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Inchiesta di Mantova - Procedimento chiuso: tutti assolti!
#1
Puntate precedenti:
http://ilnuovociclismo.forumfree.it/?t=47305231
 
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#2
Inchiesta di Mantova: l'accusa punta su 33 nomi
Mariana (Mantova) - mercoledì 23 febbraio 2011 - Doping nel ciclismo: l’indagine si è conclusa. Trentatré gli indagati. Tra di essi figura, come soggetto di spicco, Guido Nigrelli, 56 anni, farmacista di Mariana Mantovana. Ma insieme a lui sono altri otto i mantovani per i quali potrebbe essere chiesto il rinvio a giudizio per assunzione e commercio illegale di sostanze dopanti. Risiedono a Roverbella, Castiglione e nel capoluogo. Tra in loro anche un medico preparatore e addirittura un diplomatico di un paese straniero. I fatti contestati al farmacista di Mariana - secondo l’imputazione - si erano svolti dal 1996 al 1999 e si riferivano al ruolo di preparatore atletico della Lampre-Daikin, squadra professionistica, i cui atleti avevano sempre negato l’assunzione di farmaci proibiti. L’indagine era partita mentre era in corso il Giro d’Italia. Nigrelli era accusato di aver fornito e somministrato sostanze dopanti a diversi atleti.
Per il reato di assunzione di sostanze dopanti la pena prevista parte da un minimo di tre mesi ad un massimo di tre anni. Per molti degli indagati l’accusa è di aver utilizzato sostanze sia per dopare che per nascondere lo stesso doping. Molto più pesante la condannA per chi sarà riconosciuto colpevole del reato di commercio: rischia infatti dai due ai sei anni. (Gazzetta di Mantova)

ciclonews.it
 
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#3
DOPING. Inchiesta di Mantova, richiesti 32 rinvii a giudizio
Il ciclismo torna nell'occhio del ciclone. La procura di Mantova ha chiuso l'inchiesta sul doping nel ciclismo e chiederà il rinvio a giudizio di 32 indagati: a confermarlo, quest'oggi attorno alle ore 14, è stato il pm Antonino Condorelli che ha condotto l'indagine partita dal farmacista di Mariana Mantovana Guido Nigrelli. A tutti e 32 i coinvolti è già arrivato l'avviso di chiusura delle indagini e presto seguirà la richiesta di rinvio a giudizio. Oltre al citato Nigrelli - coinvolti per reati commessi tra la fine del 2008 e il luglio del 2009 - ci sono il team manager della Lampre Giuseppe Saronni, i tecnici Fabrizio Bontempi e Maurizio Piovani, il massaggiatore Fabio Della Torre, i corridori Alessandro Ballan, Marco Bandiera, Emanuele Bindi, Marzio Bruseghin, Damiano Cunego, Mauro Da Dalto, Francesco Gavazzi, Mirko Lorenzetto, Manuele Mori, Simone Ponzi, Mauro Santambrogio, Francesco Tomei e Daniele Pietropolli.
Inoltre ci sono Francesco e Geo Bonazzi, Michael Rasmussen, Sergio Gelati, Roberto Messina, gli ex professionisti Paolo Bossoni, Pietro Caucchioli, Massimiliano Mori e Mariano Piccoli, Sebastian Gilmozzi, Paolo Pezzi, Matteo Zambroni (calciatore), Nicola Castrini e Josè Ibarguren, ex medico della Fuji Servetto.
Al centro delle indagini il commercio e l'uso di sostanze come Epo, efedrina, somatropine, testosterone e cortisonici.

tuttobiciweb.it
 
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#4
se Gavazzi sapeva già della notizia, ha avuto una grande reazione oggi, e chissà che anche a Ballan succeda la stessa cosa domenica
 
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#5
Il Team è venuto a conoscenza, da organi di informazione, di una conferenza indetta dalla Procura di Mantova in relazione all’inchiesta sul doping da essa condotta.
Da quanto si è potuto apprendere, la Procura avrebbe concluso le indagini nei confronti di taluni soggetti coinvolti, tra cui dirigenti e atleti.
Ad oggi i soggetti del Team coinvolti, nonché i loro rispettivi legali, non hanno ricevuto alcuna comunicazione o notifica di questo avviso per cui, allo stato attuale, non si é materialmente in grado anche solo di commentare questa notizia.
Ove naturalmente questa fosse confermata, sarà scrupolo del Team attivarsi senza indugio con il magistrato inquirente per chiarire serenamente la propria posizione ed estraneità ai fatti eventualmente attribuiti.

Giuseppe Saronni
General manager
Team Lampre-ISD

comunicato stampa Lampre-ISD
 
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#6
ANTIDOPING: Comunicazioni della Procura CONI sull'inchiesta di Mantova
L'Ufficio di Procura Antidoping comunica che, sulla base di notizie di stampa, aveva richiesto alla Procura di Repubblica di Mantova, già nell'aprile del 2010, gli atti relativi all'indagine penale, allora in corso, per reati in materia di doping.
In considerazione della chiusura della suddetta inchiesta, con richiesta di rinvio a giudizio anche di soggetti tesserati per l'ordinamento sportivo, la Procura di Mantova ha disposto oggi la trasmissione degli atti all'Ufficio di Procura Antidoping che, conseguentemente, avvierà i relativi procedimenti.

coni.it
 
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#7
La difesa dell’ex iridato Ale Ballan: «Mai fatto autoemotrasfusione per fini dopanti»
Castelfranco (Treviso) - sabato 30 aprile 2011 - Non esistono prove che Alessandro Ballan, professionista di San Giorgio di Castelfranco Veneto, abbia fatto uso di doping per alterare le sue prestazioni in bicicletta, sport che è la sua professione ed in cui è stato campione del mondo nel 2008 a Varese.
A sostenerlo è la difesa rappresentata dagli avvocati Fabio Pavone, di Castelfranco, e Federico Cecconi, di Milano. Ballan è indagato per doping dalla Procura di Mantova ai sensi dell’articolo 415 bis codice procedura penale.
Il termine di venti giorni previsto per legge per la presentazione di eventuali memorie difensive o di richiesta da parte degli indagati di essere sottoposti ad interrogatori, scadrà il 12 maggio, giorno in cui è in pieno svolgimento il Giro d’Italia nel quale sarà la prima volta, dopo otto stagioni da professionista, che Ballan prenderà il via. Successivamente sarà cura del pubblico ministero, Antonino Condorelli, presentare richiesta al gip di rinvio a giudizio dell’ex iridato, assieme ad altri 31 atleti. Ma, guarda caso, Ballan, sarà al via della corsa rosa per guadagnarsi la pagnotta.
L’indagine è scattata il 10 gennaio 2008, quando i cinque trevigiani correvano con la Lampre, sospettata dagli inquirenti di aver praticato doping di squadra. Sostengono di avere prove schiaccianti frutto di un lungo lavoro di appostamenti e pedinamenti da parte dei carabinieri del Nas di Brescia. A sostenere l’accusa ci sarebbero intercettazioni telefoniche e ambientali, compresi alcuni video, materiale richiesto dalla Procura antidoping del Coni che potrebbe aprire un’inchiesta parallela. Secondo l’accusa la posizione più delicata sarebbe proprio quella dell’ex iridato trevigiano, accusato di autoemotrasfusione. Il fatto sarebbe avvenuto poco prima del Giro d’Italia 2009, che Ballan non disputò, in una struttura privata di Montichiari con l’aiuto di una persona fidata di Guido Nigrelli, il farmacista di Mariana Mantovana detto il Barba, coinvolto nell’inchiesta della Procura lombarda.
Ma la difesa dell’ex iridato di Varese - che dallo scorso anno ha cambiato squadra - smonta punto su punto l’accusa. Due sono i riscontri fondamentali. E’ il 20 maggio 2009 nella farmacia del dottor Nigrelli dove viene effettuata un’intercettazione ambientale. A parlare, secondo gli atti, è proprio Alessandro Ballan: «No, no. Roba regolare? Insomma, va bene. Non sono mai stato...».
Ballan, secondo la difesa, si trovava nella farmacia del Mantovano, peraltro autorizzata a fornire farmaci leciti ed integratori proprio dalla Lampre, per valutare attraverso test mirati, assieme al preparatore atletico Sergio Gelati, lo sviluppo del decorso riabilitativo, a seguito dell’affezione virale da citomegalovirus che l’aveva colpito e per il quale, proprio nel 2009, è stato fermo dalle competizioni per un paio di mesi.
Lo stesso Ballan aveva segnalato la patologia il 18 marzo 2009 alla Commissione per la tutela alla salute della Federazione Ciclistica Italiana. Astenia, vomito, difficoltà di recupero. Insomma, un quadro clinico complesso per il quale Ballan aveva ottenuto una sospensione dall’agonismo per 40 giorni. Proprio da Nigrelli d’accordo con i medici della Lampre Ballan era andato a chiedere consulenza per la sua riabilitazione.
A favore di Ballan giocano inoltre i dati riscontrati nel passaporto biologico, richiesto agli atleti professionisti per l’idoneità alle corse, che sono, costantemente nella norma, dal 17 dicembre 2007 al 17 giugno 2010.
E l’autoemotrasfusione che risulta dalle indagini? «Non ha mai praticato un’autoemotrasfusione con fini dopanti» afferma l’avvocato Pavone. Inoltre, secondo la difesa, a scagionare Ballan c’è la valutazione tecnico-ematologica effettuata dal professor Santo Davide Ferrara, direttore della sezione medico-legale e tossicologica forense antidoping dell’università di Padova, per la quale «non sussiste alcuna evidenza che l’atleta Ballan sia mai stato esposto a sostanze dopanti e/o pratiche dopanti».
«Ballan è convinto della propria estraneità al doping - sostiene l’avvocato Pavone - ed è pronto a dimostrarlo nelle sedi opportune, per questo il 7 maggio sarà al via del Giro d’Italia».
Sul caso indaga anche la procura antidoping del Coni che può decretare il deferimento di Ballan al Tribunale nazionale antidoping, che può sospenderlo dall’attività.

Sandro Bolognini - La Tribuna di Treviso
 
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#8
BALLAN e SANTAMBROGIO sospesi dalla BMC: niente Giro
La BMC ha nuovamente sospeso dall'attività agonistica Alessandro Ballan e Mauro Santambrogio, i due corridori ex Lampre coinvolti nell'inchiesta di Mantova.
In un comunicato ufficiale si legge: «Il presidente e direttore generale della BMC Jim Ochowitz ha ricevuto nuove informazioni a riguardo e tenendo conto della politica di lotta al doping della squadra e del codice di Comportamento dell'UCI, i due corridori saranno sospesi dall'attività in attesa di chiarimenti. Entrambi hanno cooperato attivamente con gli inquirenti e, come già abbiamo fatto lo scorso anno, noi intendiamo rispettare la presunzione di innocenza. La società seguirà con attenzione l'inchiesta e naturalmente i due corridori, che all'epoca dei fatti non vestivano la maglia della BMC, dovranno rispondere personalmente a tutte le accuse che li riguardano».
Per i due corridori italiani, quindi, niente Giro d'Italia. Ricordiamo che il team aveva già sospeso i due un anno fa, quando partì l'inchiesta, per reintegrarli dopo qualche settimana.

tuttobiciweb.it
 
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#9
Anche Da Dalto(Liquigas) e Marco Bandiera(Quick Step) sono stati sospesi dai loro team e quindi salteranno il giro.
 
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#10
GAZZETTA. Ballan sospeso, intercettazioni pesanti a suo carico
Alessandro Ballan e Mauro Santambrogio non correranno il Giro d’Italia dei 150 anni dell’Unità che scatta sabato da Venaria Reale. Ieri sera sono stati sospesi dalla loro squadra, l’americana Bmc diretta da Jim Ochowicz, per il coinvolgimento nell’inchiesta doping della Procura di Mantova che ruota attorno al farmacista Guido Nigrelli. «Mi dispiace, ma accetto la decisione», ha detto Ballan.

A giudizio? Gli atleti, già fermati una prima volta l’anno scorso quando l’inchiesta era stata rivelata dalla Gazzetta dello Sport, avevano ricevuto a metà aprile l’avviso di chiusura delle indagini preliminari dal pm Condorelli, che, una volta passati i termini tecnici del codice di procedura penale, è intenzionato a chiedere al Gup (giudice dell’udienza preliminare) il loro rinvio a giudizio. Ballan, trevigiano di 31 anni, e e Santambrogio, comasco di 26, ai tempi dell’indagine (2008-2009) correvano nella Lampre di Beppe Saronni: Ballan era campione del mondo. Per gli inquirenti, facevano parte L’indagine è della Procura di Mantova. La Liquigas blocca Da Dalto. E ora anche Bruseghin rischia di saltare la corsa rosa del presunto doping di squadra diretto da Nigrelli, dal preparatore atletico Gelati, dal team manager Saronni, dai direttori sportivi Fabrizio Bontempi e Maurizio Piovani, e dal massaggiatore Fabio Della Torre. Sono accusati di aver assunto «farmaci e sostanze vietate, non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le prestazioni» e di ricettazione, per «aver acquistato o comunque ricevuto farmaci e sostanze di illecita provenienza». Per Ballan, poi, l’accusa di essersi sottoposto a trasfusioni del sangue a Montichiari seguito da un medico, Fiorenzo Bonazzi, che collaborava con Nigrelli.

I verbali Le pagine dell’inchiesta svelano un quadro sconvolgente e desolante, scoperto dai Carabinieri del Nas di Brescia dopo mesi di pedinamenti, intercettazioni audio e video. Sedici corridori della Lampre (non tutti quelli in organico) frequentano ed entrano nella farmacia di Mariana Mantovana di Nigrelli come se fosse una sacrestia del doping: pendono dalle labbra del farmacista per ogni cosa, comprano anabolizzanti, Epo e ormoni, ricevono consigli su come iniziarsi al doping e come evitare i controlli, parlano dei compagni, svelano i loro segreti senza pensare di essere intercettati. Verbali agghiaccianti.

1 ° aprile 2009 Il farmacista Nigrelli parla con Ballan dell’arrivo dell’ormone della crescita (chiamato G) che doveva consegnargli Bossoni. Ballan: «E’ il G quello?» Nigrelli: «Sì, certo» . Ballan: «Sì, ma tu come ce l’hai?» . Nigrelli: «Per bocca» Ballan: «Tu ce l’hai la roba?» Nigrelli: «Me la consegnano martedì».

6 aprile 2009 Nigrelli parla con Bonazzi e gli chiede se può portargli Ballan: «Per quella terapia là che abbiamo già fatto» . I Carabinieri, che seguono Ballan, accertano che «l’atleta è stato sottoposto a 10 sedute di autoemotrasfusione» .

20 aprile 2009 Ballan parla con Nigrelli dell’assunzione di Epo prima della sua partecipazione al Giro di Sardegna (24-28 febbraio 2009): Nigrelli: «Quante, quante ne hai fatte di intramuscolo?» Ballan: «Questa qui è la quinta» . E poco dopo: «L’Epo certamente come l’ho fatta io...».

4 maggio 2009 Parlando con Pietropolli, Nigrelli dice che «Ballan senza la chimica non sarebbe mai emerso».

Trasparenza Nei verbali della Procura di Mantova c’erano 14 corridori, 1 massaggiatore, 1 team manager, 2 d. s. a rischio Giro. La Lampre, la più compromessa, ha cambiato tutta la direzione tecnica, ora affidata a Roberto Damiani. Saronni ha fatto un passo indietro, così come sono fuori gli atleti, il massaggiatore Della Torre, i d. s. Piovani e Bontempi. La Liquigas ha lasciato a casa Mauro Da Dalto, sostituito da Alan Marangoni. La Quick Step non porterà Bandiera. Manca un solo corridore, il cui destino si deciderà oggi: è Marzio Bruseghin, che corre nella spagnola Movistar, lo stesso gruppo di Valverde. Il farmacista Nigrelli parla di lui. Sarebbe opportuno che il trevigiano facesse un passo indietro. Nel nome non della colpevolezza, che spetta ai giudici, quanto della trasparenza e correttezza.

da La Gazzetta dello Sport
a firma di Luca Gialanella
 
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