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Il bar della Vuelta a España: chiacchiere, polemiche e cedrata!
#1
Beh, visto il successo del Giro ripropongo il concept per la Vuelta per vedere se si riesce a darle un po' più di centralità.

Riprendendo le parole dell'ideatore:

Il Bar dello Sport era un riferimento importante dell’Italia di un tempo, luogo d’incontro e di rapporti, dove, davanti a un buon bicchiere, esporre teorie straordinarie su Mazzola o Rivera, su Motta o Adorni come su Gaul o Anquetil. L’Italia di allora, infatti, non era solo “tutto calcio”, in quella sorta di mono-tematica di oggi che dà a volte l’idea di mono-neuroni in fervente attività…  Da Binda / Girardengo a, ovviamente, Bartali / Coppi, fino a Gimondi, Merckx, all’ultimo singulto Saronni e Moser in un Paese ormai cambiato, il ciclismo sapeva accendere l’immaginario e muovere passioni, gioie e delusioni. Allora tutti sapevano chi fossero Renato Longo, Antonio Maspes o Sante Gaiardoni. Non era raro che un ciclista, a carriera conclusa, aprisse un bar, le foto in bella mostra e la televisione appesa alla parete. Si parlava anche di altri sport (ad esempio, la mitica voce di Aldo Giordani caratterizzava i nomi enfatizzati di Manuel Raga, Bob Morse o Chuck Jura come quelli di Dino Meneghin o Walter Magnifico, in un mondo più grande di oggi, dove la NBA era qualcosa di lontano e sconosciuto), sicuramente di pugilato, a partire da Benvenuti e Mazzinghi (o Clay – Frazier, mentre l’orgoglio italico richiamava il ricordo di Carnera!), di motociclismo e di automobilismo (che effe uno ancora non si diceva). Eco risuonate ancora nelle canzoni dei menestrelli (Nuvolari, Bartali…) prima di svanire.  [Immagine: Bar-sport2.jpg]  Resiste il “tutti a bordo strada che passa il Giro”, fugace vento di colori a cui gli stop immagine degli smartphone tolgono gran parte di una bellezza che pure riesce ancora a toccarci, visto come centinaia di migliaia di appassionati salgano ancora le grandi salite per vivere quegli istanti.   Forum e blog sono i Bar Sport di oggi, spesso specialistici ma… ‘Un si beve nulla! Rimediamo!

Ma la Spagna, signori, non è l'Italia. Sapete cosa bevono tutti quando vanno al bar in Spagna?




Comunque vado oltre e vi incito, in questo topic, a parlare non solo della corsa, ma anche dei luoghi che attraversa e della loro storia. Insomma, già ci hanno propinato una cronometro che partiva da una salina, mica cazzi.
 
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[+] A 3 utenti piace il post di Luciano Pagliarini
#2
Oggi si preannuncia un arrivo scenograficamente molto bello ad Ares del Maestrat

Comunque io prendo un bicchiere di Sangria!
 
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#3
Lo sapevate che Sangria in spagnolo vuol dire bevanda al gusto di cedro?

Penso sia nella politica di Guillen arrivare in posti scenograficamente molto belli.

Poi vedo la Vacca Pasiega e metto in dubbio quanto ho appena scritto.
 
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#4
Vi ricordate quando eravamo tutti convinti che non saremmo mai riusciti a dare un identità agli arrivi in salita della Vuelta ma poi......LA CAMPERONA !  Woot
 
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#5
ma in Spagna la bevono la Tassoni? E se non la bevono, cosa stanno aspettando a iniziare a farlo?


Fortunatamente esiste la Vuelta perchè vedere un trenino Ineos che non va da nessuna parte ha sempre un effetto comico non indifferente
 
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#6
Come resistere ad una sangria?!!

Purtroppo non la vedo in tivvì quindi ho poco da commentare, leggo i vostri commenti e consulto le classifica di tappa per altri motivi...  :D 

Sempre difficile inquadrare l'andamento della Vuelta. Spesso non è chiaro con quale condizione e ambizioni ci arrivino i diversi protagonisti, poi non sempre le squadre principali tengono la corsa. Le tappe per i velocisti rispondono al copione, per il resto tappe difficili da pronosticare. 

Chi corre il Giro arriva di solito con una preparazione per fare bene, come ovviamente è al Tour. Forse la Vuelta viene troppo snobbata dai tanti che potrebbero fare una discreta classifica e farne un obiettivo stagionale plausibile. 
L'accoppiata Giro - Vuelta è sicuramente fattibile, solo forse tanti chilometri per un giovanissimo. 
Quest'anno non ci sono nemmeno troppe rampe da garage, pur con diverse mini - tappe. 
Che sia il terzo GT non c'è dubbio, ma troppo snobbato?
 
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#7
Vado di grappa... chissà se Formolo si è tolto dalla testa definitivamente la classifica
 
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#8
I miei articoli del giorno sulla Vuelta:
- https://www.oasport.it/2019/08/vuelta-a-...lassifica/
- https://www.oasport.it/2019/08/vuelta-a-...-bocciato/

Buttate un occhio qua per vedere quando ne esce uno nuovo: https://www.oasport.it/author/luca-saugo/
 
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[+] A 3 utenti piace il post di Luciano Pagliarini
#9
(29-08-2019, 11:21 PM)Luciano Pagliarini Ha scritto: I miei articoli del giorno sulla Vuelta:
- https://www.oasport.it/2019/08/vuelta-a-...lassifica/
- https://www.oasport.it/2019/08/vuelta-a-...-bocciato/

Buttate un occhio qua per vedere quando ne esce uno nuovo:  https://www.oasport.it/author/luca-saugo/



Letti, buoni articoli, soprattutto costanti riferimenti che approfondiscono la lettura e l'analisi. Chi legge dovrebbe percepirlo e apprezzarlo.
 
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[+] A 1 utente piace il post di OldGibi
#10
Analisi della situazione attuale di Valverde: https://www.oasport.it/2019/08/vuelta-a-...i-40-anni/

Sono curioso di vedere se la Movistar proverà a muovere da lontano Quintana oppure se, come sospetto, correranno compatti per il podio di Valverde, accontentandosi, nel caso, di lasciare la vittoria a Roglic.

Il tappinone di domenica offre probabilmente la miglior occasione della Vuelta per provarci da 40/50 km e mettere nel sacco Rogla prima della crono non sarebbe male per loro. C'è da dire, però, che la Jumbo con Kuss, Bennett e Gesink è abbastanza forte da potersi difendere e bisognerà capire cosa faranno gli Astana.

Io penso che Valverde sia dispostissimo ad accontentarsi di un 3° posto. A perché comunque non va a podio in un GT dal Giro 2016 e B perché a 39 anni sarebbe comunque qualcosa di storico.

Peraltro se Rogla non perde tempo nella frazione di domenica non vedo, poi, molto spazio per metterlo in difficoltà. L'Acebo è roba sua, La Cubilla è facile, bisognerebbe attaccarlo sulla Cobertoria, ma ha la squadra per difendersi così come nelle due tappe dure della terza settimana. Resta la Vacca Pasiega che potrebbe dargli un po' di noia perché è più lunga del Mas de la Costa e ha sempre 'ste pendenze esagerate. Però nemmeno Miguel Angel Lopez si esalta su queste ascese.
 
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#11
Il culo della Jumbo in questa Vuelta:



Qua la mia analisi della lotta a 4 che ci aspetta per la roja: https://www.oasport.it/2019/09/vuelta-a-...-la-corsa/
 
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#12
La Vuelta ha la straordinaria capacità di farti incazzare ogni giorno. Peerò....impresa facile eh, ma, al momento, è il GT che mi sta intrattenendo di più quest'anno.

Guillen le ha dato un'identità che prima non aveva.

La partenza dalla salina, il passaggio dentro al San Mamés....sono cose molto borderline tra la figata e la pacchianata.

Mancano i tapponi veri e propri, anche se sostanzialmente non li hanno mai fatti alla Vuelta dato che non hanno proprio modo di disegnarli sul territorio spagnolo. Al massimo si potrebbero sfruttare un po' di più i Pirenei.

Anche il fatto di essere a fine stagione, peraltro, non aiuta.

Comunque leva il tappino e tutte le altre tappe di montagna hanno chilometraggi decenti. Il Tour ti fa una over 200 km e tutto il resto under 140.

Inizialmente era diventata la corsa dei mille muri, poi quella dei mille arrivi in salita. Alla fine si sono smussati un po' gli angoli ed è venuta fuori una gara con pochi giorni banali.

Mi sa che qua, per un motivo o per un altro, le Vuelte pre 2010 ce le ricordiamo in pochi. Dei Tour de France dei poveri, molto poveri.

Questa Vuelta, invece, ripeto, ha una sua identità. E' magari una corsa che può essere vinta anche da corridori che negli altri GT fanno gli attori non protagonisti, tipo Simon Yates o Valverde, ma per la verità lo è sempre stata. E, peraltro, a me non dispiace che sia così. Almeno vedo qualcosa di diverso rispetto alle altre due.
 
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[+] A 3 utenti piace il post di Luciano Pagliarini
#13
Concordo con quanto sopra, può piacere o non piacere ma almeno ha una sua identità chiara.


Cambiando discorso dopo oggi molto probabilmente Bouchard  e Madrazo hanno ristretto a loro due il discorso maglia a pois. Bouchard è al primo anno, quindi forse in futuro avrà qualche margine, ma nel complesso mi sembrano due discreti mestieranti che si difendono in salita ma nulla di più.
Detto ciò non capisco questo totale disinteresse nella lotta per le maglie GPM che si vede nei grandi giri, Vuelta su tutti. Ci sono un'ampia schiera di discreti scalatori che contro Madrazo e Bouchard  potrebbero vestire la maglia a pois pedalando al contrario, ma preferiscono trascinarsi per una top 15.

Allargando il discorso prendiamo un corridore come Majka, corridore che, Vuelta 2015 a parte, può ambire ad una posizione raccolta spesso da fantasma tra il 5^ e l'8^ posto nella generale. Dopo le due maglie a pois, fossi stato nei suoi panni avrei incentrato la mia carriera nelle maglie scalatori e nei successi parziali, così facendo potrebbe avere una carriera più lunga ma soprattutto più "gloriosa".
 
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#14
Bouchard io non lo posso vedere. Razzo pazzo è un personaggio, ma è cotto da 'na settimana.

Condivido il discorso di fondo sulla maglia degli scalatori.

Una volta erano addirittura gli uomini di classifica che andavano a disputare le volate sui GPM. Cioè Casagrande c'ha perso un Giro per questo.

La maglia degli scalatori della Vuelta, peraltro, ha sempre avuto un più che discreto prestigio. Sicuramente, per dire, per anni ha goduto anche di maggior considerazione rispetto alla maglia a punti, anche perché la Spagna è terra di scalatori, non di sprinter.

L'albo d'oro è spettacolare: Defilippis, Bahamontes x2, Antonio Suarez, Julio Jimenez x3, Ocana, Zoetemelk, Fuente, Luis Herrera x2, Rominger x2, Leblanc, Jalabert, José Maria Jimenez x4, Sastre, Cardenas x2, Purito Rodriguez, Menchov.

Dopo la fine dell'era Moncoutié, però, il nulla.

Clarke, Edet, Luis Leon Sanchez, Fraile x2, Villella e De Gendt.

Potrebbero lottare, quest'anno, per dire: Latour, Knox, Tao, Oscar Rodriguez, Meintjes, Dani Martinez. Invece nada. Mah.
 
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#15
Leggo di livello basso e bla bla bla.

As usual quelli nelle posizioni alte della top-10 sono corridori discreti e nulla più, come da standard della Vuelta. Quest'anno hai Edet, Hagen e Pernsteiner, due anni fa avevi Woods e Van Garderen, tre anni fa De la Cruz, Daniel Moreno e Formolo, quattro anni fa Nieve, Dani Moreno e Meintjes ecc... Gente con un nome un po' più importante, ma il cui livello, nei GT, non è nulla di che. Che poi passi Edet, gli altri sono due "tardoni" che prima dei pro hanno fatto bei risultati: Hagen ha vinto a Lac Blanc all'Alsace 2017, l'austriaco ai tempi della Amplatz aveva fatto 6° al Giro d'Austria 2016 e al Giro di Slovenia 2017 (sulla salita di Rogla era arrivato appena 2" dietro al 18enne Pogacar).

L'anno scorso era meglio a livello di nomi nel complesso, anche se, poi, per un motivo o per un altro, risultarono tutti abbastanza opachi. Infatti fa secondo Mas, che non è prospetto della levatura di Pogacar.

I primi, quest'anno, invece, anche se due non sono tecnicamente nel loro prime, vanno molto forte.

Majka nel 2015 ha fatto podio a 1'09" da Aru. Qua è 5° a 7'40" da Roglic.
 
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#16
Per Majka non tirerei fuori il podio, bensì il quinto/sesto posto rispecchia pienamente i suoi piazzamenti in carriera al Giro dove ha sempre navigato tra il quinto e l'ottavo posto (anche quest'anno). Quindi non sta overperformando ma sta andando più o meno come è andato tutta la carriera.
 
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#17
Una cosa buona della Vuelta è che ha sempre proposto una cronometro con alti chilometraggi per il periodo storico.
Poi quest'anno son state fatte due salite che mi son piaciute molto: Javalambre e Santuario del Acebo.
 
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#18
Piccolissima polemica:

Nell'altimetria ufficiale della tappa 14 di Oviedo non c'era traccia della salitella finale sulla quale è scattato Van der Sande, poi saltato da Bennett.

Penso proprio che il dettaglio degli ultimi 5 km fosse sbagliato, infatti c'è scritto che l'arrivo è a 225 metri ma nel grafico l'arrivo è sotto i 200 metri.

[Immagine: zvjmjYv.jpg]

Sulla flammerouge invece era molto più evidente

[Immagine: vuelta-a-espana-2019-stage-14-profile-55d1524ed5.jpg]
 
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#19
(09-09-2019, 08:51 PM)Jussi Veikkanen Ha scritto: Detto ciò non capisco questo totale disinteresse nella lotta per le maglie GPM che si vede nei grandi giri, Vuelta su tutti. Ci sono un'ampia schiera di discreti scalatori che contro Madrazo e Bouchard  potrebbero vestire la maglia a pois pedalando al contrario, ma preferiscono trascinarsi per una top 15.

Magari è un input delle squadre, per un discorso di punteggio nella classifica world tour e/o di montepremi.

Mi ricordo che qualche anno fa, durante un Tour de France, Cassani chiese a Roche perchè il figlio (che allora correva con la Ag2r) si ostinasse a fare classifica malgrado si trovasse fuori dai primi 10, invece di andare a caccia di un successo di tappa.
Roche fece capire che era un volere della squadra e non del corridore.
 
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[+] A 2 utenti piace il post di Hobbes
#20
Non so come andrà la terza settimana, ma attualmente sono sempre più convinto che Roglic avrebbe vinto il giro facilmente senza la combo problema meccanico-pisciata dei DS-Caduta.

Ok, aveva lasciato andare Carapaz nella tappa prima, ma il vantaggio dell'ecuadoriano era minimo
 
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