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Il grande torneo dei crossisti - Chi è stato il numero uno nella storia del ciclocross dal 1950 in poi?
#11
Fino a che giorno si ha tempo per votare?
 
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#12
Venerdì.
 
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#13
Girone A

1. Albert Zweifel +7
2. Hennie Stamsninder +5
3. Mario De Clercq +3
4. Toon Aerts +1

Su Zweifel avete già scritto tutto. Stamsnijder è avanti 4-3 come vittorie nel Superprestige rispetto a Liboton, anche se la vittoria del 1983/84 è bugiarda. In ogni caso s'è messo alle spalle spesso e volentieri il Fiammingo. De Clercq è arrivato tardi al cross ma nonostante ciò ha vinto tanto in un'epoca buona come gli anni 90 e i primi 2000. Ha "solo" 2 campionati Belgi al suo attivo battuto da un Herijgers a fine corsa, Janssens, il primo Nys e il Wellens imbattibile del 2003/04. In ogni caso merita un +3. +1 Aerts, uomo con scalpi importanti in appuntamenti importanti come l'Europeo e il Koppenbergcross contro VdP e la cdm contro Van Aert.
 
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#14
GIRONE B

1. Renato Longo +7
2. Daniele Pontoni +5
3. Bart Wellens +3
4. Kevin Pauwels +1

Longo non ha rivali in sto girone, ma pure Pontoni non ha rivali per il +5. 7 vittorie in cdm e 18 vittorie nel Superprestige in un era di medio livello come gli anni 90 son tanta roba, considerando poi che ha vinto 1 GC in cdm e 2 nell'SP. Bart Wellens superiore ai restanti per il 2003/04 alla Terminator. +1 a Kevin Pauwels per essere stato il collante tra l'era Nys e l'era Van Aert............................Mi state dicendo che c'è pure VdP ? Boh

Bonus di 5000 punti per Michael Vanthourenhout che se fosse nato a Kappelen il 19 Gennaio 1995, avesse avuto come nonno Raymond Poulidor, come madre Corinne Poulidor, come padre Adrie Van Der Poel, si fosse chiamato Mathieu e avesse un fratello di 3 anni più grande chiamato David ora saremmo tutti a celebrarlo Arrabbiato
 
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#15
GIRONE A

Zweifel +7: È uno dei migliori di tutti i tempi e il palmares parla chiaro, superiore a tutti gli altri di questo girone.

Hennie Stamsnijder +5. Ha vinto 4 Superprestige, ha 14 vittorie in questa challenge ( più del doppio rispetto a De Clercq) e 40 podi ( anche qui il doppio rispetto a De Clercq.) E secondo me avrebbe potuto vincere anche di più in questa challenge, dato che il Superprestige nasce nel 1982-1983 e lui inizia a correre tra i professionisti nel '79.

Dal canto suo, De Clercq ha iniziato a correre più tardi, sui 30 anni, contro i 25 di Stamsnijder, e probabilmente se avesse cominciato prima a praticare ciclocross avrebbe potuto avere un palmares ancora più importante.
Ma l'iniziare a correre più tardi, non la vedo come scusante, ma considero quegli anni solamente persi e "non validi" per la creazione di questa classifica.

Infatti penso che anche Lars Boom avrebbe potuto avere risultati migliori se avesse continuato a fare ciclocross seriamente e non come alternativa alla strada, ma proprio per questo non ritengo necessario dargli punti.

Mario De Clercq (+3) dal canto suo ha vinto 3 mondiali contro l'unico di Stamsnijder, ma, mentre cercavo di documentarmi un po', mi ha dato l'impressione di un corridore incostante. Non ha caso ha vinto "solamente" una CDM delle tre challenge e i risultati più importanti li ha ottenuti in gare secche.
E poi Stamsnijder è riuscito a mettersi dietro ( anche nel mondiale) Liboton e Zweifel più di una volta, due che credo siano tra i 5 più forti di sempre.

Inoltre, riguardo quest'ultimo punto, credo che gli avversari di Stamsnijder fossero più forti di quelli sfidati da De Clercq.

Toon Aerts +1. Nonostante il palmarès sia ancora inferiore rispetto ad altri avversari di questo gruppo (anche se come podi nelle challenge è avanti a tutti i rimanenti del girone, a dimostrazione della grande costanza e del fatto che negli scorsi anni è stato spesso "il migliore degli altri") è riuscito comunque a battere 2 volte VDP e non era troppo lontano come livello da Van Aert, due grandissimi del ciclocross.

Poi l'Europeo davanti a VdP e Van Aert, come peso specifico e caratura degli avversari non mi sembra troppo diverso dal mondiale vinto da Stamsnijder davanti a Liboton e Zweifel. (Se ho detto una cavolata avvisatemi...)
 
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#16
Diciamo che tecnicamente il Mondiale vinto nei Paesi Baschi da Stamsnijder presentava un percorso di altissimo livello, mentre Aerts ha vinto l'Europeo su quella sputazza di tracciato che è Pontchâteau.

Inoltre Hennie vinse di forza, Toon sfruttando la superiorità numerica del Belgio (poi, chiaramente, c'è un motivo per cui lui è riuscito a sfruttarla e gli altri no).
 
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#17
GIRONE A

Albert Zweifel 7
Miloš Fišera
Marc Janssens 
Arne Daelmans
Lars Boom 
Toon Aerts
Mario De Clercq 5
Hennie Stamsnijder 3
Amerigo Severini 1
Laurens Sweeck

Albert Zweifel è stato il ciclocross per un lustro abbondante anche se il sottoscritto gli preferiva per tecnica il vecchio Peter Frischknecht, un eterno secondo che aveva costruito sul terreno circondante la propria abitazione, un percorso d’allenamento. 
Mario De Clercq, sopraffino interprete della specialità, nettamente il più forte al mondo a cavallo del millennio. Paradossalmente questo figlio d’arte valeva di più di quel che s’è visto. Non può stupire il fatto che poi sia diventato un ottimo tecnico. 
Hennie Stamsnijder, bravo ma mai eccellente su ogni versante della specialità è stato il primo olandese da costanti vertici mondiali della storia. Un riferimento per il suo paese ed un bell’esempio di atleta. 
Amerigo Severini era un poeta del cross, l’umanissimo ed empiristico  cross degli anni ’50 e ’60. Longevo, spettacolare, per tanti aspetti unico. “Sfortunato” a trovare sui suoi viottoli, i leggendari Dufraisse, Longo e Wolfshohl.

GIRONE B

Renato Longo 7
Pascal Richard 1
Daniele Pontoni 5
Tom Vannoppen
Michael Vanthourenhout
Bart Wellens 3
Dirk Pauwels
Henrik Djernis
Frank van Bakel
Kevin Pauwels

Renato Longo. I tempi, le esigenze di famiglia che lo portarono nella metropoli, ed il bisogno di dare un senso al fatto di dedicarsi tanto alla bicicletta, hanno creato, modificato e cementato una carriera che è stata leggendaria, ma poteva esserlo anche su versanti più ampi nello sport sul mezzo un tempo spinto con certezza a motore umano.  
Daniele Pontoni. Un peperino di classe con tecnica sopraffina e la capacità di sfruttare il suo essere brevilineo, nel momento in cui, il cross, stava calando in maniera esponenziale i tratti con la bici in spalla. 
Bart Wellens. Bravo, brillante e longevo con la predisposizione verso i grandi appuntamenti. 
Pascal Richard. Il ciclocross è stata la fucina che ha temprato la sua carriera di campione. Su prati, fango e sabbia però, ha corso troppo poco per una posizione migliore in questa rassegna.

GIRONE C

Sven Nys 7
Erwin Vervecken 5
Petr Dlask
Vito di Tano
Gilles Blaser
Roger De Clercq
Enrico Franzoi
Rudy De Bie
Danny De Bie 1
Zdenek Stybar 3

Sven Nys. Un serio candidato al titolo finale della rassegna, pur col neo di aver spesso (forse troppo) sbagliato le gare iridate. 
Erwin Vervecken. Il contrario di Nys ai Mondiali. Qui, Erwin, andava praticamente sempre a podio. Un grande. Il suo neo: non aver mai vinto la classifica finale di una grande rassegna di ciclocross.
Zdenek Stybar. Una garanzia di efficacia a cui manca qualcosa a causa di una carriera “crossistica”, interrotta troppo presto. Voleva vincere….. quella Roubaix che avrebbe probabilmente conquistato, se non ci fosse stato quello spettatore… 
Preferisco Danny De Bie a Vito Di Tano perché più completo, anche se il corridore pugliese è stato probabilmente il più forte sui lunghi tratti da percorrere con la bici in spalla.


GIRONE D

Rolf Wolfshohl 7
Luca Bramati
Robert Vermeire 1
Christophe Lavainne
Michel Pelchat
Mike Kluge 3 
Paul De Brauwer
Peter Van Santvliet
Norbert Dedeckere
Roger De Vlaeminck 5

Rolf Wolfshohl. Una leggenda, senza se e senza ma. Basta il nome.
Roger De Vlaeminck. Il mio amico Roger era fortissimo ed avrebbe potuto fare molto di più nel ciclocross, ma ha lasciato al fratello il compito di difendere al meglio le ambizioni di famiglia. 
Mike Kluge. Non ha vinto molto, ma è stato in particolare lui, ad aprire le strade per i moderni passaggi tecnici del ciclocross. È poi diventato il compagno-tecnico della grande Hanka Kupfernagel.
Robert Vermeire. Carriera lunghissima, vissuta all’insegna di una classe che, pur non essendo pari a quella dei grandi, era comunque evidente. È rimasto troppo tempo fra i dilettanti.  


GIRONE E

Eric De Vlaeminck 7
Bruno Lebras
Klaas Vantornout
Pierre Jodet
Firmin Van Kerrebroeck
Guy Vandijck
Jean Robic 1
Peter Willemsens
Adrie van der Poel 3
Albert Van Damme 5

Anche se mi duole (ero un tifoso di Van Damme), la graduatoria è limpidamente questa. Eric De Vlaeminck si giocherà fino all’ultimo il titolo di questa rassegna. Adrie, si sta rifacendo col figlio….. “Testa di vetro” non avrebbe potuto nulla contro gli altri tre.


GIRONE F

Mathieu van der Poel 7
Beat Wabel
Richard Groenendaal 3 
Claude Michely
Radomir Simunek Sr. 5
Dominique Arnould
Thomas Frischknecht 1
Dieter Runkel 
Karel Camrda
Beat Breu 

Il “ragazzino” Mathieu van der Poel è già sui vertici della storia ciclocrossistica. Al momento si tratta di stabilire in quale posizione, ma vederlo primo nella rassegna, non è per nulla scandaloso. 
Radomir Sr. Ha contribuito come pochi all’affermazione del moderno cross.  
Richard Groenendaal. Un grande atleta in tutti i sensi che merita questa posizione.
Thomas Frischknecht. Corridore completo nel fuoristrada. Per gli appassionati del ciclocross il rimpianto di averlo visto scegliere, di fatto, la mountain bike.

GIRONE G

André Dufraisse 7
Peter Frischknecht 1
Sven Vanthourenhout
Roger Rondeaux 3
Eli Iserbyt
Henk Baars
Georges Meunier
Francis Mourey
Hans Bieri
Klaus-Peter Thaler 5

I quattro scelti in ordine di punteggio, si fanno preferire per come sono stati protagonisti nella loro epoca, più che per le vittorie ottenute.  


GIRONE H

Roland Liboton 7
Paul Herijgers 1
René De Clerq
André Wilhelm
Niels Albert 5
Rein Groenendaal
Wout Van Aert 3
Tom Meeusen
Lars van der Haar

I quattro scelti in ordine di punteggio, si fanno nettamente preferire e la graduatoria è palpabile. Albert, il cronoman del ciclocross, purtroppo, ha dovuto chiudere anzitempo, mentre era nel pieno della sua maturità atletica. 


Saluti a tutti!
Vi ho sempre nel cuore, ma ho una quotidianità "infernale". Spero, a prestissimo!
 
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#18
Girone C
Sven Nys +7
Zdenek Stybar +5
Danny De Bie +3
Erwin Vervecken +1

Nys non ha bisogno di presentazioni, anche se il suo soffrire Stybar era palese e ha subito tante cocenti sconfitte dal Ceco negli ultimi anni di carriera. Do il +7 a Sven per la longevità.
Danny De Bie davanti a Vervecken per aver rotto l'egemonia di Liboton ai campionati del Belgio. Vervecken +1 per il palmares ai mondiali.
 
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#19
I conteggi dei primi due gironi arriveranno alla deadline, li fa Alberico che io stasera non posso.

Direi, però, di fare una cosa del genere da adesso in avanti: avete tempo da oggi fino al 21 dicembre alle 20.00 per votare tutti gli altri gironi.

GIRONE C
Sven Nys +7
Erwin Vervecken +3
Petr Dlask
Vito di Tano
Gilles Blaser
Roger De Clercq
Enrico Franzoi
Rudy De Bie
Danny De Bie +1
Zdenek Stybar +5

Il +7, ovviamente, non può che andare a Sven Nys. Quasi 20 anni al top, 13 Superprestige, 9 DVV/GVA, 7 CDM, 9 campionati nazionali, 2 Mondiali e una serie infinita di altre vittorie. Della sua allergia alle rassegne iridate parleremo a tempo debito.

Franzoi, Dlask, Blaser gente che ha fatto dei buoni exploit, ma non meritevole di punti in questo girone. Il babbo di Mario de Clerq è stato forse il miglior crossista belga nel peggior momento della storia del ciclocross belga. Comunque un ottimo esponente di questa disciplina, ma non al livello dei più forti.

Rudy De Bie ha vinto il primo GVA, ma chiaramente non può prendere punti in un girone in cui a stento li prende il più forte fratello Danny.

Di Tano è stato il più forte crossista italiano tra Renato Longo e Daniele Pontoni. Ha vinto due Mondiali dei dilettanti di cui il primo battendo Stamsnijder sul circuito durissimo di Saccolongo. E Stamsnijder era uno specialista dei circuiti duri, ma Di Tano si dimostrò superiore anche al neerlandese. Si ripeté a Lambeek, altro circuito durissimo, anche se quella volta la concorrenza era di livello inferiore (anche se Messelis non era uno che passava da quelle parti per caso). Avesse fatto il tris ad Hagendorf, dato anche il livello dei partecipanti tra i dilettanti quell'anno, probabilmente gli avrei dato il +1. Ma, ormai, era troppo vecchio. Pur non avendolo mai visto tra i pro, penso che siamo tutti d'accordo che rientri tra i migliori specialisti dei percorsi duri della storia.

Erwin Vervecken è uno dei crossisti più difficili da collocare nella storia di questo sport. Stybar e Danny De Bie hanno toccato punte più alte, ma in due non fanno la longevità di Vervecken. Erwin era uno da gara secca, a cui le gambe non tremavano mai. Nelle Challenge ha vinto solo due GVA prima dell'era Nys, zero CDM e, soprattutto, zero Superprestige, la mancanza più grave. Primo podio Mondiale nel '94 a 22 anni, ultimo nel 2007, a 35 anni.

C'è da dire che nei campionati nazionali ha un successo al fronte di sei secondi posti e ha anche solo un successo nei suoi primi sei podi al Mondiale. Poi, a carriera quasi finita, si è aperta una finestra in cui, complici i pastrocchi di Nys, è riuscito a vincere due maglie iridate a tempo quasi scaduto contro una concorrenza non granché qualificata.

De Bie e Stybar erano più forti, ma sono durati a stento un lustro. Però Stybar ha vinto praticamente tanto quanto e, dunque, lo prendo prima di Erwin.

De Bie tra il 1989 e il 1991 ha toccato livelli che forse solo Nys in questo girone. Però il resto della carriera non è neanche lontanamente paragonabile a questo triennio e ciò va tenuto presente.
 
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#20
Nel GRUPPO A passano ai sedicesimi Zweifel (42 punti), Stamsnijder (26 punti), Mario De Clercq (22 punti) ed Aerts (4 punti).

Nel GRUPPO B, Longo (35 punti), Pontoni (25 punti), Wellens (15 punti) e Kevin Pauwels (4 punti).
 
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