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I nostri album musicali preferiti (1960-oggi)
#1
Ebbene sì, direi di elencare i nostri 10 album musicali preferiti (1960-oggi) e di darne una motivazione.
Qualora ci fossero molti partecipanti, potremmo poi pensare ad imbastire un torneo. 

10. Unknown Pleasures, Joy Division, 1979

Autobiografico e straziante grido di dolore di Ian Curtis (1956-1980) morto suicida neanche 24enne. Uno degli album più cupi mai prodotti, ti ferisce nell'anima in ogni singolo brano. Atmosfere così tanto espressive sono difficilmente replicabili.
I 3 brani migliori: Disorder, Shadowplay, I remember nothing

9. Hosianna Mantra, Popol Vuh, 1972

Un'eterea fusione di suoni, in parte orientaleggianti e mistici, in parte debitori della musica classica ed ecclesiastica europea. Un clima di rilassatezza e pacatezza veramente commovente. La musica qui diventa religione, una religione panteistica che ognuno può percepire dentro se stesso. Florian Fricke (1944-2001) il genio dietro a questa produzione.
I 3 brani migliori: Ah!, Kyrie, Hosianna Mantra

8. The dark side of the Moon , Pink Floyd, 1973

Un classico dal grande successo di pubblico. Concept album diventato metafora stessa dei Pink Floyd. Maggior responsabilità sul prodotto spetta senza dubbio a Roger Water (1943), ma la dolce musicalità di Richard Wright (1943-2008) è forse una delle cose migliori di questo disco. 
I 3 brani migliori: Time, The great gig in the sky, Us and Them

7. Astral Weeks, Van Morrison, 1968

Massima perla del nordirlandese Van Morrison (1945), un capolavoro di dolce romanticismo in grado di colpirti l'anima e di rasserenarti quasi in ogni momento della vita, nonostante la vena di malinconia presente. Le migliori canzoni d'amore mai scritte si trovano qui.
I 3 brani migliori: Astral Weeks, Sweet Thing, Cyprus Avenue

6. Third, Soft Machine, 1970

Progetto ambizioso, 4 suite di quasi 20 minuti distribuite su due dischi. 3 delle 4 suite sono quasi inascoltabili da quanto sono ostiche, psichedeliche e, in una parola deliranti. Tuttavia Moon in June, composta ed eseguita da Robert Wyatt (1945) è, secondo me, uno dei più bei brani musicali mai scritti. Vale da solo il prezzo del biglietto
Il brano migliore: Moon in June

5. The Velvet Underground & Nico, Velvet Underground, Nico, 1967

Una malinconica discesa negli abissi del degrado della società degli emarginati. Album nato dal genio di 3 grandi artisti scomparsi prematuramente: Andy Warhol (1928-1987), Lou Reed (1942-2013) e Nico (1938-1988). Antiretorico, cupo, poetico. Crea poesia dalle peggiori deviazioni e aberrazioni.
I 3 brani migliori: Venus in furs, All Tomorrow's parties, Heroin

4. Trout Mask Replica, Captain Beefheart & His Magic Band, 1969

Uno sputazzo in faccia a qualsiasi convenzione musicale, a qualsiasi gradevolezza estetica del suono. Un album quasi totalmente inascoltabile, un blues distorto e deformato per malati mentali. Livello di sperimentalismo tuttora insuperato. E' l'ultima thule delle sperimentazioni possibili in campo sonoro. Don Van Vliet (1941-2010) resta, a 10 anni morte, uno dei più sottovalutati e dimenticati musicisti di ogni tempo. 
I 3 brani migliori: Ella Guru, Moonlight on Vermont, Pachuco Cadaver

3. We're Only in It for the Money, Mothers of Inventions, 1968

Una parodia dei Beatles nella copertina che vale da sola il prezzo del biglietto, uno sputazzo in faccia non solo alle convenzioni musicali, sociali e alla poetica dei testi, ma anche a quei giovani che pensavano di trasgredire attraverso la droga. Il mio moralizzatore preferito, Frank Zappa (1940-1993), non risparmia nessuno e manda tutti cordialmente a quel paese. "Flower Power sucks!"
I 3 brani migliori: Concentration Moon, What's the Ugliest Part of your Body?, Absolutely Free

2. Tommy, The Who, 1969

Un grande classico del rock più classico che esista. Concept album che narra la storia di un ragazzo diventato sordo, cieco e muto dopo aver visto un omicidio. In parte spigliato, in parte crudo, in parte commovente, in parte glorioso, nel finale di redenzione. Non smetterei mai di riascoltarlo e di ringraziare Pete Townshend per questo regalo fatto all'umanità (1945).
I 3 brani migliori: 1921Go to the mirror!, Sally Simpson

1. In the Court of the Crimson King, King Crimson, 1969

Il massimo capolavoro del rock progressivo. Per me è un vortice musicale fatto di dolore, poesia, dolcezza e commozione. Robert Fripp (1946) riesce a condensare diversi umori musicali in una maniera straordinaria. Dal grido lacerante di 21st Century alla dolcezza malinconica di I talk to the wind. Epitaph riesce a commuovermi tutte le volte.
I brani migliori: tutti.
 
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[+] A 3 utenti piace il post di Giugurta
#2
Che roba difficile, ci penserò per settimane prima di scrivere i miei.
 
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#3
Bravo Paruzzo, aspetto tue risposte, intanto nei prossimi giorni potrei elaborare la classifica delle posizioni 11-20.
 
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#4
Tra l'altro penso che almeno un paio degli album citati saranno anche nella mia classifica seppur in posizioni diverse.
 
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#5
Direi che le posizione 15-11 per me siano queste

15. Rock Bottom, Robert Wyatt, 1974

Album elaborato durante la convalescenza che seguì all'incidente che costrinse Robert Wyatt alla sedia a rotelle. Un malinconico canto di amore nei confronti della donna che lo ha curato e che lo avrebbe poi assistito nel resto della vita: "Alifie, my larder". 
I 3 brani migliori: Sea Song, A last straw, Little Red Robin Hood hit the road

14. Close to the Edge, Yes, 1972

Pomposo all'estremo, come tipico del rock progressivo. Barocco e dilatato nelle sue 3 suite. Estremamente poetica e mistica la prima, omonima del disco, lunga ben 18 minuti, in particolare nella sua parte intitolata I get up, I get down.
Brano migliore: Close to the Edge

13. Safe as Milk, Captain Beefheart & His Magic Band, 1967

Acida sequenza di pezzi blues che spesso risultano ancora gradevoli o quantomento tollerabili all'udito, pur trattando ormai tematiche bizzarre. Non si è ancora alla svolta prettamente dadaista di "Trout Mask Replica". Disimpegno e scontro con logica commerciale sono però già delle parole d'ordine. 
I 3 brani migliori: Electricity, Plastic Factory, Autumn's child

12. Foxtrot, Genesis, 1972

Pomposo e pretenzioso finché si vuole, come d'altronde tutti i Genesis del periodo progressive, ma glorioso ed emozionante nella sua suite barocca (Supper's Ready), coinvolgente e romantica. E' come assistere ad un film di genere kolossal, di stampo apocalittico-mistico in questo caso. 
I 3 brani migliori: Watcher of the Skies, Horizons, Supper's Ready.

11. Faust, Faust, 1971

Delirante album tedesco, fuori da qualsiasi logica commerciale, deve molta della sua particolarità alla lezione di Frank Zappa. E' l'emblema della musica underground dell'Europa Continentale. 
Non ha bisogno di spiegazioni: è una cacofonia unica, un vortice psichedelico pronto a trascinarti in un abisso.
Brano migliore: Miss Fortune
 
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#6
10) Radici (Francesco Guccini, 1972)
Non serve andare oltre ai confini nazionali per trovare album meritevoli di questa classifica. La presenza de La locomotiva, il brano simbolo dell'intera discografia del Maestrone, rischia di offuscare il resto, a partire proprio dalla title track o da quel delizioso ritratto malinconico che è Incontro. L'apice di un cantautore che, a parte gli ultimi lavori, ha sempre sfornato buoni o ottimi album. Lo penalizza un impianto audio non all'altezza (discorso analogo che avrei fatto per Storia di un impiegato di De André, uno degli album che ho lasciato fuori).
I 3 brani migliori: Radici, Incontro, Il vecchio e il bambino

9) Ten (Pearl Jam, 1991)
Uno dei migliori album d'esordio di sempre, sonorità semplici e senza sperimentazioni particolari ma è proprio questa la forza di questo album e di un gruppo che non raggiungerà più queste vette, pur mantenendosi sempre su un livello alto.
I 3 brani migliori: Alive, Why Go, Black

8) Secret Treaties (Blue Oyster Cult, 1974)
L'album più maturo di una band fin troppo dimenticata, a metà tra l'hard rock e il prog, viene raggiunta la massima armonia tra qualità del suono, coesione degli strumenti e ispirazione vocale. Un crescendo qualitativo che ha l'apice ovviamente nell'ultima traccia, Astronomy, una delle pochissime che potrebbe anche vincere una sfida nello stesso campo da gioco, nello stesso campionato e nello stesso sport (cit.) di Stairway to Heaven.
I 3 brani migliori: Dominance and Submission, Harvester of Eyes, Astronomy

7) Revolver (Beatles, 1966)
Mai capito perché Sgt. Pepper goda di maggior fama di questo, di cui si ricorda soprattutto di quel momento spensierato che è Yellow Submarine. Invece, pur mantenendosi all'interno di alcuni canoni pop, è un album ricco di novità e sperimentazione e contiene forse il brano più psichedelico di sempre, Tomorrow Never Knows.
I 3 brani migliori: Eleanor Rigby, Here, There and Everywhere, Tomorrow Never Knows

6) The Velvet Underground & Nico (The Velvet Underground & Nico, 1967)
Anche in questo caso si tratta di un esordio, un racconto esplicito del degrado e dell'alienazione, con alcuni momenti che lasciano veramente un senso di amarezza efficacissimo ma contiene anche una splendida ballata romantica come I'll be your Mirror
I 3 brani migliori: Venus in Furs, Run Run Run, Heroin

5) Pet Sounds (Beach Boys, 1966)
Un capolavoro di registrazione, un sapiente uso di chitarre e basso, oltre che dell'innovativo theremin, si mescola con una strumentazione non convenzionale (campanelli di biciclette o cose simili) in maniera riuscitissima. Se, come da progetto originale, Good Vibrations fosse stata inserita nell'album probabilmente sarebbe sul podio.
I 3 brani migliori: You Still Believe in Me, Sloop John B, God Only Knows

4) Aqualung (Jethro Tull, 1971)
La voce e il flauto di Ian Anderson dicono da sole molto di più di quello che potrei dire io in queste poche righe. Pazzesco come Anderson riesca ad adattare la propria voce all'atmosfera della canzone.
I 3 brani migliori: Aqualung, My God, Locomotive Breath

3) In the Court of the Crimson King (King Crimson, 1969)
Ha già detto tutto Giugurta, album fondamentale nella storia del rock progressivo (genere che, come si evince dalla mia classifica, è tra i miei preferiti). Molto eterogeneo, ogni canzone è un piccolo capolavoro.
I 3 brani migliori: 21st Century Schizoid Man, Epitaph, The Court of the Crimson King

2) Selling England by the Pound (Genesis, 1973)
L'apice del periodo migliore dei Genesis: troppo grezzo Trespass, troppo discontinuo Foxtrot (ok Supper's Ready ma il resto non è assolutamente vicino a quel livello), troppo "pomposo" The Lamb Lies Down on Broadway, solo Nursery Cryme se la può giocare ma questo è semplicemente meglio, a partire da quel "Can you tell me where my country lies" che apre l'album. Peccato per il passo falso di More fool me perché il resto è perfetto, con il miglior Tony Banks di sempre alle tastiere.
I 3 brani migliori: Dancing with the Moonlit Knight, Firth of Fifth, The Cinema Show

1) The Dark Side of the Moon (Pink Floyd, 1973)
Scelta banale ma sinceramente mi interessa poco fare l'alternativo quando c'è di mezzo un capolavoro come questo. Tutto è perfetto, a partire dalla favolosa copertina di Storm Thorgerson. La vita, la morte, la paura, il tempo che passa, l'infermità mentale, l'avidità, i temi affrontati in questo album sono una marea e la cosa che mi colpisce di più è che ciascun brano funziona benissimo preso singolarmente ma la somma è ancora più incredibile.
I 3 brani migliori: Time, The Great Gig in the Sky, Us and Them
 
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[+] A 1 utente piace il post di Paruzzo
#7
Torno dalle vacanze e mi leggo questo bel post di Paruzzo.
Grazie per aver risposto alla discussione!

Presto potrei fare la classifica dei migliori album italiani! (Il primo dei quali rientrerebbe sicuramente nella top-20 generale)
 
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#8
Ah, bellissima scelta Rock Bottom, un posto nella top 20 forse lo troverei, se riesco faccio anche le posizioni da 11 a 20.
 
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#9
Prima della classifica sui migliori 10 italiani anch'io vorrei completare la top 20.
Al momento scrivo solo la classifica, senza motivare

20. Tutti morimmo a stento, F. De Andrè
19. Pawn Hearts, Van Der Graaf Generator
18. Thick as a Brick, Jetrho Tull
17. Highway 61 Revisited, Bob Dylan
16. Aqualung, Jethro Tull
 
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#10
Tutti morimmo a stento Wub

Se Heroin dei Velvet Underground è la canzone più dura sul tema della droga, Cantico dei drogati non esce dalle prime tre per quanto è evocativa.

Poi non è da sottovalutare l'importanza storica di quell'album, uno dei primi concept album in Italia. Non lo metterei nel mio podio di Faber ma solo per meriti degli altri LP.
 
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#11
Gaber dà le piste a De André.
 
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#12
Non sono d'accordo ma rispetto la tua opinione, mi riesce anche difficile confrontarli.
 
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#13
Le canzoni più universalmete note di De Andrè sono un po' sopravvalutate
 
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#14
Su questo sono d'accordo
 
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#15
Discografia di De André, secondo me:

Pietre miliari di portata internazionale

1. Tutti morimmo a stento
2. Storia di un impiegato
3. Creuza di Ma

Ottimi album, importanti almeno nel panorama italiano

4. Anime Salve
5. Non al denaro, non all'amore, né al cielo
6. La buona novella
7. Canzoni (in basso perché molte sono cover)

Musica leggera di qualità molto buona, ma altalenante

8. Rimini
9. Le nuvole
10. Volume III
11. "Indiano"
12. Volume I
13. Volume VIII
 
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[+] A 1 utente piace il post di Giugurta
  


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