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Olimpiadi di Rio 2016 | Prova in linea Donne
#1
Giochi Olimpici 
Presentazione della prova in linea femminile dei Giochi Olimpici di Rio 2016: la descrizione del percorso con altimetrie e planimetrie, i dettagli degli ultimi chilometri; le squadre ed i corridori partecipanti; i risultati con ordine d'arrivo e classifiche; video televisivo/youtube e fotografie; infine commenti, pronostici e scommesse.


domenica 7 agosto 2016
JO Rio de Janeiro 2016
ore 12:15 - Prova in Linea Donne



Percorso
Dettagli

Sede di partenza: Fort Copacabana, Rio de Janeiro
Sede di arrivo: Fort Copacabana, Rio de Janeiro
Distanza: 141,0 km

Gran Premi della Montagna:
Km Salita cat. note
13,1 Joá - -
46,4 Grumari - 1,2 km al 7%
56,3 Grota Funda - 2,1 km al 4,5%
71,1 Grumari - 1,2 km al 7%
81,0 Grota Funda - 2,1 km al 4,5%
112,5 Joá - -
119,3 Canoas - 1,2 km al 7%
124,3 Vista Chinesa - 8,5 km al 5,7%

Cronotabella: -
Libro di Corsa: -

Presentazione

Presentazione non disponibile



Partecipanti
1 NED VOS Marianne
2 NED VAN DER BREGGEN Anna
3 NED VAN DIJK Ellen
4 NED VAN VLEUTEN Annemiek
5 USA ABBOTT Mara
6 USA ARMSTRONG Kristin
7 USA GUARNIER Megan
8 USA STEVENS Evelyn
9 ITA BRONZINI Giorgia
10 ITA CECCHINI Elena
11 ITA GUDERZO Tatiana
12 ITA LONGO BORGHINI Elisa
13 AUS ELVIN Gracie
14 AUS GARFOOT Katrin
15 AUS NEYLAN Rachel
16 AUS SPRATT Amanda
17 GER BRENNAUER Lisa
18 GER KASPER Romy
19 GER LICHTENBERG Claudia
20 GER WORRACK Trixi
21 CAN CANUEL Karol-Ann
22 CAN KIRCHMANN Leah
23 CAN WHITTEN Tara
24 POL JASINSKA Malgorzta
25 POL NIEWIADOMA Katarzyna
26 POL PLICHTA Anna
27 GBR ARMITSTEAD Elizabeth
28 GBR HARRIS Nikki
29 GBR POOLEY Emma
30 SWE FAHLIN Emilia
31 SWE JOHANSSON Emma
32 SWE MUSTONEN Sara
33 FRA CORDON Audrey
34 FRA FERRAND PREVOT Pauline
35 BEL DUYCK Ann-Sophie
36 BEL KOPECKY Lotte
37 BEL VEKEMANS Anisha
38 RSA KACHELHOFFER An-Li
39 RSA MOOLMAN-PASIO Ashleigh
40 LUX HOFFMANN Chantal
41 LUX MAJERUS Christine
42 UKR SOLOVEI Ganna
43 BLR AMIALIUSIK Alena
44 FIN LEPISTO Lotta
45 SUI NEFF Jolanda
46 CUB SIERRA CANADILLA Arlenis
47 NZL VILLUMSEN Linda
48 ESP SANTESTEBAN GONZALEZ Ane
49 NOR HEINE Vita
50 MEX RODRIGUEZ GUTIERREZ Carolina
51 TPE HUANG Ting Ying
52 BRA FERNANDES SILVA Clemilda
53 BRA OLIVEIRA Flavia
54 LTU TUSLAITE Daiva
55 ISR BLOCH Shani
56 VEN CESAR Jennifer
57 CHI MUNOZ Paola
58 AZE PAVLUKHINA Olena
59 JPN YONAMINE Eri
60 COL SANABRIA Ana
61 THA MANEEPHAN Jutatip
62 SLO BATAGELJ Polona
63 CYP CHRISTOFOROU Antri
64 AUT RITTER Martina
65 KOR NA Ahreum
66 NAM ADRIAN Vera
67 CRC MENA Milagro
68 RUS ZABELINSKAYA Olga



Risultati
ORDINE D'ARRIVO
1. Anna Van der Breggen (Olanda) 3:51:27
2. Emma Johansson (Svezia)
3. Elisa Longo-Borghini (Italia)
4. Mara Abbott (Stati Uniti d'America) a 4"
5. Elizabeth Armistead (Gran Bretagna) a 20"
6. Katarzyna Niewiadoma (Polonia)
7. Flavia Oliveira (Brasile)
8. olanda Neff (Svizzera)
9. Marianne Vos (Olanda) a 1'14''
10. Ashleigh Moolman-Pasio (Sudafrica)

Ordine d'arrivo completo



Highlights






Link
Programma

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#2
Olimpiadi, Savoldi e un'Italia a 4 punte
«Elisa è la leader, ma tutte sono adatte a questo percorso»

Prima della partenza per i Giochi Olimpici di Rio 2016, il ct della nazionale italiana femminile di ciclismo Dino Salvoldi ha spiegato, ai microfoni della trasmissione radiofonica “Ultimo Chilometro”, che la squadra composta per Rio “non ha delle vere e proprie gerarchie, perché queste saranno stabilite dalla gara. E’ chiaro che Elisa Longo Borghini è un’atleta dal grande valore, è molto conosciuta per la sua costanza di rendimento ad alto livello, quindi è chiaro che puntiamo forte su di lei ma abbiamo una squadra pronta per farci trovare pronti in qualsiasi momento della gara”.

“Elena Cecchini negli anni sta costantemente crescendo - prosegue Salvoldi - sta diventando brava su tutti i percorsi e ultimamente sta anche migliorando in salita. E’ una carta importante che abbiamo a nostra disposizione e arriva a Rio con l’entusiasmo della prima convocazione”.

Oltre alle due giovani atlete, la nazionale italiana femminile schiererà per la prova su strada anche la due volte campionessa del mondo Giorgia Bronzini: “Non è una convocazione fatta a caso, anche se il percorso è duro credo che Giorgia abbia dimostrato il proprio valore, si è impegnata e ha voluto a tutti i costi questa convocazione, che ha ottenuto con merito. La Bronzini correrà in appoggio alle compagne, ma credo che fino ai -40 km dall’arrivo sarà una pedina importante”.

Infine, Salvoldi ha spiegato che “il percorso di Rio è adatto a Tatiana Guderzo, ha lavorato per essere al top della condizione per questo appuntamento. Ha tanta esperienza e credo che sarà molto importante nell’economia della gara. Credo sia un tracciato su misura per lei. Per quanto riguarda le due riserve, Elisa Balsamo e Maria Giulia Confalonieri, mi dispiace non averle potute far correre. La scelta è sempre molto difficile, e quattro posti sono pochi. Sono due atlete polivalenti, due talenti cristallini, e penso che le loro convocazioni, anche se come riserve, siano un bel segnale”.

tuttobiciweb.it
 
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#3
L’Italia sfida le corazzate Olanda e Usa
A Rio nella prova su strada donne Longo Borghini può puntare in alto, ma non è la favorita

Il ciclismo femminile è entrato a far parte dei Giochi Olimpici solo nel 1984 quando a Los Angeles a conquistare la medaglia d’oro fu l’allora 27enne Connie Carpenter che qualche anno dopo darà alla luce il talentuoso e sfortunato Taylor Phinney: quella di Rio de Janeiro sarà quindi la nona edizione della prova su strada femminile ai Giochi Olimpici e nel medagliere svetta senza sorpresa l’Olanda con tre medaglie d’oro ed un bronzo. Per tutti i tifosi l’appuntamento è fissato per domenica pomeriggio con partenza alle 17.15 ora italiana e arrivo in prima serata, poco prima delle 21.

Un percorso impegnativo
Le strade su cui si svolgerà la gara femminile sono le stesse che vedranno sfidarsi gli uomini il giorno precedente e l’opinione diffusa è che si tratta di un percorso molto impegnativo anche se la distanza complessiva per le donne sarà di 136.9 chilometri. La parte centrale del tracciato sarà caratterizzata da due tornate sul circuito di Grumari che presenta due salitelle che inizieranno subito a farsi sentite sulle gambe: la prima è la salita che da il nome al circuito e si tratta di un’ascesa di 1300 metri con una pendenza media del 9.4% e massima addirittura del 24%; la salita di Grota Funda invece è più lunga, 2130 metri totali, e con pendenze un po’ più costanti attorno al 7%.
Il punto chiave sarà però sull’ormai famosa salita di Vista Chinesa, 8.9 chilometri di strada con una pendenza media del 6.2%: questi dati però traggono in inganno perché l’ascesa sarà divisa in due, i primi 3900 metri verso Canoas avranno infatti una pendenza media del 10% poi, dopo un chilometro di discesa, inizierà la salita che porterà a Vista Chinesa, quattro chilometri molto più agevoli con pendenze al 6.5%. Arrivati in cima mancheranno all’arrivo 14.8 chilometri, sei di discesa abbastanza tecnica e il resto in pianura.

Italia a caccia del podio con Longo Borghini
In otto edizioni, l’Italia femminile non ha mai conquistato una medaglia d’oro nel ciclismo su strada, i migliori risultati sono stati quelli di Imelda Chiappa argento nel 1996 ad Atlata e Tatiana Guderzo che a Pechino nel 2008 conquistò il bronzo. Anche quest’anno le azzurre non partiranno come favorite, ma la squadra nel suo complesso è molto forte e competitiva: la punta di diamante sarà Elisa Longo Borghini che all’ultimo Giro Rosa ha dimostrato di non temere il confronto in salita con le migliori e che in più può vantare una grande abilità tecnica che le può permettere di guadagnare secondi in discesa rispetto a rivali che hanno diversi limiti. Per la 24enne ossolana il problema resta la volata dove, qui sì, partirebbe battuta da molte: per vincerà dovrà verosimilmente arrivare da sola al traguardo, nel 2015 al Fiandre ci riuscì e vedremo se in Brasile riuscirà a cogliere il momento giusto per attaccare.
Tatiana Guderzo quest’anno è tornata ad alti livelli dopo un paio di stagioni di anominato e la sua esperienza sarà fondamentale per la squadra: è la sua quarta partecipazione ai Giochi Olimpici, è già salita sul podio ed in salita può essere molto vicina a Elisa Longo Borghini e dare all’Italia una carta in più da giocarsi. Il ct Dino Salvoldi non ha rinunciato a portare anche due ruoti velocisti ma resistenti in salita: la classe di Giorgia Bronzini non la scopriamo certo oggi e quando è al 100% si difende bene in salita ma il tratto di Canoas sembra troppo duro per lei; Elena Cecchini invece è campionessa italiana in carica da tre anni, recentemente ha vinto in Giro di Turingia in Germania grazie ad un attacco da lontano e chissà che anche in Brasile non sia la pedina azzurra da muovere in anticipo.

Un dream team per Olanda e Usa
Il ruolo di principali favorite per la gara di domenica se lo divideranno due nazioni che hanno portato a Rio un quartetto stellare. Per l’Olanda non ci sarà solo la campionessa olimpica uscente Marianna Vos, rientrata quest’anno in gruppo dopo un anno travagliato tra vari problemi fisici, ma anche Anna Van der Breggen che forse al momento è anche più adatta al percorso brasiliano: la vincitrice del Giro Rosa 2015 ha incentrato la sua stagione proprio sui Giochi Olimpici, la Vos invece si è preparata in Italia senza però partecipare al Giro e probabilmente dovrà difendersi in salita per poi provare a rientrare in discesa puntando sullo sprint. Attenzione però che anche Ellen Van Dijk e Annemiek Van Vleuten non sono certo due atlete da sottovalutare, specie se dovessero attaccare a 40 o 50 chilometri dall’arrivo.
Per gli Stati Uniti nel ruolo di capitana ci sarà Megan Guarnier, vincitrice dell’ultimo Giro Rosa e leader della classifica stagionale del Women’s World Tour: per la 31enne dello Stato di New York è un’occasione forse irripetibile, in salita è tra le migliori ed in più ha un discreto spunto veloce che può favorirla per conquistare l’obiettivo minimo del podio; ma visto il rendimento del 2016 è difficile pensare che possa accontentarsi di un argento o un bronzo. Con Kristin Armstrong che punterà tutto sulla cronometro, domenica bisognerà stare attenti anche a Evelyn Stevens e Mara Abbott: la prima ha vinto ben tre tappe al Giro ed è un’alternativa molto pericolosa, la scalatrice pura della Wiggle High5 invece non ha grandi trascorsi in gare di un giorno e ha grossi in limiti in discesa che spesso le fanno vanificare quanto di buono fatto sul suo terreno preferito.

Lizzie Armitstead, avvicinamento difficile
Grande protagonista della vigilia è stata, suo malgrado, la britannica Elizabeth Armitstead che ha attirato su di sé tutte le attenzioni mediatiche per la vicenda dei tre controlli antidoping mancati: la campionessa del mondo in carica era stata sorpresa lo scorso 11 luglio senza la voce di spargesse, poi con il ricorso vittorioso al TAS è arrivato il via libera per la partecipazione ma le reazioni dell’opinione pubblica, e di tante colleghe, non sono state tenere. Questa vicenda, che forse condizionerà un po’ l’immagine dell’atleta per tutta la sua carriera, non deve certo aver semplificato l’avvicinamento di Armitstead ai Giochi Olimpici: è fortissima, ma su un tratto in salita di quattro chilometri al 10% già avrebbe avuto i suoi problemi a seguire le più forti, così sarà ancora più difficile.
Per la Gran Bretagna l’alternativa si chiama Emma Pooley tornata in gruppo proprio quest’anno in prospettiva olimpica, facendo storcere il naso ad alcune connazionali, ma mirando più che altro alla prova a cronometro: certo è che a parte aver scollinato in seconda posizione sul Mortirolo, nelle poche gare disputate la Pooley non ha dato anche il più minimo segnale di poter essere in gioco per una medaglia a Rio de Janeiro. Se si è nascosta, lo ha fatto bene.

Pericoli da Francia, Polonia e Sudafrica
Nel lotto delle favorite è molto ricca anche la seconda fila e almeno tre atlete vanno tenute in grossa considerazione. Una è la sudafricana Ashleigh Moolman che per prepararsi al meglio ha addirittura deciso di saltare il Giro Rosa: in Germania ha fatto vede di essere in ottime condizioni di forma ed il percorso è perfetto per le sue caratteristiche; la Moolman avrà una sola compagna di squadra in gara, sicuramente un piccolo svantaggio e dovrà saper leggere bene la corsa dal punto di vista tattico in ogni momento. Una sola gregaria anche per l’ex iridata Pauline Ferrand-Prévot che sembra essersi ripresa dai problemi al nervo sciatico che l’hanno condizionata parecchio nella prima parte del 2016: a Rio ci arriva senza molti confronti diretti stagionali con le rivali più accreditate, ma se fosse al 100% sarebbe senza dubbio una delle favorire per una medaglia.
La Polonia invece avrà in gara tre elementi, ma più che su Jasinska e Plichta, comunque due validissime atlete, bisogna tenere i fari puntati della giovane Katarzyna Niewiadoma che a soli 21 anni ha già messo in mostra grandissime qualità: quest’anno ha vinto il Festival Elsy Jacobs e il Giro del Trentino, ha fatto seconda alla Strade Bianche, quarta alla Freccia Vallone e settima sia al Giro Rosa che al Trofeo Binda, questo dovrebbe bastare a far capire che si sta parlando di un’atleta che si questi percorsi ci si trova a meraviglia.

Le altre outsider
La lista di atlete da tenere d’occhio però non è finita qui. In ogni gara in cui è presente, infatti, non si può non dare considerazione anche alla svedese Emma Johansson che ha già annunciato il ritiro al termine della stagione: la 32enne della Wiggle High5 è meno scalatrice di altre, specie su certe pendenze, ma in un modo o nell’altro è riesce sempre ad essere protagonista. Un’atleta capace di sorprendere invece è la bielorussa Alena Amialiusik che l’anno scorso a Baku vinse la prima edizione dei Giochi Europei: il suo 2016 non è stato particolarmente brillante finora ma qualche lampo lo ha fatto, specie quando ha incontrato percorsi impegnativi. La le atlete da tenere in seria considerazione ci sono anche la 23enne elvetica Jolanda Neff, che è una stella della MTB ma che potrebbe tranquillamente esserlo anche su strada se ci si dedicasse con più regolarità, la canadese Leah Kirchmann o la lussemburghese Christine Majerus.
Chiudiamo la panoramica con Australia e Germania, due nazioni che possono entrambe vantare quattro atlete al via tutti di buon valore ma senza una che, almeno sulla carta, spicchi sopra a tutte altre per possibilità di lottare contro le favorite: per l’Australia ci potrebbe provare Katrin Garfoot, che però è molto meglio per la cronometro, con Rachel Neyland che è stata argento al Mondiale 2012; per la Germania, che in questa gara ha portato a casa tre argenti ed un bronzo, attenzione a Claudia Lichtenberg che reduce da un buon Giro ma mai in carriera è entrata nella top10 in una grande competizione per nazionali.

Sebastiano Cipriani per cicloweb.it
http://www.cicloweb.it/2016/08/05/litali...nda-e-usa/
 
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#4
da testare in salita Marianne Vos, comunque se si dovesse staccare senza perdere troppo terreno per recuperare in discesa sembra ce ne sia, magari con la prova di oggi capiremo anche un po' meglio il percorso.
Ferrand-Prevot deve fare pure i conti con le recenti cadute in mountain bike che le hanno distrutto la faccia, ha dovuto fare una cura col botulino e pare non si sia potuta allenare al meglio


utanda Neff mi piace molto come nome alternativo visto che avrà preparato al meglio la prova di cross country mentre strano l'articolo non citi le brasiliane in particolare Flavia Oliveira meglio nota come PAPARELLA! recentemente seconda al Giro di Polonia proprio dietro la mutanda


ah e una citazione importante per Ashleigh Moolman, visto il cammino stagionale con una prima parte di stagione al di sotto dei propri standard e risultati recenti di ottimo livello anche lei sembra che si sia preparata a puntino per questa gara (il Giro non so se l'ha saltato per scelta sua o della squadra che non era proprio presente alla corsa rosa nonostante inizialmente fosse iscritta)
 
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#5
L'Olanda punta sulla Vos come capitana unica? Mi sembra strano vedendo le sue compagne.
 
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#6
Capitana unica no, Van Der Breggen è anche una delle maggiori favorite e in teoria più forte in salita.
Van Vleuten e Van Dijk invece dovrebbero fare il lavoro sporco, magari A Putenz potrebbe inserirsi in qualche tentativo da lontano mentre Bigfoot penso punti tutto sulla cronometro e sarà sicuramente preziosa lontano dal traguardo
 
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#7
Troppo dura per Emma domani mi sa, magari però può togliersi qualche bella soddisfazione nella canoa
 
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#8
Emma Pooley Eheh
 
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#9
famosa campionessa di badminton
 
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#10
I dorsali delle donne:
http://www.cicloweb.it/wp-content/upload...radawe.pdf

Vista la prova degli uomini, le salite olimpiche sono parse adatte un po' a tutti i tipi di corridori. La salita di Vista Chinesa è stata sì selettiva, però è stato molto difficile fare la differenza: favorito è chi rincorreva, più che chi attaccava. Probabilmente le zone di respiro permettono una migliore gestione dello sforzo.
(fermo restando che non so se oggi il vento abbia o meno influenzato la scalata)

La discesa invece è impegnativa e veloce, con un susseguirsi di diverse curve anche difficili. Insomma, tornando sul discorso Vos: se tiene botta, poi in discesa può trovare il terreno per recuperare e/o per allungare. Più c'è il discorso della superiorità numerica. Noi invece avremo la Longo Borghini nei panni di Nibali, e magari potremmo sfruttare la Bronzini come il Belgio ha sfruttato Van Avermaet. Certo, stavolta il passaggio è uno solo: ma se anche lei non anticipa, rischia di non andare da nessuna parte.
 
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