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Mondiale di Richmond: La guida della prova su strada dei professionisti
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Mondiale di Richmond: La guida della prova su strada dei professionisti

IL PERCORSO


Quello che fin da subito è stato ettichettato come un percorso da velocisti, potrebbe invece riservare molte sorprese. I 16.2 km del circuito cittadino di Richmond saranno da percorrere per 16 volte, per un totale di 259.2 km. Il dislivello totale da superare è di circa 1600 m (103 m a giro). Giusto per fare un raffronto: al Giro delle Fiandre si percorrono circa 2100 m di dislivello, all'Amstel, la più facile delle tre classiche collinari d'aprile, circa 4000 m. Ciò non significa che vedremo necessariamente un arrivo allo sprint, anche perchè le difficoltà sono molte, e concentrate soprattutto nella seconda parte del circuito.
I primi 12 km sono essenzialmente divisi in due parti: la prima metà è un leggero falsopiano, la seconda metà una dolce discesa, che culmina nei due kilometri centrali di pianura, dove sono presenti alcune curve a 90° e 180°.
Quando mancano 4 km all'arrivo inizia il primo muro: 250 m con pendenza media del 10% circa, fondo stradale in pavè e strada stretta. Uno strappo quindi molto insidioso. Dopo un breve tratto di discesa si incontra subito il secondo muro: 200 m, con i primi 100 m molto facili (4%) e gli ultimi 100 m con pendenza media del 16%, il tutto attraverso una strada ancora più stretta della precedente. Dalla cima ci sarà 1 km e mezzo in discesa per rinfiatare, prima dell'ultima asperità di giornata. Ad 1 km dall'arrivo inizia l'ultimo strappo: 400 m circa all'8%, che porteranno i corridori agli ultimi 600 m pianeggianti. Il terreno per attaccare c'è, sta agli atleti in gara interpretare nel modo migliore questo - a mio parere - bellissimo percorso.
Di seguito la descrizione del percorso da parte del Ct della nazionale Davide Cassani:


I PROTAGONISTI


Se andiamo a vedere le formazioni, sulla carta quelle con i favoriti principali sono probabilmente Belgio, Australia e Germania. Dietro a queste Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Norvegia possono dire la loro. A seguire tutte le altre, anche se in maniera sparsa ci sono delle singolarità molto valide, che potrebbero emergere a sorpresa. Ma andiamo nello specifico.

[Immagine: italy.png] ITALIA

Sono questi gli undici nomi (che poi diventeranno nove) diramati dal CT della nazionale Davide Cassani: Vincenzo Nibali, Daniele Bennati, Sonny Colbrelli, Fabio Felline, Giacomo Nizzolo, Daniel Oss, Salvatore Puccio, Manuel Quinziato, Matteo Trentin, Diego Ulissi, Elia Viviani.
La squadra è molto valida, e adattabile a (quasi) ogni tipo di situazione.
In caso di arrivo in volata la nostra punta sarà sicuramente (a meno di imprevisti, altrimenti è pronto Giacomo Nizzolo in seconda battuta) Elia Viviani. Il veronese ha dimostrato di essere molto in forma in questo ultimo periodo, vincendo tre tappa su otto all'ultimo Tour of Britain, e arrivando secondo in un'altra. Nella corsa a tappe inglese c'erano avversari del calibro di Mark Cavendish e André Greipel, che però non sembrano essersi impegnati al massimo.


La vittoria di Elia nella prima tappa del Tour of Britain

Image and video hosting by TinyPic
Viviani è salito sul podio 15 volte quest'anno. Ovviamente su tutte spicca la vittoria al Giro d'Italia

Altro uomo veloce, che può resistere più facilmente di Viviani nel caso di corsa dura, è Matteo Trentin. Il corridore della Etixx - Quick Step sta attraversando un ottimo periodo di forma, come dimostrato dalle due vittorie al Tour du Poitou Charentes e dal successo di tappa al Tour of Britain, dopo una bella azione nel finale.


La vittoria di Trentin nella sesta tappa del Tour of Britain, da Stoke-on-Trent a Nottingham

Due buone opzioni, se la situazione si dovesse fare ancora più difficile, sono Diego Ulissi e Fabio Felline. Entrambi sono dotati di un notevole spunto veloce, e possono superare abbastanza facilmente le asperità presenti lungo il percorso. Il primo, dopo essere tornato dalla squalifica, ha ottenuto la sua prima vittoria stagionale al Giro d'Italia nella tappa di Fiuggi; da inizio agosto sono tre i piazzamenti del portacolori della Lampre: due secondi posti al Tour de Pologne (in tappe anche abbastanza impegnative) e un buon quinto posto al Gp de Québec. A questi si aggiune un'incoraggiante vittoria al Memorial Marco Pantani, ottenuta ad una settimana di distanza dalla prova iridata.


La vittoria di Ulissi a Cesenatico, su Visconti e Nibali

Il secondo ha concentrato i propri sforzi durante le corse primaverili, dove ha ottenuto diversi notevoli risultati.

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L'ottima stagione di Fabio Felline

L'ultima vittoria di Felline risale al 6 settembre, al Gp de Fourmies, dove ha battuto con un attacco da finisseur Boonen e Bouhanni.


Gli ultimi 15 km del Gp de Fourmies vinto da Felline

Il battitore libero della nostra nazionale si chiama Vincenzo Nibali. Quest'anno il percorso non gli è per nulla favorevole, e, anche se l'Italia non può prescindere ogni anno da lui, la convocazione del campione italiano era d'obbligo. In primis perchè Nibali è uno dei pochi corridori del gruppo a provarci sempre e ad inventare qualcosa anche nelle situazioni più impensabili: i due muri negli ultimi km potrebbero essere un'ottima rampa di lancio per un attacco. Queste motivazioni, unite anche alla squalifica dalla Vuelta, sintomo secondo alcuni di scarsa lucidità mentale, potrebbero sembrare non sufficienti ad ottenere la convocazione. A fugare ogni dubbio ci ha pensato la strada. Prima Nibali è arrivato secondo alla Coppa Agostoni, dietro allo stupefacente Davide Rebellin, poi, non pago, ha attaccato più volte durante la Coppa Bernocchi, riuscendo a portare a casa la vittoria finale e dimostrando una grandissima condizione.
Il campione italiano si è poi messo in luce, centrando sempre l'attacco decisivo, sia al Memorial Pantani sia al Gp Industria e Commercio di Prato, dove ha vinto Daniele Bennati.


La vittoria di Vincenzo Nibali alla Coppa Bernocchi

I sei italiani citati finora sono quasi certi di calcare le strade di Richmond domenica 27 settembre. Gli altri cinque si giocheranno i tre posti rimanenti. Fra questi ci sarà quasi sicuramente Daniele Bennati, preziosissimo ed instancabile gregario di Contador alla Tinkoff. A lui dovrebbe affiancarsi Manuel Quinziato, altro uomo molto esperto e reduce da una buona stagione, culminata con la vittoria nella tappa di Geraardsbergen all'Eneco Tour. Presumibilmente sarà escluso Sonny Colbrelli, reduce da una stagione non entusiasmante, seppur abbia ottenuto due recenti vittorie al Tour du Limousin. Colbrelli come caratteristiche è simile a Trentin, con l'Italia che si ritroverebbe in corsa con due velocisti molto resistenti, ma con un gregario in meno. L'ultimo posto se lo dovrebbero quindi giocare Daniel Oss e Salvatore Puccio, con quest'ultimo che parte favorito grazie agli ottimi piazzamenti ottenuti alla Vuelta.

GLI ALTRI

[Immagine: australia.png] Australia: probabilmente siamo di fronte al favorito numero uno della corsa, Michael Matthews. Il corridore della Orica trova un persorso adattissimo alle sue caratteristiche, in quanto sia uomo dotato di uno spunto molto veloce, sia molto resistente sugli strappi (un esempio? L'Amstel Gold Race 2015 conclusa al terzo posto). Dalla sua parte ha quindi una versatilità che gli permette di adattarsi molto bene alle varie situazioni di corsa che possono venirsi a creare. Il suo avvicinamento, dopo un Tour de France non del tutto positivo a causa di una caduta, è stato molto buono: vittoria nella seconda tappa del Tour of Alberta, secondo posto nella sesta tappa e secondo posto al Gp de Québec.


La vittoria di misura di Matthews su Arndt nella seconda tappa del Tour of Alberta

L'altra punta di diamante della squadra è Simon Gerrans. Dopo un 2014 da incorniciare, Gerrans ha avuto in questo 2015 una stagione alquanto sfortunata. Alle Strade Bianche, dopo essere rientrato da un lungo infortunio, cade e si fa male di nuovo. Per questo motivo non riesce a preparare al meglio le classiche collinari e, se non bastasse, è costretto al ritiro per una caduta durante la Liegi - Bastogne - Liegi. Stessa sorte subita al Giro d'Italia, prima, ed al Tour de France, poi. Finalmente riesce a completare una corsa: porta a termine la Vuelta a Espana, senza però brillare in nessuna delle ventun tappe. Il suo avvicinamento è passato in sordina, però gli infortuni potrebbero avergli permesso di conservare importanti energie per il finale di stagione. Nel caso Matthews abbia qualche problema, Simon è pronto all'azione, anche perchè il km finale è molto simile (anche se leggermente più facile) a quello di Ans, dove ha trionfato alla Liegi 2014.
I restanti sette atleti austrliani si atterranno agli ordini di scuderia, con Heinrich Haussler probabile ultimo uomo nel caso di arrivo in volata.

[Immagine: germany.png] Germania: anche qui, come nel caso precedente, la situazione è ben definita. Nel caso si arrivi in volata e non ci sia grande selezione, l'indiziato principale a giocarsi il mondiale è André Greipel. Il Gorilla è reduce da una grandissima stagione, la migliore della sua carriera, dove ha dominato il panorama delle volate: fra le varie vittorie spunta il poker al Tour de France (tappa 2, tappa 5, tappa 15 e passerella finale di Pargi), la vittoria al Giro e la Vattenfall Cyclassic. La classica tedesca, insieme alle vittorie di tappa all'Eneco Tour e al Tour of Britain, denotano l'ottimo stato di forma del portacolori della Lotto - Soudal.


La vittoria di Greipel alla Classica di Amburgo (Vattenfall)

Il comprimario di Greipel, meno veloce ma più resistente, sarà John Degenkolb. Il forte corridore della Giant - Alpecin ha concentrato le proprie energie sulle classiche di primavera, dove è riuscito a trionfare sia alla Milano - Sanremo che alla Parigi - Roubaix. Da lì in poi, trascurando le vittorie al Giro di Baviera, Degenkolb ha corso un Tour de France non molto positivo, dove è riuscito a cogliere solo dei piazzamenti. Lo stesso stato di forma palesato alla Vuelta non è stato dei migliori, anche se la vittoria nell'ultima tappa a Madrid è un'iniezione di fiducia. Se riuscirà ad arrivare al massimo domenica 27 potrebbe essere l'uomo da battere.


La vittoria di Degenkolb a Madrid, su Danny Van Poppel e Drucker

Nel caso la situazione dovesse mettersi male per i due capitani saranno chiamati in causa Tony Martin e Simon Geschke, che possono essere delle valide opzioni con un attacco da lontano.

[Immagine: belgium.png] Belgio: se il Ct Carlo Bomans riuscirà a disporre le note al posto giusto e a comporre la melodia perfetta, le chiavi della corsa saranno in mano al Belgio. Fra i tre capitani designati, colui che più di tutti è adattabile a varie situazioni di corsa, oltre ad essere sia un forte attaccante sia dotato di uno discreto sprint, è Greg Van Avermaet. In questo 2015 Van Avermaet ha dimostrato anche di saper vincere, sfatando i miti che lo ritenevano fino a poco tempo fa un eterno piazzato, anche se in alcuni casi la gestione della corsa non è stata sempre assennata. La prima vittoria stagionale risale alla terza tappa della Tirreno-Adriatico, passando poi per la vittoria al Giro del Belgio e a quella importantissima nella tredicesima tappa al Tour de France. Molti anche i piazzamenti illustri, con Fiandre e Roubaix concluse entrambe al terzo posto. Le ultime uscite (Quebec e Montreal) del corridore della BMC non sono state brillantissime, sintomo forse di un calendario troppo dispendioso dal punto di vista delle energie.


Van Avermaet batte Sagan a Rodez

Chi potrebbe trarre beneficio da una corsa dura, come anche attaccare da lontano, è Philippe Gilbert. Il campione di Remouchamps non è più quello della tripletta alle Ardennne (2011), però quest'anno ha ottenuto dei successi abbastanza importanti: tappa 12 e tappa 18 al Giro d'Italia, più le vittorie al Giro di Vallonia e al Gp Cerami. Nelle due classiche canadesi si è dimostrato pimpante, segno di una buona condizione.
Il terzo asso nella manica del Belgio è Tom Boonen. Il re del pavé è stato ormai deposto, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L'ultima vittoria risale alla terza tappa dell'Eneco Tour. Nelle ultime corse solo qualche piazzamento, fra i quali spicca il quarto posto nella classica di Amburgo. Dovesse vincere, sarebbe un capolavoro.
Altri due ottimi outsider potrebbero essere Sep Vanmarcke e Tiesj Benoot. Sarà interessante vedere soprattutto la prestazione di quest'ultimo, vera e propria rivelazione fra i neopro quest'anno, che ha dimostrato di andare forte in quasi ogni tipo di percorso.

[Immagine: norway.png] Norvegia: se fossero in nove sarebbe da considerare fra le favorite. Purtroppo per Alexander Kristoff ci saranno solamente cinque compagni di squadra a supportarlo. Fra questi il più affidabile come gregario è sicuramente Sven Erik Bystrøm, suo compagno di squadra alla Katusha. Se dovessero riciclarsi completamente in questo ruolo anche Lars Petter Nordaugh ed Edvald Boasson Hagen allora Kristoff avrebbe ottime chances di salvarsi dagli attacchi degli avversari, altrimenti sarà molto dura inseguire da solo. Il forte velocista della Katusha sarà infatti uno degli osservati speciali del mondiale, in quanto arriva da una stagione mostruosa costellata da diciannove successi, dove spiccano quelli ottenuti al Giro delle Fiandre e al Gp di Plouay. Proprio la sua presatazione al Giro delle Fiandre, dove attaccò insieme a Niki Terpstra a 30 km dall'arrivo, lascia ben sperare i tecnici norvegesi. Lo stesso Kristoff è convintissimo dei suoi mezzi (e chi non lo sarebbe nei suoi panni?), anche se le energie rimaste in questo finale di stagione potrebbero essere un'incognita. Nelle ultime apparizioni sembra comunque avere riacquisito la brillantezza primaverile. Oltre al già citato Plouay infatti, Kristoff si è piazzato secondo alla classica di Amburgo e terzo al Gp di Quebec.


La perfetta interpretazione di Kristoff al Giro delle Fiandre

[Immagine: france.png] Francia: nessuno fra i galletti sembra essere molto in forma. Colui che sulla carta rappresenta la carta più valida è Tony Gallopin. Il portacolori della Lotto-Soudal non è dotato di uno spunto veloce quanto i diretti rivali per il titolo, ma se c'è una caratteristica che lo differenzia dalla quasi totalità dei colleghi è il tempismo. Se Gallopin è in forma e se il percorso è adatto alle sue caratteristiche (forse quello di Richmond non è così duro), nel momento in cui attacca è meglio seguirlo, altrimenti lo si ritrova molto spesso a festeggiare oltre la linea d'arrivo. L'ottavo posto al Gp de Quebec è un discreto segnale, ma la forma va affinata.
Le due alternative nel caso di arrivo in volata sono Arnaud Demare e Nacer Bouhanni. Il primo ha dimostrato di non essere molto affidabile, con le uniche due vittorie stagionali colte al Giro del Belgio. Per il resto non ha mai azzeccato una volata quest'anno. Il secondo, dopo essere passato alla Cofidis, ci ha messo un po' ad ambientarsi, e le vittorie non sono mancate, ultima delle quali al Gp d'Isbergues, comunque contro avversari non molto forti. Bouhanni non partirà in prima fila nella griglia dei velocisti, ma potrebbe ritagliarsi un ottimo piazzamento.
Il quarto nome è quello di Julian Alaphilippe. Il giovane francese ha stupito tutti sia alla Freccia Vallone sia alla Liegi - Bastogne - Liegi, finendo in entrambi i casi secondo alle spalle di Valverde. Ha dimostrato di saper superare in maniera brillante sia gli strappi che le salite più lunghe (vedasi la tappa vinta al Tour of California), oltre ad essere dotato di un ottimo spunto veloce. Purtroppo per i francesi, Alaphilippe non sembra attraversare un ottimo momento di forma.

[Immagine: spain.png] Spagna: giusto per rendere l'idea, secondo la classifica World Tour Alejandro Valverde da solo potrebbe costruire una squadra di nove atleti e portarla al mondiale. Vi starete quindi chiedendo: perchè la Spagna non parte con i favori del pronostico? La risposta è la coesione. Se ogni atleta in gara corresse per se molto probabilmente Valverde sarebbe l'uomo da marcare. Purtroppo per loro il ciclismo è uno sport di squadra, e la Spagna, da alcuni anni a questa parte, non si è dimostrata tale. Il murciano è comunque l'ovvio capitano degli iberici, e i gradi se li è guadagnati dopo aver corso la migliore stagione della propria carriera, dimostrando a tratti una concretezza mai esibita in passato. Ha vinto da gennaio (Trofeo Serra de Tramuntana) a settembre (quarta tappa della Vuelta a Espana). I suoi due successi più belli e importanti sono la Freccia Vallone e la Liegi - Bastogne - Liegi. Inoltre, per la prima volta in carriera, è giunto sul podio del Tour de France. A meno che il percorso non sia completamente piatto, bisogna sempre considerare Valverde fra i favoriti, riuscirà a perdere anche questa volta?


Il magnifico 2015 di Alejandro Valverde

Per Joaquim Rodriguez il percorso è invece troppo facile. Purito sembra anche aver finito la Vuelta un po' stanco, quindi non sarà quasi sicuramente della partita. Una valida alternativa a Valverde è Juan Jose Lobato. Dotato di un buono spunto veloce, riesce a sprigionare la sua potenza anche quando la strada sale. C'è un unico problema: Lobato non vince da febbraio, e la cosa non è molto incoraggiante. Dopo una partenza super il portacolori della Movistar ha perso un po' di smalto, anche se i tre recenti secondi posti al Tour of Britain lasciano qualche spiraglio di rivederlo davanti al mondiale.
Il supporting cast alle spalle dei capitani è di primissimo livello. Fra questi spiccano Ion Izaguirre, fidato gregario di Valverde, e Luis Leon Sanchez, trasformatosi in uno dei gregari più forti del panorama mondiale. Ora Minguez devo trovare l'amalgama per tenere unita la squadra.

[Immagine: netherlands.png] Paesi Bassi: anche qui siamo di fronte ad una squadra, dopo anni, veramente forte. L'unica pecca? Manca un velocista di livello capace di tenere testa ai vari Kristoff, Degenkolb e Matthews. L'unica soluzione è quindi rendere la corsa dura e/o anticipare. L'uomo di punta è senza alcun dubbio Tom Dumoulin. Alla Vuelta ha stupito tutti, anche se stesso, riuscendo a tener testa agli scalatori puri fino alla penultima tappa, anche se il percorso della corsa a tappe spagnola non si è dimostrato così difficile come sembrava. Vincitore di due tappe (Cumbre del Sol e cronometro di Burgos), ha impressionato soprattutto sulle ripide e brevi salite iberiche. Gli strappi che troverà a Richmond non sono altrettanto lunghi, ma è un dovere provarci, anche perchè nel caso di volata ristretta Dumoulin si è dimostrato molto abile. Due punti a suo sfavore sono sicuramente lo stato di forma post Vuelta, in primis, e le energie spese nella cronometro individuale mondiale, in secondo luogo.


Tom Dumoulin batte Froome a Cumbre del Sol

Altri nomi interessanti sono quelli di Lars Boom, Niki Terpstra e Bauke Mollema. I primi due trovano terreno congeniale nei piccoli strappi in pavé, quindi se attaccheranno li vedremo agire da lontano. Il terzo, reduce dalla vittoria al Tour of Alberta, ha tutto l'interesse nel rendere la corsa dura. Se lui e Dumoulin dovessero trovare la giusta alchimia potrebbero farci divertire.

[Immagine: colombia.png] Colombia: qui siamo già un gradino indietro rispetto alle precedenti selezioni. I colombiani sono sì in nove, ma purtroppo per loro il mondiale di Richmond non presente asperità e dislivelli adatti alle loro caratteristiche. La squadra sarà tutta in mano a Rigoberto Uran, che ha dimostrato di essersi preparato alla grande vincendo il Gp de Quebec, affrancandosi così parzialmente da una stagione fin qui non molto positiva. Uran necessita che ci sia selezione, ed è a questo che sono chiamati i compagni.


La vittoria di Uran al Gp de Quebec

[Immagine: slovakia.png] Slovacchia: fra i favoriti, di diritto ci va anche Peter Sagan. Purtroppo, anche se avrà con se due gregari (il fratello Juraj e Kolar), in corsa sarà da solo. Sagan deve ancora trovare la giusta dimensione, per ora si "limita" ad essere forte in tutti i terreni, ma ancora gli manca qualcosa rispetto agli specialisti dei rispettivi settori. Quest'anno sembra molto migliorato in salita, e lo si è visto con la vittoria all'Amgen Tour of California. Il suo ultimo successo risale alla terza tappa della Vuelta a Espana, dalla quale si è ritirato dopo essere caduto a causa di una moto. L'avvicinamento è avvenuto in sordina, ed il nome di Sagan non è fra i più chiaccherati: che possa essere la volta buona per la sua vittoria? Sicuramente si presenterà al via con la solita voglia e determinazione, conscio del fatto che il percorso gli è molto favorevole.

[Immagine: united_kingdom.png] Gran Bretagna: il forfait di Mark Cavendish è un duro colpo dopo che il velocista dell'isola di Man era stato designato capitano assoluto della squadra. Mancherà anche Geraint Thomas (comunque non in un ottimo stato di forma), il che complica ancora di più le cose. In caso di arrivo in volata c'è Ben Swift, dal quale non si può certamente pretendere una vittoria, visti anche gli ultimi risultati. Non resta che sperare in un attacco a sorpresa di uno fra Luke Rowe e Ian Stannard, anche se difficilmente andrà in porto. Interessante potrebbe essere la carta Adam Yates. Il gemello dell'Orica, secondo al Gp de Montreal, è riuscito a tenere testa fino all'ultimo a Tim Wellens, che l'ha poi spuntata in volata. Difficile, ma non impossibile, vederlo cimentarsi in un attacco simile a quello che gli ha permesso di vincere la Clasica di San Sebastian.


Adam Yates trionfa (senza saperlo) a Donostia

[Immagine: poland.png] Polonia: il leader indiscusso è il campione del mondo uscente Michal Kwiatkowski. Una stagione non entusiasmante per il polacco, che sembra aver subito una leggera involuzione rispetto al brillante 2014. Resta comunque nel palmares la perla dell'Amstel Gold Race, vinta dopo uno splendido sprint. Quest'anno difficilmente alzerà le braccia al cielo. Sia perchè i risultati recenti sembrano non dargli credito, sia perchè un eventuale suo attacco verrà marcato molto stretto.


La maglia iridata di Kwiatkowski brilla a Valkenburg

L'altro nome interessante è quello di Rafal Majka, ma il percorso non fa certo per lui. Nella sua totalità la squadra polacca è costruita molto bene, dovessero vincere anche quest'anno sarebbe un vero e proprio capolavoro.

[Immagine: czech_republic.png] Repubblica Ceca: per un attimo lascio prevalere il tifo, se vincesse Zdenek Stybar sarei felicissimo. Oggettivamente ci sono delle possibilità, se non altro perchè l'ultima parte del circuito gli è congeniale e per il fatto che nelle ultime aparizioni (Tour of Britain e Giro della Repubblica Ceca) è sembrato molto pimpante. Se analiziamo poi le sue due vittorie più importanti del 2015, Strade Bianche e sesta tappa del Tour de France, sono avvenute in percorsi simili a quello di domenica. Soprattutto l'ultimo km di Le Havre assomiglia moltissimo a quello finale di Richmond.


La vittoria di Stybar, al suo primo Tour de France

La Repubblica Ceca avrà anche la carta Roman Kreuziger, anche se il corridore della Tinkoff-Saxo non sembra molto affidabile. Prezioso per Stybar sarà invece l'aiuto del compagno Petr Vakoc, apparso molto in forma al Tour of Britain.

[Immagine: united_states.png] Stati Uniti: la squadra a stelle e strisce non è un granchè, ma in ogni caso non c'era molto di meglio da offrire. Farrar è ormai un ex velocista. L'unico su cui si può fare affidamento è Taylor Phinney. Tornato ad inizio agosto dopo più di un anno di stop, ha subito dimostrato di essere in forma al Tour of Utah. Condizione poi confermata con la vittoria nella prima tappa dello USA Pro Challenge. Phinney è un corridore esplosivo, e su degli strappi simili può fare male. In volata non è per nulla fermo, quindi ha le sue carte da giocare. Se si pensa che ha corso praticamente un mese e mezzo quest'anno, potrebbe avere una riserva di energie maggiore dei rivali. Certo magari non sarà ancora abituato del tutto al ritmo di gara, però va considerato fra gli outsider. Correre in casa è sicuramente un'arma in più.


Phinney ritorna alla vittoria dopo più di un anno allo USA Pro Challenge

Chi avrebbe meritato un posto in nazionale è Kiel Reijnen, sopratutto alla luce dei risultati ottenuti nelle corse di casa. Non avrebbe sicuramente vinto, ma sarebbe stata pur sempre un'opzione migliore di alcuni componenti della squadra.

[Immagine: portugal.png] Portogallo: squadra non di primo livello, ma ben assortita. Alberto Rui Costa è il capitano designato. L'unica vittoria stagionale risale al Criterium du Dauphine, però il terzo posto al recente Gp de Quebec è molto incoraggiante. Insieme al campione portoghese ci saranno José Gonçalves, autore di un buonissimo finale di stagione, con la vittoria di tappa sfiorata più volte alla Vuelta a Espana, e Nelson Oliveira, anch'egli in un momento positivo e vincitore nella tappa di Tarazona alla Vuelta. Ripetesse la prestazione del Giro delle Fiandre sarebbe un ottimo risultato.

Le altre squadre: se per le ultime selezioni elencate le probabilità di vittoria sono molto basse, quelle che trovate di seguito saranno solamente per aggiungere qualche nome fra i possibili outsider. Interessante il duo della [Immagine: slovenia.png] Slovenia composto da Grega Bole e Luka Mezgec. Per la [Immagine: russia.png] Russia le opzioni migliori sono probabilmente Sergei Chernetckii e Sergey Lagutin. [Immagine: ukraine.png] Ucraina che fra i sette atleti al via ha il solo Andriy Grivko come nome discreto. Le due punte della [Immagine: denmark.png] Danimarca saranno Matti Breschel e Michael Mørkøv. Altri nomi sparsi sono Daryl Impey per il [Immagine: south_africa.png] Sud Africa, Maxi Richeze per [Immagine: argentina.png] Argentina, Alexey Lutsenko per il [Immagine: kazakhstan.png] Kaakhstan, Marco Haller per l' [Immagine: austria.png] Austria, Yahueni Hutarovic per la [Immagine: belarus.png] Biellorussia, Ramunas Navardauskas per la [Immagine: lithuania.png] Lituania e Michael Albasini per la nazionale [Immagine: switzerland.png] Svizzera, orfana del suo uomo di punta Fabian Cancellara.

Informazioni aggiuntive su stratlist, risultati e notizie riguardanti i mondiali di Richmond sono presenti qui.
 
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#2
Gran bel lavoro più tardi lo leggerò.
Però ti sei giocato il like e sai bene il perché ^^
 
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#3
(22-09-2015, 09:45 PM)BidoneJack Ha scritto: Gran bel lavoro più tardi lo leggerò.
Però ti sei giocato il like e sai bene il perché ^^

Le foto erano più belle su PCS Asd
 
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#4
Può venire fuori una corsa sul modello del GP Quebec oppure secondo te il circuito è meno duro?
 
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#5
(23-09-2015, 12:34 PM)jwill Ha scritto: Può venire fuori una corsa sul modello del GP Quebec oppure secondo te il circuito è meno duro?

Potrebbe. Qui a Richmond gli strappi sono ben più duri e concentrati negli ultimi km. Ma sono più corti. Il Gp di Quebec è un buon metro di paragone magari perchè dimostra che possono essere competitivi sia gli Uran che i Kristoff.
 
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#6
Occhio agli underdog. Non sempre il mondiale viene vinto da uno dei massimi favoriti, ma una sorpresa o mezza-sorpresa tipo Kwiatkowski, Rui Costa, Ballan, Astarloa, Vainsteins, Freire'99, Camenzind, Brochard, Olano, LeBlanc, Armstrong, Dhaenens...

Gli Underdog più pericolosi per me sono:

-Uran
-Trentin
-Navardauskas
-Albasini
-Breschel
-Goncalves
-Phinney
-Impey
-Mollema
-Troppo sottovalutati anche Kwiatkowski e Stybar.
 
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#7
Secondo me è l'occasione della vita per Van avermaet. E' capitato nella storia che il mondiale sia stato vinto da illustri perdenti (Ballan su tutti)

Auriga, Stybar invece è molto considerato (tanto da essere il 5-6° favorito della corsa per i bookmakers. Kwiatkowski per me è lontano parente di quello che conosciamo
 
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#8
(23-09-2015, 02:03 PM)Auriga Ha scritto: Occhio agli underdog. Non sempre il mondiale viene vinto da uno dei massimi favoriti, ma una sorpresa o mezza-sorpresa tipo Kwiatkowski, Rui Costa, Ballan, Astarloa, Vainsteins, Freire'99, Camenzind, Brochard, Olano, LeBlanc, Armstrong, Dhaenens...

Gli Underdog più pericolosi per me sono:

-Uran
-Trentin
-Navardauskas
-Albasini
-Breschel
-Goncalves
-Phinney
-Impey
-Mollema
-Troppo sottovalutati anche Kwiatkowski e Stybar.

Direi che mancano solo Merdones e Massimi e poi hai nominato tutto il gruppo.
 
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#9
Beh Goncalves si poteva escludere lo ammetto Asd
 
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#10
Se Impey vince mi butto dal sesto piano [cit.]
 
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