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La nostra vita lavorativa
#1
Apro questo topic visto che molti di noi sono passati negli anni dal mondo dell'istruzione al mondo del lavoro. Sono curioso di conoscere le vostre esperienze/occupazioni.

Nel lontano ottobre 2015 stavo finendo di scrivere la tesi di laurea magistrale, quando iniziai a cercare un possibile sbocco lavorativo, un po' per curiosita' un po' sentendo la pressione del non avere un'occupazione post laurea. Gia' nel giugno dello stesso anno partecipai ad un open day di una grande compagnia di data processing per conto di societa' petrolifere con sede vicino Londra, la quale era rimastra positivamente impressionata dal mio CV (che diciamo, era solo una questione grafica piu' che altro. Basta sapere usare LaTex e gia' sei sopra la media di molto). Avrei dovuto aspettare almeno febbraio per fare domanda da loro e, detto sinceramente, non mi andava di lavorare in una societa' legata all'estrazione petrolifera. Torniamo quindi ad ottobre. Avevo in mente l'idea di fare un dottorato, possibilmente all'estero viste le condizioni della ricerca in Italia. Mi ero messo quindi a studiare la grammatica inglese attentamente (di nuovo!), in quanto la maggior parte delle posizioni richiede un certificato (IELTS/TOEFL). Navigando sulle solite pagine con gli annunci di dottorati, ne trovo uno abastanza appetibile. Chiedo al mio supervisore della tesi cosa ne pensa e, dato il responso positivo, mando i documenti necessari. Non serve nessun certificato di lingua. Dopo due colloqui su skype, chiarito che non rispetto tutti i prerequisiti richiesti dalla posizione, mi viene offerto il lavoro in ogni caso. Una botta di culo pazzesca: salario doppio che in Italia, lavoro nel centro di ricerca piu' grande d'Europa, uno dei ricercatori top nel suo campo come supervisore, tutto sembra perfetto Asd Eccetto che devo lasciare il bellissimo Veneto per trasferirmi in Germania. Almeno ho un lavoro assicurato per tre anni ancora prima di laurearmi.

Quello che sembra tutto rose e fiori, pero' non lo e'. I primi mesi sono abbastanza stressanti: nuovo ambiente, si parla in inglese tutti i giorni tutto il giorno, l'approccio al tedesco per la prima volta in vita mia, e via dicendo. In piu', sarei dovuto andare quasi immediatamente in Cile per un mese e mezzo, dovendo organizzare tutto da me. La brama di conoscenza e le motivazioni di fare bene hanno aiutato a portare a termine piu' o meno positivamente il primo anno di dottorato. Poi iniziano a venire a galla sempre di piu' gli aspetti negativi, che oserei dire sono comuni a quasi ogni dottorando: non si viene seguiti dal proprio supervisore, il quale/la quale non risponde alle mail, non si fa vedere, etc. Di conseguenza, non puoi confrontare le tue idee, non puoi svilupparle per paura di seguire una strada sbagliata e senza via d'uscita. Chiaramente questo non ti permette di ottimizzare il tempo lavorativo e crea un'aura di frustrazione incredibile, che blocca qualsiasi velleita' di efficenza. A questo fanno da contrapposizione i periodi in cui il tuo supervisore si fa vivo e ti chiede di avere tutto e subito, ovviamente impacchettato in maniera perfetta. Questi periodi sono circa una settimana ogni due/tre mesi, dove lo stress e' un fattore veramente pesante. Poi tutto tace come era in precedenza.
In sostanza io vado a lavoro ogni giorno e perdo la meta' del mio tempo limitato dalla frustrazione di questa situazione, e vi posso assicurare che non sono l'unico.
Ovviamente in questi (ormai!) due anni ho anche imparato molto e sono cresciuto a livello personale: parlo quasi tre lingue, ho imparato a programmare decentemente, so vendere fumo (si, ahime' in molti casi la scienza e' fumo), ho conosciuto persone (le quali sono ora amici) da quasi ogni stato d'Europa, senza considerare il resto del mondo, ho avuto modo di stare in Cile per tre mesi e di viaggiare negli States, il tutto per lavoro.
Se potessi tornare indietro, conoscendo com'e' la scienza dalla prospettiva di un dottorando, non rifarei questa scelta.

Fra meno di un anno il mio contratto finira', e da come si e' capito non penso nemmeno minimante di rimanere nel mondo accademico. Seppur con piu' responsabilita', meglio mille volte una posizione in una compagnia, dove i turni sono di 8 ore e non devi pensare al lavoro anche mentre dormi (parlo esclusivamente di Germania qui). Non so cosa voglio fare, un'idea che ho da un po' di tempo e' di svoltare vero la posizione di data analyst, ovviamente entrerei come junior, ma dovrei avere tutte le competenze necessarie. Mi piacerebbe anche provare qualcosa di totalmente diverso, qualcosa di relativo al ciclismo ovviamente, pero' la vedo difficile ad essere realisti. Ho visto che esistono dei corsi per meccano/biomeccanico/etc., ma devo pensarci bene. Una cosa e' certa: prima o poi mi piacerebbe tornare in Italia.
 
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#2
Un mondo tanto lontano dal mio e dall'Italia in cui sono cresciuto, difficile dire se sia bene o male, non è facile per le nuove generazioni ma l'Italia di allora presentava tutti i sintomi dello sbragamento successivo. L'energia della ricostruzione era svanita e il boom degli anni 60 sembrava promettere interi universi, senza nemmeno faticare. 
Gli anni del passaggio dal liceo all'università sono stati complessi a livello familiare, alla fine ho mollato e mi sono messo a cercare lavoro, vincendo un concorso statale. Era il concorso che speravo di passare tra tutti quelli che stavo facendo e in effetti mi ha permesso una vita di lavoro non proprio da ufficio / cartellino e stop, intellettualmente abbastanza stimolante (nulla di speciale, eh, ci si accontenta). 
Come scuola e ricerca eravamo lontani allora da una decente modernità e non credo che la situazione sia migliorata molto. Avevamo una mentalità da serie B e l'abbiamo mantenuta. Le materie che mi stuzzicavano a livello universitario non esistevano nemmeno (la paleoantropologia) o erano molto marginali (microbiologia, genetica). 
Il grande peccato è che avevamo le risorse per crescere molto meglio come paese, poi ci siamo messi a spendere alla bengodi senza investire nel futuro. 
L'idea di proseguire il percorso all'estero mi ha sfiorato ma era troppo vaga e mi mancavano gli strumenti, un po' troppo accomodato nella mia vita. 

Adesso, non lontanissimo dalla pensione, cercherò di capire cosa fare della prossima fase della mia vita, cercando qualche obiettivo e vedendo se avrò l'energia e la salute per raggiungerlo. Perdere interessi e trovarsi solo a percorrere il quotidiano (magari anche con il mal di schiena...  Triste  :D ) è facile. 
L'energia della gioventù è fondamentale ed è altrettanto fondamentale canalizzarla, investirla sul futuro. Capisco che non sia facile costruire all'estero il proprio percorso, ma l'Italia ha il grande torto di non aver costruito la casa per le successive generazioni. E questo mi fa rabbia. 
Non proprio un intervento in linea con l'idea di Igor, scritto al passato... Sorry.
 
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#3
Lordkelvin complimenti per l'ottima esperienza che stai facendo da giovanissimo. E anche il tedesco è un ottimo cartellino da visita, ti aiuterà.

Io ho iniziato a scrivere qui nel 2008, all'epoca ero studente, mi sono laureato nel 2010 triennale e poi a fine 2013 magistrale. Negli anni dello studio ho gestito un sito "scenaripolitici.com" nel quale seguivo tutte le principali elezioni del mondo, con l'aiuto di qualche amico tra cui Hotdog che scrive anche qui.

Nel 2014 ho iniziato a lavorare a Milano (io sono marchigiano ed ho studiato a firenze) in una società d'ingegneria, mi occupo di project management. Ad inizio 2015 sono stato spedito in Arabia Saudita, lì ho trascorso un anno. Nel 2016 ho iniziato a seguire un nuovo progetto in Oman, da Milano questa volta.

Nel 2016 mi sono sposato con la vicina di casa di Gibo Sarri Asd
Tra il 2016 ed il 2017 ho anche conseguito un Master di II livello in Project Management.

A fine 2017 mi hanno promosso ad una nuova mansione ed ho iniziato a seguire un progetto in Russia dove ho già trascorso 2 mesi. Credo vi rimarrò per tutto il 2018 più o meno.

Il sito di cui parlavo sopra l'ho ceduto a fine 2015 quando ho capito che la mia vita aveva preso definitivamente una strada differente.

Gli ultimi 4 anni sono stati molto intensi e stressanti e sto facendo cose che 5 anni fa non avrei mai pensato e di cui non sapevo l'esistenza, nel bene e nel male. Credo che la vita sia così. Ho dei progetti per i prossimi anni, devo cercare di realizzarli, per il resto prendo ciò che viene.
 
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[+] A 3 utenti piace il post di And-L
#4
Intervista a me sul Gazzettino di oggi:

[Immagine: Intervista%20a%20me_zpsmkrocgr2.jpeg]
 
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