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Passaporto biologico, aperta procedura contro Bertagnolli
#1
Passaporto biologico, aperta procedura contro Bertagnolli
Dopo aver informato tutte le parti in causa (corridore, Federazione Nazionale, team, Organizzazione Mondiale Antidoping e Wada), l’UCI ha annunciato che ha chiesto l’apertura di una procedura disciplinare nei confronti di Leonardo Bertagnolli per violazione presunta del Regolamento Antidoping sulla base delle informazioni fornite dal profilo biologico incluso nel suo passaporto biologico.
Il corridore si vedrà accordato il diritto alla presunzione di innocenza fino a quando una decisione non sarà presa nei suoi confronti. In base al Codice Mondiale Antidoping e al Regolamento Antidoping l’UCI non fornirà più informazioni a riguardo.

comunicato stampa Uci
 
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#2
Caso Bertagnolli, Carpani: vi spiego tempi e procedure
La domanda sul caso Bertagnolli è sorta spontanea: come è possibile che si arrivi oggi, anno del Signore 2012, a rivelare una presunta assunzione di sostanze vietate tre o quattro stagioni prima?
Domanda che si sono fatti tanti nostri blgger e lettori e che tuttobiciweb ha girato per competenza ad Enrico Carpani, portavoce e responsabile comunicazione dell’Uci. Questa è la sua risposta, come sempre molto dettagliata: «La domanda è molto pertinente, cercherò di spiegare il più chiaramente possibile. Nelle stagioni 2008-2009 sono state rilevate delle anomalie nel passaporto biologico del corridore. Nelle due stagioni successive, i dati sono stati confrontati con quelli nuovi e acquisiti negli stessi periodi (per intenderci, i dati di gennaio vanno confrontati con quelli del gennaio dell’anno seguente, quello di luglio con luglio e così via). Alla luce dei dati inseriti fino al Tour de France 2011, è stata così conclamata l’anomalia del passaporto biologico».

Qual è la procedura a quel punto? Manca ancora un anno...
«I tre esperti comunicano le loro relazioni all’Uci nel mese di gennaio e in questo caso ci hanno segnalato l’opportunità di aprire un procedimento. Abbiamo avvertito il corridore, abbiamo messo a disposizione sua e dei suoi periti tutti i dati del passaporto biologico: il corridore ha avuto 30 giorni di tempo per presentare una memoria difensiva all’Uci. A questo punto gli esperti sono tornati a riunirsi, hanno esaminato la memoria, non ne hanno ritenuto valide le conclusioni e hanno obbligato l’Uci ad aprire un procedimento nei confronti dell’atleta. Solo a questo punto la Federazione di appartenenza del corridore è stata invitata ad aprire un procedimento disciplinare, solo a questo punto anche la squadra è stata informata dell’inchiesta in corso. Capisco che i tempi possano sembrare lunghissimi, ma questo va anche e soprattutto a tutela dei corridori: il continuo e certosino confronto di dati incrociati evita loro di essere chiamati in causa quando dati, che possono in un primo tempo sembrare anomali, non risultano tali. E di contro smascherano chi anche in passato ha tentato di barare».

Lo schema
2008-2009: raccolta di dati ritenuti anomali
2010-2011: confronto con altri dati raccolti
gennaio 2012: conclusioni degli esperti e indicazione all’Uci di aprire una procedura.
- avviso al corridore che ha 30 giorni di tempo per presentare una memoria
- valutazione degli esperti
- relazione finale all’Uci
- 27 giugno: informativa inviata al corridore, alla squadra, alla Federazione di appartenenza invitata ad aprire un procedimento disciplinare.

tuttobiciweb.it
 
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#3
Doping, la Procura convoca Bertagnolli per il 13 settembre
La Procura antidoping del Coni ha convocato il ciclista Leonardo Bertagnolli per il 3 settembre, alle ore 10.30. L'audizione e' relativa alla violazione della normativa antidoping (anomalie riscontrate nell'ambito del passaporto biologico Uci).

tuttobiciweb.it
 
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#4
L’Ufficio di Procura Antidoping ha disposto i seguenti provvedimenti:

Deferimento dell’atleta Leonardo Bertagnolli (tesserato FCI) al Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per la violazione dell’art. 2.2. del Codice WADA (art. 21.2. del Regolamento Anti-Doping UCI) in relazione alle anomalie dei parametri ematologici riscontrati dall’Unione Ciclistica Internazionale nell’ambito del Passaporto biologico, con richiesta di 3 anni di squalifica, ai sensi dell’art. 305 del Regolamento Anti-Doping UCI (ovvero art. 10.6 del Codice WADA) nonché ai sensi dell’art. 275 e dell’art. 326.1 del Regolamento Anti-Doping UCI la condanna del predetto atleta al pagamento della sanzione economica ed ai costi relativi alla gestione del risultato secondo quanto determinato dalla stessa Federazione Internazionale.

coni.it
 
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#5
Caso Bertagnolli, c'è qualcosa che non torna...
C'è un blackout nella filiera dell'antidoping. Da qualche parte si è rotto un fusibile e il meccanismo non funziona più.
Dalla lettura del voluminoso dossier Usada su Armstrong veniamo a conoscenza del contenuto dell'interrogatorio di Leonardo Bertagnolli davanti al PM di Padova Benedetto Roberti nel mese di maggio 2011. Inchiodato dalle intercettazioni telefoniche, il corridore confessa il suo annoso rapporto con Michele Ferrari, elenca le sostanze che ha assunto, fa i nomi di altri corridori che ha visto dal medico, spiega chi gli procurava l'Epo fin dal 2003.
Eppure continua a correre per un anno ancora e viene fermato solo nel maggio di quest'anno per valori anomali del suo passaporto biologico.
Il verbale dell'interrogatorio è oggi disponibile in rete eppure il Coni smentisce categoricamente di averlo mai ricevuto. Ma come? Torri non era in stretto contatto con tutte le Procure impegnate in indagini sul mondo dello sport? Possibile che Roberti e i suoi uomini abbiano passato il verbale alla Usada e non al Coni? E allora Torri e la sua Procura hanno chiesto tre anni di squalifica per Bertagnolli solo sulla base dei valori anomali del passaporto biologico? Per carità, crediamo nella buona fede di tutti e siamo convinti che una spiegazione ci sia per ogni cosa, ma nessuno può negare che ci sia un blackout inquietante. Un blackout che rischia di avere ripercussioni clamorose su tutto il mondo dello sport italiano.

tuttobiciweb.it
 
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#6
Questo sono i contenuti dell'interrogatorio a Bertagnolli

CASO BERTAGNOLLI. «Andai da Ferrari a fine 2006, mi diede Epo»

"Alla fine del 2006 essendo sofferente di tiroide pensai di tornare dal dott. Ferrari per risolvere i problemi che derivavano" da questa disfunzione. Chiesi a tutto il personale della Liquigas (Amadio, Corsetti) di poter frequentare Ferrari per curare i miei problemi e nessuno si oppose alla mia decisione". E' un passaggio della deposizione resa dal ciclista Leonardo Bertagnolli il 18 maggio 2011 davanti al pm di Padova, Benedetto Roberti.
Il verbale e' allegato al dossier di oltre mille pagine dell'Usada sul caso di Lance Armstrong e dell'Us Postal. Bertagnolli sara' ascoltato dalla procura antidoping del Coni il 16 ottobre. Il giorno dopo tocchera' al dottor Filippo Manelli, anch'egli tirato in ballo dall'ex corridore della Liquigas nella sua dichiarazione davanti al pm Roberti. Bertagnolli spiega di avere "conosciuto Michele Ferrari nei primi anni di professionismo quando correvo con la Saeco" e di esservi ritornato alla fine del 2006, "avendo avuto un contratto con la Liquigas per l'anno successivo".
Ferrari accetto' di seguirlo. "In quella situazione mi disse che il preparatore 'deve conoscere l'atleta ed aggiustare il tiro'. Era una considerazione chiara e capii subito il senso. Rappresento - dice ancora Bertagnolli - che io da allora mi recai periodicamente da Ferrari anche perche' avevo nel 2007 l'avallo dalla Liquigas".
All'inizio del 2007 Bertagnolli contatto' Ferrari sul suo numero svizzero in occasione di alcuni test a Monzuno e torno' da lui a luglio, alla ripresa degli allenamenti dopo un problema al cuore: "andai a St.Moritz da Ferrari assieme a Bertolini, il nipote ciclista di Francesco Moser, Gasparotto, Pellizotti, Chicchi e tanti altri di altre squadre", dice il corridore trentino.
Fra i frequentatori di
Ferrari secondo Bertagnolli vi era anche il kazako Vinokurov, oro alle Olimpiadi di Londra. "Rappresento che nel 2006 ero a Livigno ad allenarmi per conto mio e li' vidi Ferrari con un gruppone di ciclisti tra i quali Vinokourov", si legge nella deposizione. Fu proprio in occasione dell'incontro di St.Moritz che "con Ferrari si parlo' dell'assunzione di eritropoietina".
"Rimasi a St.Moritz 10 giorni e per 10 giorni assunsi eritropoietina come indicatomi da Ferrari". In realta' Bertagnolli spiega di avere iniziato ad assumere Epo nel 2003 "su consiglio di Filippo Manelli", ma Ferrari "mi spiego' meglio le modalita' di assunzione dell'Epo per non essere trovato positivo". Dopo il successo nella classica di San Sebastian il trentino vide da Ferrari anche Popovich e Bileka. "So che da Ferrari andavano molti miei colleghi della Liquigas perche' tra di noi se ne parlava e la stessa societa' era consapevole: Pellizotti, Kreutziger, Gasparotto, Chicchi".
L'assunzione di Epo divento' piu' difficile dopo l'introduzione dell'obbligo della reperibilita' "e quindi il medico Ferrari mi consiglio' di fare l'autoemotrasfusione".
"La pratica -spiega ancora Bertagnolli- l'ho iniziata nel 2008 e la feci una sola volta nell'estate perche' in quel periodo la Liquigas mi vieto' di andare da Ferrari cambiando atteggiamento nei confronti delle frequentazioni prima tollerate".
Bertagnolli ammette di essersi praticato l'autoemotrasfusione anche nei due anni successivi e di avere rivisto Ferrari alla fine del 2010. "Sapendo della perquisizione a Popovych mi disse di buttare via tutto perche' c'era il rischio di indagini". (adnkronos)

tuttobiciweb.it
 
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#7
Non leggo commenti su questo post...come mai?? Vogliamo provare a chiudere gli occhi dinnanzi a questo?
Avevo sentito dire che il doping fosse roba spagnola, ma a quanto pare................
 
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#8
ho letto tutta la parte di bertagnolli, spiega tutto molto bene, lo consiglio. c'è poco da dire, lui, il pelli, valjavec e anche altri su cui non v'è certezza facevano ampio uso di autoemotrasfusioni (togli e metti o come diavolo usano dire).
 
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#9
(12-10-2012, 03:07 PM)And-L Ha scritto: ho letto tutta la parte di bertagnolli, spiega tutto molto bene, lo consiglio. c'è poco da dire, lui, il pelli, valjavec e anche altri su cui non v'è certezza facevano ampio uso di autoemotrasfusioni (togli e metti o come diavolo usano dire).

da Ferrari ci ha visto tutti, tutti coloro di cui si è parlato lui li ha visti. Rendiamoci conto che è una procedura diffusa in assoluto ragazzi
 
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#10
Il TNA condanna Bertagnolli a 2 anni e 10 mesi
Metà della pena è sospesa per la collaborazione

Il TNA, nel procedimento disciplinare a carico dell’atleta Leonardo Bertagnolli, letti gli artt. 2.1, 2.2, 10.2, 10.6 del Codice WADA e l’art. 3.2 delle NSA, lo dichiara responsabile degli illeciti ascrittigli e, ritenuta l’aggravante di cui all’art. 10.6 del Codice WADA, gli infligge la sanzione della squalifica per 2 anni e 6 mesi, in ordine alla violazione di cui all’agli. artt. 2.2 e 10.6 del Codice WADA, nonché alla sanzione di 4 mesi di squalifica in ordine all’illecito di cui all’art. 3.2 delle NSA e così complessivamente alla squalifica di 2 anni e 10 mesi. Ritenuta la diminuente di cui all’art. 10.5.3 del Codice WADA per la collaborazione fattiva dell’atleta, ordina la sospensione della sanzione per un anno e 5 mesi. La residua sanzione decorre dal 25/06/2012 e scade il 24/11/2013.
Condanna altresì il Bertagnolli al pagamento del costo del procedimento pari a 2.500 franchi svizzeri e alla sanzione economica di euro 50.000,00 in favore dell’UCI. Dispone che la presente decisione sia comunicata all’interessato, all’UPA, alla WADA, alla Federazione Internazionale di riferimento e alla FCI.

da coni.it
 
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