Login Registrati Connettiti via Facebook



Non sei registrato o connesso al forum.
Effettua la registrazione gratuita o il login per poter sfruttare tutte le funzionalità del forum e rimuovere ogni forma di pubblicità invasiva.

Condividi:
Giro d'Italia, il pagellone della "Corsa Rosa"
#1
Giro d'Italia, il pagellone della "Corsa Rosa"

Le pagelle del Giro d'Italia 2013 - Nibali festeggia la vittoria del Giro insieme ad i suoi compagni di squadra
Nibali festeggia la vittoria del Giro insieme ad i suoi compagni di squadra- © Bettiniphoto

Si è da poco conclusa la 96esima edizione del Giro d'Italia, che nonostante sia stata perseguitata dal maltempo si è comunque rivelata spettacolare, grazie soprattutto ai numeri di Vincenzo Nibali, ma non solo, infatti sono stati molti i corridori che hanno animato la "Corsa Rosa" quest'anno. Ora è arrivato il momento di dare i voti ad i protagonisti di questo Giro come: il sopracitato Vincenzo Nibali, i colombiani Rigoberto Uran e Carlos Alberto Betancur ed il "vecchio leone" australiano Cadel Evans; ed anche ai mancati tali, cioè tutti coloro che hanno deluso le aspettative tra cui nomi importanti quali Bradley Wiggins, Ryder Hesjedal, Robert Gesink costretti al ritiro e Samuel Sanchez che ormai sembra avviato verso il viale del tramonto.



© Astana

Vincenzo Nibali (Astana) Voto 10
Autentico padrone di questo Giro d'Italia che lo consacra definitivamente tra i più forti corridori da corse a tappe della sua generazione e non solo. Si pensava che questa edizione della "Corsa Rosa" sarebbe stata teatro di un duello all'ultimo sangue tra Nibali e Wiggins, ma complici i problemi psicologici e non solo dell'inglese non c'è stata storia, e lo "Squalo dello stretto" ha dominato sia in salita che a cronometro. Le due vittorie di tappa rappresentano le ciliegine sulla torta di un Giro perfetto per il siciliano.



© OPQS

Mark Cavendish (Omega Pharma) Voto 9,5
Erano solo cinque le tappe adatte ad i velocisti puri come lui, e "Cannonball" le ha vinte tutte. Con la conquista della maglia rossa entra a far parte di quel gruppo di corridori che hanno vinto le classifiche a punti di tutti e tre i GT ed ormai non si può non ritenerlo il miglior velocista del nuovo millennio.



© Sky

Rigoberto Uran (Sky) Voto 9
Doveva essere la terza opzione in casa Sky, invece a causa del ritiro di Wiggins e delle defiance in salita di Henao si ritrova con i gradi di capitano addosso. Il colombiano non solo non si fa schiacciare dalla pressione, ma si dimostra il primo degli umani riuscendo a strappare in extremis il secondo gradino del podio a Cadel Evans staccandolo sulle Tre Cime di Lavaredo. Vince inoltre anche una bella tappa sull'Altipiano del Montasio.



© Ag2r

Carlos Alberto Betancur (Ag2r) Voto 8,5
Dopo una primavera molto intensa si pensava che non sarebbe riuscito ad essere competitivo anche al Giro, invece il giovane fenomeno colombiano dà nuovamente prova del suo incredibile talento arrivando tra i primi quattro in tutti gli arrivi in salita, concludendo quinto in classifica generale e conquistando la maglia bianca dopo un appassionante duello con Rafal Majka. Unici nei del suo Giro: il troppo tempo perso nella crono di Saltara e la mancata vittoria di una tappa. Probabilmente senza la cancellazione della 19esima tappa sarebbe arrivato sul podio.



© Movistar

Giovanni Visconti (Movistar) Voto 8,5
Giro della rinascita questo per il 30enne siciliano tre volte campione italiano, lui che non era mai riuscito a vincere nemmeno una tappa in una corsa WT nel corso della carriera, quest'anno si è tolto delle bellissime soddisfazioni vincendo in solitaria due tappe: la prima sul Galibier staccando scalatori puri come Rabottini e Pirazzi, la seconda ad Ivrea scattando a 15 km dal traguardo e resistendo al ritorno del gruppo.



© BMC

Cadel Evans (BMC) Voto 8
Considerato ormai finito dai più, il vecchio leone australiano dimostra invece di avere ancora benzina nel suo serbatoio conquistando un podio insperato alla vigilia. Si difende benissimo nelle prime due settimane, sia in salita che a cronometro, ma nella terza cala notevolmente perdendo la seconda posizione a favore di Uran sulle Tre Cime di Lavaredo. Probabilmente senza la cancellazione della 19esima tappa non sarebbe arrivato nemmeno terzo.



© Colnago

Stefano Pirazzi (Colnago) Voto 8
Centra l'obbiettivo che si era posto prima dell'inizio del Giro: la maglia blu ed anima la corsa con i suoi scatti scriteriati. Ora però è arrivato il momento per lui di cominciare a correre con la testa, il suo talento, come si è visto in questa edizione della "Corsa Rosa" è fuori dal comune, però non può continuare con queste azioni che per quanto spettacolari finiscono per penalizzarlo, in più di un occasione infatti ha speso troppo energie per sprintare ai vari GPM e non è riuscito ad essere competitivo per la vittoria di tappa.



© Saxo - Tinkoff

Rafal Majka (Saxo) Voto 7,5
Vera rivelazione di questo Giro d'Italia, che fosse forte si sapeva, che potesse competere con i migliori al mondo in un GT invece è una sorpresa. Il polacco ha dato vita ad uno spettacolare duello per la maglia bianca con Carlos Betancur e si è dovuto arrendere solo sulle Tre Cime di Lavaredo. Conclude inoltre con un ottimo settimo posto.



© Vini Fantini

Mauro Santambrogio (Vini Fantini) Voto 7,5
Per due settimane è il corridore più forte in salita dopo Nibali e riesce anche a vincere la tappa con arrivo sullo Jafferau dopo essere stato l'unico a resistere alla progressione dello "Squalo dello stretto". Nella terza però,un po' per colpa del fatto che è a tutta da gennaio ed un po' perchè non era abituato a far classifica in un GT, il lombardo crolla, riuscendo a rimanere nei dieci solo grazie alla cancellazione della 19esima tappa. Diventa comunque il primo corridore nella storia della Vini Fantini a raggiungere la top - 10 nella "Corsa Rosa".


© Movistar

Benat Intxausti (Movistar) Voto 7,5
Benché non sia al livello dei migliori né in salita né a cronometro, il basco si rende comunque protagonista del Giro vincendo in una volata a tre contro Niemiec e Kangert la tappa di Ivrea, indossando per un giorno la maglia rosa e concludendo all'ottavo posto in classifica generale



© Katusha

Luca Paolini (Katusha), Enrico Battaglin (Colnago), Adam Hansen (Lotto), Maksim Belkov (Katusha), Ramunas Navardauskas (Garmin), Alex Dowsett (Movistar) Voto 7,5
Tutti grandi protagonisti di questo Giro in grado di vincere una tappa ciascuno a di movimentare la "Corsa Rosa". Paolini a 36 anni corona la sua carriera vestendo anche la maglia rosa per quattro giorni e Navardauskas dopo il crollo di Ryder Hesjedal salva la faccia alla Garmin ottenendo anche alcuni piazzamenti di rilievo.



© Lampre

Przemyslaw Niemiec (Lampre) Voto 7
Il polacco arriva al Giro con il compito di lavorare per Scarponi, ma complice anche la stagione "super" che sta vivendo(7° al Catalunya, 6° al Trentino) gli viene concessa la possibilità di curare anche la sua classifica. In certe occasioni Niemiec sembra essere pure più forte del suo capitano in salita ed alla fine riesce a concludere con un onorevolissimo sesto posto anche se forse non avesse lavorato per il marchigiano sarebbe riuscito a concludere il Giro con un piazzamento migliore.



© Astana

Fabio Aru (Astana) e Diego Rosa (Androni) Voto 7
Astri nascenti del ciclismo italiano, il primo viene limitato dall'influenza a cavallo tra la prima e la seconda settimana, ma sulle Tre Cime di Lavaredo da prova di tutto il suo talento concludendo quinto davanti a diversi nomi importanti. Il secondo invece dà spettacolo lungo tutte e tre le settimane dimostrando di essere in grado di scattare in faccia ai big in salita nonostante siano solo due anni che corre su strada.



© Cannondale

Elia Viviani (Cannondale) Voto 7
Tra i velocisti è il primo degli umani, a Napoli a momenti riusciva pure a battere Cav, a Margherita di Savoia invece non può proprio nulla e deve accontentarsi del secondo posto. Tiene duro fino all'ultimo giorno, ma anche a Brescia non può nulla e deva accontentarsi del terzo posto battuto anche da Sacha Modolo (voto 6: spesso sfortunato, nell'ultima tappa è l'unico ad avvicinarsi a Cav).



© Astana

Tanel Kangert (Astana) Voto 7
E' il migliore tra i gregari di Nibali, tiene bene in salita e va forte anche a crono(3° a Saltara), ad Ivrea ha la possibilità di vincere una tappa, ma si fa mettere nel sacco da Intxausti che lo prende di sorpresa. In futuro potrà mettersi in proprio e dire la sua in qualche GT.



© Lampre

Michele Scarponi (Lampre) Voto 6,5
Arriva quarto per la terza volta in quattro anni. Rispetto agli ultimi Giri va molto più forte a cronometro concludendo nei dieci sia a Saltara che a Polsa, però in salita sembra essere calato notevolmente, solo sul Galibier riesce a rimanere con i migliori. E' vero che senza la caduta a Marina di Ascea sarebbe riuscito ad arrivare sul podio, però va detto anche che se la 19esima tappa non fosse stata cancellata probabilmente sarebbe stato scalzato da Betancur.



© Argos

John Degenkolb (Argos) Voto 6,5
Viene al Giro, fa il compitino, e torna a casa. A Matera riesce a vincere complice anche la caduta del compagno di squadra Luka Mezgec (voto 7: diversi piazzamenti importanti dopo il ritiro del capitano) che mette fuorigioco i suoi avversari, ma negli sprint di gruppo non si dimostra ai livelli dei migliori.



© Androni

Franco Pellizotti (Androni) Voto 6,5
Giro tutto in crescendo il suo, da lustro alla sua maglia tricolore attaccando a più riprese a sfiora la top - 10 dopo una grande rimonta nella terza settimana. Probabilmente senza la cancellazione del tappone di Val Martello sarebbe riuscito a centrare il suo obbiettivo.



© Cannondale

Damiano Caruso (Cannondale) Voto 6,5
Anche il suo Giro come quello del sopracitato Pellizotti è tutto in crescendo, complice anche il fatto che è stato chiamato all'ultimo per sostituire Basso. E' autore di un'ottima terza settimana dove riesce anche ad arrivare terzo nella cronoscalata di Polsa. Ora ci si aspetta da lui una grande Vuelta, dopo che è saltato l'obbiettivo Tour.



© Ag2r

Domenico Pozzovivo (Ag2r) Voto 6
Riesce a concludere il Giro nei 10, ma la sua prestazione è ben peggiore rispetto a quella dell'anno scorso, si mette in luce solo sul Montasio e risulta poco utile al compagno Betancur che nell'arco delle tre settimane si è dimostrato molto più forte.



© Radioshack

Robert Kiserlovski (Radioshack) Voto 5,5
Arrivava da un ottimo Romandia, ma alla fine non è riuscito a lasciare il segno, ci mette tanta buona volontà ed attacca a più ripetizioni, ma il suo rendimento cala notevolmente nella terza settimana e non ce la fa ad agguantare la top - 10.



© Katusha

Giampaolo Caruso (Katusha) Voto 5
Arrivava da un ottima primavera e l'inizio sembra promettere bene, ma si spegne dopo la crono di Saltara e scompare completamente da tutti i radar, in casa Katusha meglio Yury Trofimov (voto 6: rimane tutto il tempo passivo e riesce a concludere tra i primi 15, però forse poteva fare qualcosina in più)



© Euskaltel

Samuel Sanchez (Euskaltel) Voto 5
L'inizio è subito da dimenticare per l'asturiano che perde tanto tempo già nella cronometro a squadra a causa della foratura del portoghese Mestre. Poi però l'ex campione olimpico comincia a dare segnali di ripresa, e dopo un ottimo secondo posto nella cronoscalata di Polsa riesce ad entrare nei primi dieci. Sul più bello però crolla nella tappa delle Tre Cime di Lavaredo dopo aver fatto lavorare per lungo tempo i suoi compagni.
Ormai la sua carriera sembra essere agli sgoccioli.



© Orica

Matthew Goss (Orica) Voto 4,5
Sembra essere il fantasma del velocista che due anni fa trionfò in un'edizione durissima della Milano - Sanremo. In volata, se lanciato bene, riesce ancora a difendersi come dimostrato dal terzo posto nella tappa di Margherita di Savoia, ma in salita è regredito tantissimo, pare essere destinato anche lui a fare la fine di Farrar.



© Sky

Sergio Henao (Sky) Voto 4,5
Arriva probabilmente "cotto" da una primavera intensissima però comunque non riesce mai né ad essere competitivo coi i big in salita né ad aiutare Uran. Inoltre anche Betancur andava forte già ad inizio aprile però è riuscito comunque a fare un ottimo Giro, mentre Sergio è crollato nella prima tappa con arrivo in salita sull'Altopiano del Montasio, staccandosi già sulla penultima ascesa di giornata.



© Blanco

Robert Gesink (Blanco) Voto 4
L'inizio è promettente, ma appena arrivano le montagne l'olandese dimostra tutti i suoi limiti, staccandosi a più riprese dai suoi rivali e prendendo addirittura quattro minuti da Nibali sullo Jafferau. Si ritira a due tappe dal termine a causa dell'influenza, ma l'impressione che ha dato in questo Giro è che il bel corridore che tra il 2008 ed il 2010 sembrava destinato ad essere il futuro delle grandi corse a tappe ormai non esiste più. In casa Blanco comunque si salva solo il giovane Wilco Kelderman (voto 6.5: si mette in mostra sia in salita che a cronometro).



© Sky

Bradley Wiggins (Sky) Voto 4
Arriva al Giro da grande favorito insieme a Nibali, ma subito la fobia delle discese bagnate gli fa perdere molto tempo; fallisce l'obbiettivo di vincere la crono di Saltara e dopo essersi difeso bene sul Montasio crolla nella banale tappa di Treviso ed è costretto a ritirarsi a causa dell'influenza.



© Lampre

Pippo Pozzato (Lampre) Voto 3
Arriva al Giro con l'obbiettivo di riscattarsi dopo una campagna del nord fallimentare, ma oltre a fermare il gruppo sul Mont Cenis ed a scortare qualche volta Scarponi non fa altro. Il suo miglior piazzamento è un quarto posto nella tappa che arrivava a casa sua a Vicenza, un po' poco per uno che aveva da farsi perdonare una primavera costellata di disastri.


© Garmin

Ryder Hesjedal (Garmin) Voto 3
L'ormai ex campione in carica arrivava da un ottima primavera, e dopo la tappa di Marina di Ascea sembrava in grado di ripetere l'exploit dell'anno scorso. Però tutto d'un tratto la luce per lui si è spenta e dopo aver "lasciato per strada" diverso tempo già nella tappa di Firenze è crollato completamente sul Montasio perdendo ben 21 minuti. Se il fallimento di Wiggo può comunque essere giustificato, quello del canadese rimane inspiegabile.


Luca Saugo "Pagliarini"
 
Rispondi


[+] A 8 utenti piace il post di Luciano Pagliarini
#2
pirazzi e rabottini non sono degli scalatori puri dai.
 
Rispondi
#3
Concordo su tutto

Aldilà delle pagelle un giudizio su Henao, Giro disastroso, è parso in calo già dalla Liegi, nonostante la stupefacente crono di Saltara, già alla Tirreno andava fortissimo (nella tappa di Chieti superiore sicuramente ad Uran, forse anche di Froome), ottimo ai Paesi Baschi, avrebbe poturo vincere la Freccia non andando a cercare la ruota di Gilbert. Trai colombiani è quello che in Europa ha corso meno, credo abbia buoni margini.
 
Rispondi
#4
E cosa sono? Boh

Comunque in teoria dovrebbero essere più scalatori loro di Visconti, e poi sono gli ultimi due vincitori della classifica degli scalatori al Giro Asd
 
Rispondi


[+] A 1 utente piace il post di Luciano Pagliarini
#5
Pirazzi se non cambia pedivelle non cammina nemmeno a spinta, scatta e si pianta...
 
Rispondi
#6
(26-05-2013, 08:47 PM)Pagliarini Ha scritto: E cosa sono? Boh

Comunque in teoria dovrebbero essere più scalatori loro di Visconti, e poi sono gli ultimi due vincitori della classifica degli scalatori al Giro Asd

capisco che sono gli ultimi vincitori della classifica GPM, però come ha detto oggi anche Pancani a volte questa classifica premia più quelli che ci provano spesso ad attaccare. Gli scalatori puri io intendo quelli che pesano 55 kili e che quando scattano è difficile riprendere, Rujano è uno scalatore puro, anzi ormai la maggior parte dei corridori sono più passisti che scalatori
 
Rispondi
#7
Vabbè quest'anno s'è deciso in collina si può dire, metà salite vere sono state cancellate
 
Rispondi
#8
Pirazzi è 1.80 per 62 kg, le misure di Rabottini non le trovo, ma comunque per essere scalatori puri non serve essere alti un metro e sessanta e pesare 50 kili...

Passi Rabottini, ma Pirazzi è uno scalatore a tutti gli effetti...
 
Rispondi
#9
Certo il prototipo di scalatore può sembrare Atapuma, Pozzovivo, ma se uno è più alto non può essere scalatore??? Asd

Ma anch'io associo, eroneamente, alla figura di scalatore un tappo super leggero... Asd
 
Rispondi
#10
io lo ritengo passista, basti pensare che in una salita di 10km dura se non è in fuga si stacca da almeno 40 corridori, Soler era scalatore, Rasmussen idem, questa gente io ritengo scalatori, gente che quando facevano i tapponi riusciva a vincere con 4 GPM over 2000 e passava in testa in tutti i GPM
 
Rispondi
  


Vai al forum:


Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)