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Nazionale, svolta azzurra: via gli indagati, largo ai giovani
#1
NAZIONALE. Svolta azzurra: via gli indagati. Largo ai giovani
E' la seconda tappa di una rivoluzione cominciata l'anno scorso. Nel
2011, il presidente federale Renato Di Rocco aveva negato la maglia
azzurra, con una norma retroattiva che aveva fatto discutere, ai
corridori con una squalifica superiore ai 6 mesi, e ciò chiuse per
sempre la Nazionale a Basso, Di Luca, Scarponi, Petacchi. Adesso, a tre
settimane dal Mondiale di Valkenburg (Olanda), ecco il secondo passo,
che rappresenta una svolta generazionale fondamentale e lancia l'Italia
nel progetto Olimpiadi 2016: nessun corridore coinvolto in inchieste
giudiziarie in corso, e quindi non ancora definite, badate bene, potrà
essere convocato dal c.t. Paolo Bettini. Vuol dire che Damiano Cunego,
Alessandro Ballan, Enrico Gasparotto (infortunato, ma vincitore ad
aprile dell'Amstel Gold Race proprio sul percorso mondiale) e il tre
volte tricolore Giovanni Visconti, giusto per i nomi di primo piano,
guarderanno i Mondiali in tv.

Lista Venerdì Bettini dovrà
comunicare il «listone» allargato dei 14 azzurri tra i quali sceglierà
i 9 titolari per la trasferta olandese del 23 settembre. Ma negli
ultimi giorni, come già prima di Londra con Pozzato, questo elenco ha
subito modifiche. E il c.t. si troverà a guidare una Nazionale «verde»,
con tanti giovani: per lanciare un segnale, per avviare quel
rinnovamento indispensabile che negli ultimi anni fattori esterni
(leggi positività e inchieste) hanno obbligato.
Come si può
comprendere, il passo è enorme. Perché la Federciclismo è disposta a
rinunciare a corridori di peso che sono rimasti coinvolti in indagini
penali, ma che non hanno ancora avuto né una richiesta di rinvio a
giudizio né una archiviazione. Queste arriveranno nei prossimi mesi.
Però il solo fatto di essere citati nei fascicoli di una Procura è
sufficiente per l'esclusione.
Di Rocco ne è consapevole. Allo stesso
tempo non vuole correre rischi: l'inchiesta di Mantova coinvolge
ciclisti e tecnici del gruppo Lampre relativamente agli anni 2008 e
2009; quella di Padova è incentrata sul medico Michele Ferrari e sulle
ramificazioni con decine di ciclisti, non solo italiani.

Pulizia
«Se per le Olimpiadi il Coni aveva chiesto alle federazioni di togliere
dalle liste chi avesse procedimenti in corso, noi siamo arrivati ancora
una volta prima di altri — spiega il presidente Renato Di Rocco —. Chi
ha indagini in piedi, noi non lo convochiamo. E lavoriamo a fondo sul
rinnovamento. Certo, sappiamo benissimo che cosa significa, ma Bettini
non verrà giudicato in Olanda per i risultati, e non lasceremo una
decisione come questa sulle sue spalle. Meglio andare a perdere con i
giovani piuttosto che con i vecchi, e aggiungerci anche il rischio.
Massima pulizia e trasparenza».

Nuovi nomi Il nome di spicco è
sicuramente quello di Cunego. Per il veronese, le cui prestazioni alla
Vuelta sono molto sottotono, Bettini aveva ipotizzato un ruolo da
leader, al fianco di Nibali. Lui e Ballan sono i nomi pesanti
dell'inchiesta di Mantova, che è arrivata a luglio (e rinviata a
dicembre) davanti al Gup: qui si discute del farmacista Nigrelli e
della ventina di atleti che avevano rapporti con lui. Come Santambrogio
e Gavazzi, pure loro in odore di convocazione azzurra. Visconti,
Scarponi, Pozzato e Gasparotto, invece, sono citati nell'inchiesta di
Padova: per gli inquirenti frequentavano Ferrari. Ci sono poi altri
nomi minori.
Il c.t. Bettini varerà per l'Olanda una Nazionale
incentrata su Vincenzo Nibali; fiducia a Moreno Moser, la sorpresa di
stagione, e Diego Ulissi, forse il più in forma. Luca Paolini sarà
ancora una volta il regista (non ci sono le radioline) e l'uomo di
fiducia del c.t., affiancato magari da un altro senatore di esperienza
e correttezza, Marco Pinotti. Nel gruppo pure Rinaldo Nocentini ed Eros
Capecchi, i migliori alla Vuelta, Oscar Gatto, Marco Marcato, Matteo
Trentin, Paolo Tiralongo e Adriano Malori, che con Pinotti farà la
cronometro.
Con la speranza che questo sacrificio, assolutamente
unico a livello mondiale, sia il primo passo sul quale costruire un
futuro diverso per tanti giovani che ancora credono con grande passione
nel ciclismo.

tuttobiciweb.it
 
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#2
Ma postarla nella discussione dei Mondiali no eh...
Tanto tra poco ci sarà anche la rivoluzione ai vertici della federazione, a casa Di Rocco largo ai giovani...
 
Rispondi
#3
che immane caxxata Facepalm
 
Rispondi
#4
No, perchè la si discute delle convocazioni, qua si può discutere di questa novità dell'ultimo minuto...
 
Rispondi
#5
hanno la scusa pronta per la prossima debacle
 
Rispondi
#6
Deficienti.
La presunzione di innocenza non esiste?
E poi siate coerenti, anche Bettini non potrebbe fare il Citti.
 
Rispondi


[+] A 2 utenti piace il post di i0i
#7
Che coglioni, per cosa poi? Per sembrare dei fighi che lottano contro il doping, ma per favore......
 
Rispondi
#8
Mah, sono ottimista e alla fine credo che questa scelta possa pagare dal punto di vista sportivo: tanto 'sta generazione ormai era andata...

Ovviamente dal punto di vista etico è una cagata pazzesca, andando quasi a sposare la mentalità Torri "ogni ciclista è dopato".
 
Rispondi
#9
Pinotti uomo di fiducia,utilissimo Sisi
 
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#10
NAZIONALE. Paolo Bettini: «Condivido la svolta del Presidente»

«Ne prendo atto, mi è stata comunicata giovedì. E sono in sintonia con
la decisione». Il c.t. Paolo Bettini parla il giorno dopo
l'anticipazione della Gazzetta sulla nuova norma federale che vieta la
Nazionale a tutti gli atleti coinvolti in inchieste doping: quindi dal
Mondiale di Valkenburg restano a casa Cunego e Ballan, Visconti e
Gasparotto. Alla vigilia di Londra 2012, il presidente Di Rocco aveva
detto che non sarebbero stati convocati solo gli squalificati per più
di 6 mesi.

Bettini, come si avvicina alla prova iridata di Valkenburg?
«Alla
Federazione ho solo chiesto cosa dovevo fare. Per me non è un problema.
Certo mi spiace per gli atleti, ma è un ulteriore segnale. Se questo
serve per dare una svolta e impostare un lavoro a più larghe vedute, va
bene. Ripartiamo, ma senza pretendere chissà cosa».

Ripartiamo da dove?
«Dai
raduni, che sono stati fondamentali. Per fortuna abbiamo fatto quelli e
abbiamo inserito dei giovani che sanno cosa voglio, altrimenti ora in
tre settimane dovrei fare la squadra al buio».

Ripartiamo con chi?
«Da
Nibali, con cui mi devo sentire stasera (ieri, ndr) per capire a che
punto è. Vincenzo non arriva a Valkenburg con la condizione delle
classiche, ma non va piano. Poi due senatori: Paolini e Nocentini, che
sarà la spalla di Nibali. Poi andrò a pescare corridori che non stanno
entusiasmando, non sono in gran forma, ma non importa. Moser e Ulissi
ci saranno sicuramente, Favilli probabilmente. Gatto salta fuori al
momento giusto».

Capecchi alla Vuelta sta andando bene.
«Eros rientra in un discorso da fare».

Altri corridori dalla Vuelta?
«Per
Bennati il percorso non è adatto. Viviani ha avuto una stagione lunga,
deve recuperare. Tosatto spero non me ne voglia, ma non c'è. Comunque
per chiarirmi le idee ho bisogno ancora di un paio di giorni».

E sui giovani?
«Magari
c'è chi farà la riserva e chi saprà togliere le castagne dal fuoco.
Comunque non è detto che puntando sui giovani la Nazionale sia più
debole. Poi bisogna orientarsi su lunghezze d'onda diverse da quelle a
cui siamo abituati. L'Italia è sempre stata la squadra di riferimento
per i risultati, ora deve diventare la squadra di riferimento per
l'etica».

Con Cunego, Santambrogio e Gavazzi, per esempio, aveva già speso delle parole per Valkenburg.
«Sì,
mi ero già esposto con tanti corridori. Di Rocco ha fatto una manovra
coraggiosa, e ha avuto le palle di prendersi la responsabilità e
telefonare lui agli atleti per spiegare la situazione».

Ha mai pensato di dimettersi?
«Non abbandono questi ragazzi. Il mio contratto scade a dicembre. Al Mondiale ci vado. Poi vediamo».

da «La Gazzetta dello Sport» del 2 settembre 2012 a firma Claudio Ghisalberti
Tuttobiciweb.it



Bettini vaffanculo!
 
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