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Giro d'Italia, il d.s. Stefano Giuliani (Nippo-Vini Fantini): «I miei ragazzi protagonisti sempre»
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Giro d'Italia, Stefano Giuliani: «I miei ragazzi protagonisti sempre»
«Anche Nibali, alla fine, ha corso un po' alla Guliani»

«Il nostro Giro? Buono, molto buono. Ci siamo battuti come leoni, con quello che avevamo e non era poco. Ci abbiamo messo gambe testa e cuore. Certo, alla maglia blu ci avevamo fatto la bocca buona un po’ tutti, ma alla fine va bene così».

Parla con passione Stefano Giuliani, come se stesse parlando ancora a loro, ai ragazzi. Ci sembra di vederlo, con quella passionaccia che gli scorre per le vene e che trasmette carica da ogni poro. Cinquantotto anni compiuti a gennaio, un passato da ciclista professionista di buon livello, tanto da vantare anche due vittorie di tappa al Giro d’Italia e una caratteristica che col tempo è diventata per lui una cifra distintiva: attaccare. «Nella vita come nello sport è molto più facile perdere che vincere, ma la differenza la fa chi lotta, chi prova a ribaltare una situazione già scritta. Io ai miei ragazzi insegno questo: provare a invertire la rotta, fare tutto il possibile per meravigliarsi e meravigliare».

Contento del vostro Giro d’Italia?
«Io non sono mai contento se non riesco a vincere, ma poi, a bocce ferme anch’io mi do una calmata e rifletto sulle cose e allora posso dirti che noi abbiamo fatto un buonissimo Giro d’Italia. Tutti i santi giorni abbiamo provato a vincere entrando nelle fughe: credimi, con le medie folli di quest’anno non era assolutamente facile. In ogni caso ci siamo dati da fare e non siamo mai stati passivi o con le gambe molli in gruppo».

Grosu, a Torino, ha sfiorato anche la vittoria di tappa …
«Ci siamo arrivati vicino. È stato ripreso a 80 metri dal traguardo ma anche in quella circostanza non posso che andare fiero di quello che i ragazzi hanno fatto. Poi ci sono anche gli avversari e sono stati più bravi di noi».

Quella maglia blu dei gran premi della montagna Mediolanum però…
«Non prendermi per quello che in ogni caso vuole girarla sempre a proprio favore, ma quella maglia ce l’ha strappata un grande corridore, Mikel Nieve, che corre per il team forse più forte del mondo: la Sky. Noi ci siamo battuti fino all’ultimo, con tutte le nostre forze. Damiano (Cunego, ndr) ha fatto quello che era nelle sue possibilità. Ha perso nell’ultima tappa – per 18 punti – : c’è poco da stracciarsi le vesti, io sono contento anche così. Protagonisti con la nostra squadra dall’inizio alla fine».

E all’inizio avevate anche un bel nucleo di corridori in convalescenza per infortuni vari…
«Guarda, non mi piace assolutamente piangermi addosso o fare la figura del poveretto. I ragazzi sono partiti dall’Olanda e quindi erano in condizioni di farlo. Certo, l’avvicinamento npn è stato dei più semplici e qualche problema l’abbiamo avuto anche noi e per una società piccola e giovane come la nostra non è mai piacevole trovarsi a rincorrere, ma nel complesso sono molto soddisfatto. I ragazzi stanno crescendo e un passettino alla volta stiamo diventato una grande realtà. Al Giro gli sportivi sulle strade non hanno mai fatto venire meno il loro incoraggiamento: vai Damiano, vai Nippo Fantini, qualche volta anche un vai Giuliani… Va benissimo così».

Ti è piaciuto questo Giro?
«Molto, è stato combattuto e aperto come pochi Giri. Posso fare una battuta: alla fine hanno corso alla Giuliani in tanti. Con molta fantasia e tanta spregiudicatezza. Lo stesso Nibali, che è stato un piacere per la vista e ha vinto alla grande un Giro che sembrava ormai perso, ha sovvertito ogni pronostico con un colpo da maestro. Bravo lui, bravo il suo staff tecnico, bravissimi i suoi compagni di squadra ad incominciare da Michele Scarponi che è stato il valore aggiunto dell’Astana».

Ha vinto il Giro Vincenzo o l’ha perso Kruijswijk?
«L’ha vinto Vincenzo, perché nel momento in cui l’olandese lo stava per perdere, lui è stato reattivo e pronto per provare a vincerlo».

E Chaves?
«Ci ha dato una lezione di sportività, con il sorriso sulle labbra».

Dove hai pensato: vuoi vedere che oggi si vince…
«Nella tappa di Roccaraso, con Bisolti. Lì mi sembrava davvero che stesse andando tutto per il verso giusto».

Valentino Sciotti è felice dell’immagine che state portando nel mondo. I signori della Nippo apprezzano il management e il lavoro attento e scrupoloso che sta svolgendo da anni Francesco Pelosi. Cristiano De Rosa e la sua famiglia è orgogliosa di quello che state facendo. E tu?
«Io sono felice che loro – gli sponsor - i nostri primi supporter ci stiano mettendo nelle condizioni di lavorare bene e crescere nel migliore del modi. So che Francesco (Pelosi, ndr) sta lavorando per far fare al team un ulteriore salto di qualità. Mentre attorno a noi, qualche team decide di uscire, noi stiamo crescendo: significa che il lavoro paga. Significa che siamo sulla buona strada. Guai però sentirsi arrivati. Chi si sente arrivato è meglio che cambi maglia. Noi dobbiamo ancora farne tanta di strada: siamo solo all’inizio».

di Pier Augusto Stagi per tuttobiciweb.it
 
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#2
Contento lui.
 
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#3
Facepalm Facepalm Facepalm
 
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