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Philippe Gilbert
#1
 
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#2
Prospettive da Campione: Potrebbe Gilbert vincere un GT?
Merckx pensa di sì. I precedenti dicono...

In una giornata di novembre in cui il ciclismo offre poco o nulla ci ha pensato Eddy Merckx a darci lo spunto per un riflessione che coinvolge il corridore più forte attualmente per le gare di un giorno, Philippe Gilbert. In un'intervista al giornale belga L'Avenir il Cannibale ha dichiarato che se facesse qualche sacrificio e si impegnasse a perdere un po' di peso il connazionale vallone potrebbe anche aspirare a dire la sua per la classifica di un Tour de France. «Philippe ha più chance di Van den Broeck (quinto al Tour 2010, ndr) di salire sul podio della corsa francese, perché Jürgen è un regolarista, Gilbert un vincente» ha sentenziato Merckx.

Ora, se queste dichiarazioni le avesse pronunciate uno qualunque, nessuno ci avrebbe dato un minimo di credito ma arrivando da uno che in carriera ha vinto di tutto e di più, ci fanno riflettere e abbiamo provato ad analizzare, anche sulle basi di esperienze passate, le possibilità che Gilbert avrebbe di vincere o anche solo di fare classifica in una grande corsa a tappe.

Partiamo dal fatto che fino ad oggi Gilbert non ha mai neanche lontanamente provato a fare classifica in un GT ed il suo miglior piazzamento nell'arco delle tre settimane è un 32° posto al Giro d'Italia del 2004, un'edizione abbastanza particolare, specie per il chilometraggio ridotto dei tapponi di montagna. Le qualità di Gilbert sugli strappi secchi e sulle salite brevi le conosciamo benissimo e sappiamo pure che quando è al top della forma riesce a difendersi egregiamente anche sulle salite un po' più lunghe ma pedalabili. Tutte queste considerazioni, però, valide per le gare di un giorno e non sappiamo come potrebbe reagire a degli sforzi così ripetuti per più giorni consecutivi, anche se c'è da dire che proprio all'ultima Vuelta è stato competitivo dall'inizio alla fine, vincendo la 3a e la 19a tappa e non stando mai fermo anche in tante altre. Le cronometro non dovrebbero essere un grosso ostacolo perché il belga è anche un ottimo passista e quando si è impegnato ha saputo tirare fuori prestazioni più che discrete.

Il problema più grande, ovviamente, sarebbero le salite lunghe ed impegnative come il Tourmalet, l'Agnello, l'Izoard, il Galibier o l'Alpe d'Huez per rimanere a quelle che verranno scalate nel 2011. Il perdere peso non fa automaticamente andare più forte in salite e questa scelta potrebbe intaccare alcune caratteristiche che lo hanno portato a distinguersi come un grande campione nelle ultime stagioni. Probabilmente, se avesse la certezza di rimanere un potenziale dominatore delle classiche e allo stesso tempo diventare competitivo anche sulle tre settimane, Philippe ci proverebbe. Visti i tempi che corrono, però, con le ultra specializzazioni e tanti corridori che sparano le loro cartucce solo su una corsa all'anno, Gilbert inizierebbe questa sua metamorfosi solo nel momento in cui non dovesse trovare più stimoli in ciò che ora gli riesce meglio: difficile che questo avvenga a breve o comunque prima di essere riuscito a vincere almeno una volta Sanremo, Fiandre, Liegi e Mondiale.

Negli ultimi anni non abbiamo visto corridori con le sue caratteristiche diventare forti anche nelle corse a tappe: Devolder ha fatto un undicesimo posto alla Vuelta ma questo tentativo di polivalenza l'ha portato ad una stagione assolutamente anonima e, abbandonati i GT, ha vinto due volte il Fiandre. Andando indietro nel tempo, invece, ricordiamo corridori come Freddy Maertens e Sean Kelly o ancora Laurent Jalabert, tre campionissimi delle classiche capaci di vincere una Vuelta.

Gli esempi che più si avvicinano al caso di Gilbert, invece, sono quelli di Michele Bartoli e di Frank Vandenbroucke. Il primo spinto anche dalla sfida con Pantani, rimase nelle primissime posizioni della classifica del Giro 1998, ma nella tappa di Selva, causa influenza, finì fuori tempo massimo, il suo sogno tramontò e negli anni a venire tornò a puntare le classiche. Di Vandenbroucke, invece, non abbiamo mai potuto apprezzare tutto il talento ma ciò che ci fece vedere alla Vuelta 1999, cominciata in maniera svogliata e finita rimanendo coi migliori nelle tappe più impegnative, fu qualcosa di grandioso. Le analogie tra questi due ultimi atleti e Gilbert sono tantissime (dal Fiandre alla Liegi fino anche al Mondiale) e tengono in piedi la fievole speranza di vederlo disputare un Grande Giro (magari non il Tour ma la spesso ricorrente - in quest'analisi - Vuelta) ad alti livelli, anche se il passo per arrivare anche sul podio è probabilmente troppo grande anche per un campione come lui.

Sebastiano Cipriani - cicloweb.it
 
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#3
penso sinceramente di no

spero che Gilbert continui su questa strada perché il numero 1 e basta. ha ancora un bel paio di classiche da vincere..a partire dal Fiandre che penso sia il suo sogno, anche se non è fiammingo Asd
 
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#4
Cioè, alla fine ha vinto "solo" 2 Lombardia e già si parla di un cambio di obiettivi?! Il giorno che sarà appagato, che avrà vinto una marea di classiche in tutti i modi possibili e immaginabili ci potrà pure fare un pensierino. Ma alla Vuelta al limite, al Tour la vedo quasi impossibile. Boh, comunque io ci credo davvero poco credibile, Gilbert è il classico corridore da corse di un giorno, non ce la vedrei proprio 'sta trasformazione. Se non l'avesse detto Merckx mi sarei messo a ridere come un matto Asd: sarebbe molto più credibile il mio "Boasson re del Tour"... Asd

Citazione:a partire dal Fiandre che penso sia il suo sogno

Nono, lui ha sempre detto Liegi, visto che abitava a due passi dalla Redoute e che è stata la prima corsa che è andato a vedere, quella che l'ha fatto innamorare del ciclismo.
 
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#5
Ricordo anche Fondriest ci provò tempo fa con scarsi risultati, magari Gilbert potrebbe provarci tra 5-6 anni, ma più di un nono/decimo alla Vuelta la vedo difficile, certo è che per il momento non ci pensa minimamente e a ben donde direi visto che ha ancora tanto da vincere :D
 
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#6
Omega Pharma, Gilbert nominato miglior atleta belga
Altra soddisfazione per Philippe Gilbert che per il secondo anno consecutivo ha conquistato il titolo di Miglior Atleta Maschile in Belgio. Gilbert ha battuto in finale due rivali di altri sport, il corridore Kevin Borlee e il fantino Philippe Le Jeune.

La consegna del premio, la cui giuria è composta prevalentemente da giornalisti, sarà resa ufficiale il prossimo 19 dicembre in quel di Oostende. Gilbert è il terzo ciclista dal 2007 a conquistare questo speciale premio, nel 2007 infatti a vincere fu Tom Boonen, nel 2008 Niels Albert (ciclocross).

spaziociclismo.it
 
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#7
Nel mirino di Gilbert, la Sanremo, il Fiandre e la Liegi
Philippe Gilbert inizierà probabilmente la sua nuova stagione in Spagna correndo la Challange di Mallorca. Il vincitore delle ultime due edizioni del Giro di Lombardia ha inserito fra i suoi programmi di primavera anche la classica Eroica sulle strade Bianche, la Tirreno-Adriatico e la Milano-Sanremo, primo grande obiettivo del belga della Omega Pharma Lotto. Gilbert punterà anche sulle classiche del Nord e delle Ardenne concentrando le proprie attenzioni sul Giro delle Fiandre, Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi Bastogne Liegi.

tuttobiciweb.it
 
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#8
Si sta allargando un po troppo a mio avviso. Sarà anche un fenomeno, ma vincere queste tre corse in un solo anno è proprio da un solo corridore (Eddy Merckx), sopprattutto per la tipologia delle corse (Sanremo pianeggiante, Fiandre col pavè e Liegi con il percorso vallonato). E poi sarà difficile mantenere il picco della forma per un mese.
 
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#9
Comunque Gilbert è uno dei ciclisti che corre di più ogni anno, l'anno scorso o due anni fa sfiorò i cento giorni di corsa
 
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#10
Sono 3 corse difficili da vincere singolarmente...sono dure (ognuna a modo suo) e tatticamente imprevedibili, in particolare Sanremo e Liegi che però c'è da dire sono più alla portata per il belga rispetto al Fiandre...staremo a vedere, per me si potrà dire già mooooolto soddisfatto se riuscirà a fare 2 su 3
 
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