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La riforma del World Tour
#1
WorldTour, meno giorni di gara dal 2015
È una delle scelte adottate dal Comitato direttivo

Il Comitato Direttivo dell'UCI ha proseguito oggi i suoi lavori a Bergen, in Norvegia, occupandosi di ciclismo professionistico.
È stata decisa la creazione di due 'task force' che affianchino l’esecutivo dell’Uci: il primo gruppo di lavoro esaminerà e formalizzerà la visione e la strategia dell’UCI, il secondo formulerà proposte per la struttura di governance della UCI.
Il Comitato direttivo si è poi impegnato a lavorare su cinque tempi inparticolare, eemersi da una attenta analisi delle ultime stagioni e dai suggerimenti raccolti nel corso della consultazione svoltasi nei mesi scorsi:
1 - Riduzione del numero dei giorni di gara complessivi del WorldTour con razionalizzazione del calendario, evitando quindi le concomitanze.
2 - Valutare la possibilità di sviluppare nuovi eventi in nuove regioni, o per colmare le eventuali lacune nel calendario.
3 - Rivedere il processo di selezione delle squadre per creare un UCI WorldTour più competitivo e più comprensibile per gli appassionati. Allo stesso tempo, perseguire l'obiettivo di creare una struttura più stabile per le squadre che non entrano a far parte della massima categoria.
4 - Professionalizzare le strutture dei team per per soddisfare i criteri etici e la necessaria supervisione dell’attività dei corridori.
5 - Articolare il calendario UCI WorldTour in soli 2 o 3 livelli, per cercare di avere i corridori più forti al via delle gare più importanti.
L'obiettivo sarà quello di attuare le riforme per il 2015 e completarle entro il 2020.
Al comitato di gestione sono stati anche presentati i risultati preliminari di un nuovo studio, commissionato dall'UCI, che ha analizzato le squadre professionistiche e sviluppato una politica aggiornata di prevenzione al doping. Lo studio, realizzato dall'Istituto di Scienze Motorie dell'Università di Losanna (ISSUL), ha fornito uno strumento per misurare il rischio doping all'interno di un team e/o per i singoli corridori e propone una nuova struttura di squadra professionalizzata.

tuttobiciweb.it
 
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#2
Io avrei un paio di proposte:
1) Eliminare il World Tour;
2) Far rileggere i propri articoli ai giornalisti di Tuttobiciweb prima di pubblicarli.
 
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#3
Vabbè, questa è solo la traduzione para para del comunicato UCI.

Quindi dal 2015 una tra Tirreno e Parigi-Nizza finalmente si sposterà. Non ho capito invece il discorso dell'articolare il WT in soli 2 o 3 livelli Confuso:
 
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#4
(14-06-2013, 04:59 PM)SarriTheBest Ha scritto: Vabbè, questa è solo la traduzione para para del comunicato UCI.

Quindi dal 2015 una tra Tirreno e Parigi-Nizza finalmente si sposterà. Non ho capito invece il discorso dell'articolare il WT in soli 2 o 3 livelli Confuso:

O quindi dal 2015 una delle due non sarà più WT Confuso
 
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#5
così come TDS e Delfinato?
 
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#6
solo 2 o 3 livelli vuol dire credo che ci sono le corse WT esempio, le .HC e le .1 e basta
o almeno credo

??
 
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#7
Questi 5 punti non contengono cose pratiche, solo intenzioni, quindi per adesso è difficile commentare. Evitare le concomitanze mi sembra impossibile, puoi farlo solo con meno corse (mettere una gara a settimana, tipo anticipare Nizza e lasciare la Tirreno dov'è, è un casino, ne sfavorisce alcune e favorisce altre)
 
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#8
(15-06-2013, 02:32 PM)Zelk Ha scritto: solo 2 o 3 livelli vuol dire credo che ci sono le corse WT esempio, le .HC e le .1 e basta
o almeno credo

??

Lì dice "Articolare il calendario UCI WorldTour in soli 2 o 3 livelli": quindi, da quanto ho capito (o meglio, intuito), vorrebbero suddividere le WT in 2 o 3 gruppi di differente importanza (e quindi anche di punteggio). Però non ho capito perchè dire "soli 3 livelli": come se adesso ce ne fossero di più... Boh Confuso
 
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#9
Pianeta UCI: Prende già forma il ciclismo che sarà - Dal 2015 "serie A2", promozioni e retrocessioni, calendario più compatto

Mentre a Firenze dieci giorni fa si consumava - con l'elezione di Brian Cookson alla presidenza dell'UCI - la fine dell'era McQuaid-Verbruggen, le basi per il ciclismo che verrà erano già state da tempo poste: considerato (e non se ne poteva fare a meno) che l'attuale sistema di suddivisione dell'attività professionistica fa acqua da tutte le parti, e che il World Tour è destinato ad essere presto o tardi accantonato, il Consiglio del Ciclismo Professionistico dell'Unione Ciclistica Internazionale aveva tracciato delle linee guida lungo le quali muoversi per dare un nuovo assetto al nostro sport.

Le novità proposte dal CCP sono state in prima istanza recepite dalla nuova UCI di Cookson, che ne ha dato immediatamente riscontro nel bollettino ufficiale pubblicato domenica (lo si trova a questo indirizzo). Il progetto di riforma del ciclismo pro' si svilupperà nel prossimo quinquennio (parliamo del periodo 2015-2020), e verrà discusso nel merito nel gennaio 2014: proprio in quell'occasione lo stesso CCP e il Comitato Manageriale dell'UCI saranno chiamati ad approvare la prima bozza che andrà in esecutività dalla stagione successiva (per il 2014 tutto resta invariato, quindi).

Le principali questioni riguardano le categorie in cui sono suddivise squadre e attività del ciclismo professionistico: dalle attuali tre (World Tour, Professional e Continental), si dovrà passare a quattro divisioni, con l'inserimento di una sorta di serie A2 tra le attuali categorie WT e Professional.

La prima divisione sarà composta da 16 squadre (contro le 18 del WT) e avrà a disposizione un calendario di 120 giorni di gara (comprendente quindi tutte le manifestazioni più importanti) al termine del quale emergerà un ranking che stabilirà quali formazioni resteranno nella prima divisione e quali retrocederanno in seconda. Questa è la novità più importante, ovvero un sistema di promozioni e retrocessioni che è stato fondamentalmente ciò che è mancato per rendere realmente appassionante l'attuale metodo.

Non è ancora dato sapere quante saranno le promozioni e retrocessioni tra una categoria e l'altra, e questa sarà una delle caratteristiche che dovranno essere discusse in gennaio.

La seconda divisione sarà composta da 8 squadre, il cui ranking stagionale emergerà da un calendario di 50 giorni di gara. Naturalmente le formazioni di seconda divisione potranno partecipare (con modalità da stabilire) alle gare della prima divisione (e viceversa), ma ai fini del ranking dovranno essere contate solo le prove del calendario dedicato.

Arrischiando un'ipotesi, il calendario di prima divisione potrebbe comprendere ovviamente i 3 GT, una quindicina di classiche (tra cui le 5 monumento) e - diciamo - 7 brevi gare a tappe. Il calendario di seconda divisione potrebbe sostanziarsi in 5 brevi gare a tappe e in una ventina di semiclassiche.

Al di sotto di queste due divisioni, i team Professional e Continental confluiranno in una terza divisione nel cui ambito ci saranno delle limitazioni per la partecipazione alle gare: le squadre Professional potranno partecipare a corse di categoria HC o .1, mentre le Continental potrebbero essere relegate solo alle gare di categoria .2. Non è chiaro se le più importanti tra queste gare (quelle HC e alcune .1, diciamo) saranno comprese anche nel calendario di prima o seconda divisione. Quel che è certo è che il ranking della terza divisione (unico per Professional e Continental) sarà basato sui risultati delle corse dei vari circuiti continentali (Europe Tour, America Tour e così via), e anche in questo caso varrà il sistema delle promozioni per le squadre.

Questo per ciò che attiene ai team; per quanto riguarda invece il ranking individuale degli atleti (da cui si desumerà ad esempio anche il numero di corridori selezionabili da ogni nazionale in occasione di Mondiali e Olimpiadi), ci sarà una graduatoria generale che comprenderà tutti i ciclisti di tutte le categorie, coi punti guadagnati in tutte le corse del calendario. Addio quindi alle separazioni tra ranking World Tour (quello che sta per essere vinto per il terzo anno consecutivo da Joaquim Rodríguez) e ranking continentali: di fatto, si tornerà alla vecchia classifica UCI, messa in soffitta dopo il 2004.

Restano validi, per le squadre, i criteri di selezione al di là del sistema di promozioni e retrocessioni: sarà messo a punto un criterio etico (basato su degli standard da soddisfare per quel che riguarda la struttura interna dei team, immaginiamo dal punto di vista medico, ad esempio), e varranno sempre i criteri finanziari e amministrativi (controllati da un ente esterno come Ernst&Young, società di rating internazionale).

Anche per quel che riguarda le corse, sono alle viste novità molto importanti. Intanto l'arco temporale della stagione verrà ridotto (almeno per quel che riguarda le gare di prima e seconda fascia) a 250-270 giorni, ovvero al periodo che va da febbraio a ottobre. Niente più Tour Down Under (corsa World Tour) in gennaio, tanto per fare un esempio.

Tutti i week-end (e in particolare le domeniche) di questo arco temporale avranno delle corse di prima o seconda fascia, ma non ci saranno sovrapposizioni tra tali eventi: né tra le gare di prima divisione (niente più Tirreno-Adriatico che parte mentre è in corso la Parigi-Nizza, per dire), né tra gare di prima e di seconda divisione.

Nel dettaglio, saranno previste 6 settimane ininterrotte di competizione (ma resta da capire se s'intende che si gareggerà per 42 giorni consecutivi, o se ci sarà anche qualche giornata di "buco") nel periodo delle classiche di primavera.

Altro particolare non di poco conto, le brevi gare a tappe (dal Tour de Suisse in giù, quindi) dovranno limitarsi a una durata di 5 o 6 giorni. In tal modo sarà ipotizzabile uno schema del tipo: classica di prima divisione alla domenica, gara a tappe dal lunedì al sabato, classica alla domenica successiva; oppure, tra le due classiche, una gara a tappe di 5 giorni e una competizione in linea (magari di seconda divisione) anche al sabato.

Tutti i vari eventi saranno categorizzati, oltre che in ragione delle risorse economiche di cui disporranno gli organizzatori (e anche contando il prestigio storico della singola competizione, speriamo; ma questo per il momento non emerge dalle linee guida), sulla base di 7 caratteristiche ben precise:

- Efficienza logistica (vicinanza di aeroporti e di infrastrutture, immaginiamo)
- Ospitalità di qualità (la carovana non potrà essere alloggiata in alberghi a una stella...)
- Alto standard qualitativo dell'organizzazione (qui si potrebbe leggere, in filigrana, il blasone di una corsa)
- Alta attenzione alla sicurezza (questo è un requisito che ci piace molto)
- Alta qualità della produzione TV (e ciò taglierebbe fuori la metà delle corse italiane...)
- Diffusione globale delle immagini televisive (idem come sopra...)
- Molto pubblico presente (che fine faranno le corse come il Tour of Qatar, che si disputano nel deserto?)

Le tematiche sul tavolo, come si vede, sono davvero molte, e alcune delle proposte qui elencate cambieranno radicalmente la struttura del ciclismo professionistico. Da Aigle però promettono che sarà una rivoluzione morbida: le nuove norme non saranno imposte tutte insieme, ma ci si dà appunto un lasso di tempo abbastanza ampio perché il sistema entri a pieno regime. Si partirà, come detto, dal 2015 con le prime riforme, per arrivare ad avere un ciclismo completamente riorganizzato nel 2020. Nella speranza che tutto ciò possa servire a dare nuovo appeal a questa meravigliosa disciplina sportiva.

Marco Grassi
cicloweb.it
 
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#10
Dico la mia.
Il fatto positivo è che qualcosa si muova: la precedente gestione dell'UCI, negli ultimi tempi, era più indaffarata nascondere i loro problemi sotto il tappeto, piuttosto che mettere mano a un sistema ideato in un altro contesto economico globale e che adesso si sta inceppando sotto alcuni aspetti. L'altro fatto che mi piace è che non sarà una rivoluzione improvvisa, ma graduale e che quindi ci sarà tutto il tempo di testarlo e correggerlo.

Le promozioni/retrocessioni sono la linfa dello sport e quindi anche il ciclismo non poteva esimersi. Però interpetando la serie A1/A2 come squadre WT/Professional si ha una riduzione piuttosto evidente delle squadre, da 38 (nel 2013, l'anno prossimo saranno meno) alle future top 24: utile per il periodo che stiamo vivendo, ma chi investirebbe più in squadre ancora minori, che non possono competere per budget alle squadre più importanti e saranno destinate a partecipare a corse che nessuno guarderebbe?

Anche i vari calendari verranno toccati e diminuiranno i giorni di corsa... Cosa buona e giusta eliminare le gare sovrapposte, anche se ridurre tutte le corse a tappe a 5 tappe mi lascia un po' perplesso. Inoltre molte gare storiche verrebbero tagliate fuori dal calendario di A1 e A2 e quindi, traslando il discorso fatto sulle squadre, si troverebbero con zero possibilità di sopravvivenza, con partecipanti di scarsissimo valore e senza copertura televisiva. Penso alle semiclassiche belghe, alle semiclassiche italiane oppure a molte corse francesi, qualcuna di questa verrà sicuramente esclusa e sarebbe difficile in una situazione che li vedrebbe ancor più penalizzati di adesso.

Positivo il ranking globale di tutti i corridori non diviso per categorie, ma è un aspetto marginale
 
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