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Quale sarà il duello del futuro nei grandi GIRI?
#21
@Raptor

Daniel Martin l'anno scorso si è dovuto ritirare alla Vuelta per via di un infortunio, due anni fa partiva da capitano al Giro (e si è fatto male subito) ed ha fatto settimo alla Vuelta, non è proprio corretto quello che dici, non è grado di far classifica al Tour, ma negli altri due sì, soprattutto la Vuelta è adattissima alle sue caratteristiche.

Peraltro Alaphilippe al contrario dell'irlandese non è proprio fermo a crono.
 
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#22
Al momento non gli conviene diventare un uomo da GT perchè rischia di perdere qualcosa sulle Ardenne et similia dove ha concrete possibilità di diventare un dominatore. Se avesse una sola strada da prendere si sa quale gli converrebbe di più, ma non è detto che debba limitarsi ad una sola...

Però come dicevo prima è ancora molto giovane (1992), e gli manca tanto a raggiungere la maturità psicofisica quindi è difficile individuare quale potrà essere il suo futuro. Quelli di quell'età possono fare dei salti in avanti inaspettati al momento o rimanere fermi al palo, io non escludo addirittura possa diventare Valerio Conti un buon protagonista dei GT...
 
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#23
Ad oggi è più probabile un duello Nibali vs Valverde per vincere un GT che non Quintana vs Aru Asd

Incredibile come lo scenario, nel giro di due/tre anni, sia stato totalmente rivoluzionato.

I punti fermi restano quelli che consideravamo vecchi già al tempo. Vale a dire Nibali, Froome e Valverde.

Nel Giro di pochi anni sono apparsi sulla scena un gruppo di corridori che hanno totalmente spazzato via quelli che erano i nomi che immaginavamo competitivi nei GT a venire. Non solo Quintana ed Aru, ma penso anche a Zakarin, Van Garderen, Talansky, Bardet, Kelderman (sigh), Barguil, Meintjes, Adam Yates e, seppur solo in parte, anche Landa, Majka e Uran.

Si a leggere 'sti nomi, in gran parte, viene da ridere. Ma ancora nel 2017 Zakarin faceva podio alla Vuelta, Adam Yates aveva fatto 4° al Tour 2016, Talansky 5° alla Vuelta 2016 e non erano lontani i tempi in cui Van Garderen pareva poter essere il sesto uomo al Tour 2015.

Nel 2016, quando questo topic fu aperto, Roglic e Bernal erano neopro, uno arrivava dall'Adria Mobil e l'altro dalla mtb. Carapaz, invece, era ancora dilettante.

La cosa che bisogna rimarcare è che gran parte di questi corridori che stanno dominando il ciclismo non hanno avuto contatti col mondo del dilettantismo classico (si non sono più dilettanti, ma under23ismo fa cagare). Possiamo giusto escludere i BMC Devo Sivakov e Hirschi e il late bloomer Tom Dumoulin, il quale, però, in Rabo Devo è sempre stato meno considerato di altri, tanto che lo lasciano passare pro con la fu Skil-Shimano.

Roglic e Pogacar vengono dall'universo del ciclismo sloveno, Bernal, appunto, dalla mtb, Remco ha giocato a calcio fino all'altro giorno e ha saltato a pié pari i dilettanti, Carapaz, Higuita, Sosa, Lopez dalle squadre colombiane.

Un campione da corse a tappe che sia uscito dalla Axeon? Il team di Axel Merckx è in cima alla catena alimentare della categoria U23 da 10 anni, prende buona parte degli junior migliori e, ad oggi, il massimo che ci hanno dato è George Bennett.

Sta cosa deve far riflettere. A maggior ragione quando, poi, scopri pure i Carl Fredrik Hagen che alla Vuelta riescono a far classifica, al contrario dell'ex Axeon, al tempo quotatissimo, Tao Geogheghan Hart.
 
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