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Giro d'Italia: Zomegnan lascia, è Michele Acquarone il nuovo direttore
#1
Tuttosport. Lotta di potere in Rcs e Zomegnan...
Come avevamo anticipato qualche giorno fa, al termine di un Giro d’Ita­lia bello ma che poteva essere bellis­simo i vertici della Rcs si sono riuni­ti per stabilire le strategie aziendali future. E’ stata auspicata una diver­sa distribuzione delle competenze, auspicando la creazione di un pool in luogo di una direzione troppo ac­centratrice. Entro la fine della setti­mana il patron Angelo Zomegnan dovrà dare una risposta in merito ai suoi superiori. Al di là del bilancio lusinghiero del “prodotto” Giro d’Ita­lia, alla Rcs non sono piaciute alcu­ne discrepanze. D’ora in poi si dovrà lavorare di squadra, anche per evita­re incidenti di percorso come il Cro­stis o la scelta dell’inno “franchista” durante la premiazione di Contador (il responsabile dell’errore avrebbe già le valigie pronte). Se Zomegnan non dovesse accettare le novità per la creazione del Giro d’Italia 2012, potrebbe essere destinato ad altro incarico nell’ambito della stessa azienda o - come si mormora - entra­re nell’organizzazione dei Mondiali su Strada del 2013, che come noto si svolgeranno in Toscana.

Paolo Viberti,Tuttosport
(TUTTOBICIWEB.it)
 
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#2
Eh, negli ultimi anni son successe cose abbastanza gravi insomma: dall'ignobile percorso del Giro del centenario alla sceneggiata della tappa di Milano, dalla vicenda Crostis alle tragedie (o sfiorate tragedie) che sono avvenute in corsa (quella di Weylandt è stata una fatalità, quella del miracolato Horrillo un po' meno: certo che nel giro di tre edizioni potevano scapparci non uno ma due morti, roba non da poco insomma). Anche tutto il discorso della partenza USA, che poi si è rivelato un buco nell'acqua, non è stata fatta una bellissima figura da parte di RCS.
E' ovvio che non sempre la responsabilità è stata di Zomegnan, anzi; però allo stesso tempo è ovvio anche che sia lui la figura di riferimento del Giro per RCS, e dunque è normale che gli vengano chieste delle spiegazioni.
 
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#3
Zomegnan in uscita: addio Giro d'Italia
ALFINE la riunione c’è stata. Da una parte i massimi responsabili di Rcs MediaGroup (su tutti il direttore Antonello Perricone) e i massimi responsabili di RcsSport (il presi­dente Flavio Biondi, il direttore Michele Ac­quarone, l’ad Giacomo Catano), dall’altra Angelo Zomegnan, il patron del Giro d’Ita­lia che al termine dell’ultima avventura in
rosa pareva sul punto di lasciare il suo inca­rico per divergenze d’opinioni con i capi e anche qualche errore commesso.
La voce dai nei corridoi della Rcs asseriva che Zome­gnan e il Giro d’Italia si sarebbero separati. E in effetti, al termine di lunghe e circostan­ziate riunioni, è proprio questa la soluzione più probabile, che dovrebbe diventare uffi­ciale al ritorno da un periodo di vacanza del­lo stesso patron in rosa. Quest’ultimo, pro­fessionista capace ma dal carattere non sempre facile, dovrebbe uscire di scena in seguito a una decisione consensuale. Per lui si parla di un futuro incarico nell’organizza­zione dei Campionati del Mondo di ciclismo a Firenze 2013.
Al suo posto dovrebbe agire un pool di esperti, mentre anche l’attuale di­rettore di corsa, il bravo Mauro Vegni, si ri­serverà di dare la propria disponibilità una volta venuto a conoscenza della “squadra” con cui dovrebbe lavorare. Tra coloro che potrebbero far parte del nuovo gruppo si sta fa­cendo strada il nome di Pier Bergonzi, otti­mo collega e profondo conoscitore del cicli­smo. Al suo fianco dovrebbe intervenire l’o­limpionico Silvio Martinello, attualmente apprezzato opinionista Rai. Meno probabili gli ingaggi di Davide Cassani e Beppe Con­ti, che hanno un rapporto di fiducia molto stretto con la Televisione di Stato, anche se al romagnolo di Solarolo in futuro sarà pre­clusa la possibilità di raccontare le tappe con i suoi bellissimi sopralluoghi. Sarebbe un vero errore, perché il ciclismo resta poesia. E i tratteggi di Davide sono spesso poesia.

da TuttoSport del 25 giugno 2011 a firma Paolo Viberti
(TUTTOBICIWEB.it)
 
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#4
:-/:-/:-/
Perchè Cassani non potrà più fare il commento????:O:O:O
 
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#5
forse le ricognizioni.
 
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#6
NON TOGLIETECI CASSANI
 
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#7
se tolgono Cassani non lo guardo più :/
 
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#8
Giro d'Italia: via Zomegnan, si pensa a Castellano e a Bulbarelli
Come avevamo anticipato, Angelo Zomegnan non sarà più il patron del Giro d’Italia. Il popolare giornalista di Desio ha risolto il suo contratto e andrà a far parte del corpo organizzativo dei prossimi Mondiali di ciclismo su strada di Firenze 2013. Al suo posto i massimi dirigenti della Rcs creeranno un pool di lavoro per evitare accentramenti di potere, suddividendo gli incarichi a seconda delle competenze dei selezionati. Confermate le chances di Pier Bergonzi - attuale capo redattore centrale de La Gazzetta dello Sport - si stanno facendo strada altre figure per rendere la squadra la più qualificata possibile. Mentre si sonda l’eventuale disponibilità di Francesco Moser, è certo che sia stato ricontattato l’avvocato Carmine Castellano, ossia il patron che ha preceduto Zomegnan sulla tolda di comando. Anche Auro Bulbarelli - cui va l’indubbio merito di aver aperto ampie porte del digitale al ciclismo (comprese le corse minori della campagna del Nord) - dovrebbe avere un ruolo importante nel nuovo pool, semplicemente perché tra Rcs e Rai si creerà una sorta di sinergia per evitare problemi organizzativi come quest’anno (trasferimenti bestiali, con arrivo in Valtellina dei mezzi Rai alle 4 del mattino; traguardo sul Gardeccia, non più proponibile per l’impossibilità di portare in quota l’intera attrezzatura...).
Addirittura a Bulbarelli sarebbe stato chiesto di entrare a far parte della Rcs, ma l’attuale vice direttore di RaiSport potrebbe dire di no, avendo qualche possibilità di salire un ulteriore gradino gerarchico nella Televisione di Stato. Mentre come detto potrebbero lievitare le chances di Moser, sono diminuite quelle di Silvio Martinello, che resterebbe in Rai come opinionista oltre ad avere altre attività extra-televisive. In tutto questa rivoluzione, resta da stabilire la posizione di Mauro Vegni, attuale direttore di corsa che chiede giustamente un minimo di autonomia d’azione.

da «Tuttosport» del 29 giugno 2011 a firma Paolo Viberti
 
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#9
Zomegnan no, Zomegnan si: quando il ciclismo diventa masochista
La notizia non è particolarmente fresca, ma è sicuramente di quelle che non lasciano indifferente nessuno: Angelo Zomegnan, gran patron del Giro d’Italia, non dovrebbe più essere alla guida della corsa rosa. Abbiamo deciso di utilizzare il condizionale perché al momento non c’è nulla di definitivo, si fanno riunioni su riunioni e sembra non esserci una valida alternativa al Direttore Zomegnan.

Pare che alla base della sua non riconferma ci siano i rapporti non propriamente positivi con la RAI. Occorre ricordare che all’emittente di stato il Giro d’Italia costa 6 milioni di euro (3 per i diritti + 3 per la produzione) dei quali ne rientrano solamente 2 (tra cessioni all’estero e introiti pubblicitari), praticamente la RAI spende perl Giro d’Italia 4 milioni di euro ogni anno, risultando uno dei migliori (se non il migliore) sponsor della corsa rosa.

Proprio per questo gli uomini dell’emittente di stato, su tutti Auro Bulbarelli, pretenderebbero maggiore considerazione in fase di disegnazione del percorso, infatti, quest’anno alcune tappe erano oggettivamente molto difficili (quasi impossibili) da mostrare in TV per la presenza di cavi elettrici che rendevano impossibile il lavoro dell’elicottero (ripresa e ponte) oppure per il poco spazio in zona arrivo, come nel caso dello Zoncolan.

Al Tour de France, una troupe della televisione francese lavora fianco a fianco con l’organizzazione, in Italia, invece, la RAI riceve dalla Rcs Sport il Garibaldi e deve di fatto arrangiarsi per sopralluoghi e riprese.

Nulla di particolarmente grave, se la RAI non facesse una sorta di beneficenza al Giro d’Italia. Parliamo di beneficenza perché nessun’altra emittente (né Mediaset né Sky) accetterebbe di trasmettere una manifestazione che produce un tale passivo.

Per noi Angelo Zomegnan è una sorta di mito, uno dei pochi nel mondo del ciclismo che non ha timore a dire le cose come stanno. Uno dei pochi che esce dalla logica del favore o dell’orticello, ma in questa vicenda non possiamo dare torto alla RAI.

In qualunque sport la televisione ha notevole importanza: negli sport minori perché dà visibilità, nel calcio perché paga. Questa è la regola non scritta.

Comprendiamo che la normalità non sia questa e se il ciclismo fosse uno sport in salute, dovrebbe scatenare un’asta al rialzo per trasmettere il Giro, ma anche in quel caso, pagando, la televisione avrebbe diritto ad avanzare alcune richieste.

Detto questo, però, resta assurdo, almeno a nostro modo di vedere, che un’organizzazione importante come la Rcs, allontani un Dirigente che ha fatto benissimo (sia in termini di bilancio, sia in termini di crescita) come Angelo Zomegnan senza avere una valida alternativa.

La nostra personale speranza è quella che Zomegnan resti alla guida del Giro d’Italia con però una maggiore attenzione alla RAI, che rappresenta un punto di riferimento per tutti, spettatori e bilanci RCS, perché sicuramente un Dirigenze dalle capacità e dal carisma di Zomegnan non si trova tutti i giorni e il rischio di andare a compromettere tutto per un aspetto di importanza relativa è veramente elevato.

Chissà se anche in questo caso il ciclismo saprà essere masochista ?

ciclismo-online.it
 
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#10
Vero, Zomegnan è senza ombra di dubbio il motivo della crescita del giro, sarebbe una mossa stupida allontanare così...
 
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