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Giro d'Italia: anticipazioni per il 2013
#1
Tutte le anticipazioni sul percorso dell'edizione n° 96 del Giro d'Italia
 
#2
Tarvisio si prende il Giro: ecco le tappe dei 3 confini
Patto con Carinzia e Slovenia per portare la corsa rosa nel Tarvisiano e dintorni L’accordo sarà triennale e non farà concorrenza alla Carnia. Ora la firma con Rcs

http://messaggeroveneto.gelocal.it/crona...i-1.788981
 
#3
Il sindaco De Magistris ha accennato in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno a una partenza da Napoli per il Giro 2013

Questo l'estratto:
«Occasione per rilanciare l’immagine della città (parlando della Coppa America di vela), cosa csulla quale ha convenuto anche il governo con cui sono in contatto. E poi, ci pensa che, per la prima volta da quarant’anni, il giro d’Italia del 2013 partirà da Napoli? Ecco, tutte queste cose mettono in moto immagine e occupazione»

Qui l'intervista completa: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.i...1006.shtml
 
#4
TUTTOSPORT. Giro 2013: via da Napoli, tanto sud e salite inedite
Scaduto da poche settimane il termine utile per presentare le candidature per la città di partenza, il Giro d¹Italia 2013 può iniziare a prendere consistenza. Nella forma, è chiaro, lasciando che i mesi a venire plasmino la sostanza. Ovviamente siamo agli inizi dell’opera, ma qualcosa di suggestivo si può già intuire nel lavoro febbrile di Mauro Vegni e Michele Acquarone. Innanzitutto il via, che sarà un vero e proprio boom: è stato lo stesso Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, ad annunciarlo: «La Corsa Rosa 2013 scatterà dal capoluogo campano». E in quella Regione dovrebbe restare almeno per i primi due giorni (se non tre), viste le concrete candidature di Ischia e della salernitana Agropoli, che già nel 2012 era stata additata come sicura sede della corsa.

SUD. Napoli dunque dovrebbe riavere il Giro come sede di partenza 50 anni dopo, perché proprio nel 1963 - l’anno del bis di Franco Balmamion - la corsa in rosa scattò all’ombra del Vesuvio per portarsi subito verso il Sud, con sede di arrivo a potenza (primo Vittorio Adorni sul belga Sorgeloos, Cribiori e l’olandese Zilverberg). Le ultime due occasioni in cui Napoli ha ospitato il Giro risalgono al 1996, quando il 26 maggio si arrivò sul lungomare Caracciolo con il successo in volata di Mario Cipollini (il giorno successivo si ripartì alla volta di Fiuggi), e nel 2009 con la città protagonista della 19ª tappa da Avellino al monte Vesuvio (primo lo spagnolo Carlos Sastre) e con la partenza nel giorno succesivo dal centro della città alla volta di Anagni, dove s’impose il vallone Philippe Gilbert. Nell’edizione del 2013 il capoluogo partenopeo farà
da introduzione a un Giro all’insegna del “benvenuti al Sud”, con un tracciato che andrà sicuramente in Puglia, Basilicata e Calabria mentre è in fase di studio il transito in Sicilia. Dopo una settimana... sotto l’ombrellone si potrebbe avere il primo giorno di riposo in concidenza con l’unico lunghissimo trasferimento verso la Toscana.

CENTRO. Anche Firenze e la zona del Parmense attorno a Busseto avrebbero voluto la partenza in rosa, facendo leva su due scadenze importanti: nella città gigliata - sempre nel 2013 - si svolgeranno i Mondiali su strada, per cui molto probabilmente Vegni-Acquarone individueranno una tappa che farà da test-event sul circuito iridato. Dal canto suo, Parma vuole festeggiare nel migliore dei modi il bicentenario della nascita del maestro Giuseppe Verdi, che venne al mondo a Roncole il 13 ottobre del 1813.

NORD. Nella sua progressiva risalita verso il Nord, gli organizzatori devono ancora decidere se privilegiare l’Ovest per il penultimo week end e l’est per quello conclusivo o viceversa. Nelle intenzioni di massima si sa che ci potrebbero essere “toccate e fuga” all’estero, una in Francia (ma non sulla troppo lontana Alpe d’Huez) verso il Galibier o l’Isoard, l’altra sul fronte opposto, affrontando la salita slovena del Vrsic. Per quel che concerne il nord-ovest piace l’idea di salire per la prima volta sul piemontese col del Nivolet (2612 metri), ripartendo il giorno dopo da Ivrea; sul fronte orientale, è praticamente certa una tappa in Friuli, anche per porre rimedio allo “sgarbo del Crostis”, scegliendo un’altra cima impervia e sconosciuta (lo spettrale Stentaria?). Quasi inevitabile la solita scorpacciata di montagne dolomitiche, con la provincia di Belluno interessata stavolta a un possibile arrivo sulle Tre Cime di Lavaredo e a un transito significativo da Longarone, a cinquant’anni esatti dalla tragedia della Diga del Vajont.

FILOSOFIA. Anche il Giro 2013, come quello che scatterà nel prossimo maggio dalla Danimarca, promette di essere caratterizzato da un percorso duro, ma non durissimo, dopo gli eccessi del 2011. Si cercherà nuovamente di andare incontro ai corridori, evitando trasferimenti continui tra sedi di arrivo e successive partenze, ma anche di rendere merito alla passione dei tifosi del Sud, dopo l’obbligata scelta riduttiva dell’edizione 2012 che è in gran parte figlia della partenza da tempo programmata dalla lontanissima Danimarca. Ma il vero problema della Corsa Rosa, al di là del tracciato che sarà sempre pieno di fascino, riguarda l’esiguità di campioni al via. In un calendario ridondante, il Giro è pizzicato tra le classiche del Nord e l’onnipotente Tour: tutti vorrebbero volentieri, ma pochi lo faranno veramente. Servono tutele internazionali, ma l’Uci non ama il colore rosa.
Tuttobiciweb.it

Ma con tutte le belle salite che abbiamo serve andare in Slovenia!? Facepalm
 
#5
(29-03-2012, 02:21 PM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Ma con tutte le belle salite che abbiamo serve andare in Slovenia!? Facepalm
Probabilmente (eventualmente) affrontata nell'ambito della (o di una delle) tappe friulane (stile Grossglockner 2011)...tra l'altro leggevo da qualche parte di una sorta di progetto per fare una tappa delle '3 nazioni' (passaggio in Friuli, Slovenia e Austria). Se trovo il link lo posto

 
#6
Giro, Ischia sogna rosa per il 2013
Manca un mese o giù di lì, dalla partenza del Giro d'Italia 2012, che salperà dalla Danimarca (5 maggio, Herning), ma ad Ischia è già tempo di Giro d'Italia 2013... Gli appassionati locali delle due ruote senza motore, infatti, e sono tanti sul periplo di Ischia, dopo aver inoltrato in autunno scorso agli organizzatori la richiesta ufficiale di poter ospitare una sede di tappa nell'isola, continuano alacremente a tessere il loro sogno. Ed è stato così già insediato, in questi giorni, come indicato espressamente dalla RCS Sport per il corretto know-how della manifestazione, il Comitato Promotore del progetto 'Giro 2013 ad Ischia', con Vincenzo Scotto D' Abusco, referente emblematico del ciclismo insulare, come presidente e Mario Santaroni, avvocato e ciclofilo ischitano di adozione, come vicepresidente. A vertice di una articolata rete di collaborazioni, che copre tutto il sistema organizzativo-logistico di un evento così importante, in senso sportivo e mediatico, quale è il Giro d'Italia.
E con la dichiarata e fondamentale operazione di sostegno economico delle Associazioni degli Albergatori e dei Commercianti presenti nei sei comuni dell' isola.
Per Ischia, il traguardo 2013 rappresenterebbe il ritorno della avventura rosa dopo l'unica apparizione nella storia del Giro sulle sue strade, datata 1959, con una cronometro individuale vinta a sorpresa dal siciliano Catalano, davanti a campioni illustri come Anquetil e Van Looy.
'50 anni e più di Giro senza Ischia', sorride Gianluca Trani, consigliere del Comune di Ischia ed uno dei promotori più tenaci di questa idea, 'sono davvero troppi, per una platea spettacolare come il nostro habitat e per una pratica locale che negli anni è andata sempre aumentando....'. E che d'estate e di autunno, aggiungiamo noi, sta acquisendo sempre più la dignità di un territorio privilegiato per il cicloturismo nazionale ed internazionale.
L'opzione Ischia, secondo le indiscrezioni, resta vincolata alla decisione dei vertici della RCS Sport Organizzazione di scegliere o meno Napoli quale sede della partenza - le 'Grand Depart', come dicono i francesi per il loro Tour - della edizione 2013 del Giro. Per cui, dopo una prima maglia rosa assegnata nel capoluogo campano, Ischia verrebbe così ad ospitare la seconda frazione della manifestazione. Ma questa considerazione laterale non turba, giustamente, nè l' impegno nè l' ambizione dei cicloamatori locali, imperniati su quella fucina di pedali che è il Team Cicli Scotto.
E così, a suggerire il tema da svolgere, per Mauro Vegni, direttore generale della corsa, i tecnici ischitani hanno già predisposto a tavolino una serie di percorsi da valutare.
Da una cronometro mista, da piazza 'Antica Reggia' al Porto sino alla località Fondobosso, ad una crono veloce, come una Lacco Ameno - Ischia... Da una cronoscalata arcigna come l'Ischia - Serrara alla più articolata, ed ancor più fascinosa, per un ciclismo che sembrerà sorgere letteralmente dal mare, Spiaggia dei Maronti - Fontana. Fino al replay del Giro dell' isola d'antan, quello del citato '59. Da vivere contro il tempo, da soli, o da gestire in un circuito impegnativo da ripetere più volte, come una tappa in linea.
Ci sarà tempo per rifletterci, certo. Ma intanto, con la prudenza debita, resta ciclisticamente miracoloso, ed edificante, quanto Ischia sta dedicando al suo Giro prossimo venturo.

Gian Paolo PORRECA
da 'Il Mattino', 8 aprile 2012
 
#7
Giro: nel 2013 partenza da Napoli e tanto sud
HERNING. Sono solo voci, gossip, intenzioni, desideri, ma nonostante manchi l’ufficialità, il Giro 2013 sarà molto più italiano, molto più meridionale, molto più tecnico e probabilmente anche molto più equilibrato. Questo è quello che ha nel cuore e nella mente lo staff tecnico di Rcs Sport, con in testa il patron della corsa rosa Mauro Vegni. Il via da Napoli, con una cronosquadre, anche se non è stata ancora abbandonata l’idea di una cronometro sull’isola di Ischia, anche se non sono pochi i problemi tecnici da superare. Se ci sarà Ischia, ci sarà Napoli e poi la Penisola Sorrentina. Se dovesse naufragare l’idea della cronoscalata sull’isola, ci dovremmo accontentare solo della «gran depart» da Napoli (magari una gara in circuito in notturna nel centro del capoluogo campano) e poi via, nel profondo sud, con Calabria e Puglia a farla da padrone.

dall'inviato a Herning, Pier Augusto Stagi per tuttobiciweb.it
 
#8
Vediamo quante tappe fanno qui in Calabria, se ne fanno 2-3 mi sa che mi prendo la macchina e mi faccio tutte le partenze e arrivi
 
#9
Giro 2013: Napoli, il Sud, il Gavia, il Galibier
VERONA. Tre giorni di corsa e subito il primo riposo, necessario per lasciare la Danimarca e raggiungere la città di Romeo e Giulietta, legata al ciclismo per i due Mondiali organizzati qui nel 1999 e 2004 (entrambe le volte vinse Freire) e ancora prima per l’entusiasmante recupero a crono sul compianto Laurent Fignon di Francesco Moser, che proprio nell’Arena vinse nel 1984 il suo primo e unico Giro all¹età di 33 anni. Si ricomincia con una cronosquadre di 33,2 chilometri: in attesa di nuovi verdetti, nei giorni scorsi abbiamo raccolto indiscrezioni sul Giro 2013. Il tracciato è in fase di allestimento, visto che la presentazione
ufficiale avverrà nel mese di ottobre. A distanza di 50 anni dall¹ultima volta, come abbiamo già scritto, la partenza sarà da Napoli: nel 1963, l’edizione del bis rosa di Franco Balmamion, si esordì con la tappa Napoli-Potenza, vinta da Vittorio Adorni. Stavolta si sta studiando una doppia possibilità: crono a Ischia e poi seconda tappa nel capoluogo campano, oppure cronosquadre in città e poi subito verso il Sud. La scelta dipende dalle difficoltà organizzative, che ovviamente aumentano in caso di esordio sull¹isola. Di certo si sa che la discesa verso il Meridione avverrà sul versante tirrenico.

CALABRIA Dalla Campania si scenderà sino alla Calabria, ma senza poi traghettare in Sicilia. In questa prima parte verrà sistemata una salita, che però non dovrà spezzare troppo presto la classifica: arrivi per velocisti e per finisseur, insomma. Nel ritorno verso Nord si andrà in Puglia, per poi toccare la sponda adriatica e risalire sino al Nord-Est, che dovrebbe anticipare il nord-ovest nella scorpacciata finale di salite. Sarà un Giro duro e compatto, senza lunghi trasferimenti. Si toccheranno sicuramente Vicenza (a 30 anni dalla morte di Tullio Campagnolo, genio della bici) e Longarone, dove verrà ricordata la tragedia del Vajont dopo 50 anni esatti; probabilmente tappe anche a Firenze, percorrendo in anteprima le strade dei Mondiali su strada, e a Busseto, che vuole festeggiare il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.

GAVIA Stavolta niente Zoncolan, né Stelvio, perché le grandi salite non devono essere inflazionate. Rimandato anche il Crostis, dopo lo sgarbo del 2011, ma l’inedita ascesa friulana sarà sicuramente riproposta magari come cronoscalata in una delle prossime edizioni, per evitare i pericoli della tremenda discesa. Potrebbero esserci invece la Tre Cime di Lavaredo, di sicuro l’organizzazione ripasserà sul Gavia, presumibilmente scalandolo dal versante di Santa Caterina Valfurva e concludendo la tappa in Trentino dopo la lunga discesa che porta a Pontedilegno. Quella del Gavia sarà una delle tappe fondamentali del prossimo Giro.

GALIBIER Ma la chicca è come sempre riservata per il gran finale, che dovrebbe comprendere uno sconfinamento in Francia con la scalata del mitico Galibier, la montagna del volo di Pantani nel Tour ’98, e conclusione della frazione in vetta! È una scelta forte, quella della Rcs, visto che la stessa Grande Boucle è riuscita a sistemare il traguardo di una sua frazione su una delle “sue” salite simbolo del ciclismo soltanto l’anno scorso, a cento anni esatti dalla sscoperta della montagna alpina. Gli stessi transalpini avrebbero voluto il Giro sull’Alpe d’Huez, ma la salita violata per la prima volta da Fausto Coppi nel’52 è un po’ troppo lontana dai patrii confini. Meglio appunto il Galibier.

INEDITE Ci saranno sicuramente salite inedite e mai comprese nella Corsa Rosa. Sicuramente un muro paragonabile allo Zoncolan (forse la spettrale Stentaria, sempre in Friuli), ma non Punta Veleno sul Garda (sperimentata al recente Giro del Trentino), perché la sede stradale è troppo stretta. Difficile che si salga anche sul Colle Nivolet (in Piemonte, sopra Ceresole Reale), perché la discesa verso il Gran Paradiso è ancora una scommessa ardita.

da Tuttosport a firma di Paolo Viberti
 
#10
We want le Tre Cime di Lavaredo Rockeggio
Io amo il Galibier("colpa" di Pantani Eheh ) ma lo lascierei volentieri ai francesi, meglio le nostre salite...
 
  


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