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Luca Scinto
#1
In Arrivo
 
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#2
CANDIDATURA. Scinto: «Lo faccio io, il ct».
Luca Scinto vuole fare il CT. Il team manager della Farnese Vini Selle Italia ce l’ha confidato qualche settimana fa, prima che si sapesse quale sarebbe stata la prestazione della Nazionale Italiana a Lon­dra.
«Diventare Commissario Tecnico è sempre stato il mio sogno. Non voglio fa­re le scarpe al mio amico Bettini, che stimo e apprezzo, ma quando e se lui vorrà farsi da parte vorrei essere preso in considerazione per il suo posto. Leggendo questa intervista ci sarà senza dubbio chi dirà che mi sono montato la te­sta, che mi credo chissà chi, invece io sono semplicemente sincero. Tanti vor­rebbero quel po­sto, io ho il co­raggio di dirlo e di propormi al presidente Di Rocco».
Al Pitone spesso pia­ce provocare, ma questa volta fa sul serio. Mentre con i suoi ragazzi era impegnato al Gi­ro di Polonia ci ha spie­gato perché non condivideva le scelte del commissario tec­nico Paolo Bett­ini in vista dell’appuntamento olimpico e ha giocato con noi nel costruire la sua nazionale ideale.
«Tutti sono capaci di criticare dopo, io pri­ma di Lon­dra dico che avrei puntato tut­to su Mo­reno Mo­ser e su altri quattro giovani battaglieri. Se poi quando uscirà l’intervista il Bet­to avrà vinto me ne starò zitto perché chi vince ha sempre ragione, ma io, ripeto, avrei intrapreso una strada di­versa».
Quando nasce questo sogno?
«Anni fa, nel momento in cui il mio ami­co Franco Ballerini, neo ct, per gioco mi disse “Stai crescendo bene, devo preoccuparmi che un giorno prenderai il mio posto?”. Io ero direttore sportivo tra i dilettanti e si scherzava, ma per me è sempre stato un onore vestire l’azzurro, una grande ambizione guidare la nazionale. Rischio di sembrare montato e arrogante, ma credo di avere la preparazione adeguata per poter realizzare questo sogno. Come mi dicono sia colleghi che corridori, non sono un politico, ma per me questo sarebbe solo un punto a favore perché per essere bravo in ammiraglia bisogna essere solo un buon tecnico e portare a casa medaglie, il resto conta poco. A 44 anni, dopo essere stato corridore e direttore sportivo, diventare ct sarebbe un sogno. La voglia di fare non mi manca e credo parecchi corridori apprezzerebbero la mia candidatura. Sarebbe stupendo soprattutto per il legame che mi stringe a Franco, ripercorrere i suoi passi e dare seguito a quella sua battuta per me vorrebbe dire molto. Penso che i primi ad appoggiarmi sarebbero sua moglie Sabrina e i suoi figli che mi conoscono bene e sanno che sono un suo vero allievo, ci­clisticamente sono cresciuto con lui».
Ti sei proposto ufficialmente a Di Rocco?
«Qualche frecciatina gliel’ho lanciata, gli ho detto “Presidente è il mio sogno, sono sicuro sarei in grado di svolgere al meglio questo compito”. Lui mi ha guardato e mi ha risposto con il suo solito sorriso sotto i baffetti. Se Bettini proseguirà il suo mandato sarò felice per lui, se lascerà vorrei sul serio essere preso in considerazione. Lascerei Angelo Citracca e la nostra squadra so­lo per la chiamata della nazionale».
A Londra Bettini ha schierato Sacha Mo­dolo, Vincenzo Nibali, Luca Paolini, Marco Pinotti e Matteo Trentin. Tu su chi avresti puntato?
«Criticare a posteriori è sempre troppo facile, a tre settimane dalla gara io esprimo semplicemente le mie idee. Come Paolo avrei puntato su Filippo Pozzato, ma sappiamo bene tutti come è andata. Io sinceramente mi sarei im­puntato di più per farlo correre perché sono sicuro si sarebbe giocato una me­daglia. Escluso Pippo dai giochi avrei schierato una formazione giovanissima incentrata su Moreno Moser, che sta vivendo davvero un momento di grazia. È un grande talento e gli viene tutto facile, quando uno riesce a centrare il risultato così facilmente bisogna approfittarne. Avrei confermato Nibali perché al momento è la bandiera del no­stro ciclismo, anche se non credo sia adattissimo al tracciato, poi Modolo, Fabio Felline, Oscar Gatto, che ha già vissuto un’esperienza azzurra, conosce il percorso dalla prova preolimpica, ha disputato una grande campagna del nord ed è un uomo squadra prezoso. Non sono d’accordo su Trentin, tranne se parliamo di un fenomeno come Mo­ser, a un neoprofessionista farei provare un anno da riserva prima del debutto in gara in maglia azzurra. Ad ogni modo, se Matteo disputerà una gran gara avrà ragione il Betto e stop. In generale non avrei portato atleti sopra i 27 anni, con tutto il rispetto per gli uomini d’esperienza, facciamola finita coi vecchietti. Per la crono non avrei convocato Pinotti, che anche se fa una super gara non dovrebbe andare a ri­sultato e considerato che la prova in linea è prima di quella contro il tempo avrei optato per uno stradista in più e avrei schierato Nibali nella crono. Co­munque, ripeto, queste sono solo idee. Se la nazionale torna a casa con una medaglia le mie valutazioni risulteranno sbagliate, ma ora come ora i nostri azzurri non mi sembra stiano volando».
Hai un debole per i giovani...
«Finché non si montano la testa o non si lasciano guidare ciecamente da certi procuratori, è fantastico lavorare con loro, guidarli, insegnar loro a correre, a sacrificarsi, a tenere i piedi per terra e cercare di evitare sbagli che potrebbero compromettere la loro carriera. Negli ultimi anni sto cercando di trasmettere la mia esperienza a ragazzi come An­drea Guardini, Elia Favilli e Matteo Ra­bottini. I miei ragazzi mi odiano e mi amano allo stesso tempo, cerco di farli crescere gradualmente, non solo con le carezze ma anche con parecchi calci nel didietro, li difendo e li tutelo con i programmi che ritengo più adatti a loro, sopportando critiche da più par­ti, e quando mi ascoltano di solito i ri­sultati arrivano. Chi mi ha seguito in genere si è trovato bene, so che posso sembrare presuntuoso, ma difficilmente sbaglio. Vengo dalla scuola di Al­fredo Martini e del Ballero, ho imparato dai migliori (mentre parla di Bal­lerini si commuove, ndr), sarò focoso, poco “politically correct” ma i risultati mi danno ragione».
Su quali aspetti lavoreresti?
«Paolo sta lavorando bene, condivido la sua scelta di organizzare ritiri per fare gruppo ma personalmente punterei più sui giovani e vivrei ancor di più le corse montando in macchina con i direttori sportivi dei ragazzi più in vi­sta e andando in albergo con le squadre, andrei a casa dei corridori, li porterei a cena, parlerei con loro come fa­ceva Franco».
Cosa rappresenta per te la maglia azzurra?
«L’Italia, il massimo. L’ho indossata cinque volte, vestendola ho vissuto la favola del mondiale di Zolder vinto da Cipollini, da cui è nato il gruppo di Fran­co e tutte le successive vittorie az­zurre. Indossare la maglia della nazionale mette i brividi, solo chi ha avuto questo onore può capire che sensazione sappia regalare. Io la conosco e per questo ho un groppo in gola pensando che alle Olimpiadi non vedrò un mio corridore in azzurro. È un simbolo che non ha paragoni, come l’inno. Quando una squadra difende i colori di un paese intero, di qualsiasi sport si tratti, è l’Italia a scendere in campo e non si può che supportarla. Che emozione sarebbe, guidarla!».
Tuttobiciweb.it
 
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#3
PREMIO PISCINA. È Scinto il miglior diesse italiano del 2012
Un plebiscito. Luca Scinto è davvero un tecnico molto apprexzzato e sicuramente molto amato: il 26 per cento dei quasi 10.000 voti (9.824 per gli amanti delle statistiche) giunti in redazione per l’assegnazione del Premio Ennio Piscina, sono andati al tecnico della Farnese Selle Italia che così viene eletto miglior tecnico italiano dell'anno. Sul podio virtuale, due tecnici che lavorano in formazioni straniere, vale a dire Luca Guercilena e Davide Bramati.
Luca Scinto sarà quindi uno dei grandi ospiti della Notte degli Oscar tuttoBICI che si svolgerà il prossimo 15 novembre al teatro della Gran Guardia di Verona, con diretta tv su RaiSport2 alle 21. A premiare Scinto sarà naturalmente l’ideatore del premio, Omar Piscina, ch ha seguito nel ciclismo le orme di papà Ennio.

La classifica finale
26% Luca Scinto (Farnese Selle Italia)
10% Luca Guercilena (Radioshack Nissan)
9% Davide Bramati (Omega Quick Step)
7% Alberto Volpi (Liquigas Cannondale)
6% Claudio Corti (Coldeportes)
6% Giovanni Ellena (Androni Venezuela)
5% Fabio Baldato (Team BMC)
5% Orlando Maini (Lampre Isd)
4% Fabio Bordonali (Utensilnord Named)
4% Claudio Cozzi (Katusha)
4% Beppe Martinelli (Astana)
4% Roberto Reverberi (Colnago Csf)
3% Massimo Podenzana (Team Type1 Sanofi)
3% Marco Saligari (Landbouwkrediet)
2% Bruno Cenghialta (Acqua&Sapone)
2% Fabrizio Guidi (Saxo Bank Tinkoff Bank)

Tuttobiciweb.it

(Qualcuno mi dice cosa ha fatto Scinto per meritare questo premio? La stagione della Farnese è stata molto modesta, ha fatto scappare Favilli e Guardini, non mi sembra un granché...)
 
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#4
Pure Guercilena secondo non si può vedere...
E Martinelli disperso che ha vinto due classiche delle Ardenne Facepalm
 
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#5
Sì infatti...anche se Guercilena credo abbia avuto un ruolo particolare quest'anno, non molto legato alle corse
 
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#6
Essendo un premio popolare un po' avrà di sicuro inciso la simpatia che suscita nella gente rispetto a tutti gli altri ds. Eheh Asd
Comunque dire che è stata una stagione modesta - per una squadra come la Farnese - mi pare davvero esagerato: podio con Pozzato in una classica monumento (Fiandre), podio buttato in un'altra (Roubaix), ha vinto con Rabottini forse la tappa più bella del Giro, ha battuto Cav con un ragazzo al primo GT. Nella seconda parte di stagione si son visti un pochino meno a livello internazionale, comunque a livello nazionale han fatto sempre vedere delle belle cose e Gatto s'è preso il Giro del Veneto e la maglia azzurra. Ecco, l'unica cosa che m'è dispiaciuta è stata forse la gestione di Gatto: penso sia stato un po' troppo sacrificato nei confronti di Pozzato, magari qualche piccola chance gliela si poteva lasciare...
 
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#7
PREMIO PISCINA. Orgoglio Scinto: «Grazie a tutta la squadra...»
È un Luca Scinto entusiasta quello che risponde al telefono quando la redazione di tuttobiciweb lo contatta per annunciargli l’assegnazione del Premio Ennio Piscina quale miglior direttore sportivo italiano, scelto proprio dai nostri lettori.
«Ma davvero ho vinto io?» esordisce il tecnico della Farnese Selle Italia.
«Sono molto orgoglioso di questo riconoscimento, significa che il mio lavoro viene apprezzato anche dagli sportivi e questo mi gratifica. Non sono il Mourinho del ciclismo, ma mi piace pensare di essere il Serse Cosmi delle due ruote...».
E poi via con i ringraziamenti: «Intanto voglio dire grazie ad Omar Piscina e alla sua famiglia per aver voluto questo premio nel ricordo di un grande tecnico come è stato Ennio. Poi ringrazio tutti gli sportivi che mi hanno dato il loro voto, sono stati davvero tantissimi... Un pensiero va anche ad Angelo Citracca e Ilaria Morosi che, appena ho appeso la bici al chiodo, mi hanno permesso di salire in ammiraglia, prima tra i dilettanti e poi con in professionisti. Un grazie a tutto lo staff e a tutti i collaboratori e infine grazie ai corridori, con i quali voglio condividere la gioia di questo premio. Perché puo essere il diesse più bravo del mondo, ma se i corridori non ti ascoltano non vai da nessuna parte...».
Appuntamento allora per il 15 novembre a Verona per la premiazione nella Notte degli Oscar...
«Accidenti se ci sarò! Ma non chiedetemi di mettere la cravatta...».

tuttobiciweb.it
 
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#8
Ora ho capito perchè Scinto ha stravinto questo premio, perchè ha definito Gershwin "uno da bar" Eheh
 
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#9
...uno da bar?! Huh

Comunque l'auto-paragone che si fa con Cosmi ci sta davvero dipinto Sisi Asd Asd
 
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#10
E' successo tempo fa, ai tempi del passaggio di Favilli alla Lampre...
http://www.ilnuovociclismo.com/forum/sho...14&page=72
 
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#11
Ah beh, ecco allora da dove nasce "la stagione molto modesta della Farnese"... Asd Asd
 
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#12
(04-06-2012, 06:52 PM)Phil Hellmuth Ha scritto: (e Gershwin, in ogni suo intervento, è sempre molto coerente e oggettivo)

Qua però c'è scritto che Gershwin è sempre molto coerente ed oggettivo, come la mettiamo? Mmm Asd
 
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#13
(27-10-2012, 04:59 AM)SarriTheBest Ha scritto: Essendo un premio popolare un po' avrà di sicuro inciso la simpatia che suscita nella gente rispetto a tutti gli altri ds. Eheh Asd
Comunque dire che è stata una stagione modesta - per una squadra come la Farnese - mi pare davvero esagerato: podio con Pozzato in una classica monumento (Fiandre), podio buttato in un'altra (Roubaix), ha vinto con Rabottini forse la tappa più bella del Giro, ha battuto Cav con un ragazzo al primo GT. Nella seconda parte di stagione si son visti un pochino meno a livello internazionale, comunque a livello nazionale han fatto sempre vedere delle belle cose e Gatto s'è preso il Giro del Veneto e la maglia azzurra. Ecco, l'unica cosa che m'è dispiaciuta è stata forse la gestione di Gatto: penso sia stato un po' troppo sacrificato nei confronti di Pozzato, magari qualche piccola chance gliela si poteva lasciare...

Pozzato con la squadra non c'entra niente, ha fatto terzo al Fiandre da solo e il resto della stagione è stato inesistente. La tappa di Rabottini è stata bella esteticamente ma ha ben poco valore sportivo visto che è arrivata con una fuga da lontano. Già meglio la maglia dei gpm, ma in un Giro così mediocre si poteva fare di più, specialmente con Gatto, Pozzato e Favilli, che è come se non l'avessero fatto. Poi nel calendario nazionale hanno fatto benino, ma che valore può avere essere protagonisti nelle classiche italiane nel 2012? Alcune corse sono state di un livello tecnico imbarazzante. Per dire, se la loro stagione è buona quella dell'Androni è la più grande stagione di sempre nel ciclismo (4 classiche vinte e 3 secondi posti più Chiarini e Pellizotti sul podio al Padania). Guardini benino, ma è rimasto esattamente al livello del primo mese da professionista, Scinto dà la colpa alla fretta e a chi gli sta intorno, ma lui qualche colpa deve averla visti i casi di Demare, Degenkolb o Kittel (che in quel famoso Langkawi da Guardini le prendeva di brutto). Anche Failli è scomparso, come Balloni e Ascani. Benino Andriato e sono contento per l'ingaggio di Proni, ma non sono cose che cambiano il bilancio. Diciamo che questo premio equivale a "DS più folkloristico d'Italia", i risultati sono un'altra cosa. Rockeggio
 
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#14
Facebook, nasce il gruppo «Vogliamo Luca Scinto ct»
L'ultima novità su facebook è la nascita del gruppo Vogliamo LUCA SCINTO CT della Nazionale di Ciclismo

Sulla pagina del gruppo si legge:
«Ciao a tutti,
E' ora di muoversi un po'... muoviamo un pò questo ciclismo italiano. LUCA SCINTO Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di Ciclismo sarebbe una bella SVEGLIA per TUTTI.!!!»

http://www.facebook.com/#!/groups/420418...2/?fref=ts

tuttobiciweb.it
 
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#15
(28-10-2012, 12:21 PM)Gershwin Ha scritto:
(27-10-2012, 04:59 AM)SarriTheBest Ha scritto: Essendo un premio popolare un po' avrà di sicuro inciso la simpatia che suscita nella gente rispetto a tutti gli altri ds. Eheh Asd
Comunque dire che è stata una stagione modesta - per una squadra come la Farnese - mi pare davvero esagerato: podio con Pozzato in una classica monumento (Fiandre), podio buttato in un'altra (Roubaix), ha vinto con Rabottini forse la tappa più bella del Giro, ha battuto Cav con un ragazzo al primo GT. Nella seconda parte di stagione si son visti un pochino meno a livello internazionale, comunque a livello nazionale han fatto sempre vedere delle belle cose e Gatto s'è preso il Giro del Veneto e la maglia azzurra. Ecco, l'unica cosa che m'è dispiaciuta è stata forse la gestione di Gatto: penso sia stato un po' troppo sacrificato nei confronti di Pozzato, magari qualche piccola chance gliela si poteva lasciare...

Pozzato con la squadra non c'entra niente, ha fatto terzo al Fiandre da solo e il resto della stagione è stato inesistente. La tappa di Rabottini è stata bella esteticamente ma ha ben poco valore sportivo visto che è arrivata con una fuga da lontano. Già meglio la maglia dei gpm, ma in un Giro così mediocre si poteva fare di più, specialmente con Gatto, Pozzato e Favilli, che è come se non l'avessero fatto. Poi nel calendario nazionale hanno fatto benino, ma che valore può avere essere protagonisti nelle classiche italiane nel 2012? Alcune corse sono state di un livello tecnico imbarazzante. Per dire, se la loro stagione è buona quella dell'Androni è la più grande stagione di sempre nel ciclismo (4 classiche vinte e 3 secondi posti più Chiarini e Pellizotti sul podio al Padania). Guardini benino, ma è rimasto esattamente al livello del primo mese da professionista, Scinto dà la colpa alla fretta e a chi gli sta intorno, ma lui qualche colpa deve averla visti i casi di Demare, Degenkolb o Kittel (che in quel famoso Langkawi da Guardini le prendeva di brutto). Anche Failli è scomparso, come Balloni e Ascani. Benino Andriato e sono contento per l'ingaggio di Proni, ma non sono cose che cambiano il bilancio. Diciamo che questo premio equivale a "DS più folkloristico d'Italia", i risultati sono un'altra cosa. Rockeggio

Pippo ha fatto 2° al Fiandre. Comunque in quelle corse in pochi possono permettersi di far gioco di squadra, e gente come Hulsmans (super), Failli, Gatto (sfighe a parte) si è comunque resa molto utile. Sì, al Giro ha fatto poco anche perchè era dalla Sanremo - con recupero record - che andava forte (così come Gatto, che alle già Strade Bianche spaccava i culi); e poi nella seconda parte di stagione si sa che cosa è successo. Resta il fatto che Scinto ha preso un corridore che era stato buttato quasi nel dimenticatoio e l'ha di fatto rigenerato. Così come Gatto quando arrivò dalla Gerolsteiner, o Rabottini al quale la Lampre non trovava spazio nella sua rosa. O alla valorizzazione di un Guardini che tra i dilettanti veniva indicato come quello che sì vinceva, ma solo le corse di poco conto. Anche da Favilli qualche buon piazzamento è arrivato. Balloni non è scomparso perchè finora non è mai praticamente comparso, mentre da Ascani - vista la passata stagione - era lecito aspettarsi qualche cosa di piu'. Questi son risultati tangibili, oltre a quelli rggiunti su strada. Che poi Scinto abbia anche una componente folkloristika è fuor di dubbio, ma comunque è un premio che si merita sia per la buonissima stagione che per tutto il lavoro fatto dalla nascita della Farnese ad oggi...

(27-10-2012, 08:56 PM)Pagliarini Ha scritto:
(04-06-2012, 06:52 PM)Phil Hellmuth Ha scritto: (e Gershwin, in ogni suo intervento, è sempre molto coerente e oggettivo)

Qua però c'è scritto che Gershwin è sempre molto coerente ed oggettivo, come la mettiamo? Mmm Asd

Gliel'ha gufata insomma Asd Prima il "Vinokourov vincitore di una corsa mediocre" (o una cosa simile), poi "Farnese stagione molto modesta"... Asd Asd Asd
 
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#16
Scinto non ha nessun merito con Pozzato, è un campione nonostante la Farnese, non grazie alla Farnese, lo dimostra il fatto che se ne sia subito andato. Avrà fatto bene con Gatto, Favilli e Rabottini, ma sono corridori di seconda o terza fascia, vincono in Italia contro Radotic e poi quando vanno a correre all'estero neanche arrivano al traguardo. Le Professional come la Farnese hanno distrutto il ciclismo italiano, rendendolo assolutamente mediocre. I giovani passano dai dilettanti alle Professional e si bloccano lì, all'estero ci sono le Continental e poi c'è il World Tour, non ci sono inutili vie di mezzo. Poi spiegatemi una cosa, si dice sempre che Scinto sia bravo a gestire il gruppo e a motivare i corridori, ma allora perchè gli stanno tutti scappando? Guardini l'ha gestito male, Gatto ha saputo portarlo a buoni livelli, ma dove stava tre anni fa sta oggi e il 2012 non è stata certo la sua stagione migliore. Favilli l'ha gestito talmente bene che non ha ancora vinto neanche una gara da professionista. Rabottini è andato forte al Giro e nelle classiche di fine stagione alle quali il 90% dei corridori arriva senza energie. Nel ranking di CQ la Farnese è la sesta squadra Professional, 7 vittorie in corse "vere" più quelle in Asia quando nel 2012 erano state più del doppio.Ti sembra che ci sia motivo di festeggiare?
E comunque le Olimpiadi sono state una gara di livello infimo

(30-10-2012, 12:28 PM)SarriTheBest Ha scritto:
(27-10-2012, 08:56 PM)Pagliarini Ha scritto:
(04-06-2012, 06:52 PM)Phil Hellmuth Ha scritto: (e Gershwin, in ogni suo intervento, è sempre molto coerente e oggettivo)

Qua però c'è scritto che Gershwin è sempre molto coerente ed oggettivo, come la mettiamo? Mmm Asd

Gliel'ha gufata insomma Asd Prima il "Vinokourov vincitore di una corsa mediocre" (o una cosa simile), poi "Farnese stagione molto modesta"... Asd Asd Asd

Non è che siccome tu la pensi diversamente da me io necessariamente non sono coerente e oggettivo e tu lo sei, penso sia chiaro
 
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#17
Pozzato ha potenzialità da campione, finora parzialmente espresse: certo è che non si può proprio negare che Scinto le abbia sapute far risaltare, visto che veniva da anni di forte chiaroscuro in Katusha. La sua partenza ci stava tutta: il fattore economico ha pesato eccome, senza contare la certezza di poter partecipare alle corse di maggior prestigio mondiale (cosa che in Farnese non aveva).
Gatto in Italia ha vinto pure contro Contador se è per questo :P, e comunque mi pare l'abbia trasformato in tutt'altro corridore rispetto al 2009. Il fatto che nella Farnese comunque non siano tutti "top player" mi pare normale insomma, visto il budget del team...

A me sinceramente piace come Scinto lavora con i giovani: tanto bastone, è uno che li fa crescere "all'antica" facendogli fare anche vera e propria gavetta. Non tutti (i giovani) possono capire ed accettare questi metodi, ma secondo me è il giusto modo di non bruciare un giovane e di farlo arrivare alla maturità con la miglior testa possibile. Guardini ha cercato di proteggerlo, di farlo crescere con calma: per me almeno un altro anno in Farnese gli avrebbe fatto bene. Ha preferito fare subito il "salto" (non so di preciso per quali motivi, se economici, caratteriali, di calendario o tutti e 3), vedremo un po' come andrà a finire...

Il discorso delle Professional è un discorso piu' ampio, che tocca un po' piu' l'aspetto economico delle sponsorizzazioni che il puro "campanilismo" (anche se questa componente c'è, eccome se c'è).

Non è la bibbia la classifica ufficiale dell'UCI, figuriamoci se lo è quella di un (ottimo, sia chiaro) sito come CQRanking! Esempietto veloce? 2° di Pozzato al Fiandre = 180pt, 6° posto alla Vuelta di Gesink = 220pt. Dimmi se ti pare normale...
C'è motivo di festeggiare perchè non so quante squadre professional possono dire - negli ultimi anni - di essere salite sul podio di una monumento (a naso direi di sicuro Cervelo - che era qualcosa di piu' di una Professional - e il Rebellin "androniano" del 2009), di essere arrivati 6° ad un'altra. Favilli non avrà vinto, ma ha fatto 13° all'Amstel. Hanno vinto tappe al Giro. Avevano quello che in tanti indicavano come capitano della nazionale (Pozzato) e un uomo importante come Gatto.

ps: non è che non sei oggettivo perchè la pensiamo diversamente, ma ti assicuro che si sente che dietro le tue parole c'è qualcosa di strano, non si sente proprio il 100% della "limpidezza" (e per questo quando ho saputo del bisticcio con Scinto ho scritto "aaah ora si spiega tutto" o una roba del genere Asd ). Un po' come io quando devo segare le gambe a Basso, tanto per capirsi... Asd
 
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#18
Da tuttoBICI: Scinto, il ciclismo che piace
Un plebiscito. Luca Scinto è davvero un tecnico molto apprezzato e sicuramente molto amato: il 26 % dei quasi 10.000 voti (9.824 per gli amanti delle statistiche) giunti alla nostra redazione il mese scorso per l’as­segnazione del Premio Ennio Piscina, sono andati al tecnico della Farnese Vini Selle Italia che è stato eletto miglior direttore sportivo italiano dell’anno. Sul podio virtuale, due tecnici di indiscussa preparazione che lavorano in formazioni straniere, vale a dire Luca Guercilena e Davide Bramati.
«Dopo quattro anni da direttore sportivo tra i professionisti è con grande or­goglio che ricevo questo premio. Non si offenderanno i miei colleghi, ma come ci sono tante persone a cui non piaccio, ce ne sono molte altre che evidentemente apprezzano il mio modo di essere e lavorare da anni. La gente mi ama, il cuore dei tifosi batte per la Vini Fantini. Andate a vedere i follower su twitter e i nostri amici su facebook, siamo molto seguiti perché animiamo le corse, entusiasmiamo il pubblico e diamo spettacolo. Il ciclismo è degli appassionati di questo splendido sport e io mi diverto anche se non vinco. I successi e i complimenti, come questo premio, però ripagano di tutti i sacrifici che affrontiamo quotidianamente».
Il Pitone, con tanto di cravatta, è stato uno dei grandi ospiti della Notte degli Oscar tuttoBICI. Al teatro della Gran Guardia di Verona è stato premiato dall’ideatore di questo riconoscimento: Omar Piscina, che ha seguito nel ciclismo le orme di papà Ennio, al quale è dedicato questo speciale premio che nelle tre precedenti edizioni è finito nelle mani di Valerio Piva, Stefano Za­natta e Roberto Reverberi.

Orgoglioso di aver ricevuto questo riconoscimento?
«Sono molto contento perché significa che il mio lavoro viene apprezzato an­che dagli sportivi e questo mi gratifica. Non sono il Mourinho del ciclismo, ma mi piace pensare di essere il Serse Co­smi delle due ruote... Voglio ringraziare Omar Piscina e la sua famiglia per aver voluto questo premio nel ricordo di un grande tecnico come è stato En­nio. Poi ci tengo a dire grazie a tutti gli appassionati che mi hanno votato, so­no stati davvero tantissimi... Un pensiero va anche ad Angelo Citracca e Ilaria Morosi che, appena ho appeso la bici al chiodo, mi hanno permesso di salire in ammiraglia, prima tra i dilettanti e poi con i professionisti. Un grazie a tutto lo staff e a tutti i collaboratori e infine grazie ai corridori, con i quali voglio condividere la gioia di questo premio. Perché uno può essere il diesse più bravo del mondo, ma se i corridori non lo ascoltano non va da nessuna parte...».

La sua è stata una vittoria “per distacco”.
«Sembra proprio di sì. Nella mia carriera da diesse comunque ho ancora tanto da affrontare, come mi ha ricordato anche di recente il mio maestro Giancarlo Ferretti, in occasione della presentazione del suo libro: “Sei bravo, ma non devi mai smettere di imparare”. Devo mettermelo bene in testa perché sapete come sono fatto: ho il mio modo di pensare, un certo rapporto con gli atleti e mi piacciono le sfide. Adoro la­vorare con ragazzi che, anche con piccoli motori, riescono ad affermarsi come buoni corridori, con campioni che si sono persi per strada e vogliono ri­tro­varsi. A volte riesco a raggiungere l’obiettivo, a volte no ma credo lo stile di corsa del­la mia squadra (ormai il giallofluo si vede dappertutto) mi permetta di en­trare nel cuore degli ap­passionati di ciclismo».

C’è chi dice che meriterebbe di essere a capo di un team World Tour o addirittura della nazionale.
«Mi piacerebbe guidare una grande squadra e la nazionale, come ho già dichiarato, è il mio sogno. Essere in ammiraglia di un team con Nibali, Rodriguez, Valverde o altri grandi campioni sarebbe uno spettacolo e, forse, sarebbe anche più facile. Va detto che gestire i leader è semplice solo sulla carta perché ognuno ha il suo bel caratterino, ma anche io ho carisma. Pen­sa­te per esempio che durante il primo miniritiro che abbiamo svolto in vista della prossima stagione Pippo Pozzato mi ha scritto su twitter: “Non ti man­co?”, io senza troppi giri di parole gli ho risposto: “Credo ti mancherò più io, di quanto tu mancherai a me” (sorride, ndr). Riguardo alla nazionale, dopo l’in­tervista che ho rilasciato proprio a voi di tuttoBICI ad agosto, è nata qualche polemica, per cui colgo l’occasione per spiegare nuovamente il mio pensiero. Stimo moltissimo l’attuale CT Bet­ti­ni, credo sia la persona giusta al po­sto giusto e che stia svolgendo al me­glio il proprio compito in un periodo in cui abbiamo tanti giovani ma manca un grande campione che possa centrare il risultato che conta. Diventare Com­mis­sario Tecnico è un sogno che nutro per il futuro e che sembra piaccia a molti. Su facebook un tifoso che non conosco ha aperto un gruppo intitolato “Vo­gliamo Luca Scinto CT”, in un giorno ha raggiunto i 2.500 iscritti. Ho chiesto di chiudere il gruppo per evitare problemi e per rispetto di Paolo e del suo lavoro. Per me, ad ogni modo, sarebbe un onore ricoprire un ruolo così prestigioso e penso che per la Federazione sarebbe un orgoglio altrettanto grande avere alla guida della nazionale un ex cor­ridore che tiene così tanto alla ma­glia azzurra. Ho 44 anni e presto o tar­di ci arriverò, intanto continuo a impegnarmi e ad essere fiero della Fantini Vini, che a mio avviso è una delle squadre più forti che ho mai avuto in questi anni».

Parliamo della squadra del 2013. C’è chi va e chi arriva.
«Perdiamo tre ragazzi importanti come Guardini, Pozzato e Favilli, ma ci raf­forziamo con innesti altrettanto interessanti. Ad Andrea auguro tutto il me­glio possibile, ma da tecnico penso ab­bia avuto un po’ troppa fretta (Guar­di­ni dal 2013 vestirà la maglia della Astana, ndr). Ha dimostrato di essere forte e sono sicuro avrà una grande carriera, in due anni con noi ha vinto 22 corse ed è cresciuto parecchio, quindi non credo possa dire di esser stato gestito male, anzi tra qualche anno sono convinto mi darà ragione. Con lui, come con tutti i ragazzi, ho usato più il bastone che la carota ma capirà che tutto il lavoro che abbiamo affrontato insieme gli è servito. Gli succederà come è capitato a me con Ferretti: quando correvo per lui non lo sopportavo, oggi so che devo solo dirgli grazie. Riguardo a Pippo mi resta il rammarico di non averci potuto lavorare come volevo: prima per l’infortunio alla clavicola, poi per lo scafoide, e infine per la frequentazione con il dottor Fer­ra­ri. È un talento che, per le doti che gli ha donato madre natura, avrebbe potuto vincere molto di più: a 31 anni ha fatto una scelta economica comprensibile, con il nostro budget non potevamo competere con quanto gli ha offerto la Lampre. Anche a lui auguro fortuna, come detto mi resta il rimorso di non averci lavorato due stagioni come si deve, ma per come è an­dato al Fiandre e in generale nella campagna del nord, dopo due anni che non vedeva l’arrivo, ci siamo comunque pre­si entrambi una bella rivincita. Per quanto riguarda Favilli, di lui si è parlato molto, anche troppo, ma dico solo che a casa mia comando io, non gli al­tri, e che pretendo rispetto. Elia, che era un mio vero pupillo, ha fatto la sua scelta e non nego mi dispiaccia parecchio, ma come dice sempre il Sergente di ferro Fer­ret­ti: “Non ti innamorare mai dei corridori, non lo meritano”. Da Elia mi aspettavo un altro comportamento nei miei riguardi perché per me era uno di famiglia, l’ho sempre protetto, per lui avevo un debole, peccato! Anche a lui ad ogni modo non posso che augurare il me­glio. A questo proposito l’UCI però dovrebbe fare qual­co­sa per tutelare le squadre Profes­sional che creano progetti con i giovani, ci investono tempo e denaro per poi non avere nulla in cambio. Dovrebbe esserci un sistema simile a quello del calcio per cui al team di provenienza, al momento della cessione dell’atleta corrisponda un riconoscimento».

Dai nuovi arrivati cosa si aspetta?
«Molto! A partire da Francesco Chic­chi che ha grosse doti, ma è uno di quei corridori che durante l’anno si perde un po’. Lavorando come si deve, può farci sentire meno la mancanza di Guardini, anche in termini di vittorie. Partecipando a gare di prima e seconda fascia secondo me alla fine dell’anno potrà vantare cinque-sei vittorie, se poi ne arrivano di più, ben venga. Il nostro sogno? La prima tappa del Giro d’I­ta­lia a Napoli e poi a 32 anni non ha mai preso parte alla Milano-Sanremo, cre­do sia arrivato il momento di debuttare alla Classicissima. Abbiamo investito su Fabio Taborre, un bel corridorino che è abbastanza veloce, tiene bene in salita e con il caldo va forte. Con più continuità e convinzione potrà farci divertire. Schiereremo Mauro San­tam­bro­gio che ha fatto una scelta molto coraggiosa: lasciare uno squadrone come la BMC nonostante avesse ancora un anno di contratto per cercare mag­giore spazio. Ringrazio la sua squadra precedente per la disponibilità dimostrata e Mauro per la fiducia che ha riposto in noi. Come accaduto a Vi­sconti in passato, deve ritrovare il sa­pore della vittoria. Sono convinto che uno che arriva quarto a un Lombardia duro come quello dell’ultima edizione ed è sempre tra i primi nel finale potrà togliersi delle belle soddisfazioni. È un bel talento, in Italia ne abbiamo pochi e dobbiamo tutelarli, troppo spesso i giovani passano subito in grandi squadroni e si perdono. Secondo me prima bisogna vincere e maturare senza fretta, poi ambire ai team World Tour. Infine ritornerà nella massima categoria con noi Mauro Finetto, che per un anno si è dato alla mtb dopo essere ri­masto a piedi. Non so e neanche voglio sapere i motivi per cui era rimasto fuori dai piani della Liquigas, mi interessa che è un vincente e abbia voglia di dimostrarlo. Il dottor Corsetti, medico della Cannondale, recentemente al corso per direttore sportivo del 3° livello mi ha detto che un paio di anni fa in un test sul massimo consumo di ossigeno Mauro aveva ottenuto il miglior risultato tra tutti i corridori della Li­qui­gas. In gara non è come stare sul ciclomulino, ma ciò vuol dire che il motore ce l’ha, eccome. Poi sapete che amo le sfide, quando a fine settembre Mirko Rossato (ds della Bardiani e tecnico di Finetto nelle categorie giovanili, ndr) mi ha chiamato dicendomi: “Vuoi fare una scommessa? Prendilo che ti leverai tante soddisfazioni” non ho saputo di­re di no e nel giro di tre ore l’ho fatto fir­mare. Mi piace mettermi in discussione, anche a costo di ricevere qualche critica, in fondo mi caricano ancora di più».

Il desiderio che vorrebbe si esaudisse nel corso del prossimo anno?
«Innanzitutto vorrei dire che chiudo questa stagione un po’ giù di morale perché, nonostante il brutto periodo economico che stiamo vivendo, con le numerose vittorie che abbiamo centrato e la bella immagine che siamo riusciti a costruirci speravo il nostro team po­tes­se crescere, in realtà il budget non è cambiato ri­spetto all’anno passato. Speriamo nei prossimi an­ni di avere una disponibilità economica maggiore per non farci scappare i ra­gazzi su cui abbiamo investito da anni. Per il 2013 mi auguro di ripetere una stagione come quella da poco conclusa, se ri­penso ai tanti bei messaggi che ho ricevuto durante il Giro d’Italia dopo i successi di Ra­bottini e Guardini non potrei chiedere di meglio che riprovare emozioni simili. La gara da centrare? Una classica con Gatto. Oscar è dotato di grandissime qualità e credo meriti più attenzione anche da parte della stampa, in po­chi hanno scritto che ha concluso il Mon­dia­le come miglior az­zurro ma soprattutto con un gi­noc­chio davvero mal mes­so. Se non fosse caduto e fos­se stato meglio piazzato nel finale secondo me avrebbe sfiorato il podio. Per lui è già iniziato l’anno della verità».

da tuttoBICI di dicembre a firma di Giulia De Maio
http://www.tuttobiciweb.it
 
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#19
"Si lotti la vittoria"

Piccoli Sgarbozza crescono Cool
 
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#20
Ancora rompe i coglioni, passatemi il termine, con la Sky che difeso la Rosa di Puccio a scapito di Taborre...

La smettesse, Puccio l'avrebbe persa a palla prima o poi, ma è giusto, per un ragazzo che si fa un mazzo tanto ogni giorno per la squadra, che la stessa squadra l'abbia onorato in questo modo...

Si chiudesse la bocca ogni tanto
 
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