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Le ere del ciclismo
#1
È un attività all'apparenza idiota, ma allo stesso tempo stimolante ed affascinante suddividere il ciclismo in ere. Spesso si sente parlare dell' "era di Merckx" o l' "era di Coppi", ma non ho mai sentito nessuno dare dei nomi precisi ad ogni era se non a quella recente definita da qualcuno "era della specializzazione". In poche parole ci apprestiamo a dettare degli standard, dividere in periodi la storia di questo sport ed individuare gli eventi che hanno portato a dei cambiamenti come ad esempio la morte di Simpson o lo scandalo di Madonna di Campiglio, individuarne i protagonisti e per finire dargli un nome.

Direi di partire intanto con con la suddivisione in periodi, io personalmente farei così:

1903 - 1914 (i tempi dei pionieri e degli avventurieri)
1919 - 1940 (finita la guerra il ciclismo comincia a diventare uno sport vero ed i ciclisti più carismatici cominciano a diventare parte della cultura pop)
1946 - 1956 (gli anni del boom del ciclismo con Coppi e Bartali)
1956 - 1967 (gli anni del post boom con la rivalità Anquetil - Pou Pou, con la morte di Simpson il doping - purtroppo - fa la sua comparsa nel mondo del ciclismo)
1967 - 1978 (gli anni dei belgi e di Gimondi, il ciclismo è in una fase di stabilità e floridità)
1978 - 1991 (gli orizzonti cominciano ad allargarsi, i primi americani, colombiani ed australiani si fanno largo tra i corridori del vecchio continente mentre lo sviluppo tecnologico diventa parte integrante di questo modo con la bici da crono usata da Moser al Giro dell'84 che ne è l'emblema)
1991 - 1999 (sono gli anni dell'EPO che sconvolge totalmente questo mondo)
1999 - 2006(il doping dilaga, ma con l'OP subisce - almeno all'apparenza - un duro colpo)
2006 - 2012(sono gli anni delle squalifiche, quasi tutti i ciclisti più importanti vengono trovati positivi. Evans e Wiggins sono probabilmente i primi vincitori puliti del Tour de France da chissà quanto tempo)
2012 - oggi(con la chiusura del caso Armstrong si è aperto un nuovo corso)

Spiego anche perché ho scelto proprio queste annate come inizio e termine delle varie "ere":

1903: nasce il Tour, una corsa del tutto rivoluzionaria rispetto a quelle del tempo;
1914: prima guerra mondiale;
1919: prime edizioni di Giro e Tour post conflitto mondiale;
1940: ultimo Giro prima della pausa per la seconda guerra mondiale;
1946: primo Giro post secondo conflitto mondiale;
1956: Gaul è il primo esponente della generazione successiva a quella di Coppi e Bartali a vincere il Giro
1967: morte di Tom Simpson;
1978: anno del ritiro di Poulidor;
1991: tracollo inaspettato di Lemond al Tour ed inizio dell'epopea Indurain;
1999: Madonna di Campiglio e prima vittoria di Armstrong al Tour;
2006: O.P. ;
2012: Esce la verità su Armstrong e la Us Postal.
 
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#2
Mi soffermo su una cosa, la prima che ho letto, per dover di cronaca, già nelle interviste pre-1958 si sente parlare della "bomba", il doping più o meno, c'è sempre stato...

Comunque sono abbastanza d'accordo sui periodi, anche se l'ultima parte l'avrei messa forse più al 2013, ma cambia poco
 
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#3
La prima morte per "doping" fu ad una Parigi - Bordeaux di fine 800 in realtà. Dopo la morte di Simpson però entrarono in vigore le prime leggi antidoping e da lì possiamo dire che è nato il fenomeno. Il doping come lo intendiamo oggi poi è nato verso la metà degli anni 80. Moser e la squadra olimpica di ciclismo degli Stati Uniti di Los Angeles 84 sono i primi esempi di atleti che hanno fatto uso di trasfusioni che ai tempi erano legali mentre l'EPO ha cominciato a diffondersi ad inizio anni 90. Prima più che altro si faceva uso di anfetamine, steroidi e cortisone; tutta roba che a detta di Lemond non portava grandi risultati.
 
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#4
Secondo me si può dare anche un'ulteriore suddivisione negli anni dal 1967 al 1991. Per esempio il 1976, ultimo anno di alto livello di Merckx e del suo rivale più duraturo, Gimondi.
 
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#5
Breve off-topic del passato chi ha ammesso l'uso di sostanze almeno ora illegali?
 
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#6
(19-04-2014, 05:47 PM)Paruzzo Ha scritto: Secondo me si può dare anche un'ulteriore suddivisione negli anni dal 1967 al 1991. Per esempio il 1976, ultimo anno di alto livello di Merckx e del suo rivale più duraturo, Gimondi.

Volendo, però al di là dei protagonisti cambia poco, forse si può usare il ritiro di Poulidor per suddividere in due quel periodo, però non ci sono grossi cambiamenti da dopo il 67 fino ad inizio 90. Basti guardare i corridori, ad inizio 90 c'è proprio uno stravolgimento. Uno come Bugno diventa di colpo atipico ed anacronistico, fino a fine 80 era la norma essere competivi sia nelle classiche che nei GT, poi diventa invece diventa un'eccezione. Ed anche la popolarità del ciclismo non è che cambi molto, si passa da Gimondi - Merckx a Moser - Saronni. Il calo comincia ad esserci a fine anni 80 con il ritiro dei due sopraccitati...
 
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#7
Però c'è anche il fatto che i belgi smettono di dominare nelle classiche, trovando dei rivali all'altezza. Nel 1976 le cinque "monumento" vennero vinte da cinque corridori belgi diversi, nel 1977 vince "solo" De Vlaeminck.
 
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#8
Vabbé ma grandi cambiamenti non ce ne sono, il modo di correre dei corridori resta lo stesso, le nazioni di riferimento anche e pure la popolarità delle due ruote non cambia. Piuttosto sarebbe importante l'avvento di Lemond che ha di fatto aperto le porte al movimento statunitense...
 
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#9
Tu che sai tutto , Luciano, la prima corsa ciclistica in assoluto è stata la milano-torino del 1876?

Bhe comunque io dividerei le ere in questo modo, assai netto:

1876-1903: Pionieri
1903-1940: Ciclismo eroico
1946-1978: I divi (Ulteriori suddivisioni: Era Coppi/Bartali- Era Anquetil- Era Merckx )
1978-1990: Progressi tecnologici e specializzazioni
1991-2009: EPO's Era
2010- ?
 
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#10
Di quelle esistenti sì...

Il periodo che va dal 1876 al 1903 lo vedo come un "proto ciclismo", un'epoca di esperimenti. Ad inizio 900 si delinea quello che è il ciclismo moderno con la nascita dei grandi giri.

I corridori di inizio 900 sono avventurieri sconosciuti ai più, le cose cambiano dopo la guerra sia in Francia che soprattutto in Italia, complice anche l'avvento del fascismo, il ciclismo assume la dimensione di vero e proprio sport ed i ciclisti diventano idoli. Personaggi come Girardengo, Binda e Pelissier prima del conflitto mondiale non esistevano. La concezione che si ha dei ciclisti nel 1920 è più simile a quella che si ha oggi che non a quella che si aveva nel 1905.

Coppi e Bartali meritano un periodo a sé dato che erano ben più di semplici ciclisti ed il 1967 è un anno che ha stravolto il ciclismo. Un periodo così vasto non si può fare.

Effettivamente nemmeno 1967 - 1991 ci sta. Non tanto per i motivi elencati da Paruzzo, quanto perché effettivamente gli anni 70 sono un periodo che definirei "neoclassico", cioé non cambia nulla nel modo di correre, c'è il secondo boom del ciclismo e le nazioni di riferimento sono le stesse. Negli anni 80 si hanno le prime innovazioni e le nazioni extra europee cominciano ad affacciarsi al ciclismo. Io prenderei l'anno del ritiro di Poulidor come spartiacque, dato che aveva attraversato le due ere precedenti.

Prima che mi dimentichi, dal 1999 il modo di doparsi cambia radicalmente, anche perché a Sidney 2000 vengono inseriti i nuovi metodi che permettono finalmente di trovare l'Epo.
 
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