiale di Copenhagen. Una donna tutta grinta.

Valentina Scandolara - 7
Spiace non vederla vincere una tappa né portare a termine la corsa ma finalmente corre divertendosi. La maglia verde conquistata nella prima frazione e difesa con grinta, la fuga di Pescocostanzo ed altri piccoli grandi dettagli aiutano la cannibale delle Juniores a diventare un'atleta di livello. I risultati non sono ancora dalla sua ma per il morale queste prestazioni non possono che fare bene. Prova il colpo di mano nella sua Verona ma il controllo delle avversarie sull'atleta della Gauss è fatale. Sulla via della maturazione.

Chantal Blaak - 5
Un'atleta del suo talento non può correre un Giro senza entrare mai almeno nelle prime venti. Invece la Campionessa Europea del 2009 ha come personal best al Giro la 24esima piazza di Ceresole Reale. Mai davvero in vista, è anche vero che lavora molto per le compagne Villumsen, Worrack (ad entrambe un 5,5) e Brand ma non trova mai spazio per se stessa. Non può che migliorare.

Diadora - Pasta Zara - 5
Manel Lacambra e Diana Ziliute partivano con uno squadrone: Olds per gli arrivi in volata, Häusler ed Abbott per colpire in montagna, Patuzzo per svolgere il lavoro sporco e tentare di vincere nella sua Verona, senza dimenticare una certa Zabelinskaya. Complice la sfortuna che mette fuori causa Shelley Olds e debilita Mara Abbott, il team di Fabretto non ottiene vittorie parziali né fa registrare prestazioni di rilievo. Manel Lacambra, dopo i Giri di Häusler ed Abbott, non centra la tripletta. Grandi delusi.

Rossella Callovi - n.g.
La forma strepitosa porta la graziosa trentina della MCipollini - Giambenini ad ottenere subito un sesto posto a Velletri. Cade e s'infortuna nella discesa di Pescocostanzo, bye bye Giro. La aspettiamo agli Europei di Offida ma sarebbe stato molto interessante vederla all'opera in una corsa a tappe di dieci giorni. Sarà per l'anno prossimo.

Nederland Bloeit - 7
Come avevamo iniziato, così terminiamo: con le vincitrici. Marianne Vos non ha avuto alle spalle una corazzata inaffondabile ma tanto è bastato per tenere cucita la corsa nei momenti critici e portare la rosa nei Paesi Bassi. Gran merito a Jeroen Blijlevens per aver creato un gruppo solido ed affiatato attorno alla Campionessa. Emilie Aubrie, Sarah Düster, Loes Gunnewijk, Patricia Schwager, Noortje Tabak, Annemiek Van Vleuten e Marieke Van Wanroij sono tutti corridori di medio calibro. Eppure hanno unito le forze per ottenere un grandissimo risultato. Parevano in difficoltà, persino troppo deboli, a gestire il primato sin dalla tappa di Pescocostanzo ma con il passare dei giorni hanno aiutato il Fenomeno olandese ad entrare nella storia. Chapeau!

cicloweb.it
 
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#55
Voti un po' generosi :)
 
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#56
a Emma Johansson le darei 10 a prescindere Heart
 
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