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Quei cinquantenni in bicicletta con il vizio assurdo del doping
#1
Quei cinquantenni in bicicletta con il vizio assurdo del doping
Gli sforzi (immotivati) per gare amatoriali e imprese da raccontare

http://www.corriere.it/cronache/11_agost...5edb.shtml

a firma di Beppe Severgnini per il Corriere della Sera

 
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#2
Terribile, si dice tanto ai bambini di non barare a giocare a Monopoli e qua succedono 'ste cose, ma è anche imparagonabile. Non ho parole. Facepalm
 
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#3
Immagino che sia pure pericoloso a una certa età...

Comunque la competizione spinge sempre a cercare di vincere a tutti i costi, c'è poco da meravigliarsi. Gli uomini son fatti così, non credo ci sia modo di cambiare tutto ciò
 
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#4
Giornalista confusionario e presuntuoso, avevo già letto l'articolo e quando ne ho visto la firma non mi ha sorpreso minimamente
 
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#5
però qualcosa di quello che dice è vero, anche da me l'anno scorso in qualche gara amatoriale sono stati trovati positivi alcuni corridori
 
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#6
Bella la risposta di Cicloweb
 
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#7
Io sono d'accordissimo con Severgnini. Intanto l'attacco a me non pare rivolto a tutti i cicloamatori, bensì a due specificate categorie
a) gli improvvisati
b) gli esaltati appunto
I primi sono quelli che Severgnini dice esser 50enni presi dalla voglia di andare in bici, magari - come spesso succede - sull'onda delle imprese viste al Giro d'Italia: è in assoluto la cosa peggiore da fare e alla fine è facile che il loro nome si possa trovare nell'elenco dei ciclisti morti annualmente in Italia. (comunque anche tanti giovani hanno questa sorta di "malattia").
I secondi sono coloro che ammazzano lo spirito delle Granfondo, che rendono enormemente marcio il mondo del ciclismo amatoriale (molto più dei prof e dei giovani).

Poi, se la mia chiave di lettura e di comprensione è errata e qualcuno vuol far luce sul vero significato dell'articolo che a me sfugge parli pure...
 
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#8
Quello che si intende dall'articolo non è tanto l'attacco (giusto se fatto in maniera obiettiva) a queste categorie di pseudosportivi, quanto il tentativo di denunciare un presunto malcostume esteso a tutti quelli che salgono in bicicletta, praticamente gli amatori vengono dipinti quasi nella totalità o come dopati oppure sprovveduti che credono di essere Binda o Gimondi. Non so se Severgnini intendesse questo, mi auguro di no, però con i suoi soliti atteggiamenti di finto ironismo utilizzato per sputare sentenze è proprio ciò in cui è cascato. E come al solito risulta confusionario e ambiguo, il risultato è che le due questioni vengono presentate come in realtà un unico problema, in sostanza se vai in bicicletta non ce la fai, è meglio che stai a casa altrimenti ti ritrovi impasticcato.
Ora, forse le sue intenzioni erano tutt'altre, ma le idee che quest'articolo dal modo in cui è posto fornisce al lettore medio di un quotidiano generalista a me sembra siano esattamente queste; una infelice scelta di stile, ma è il suo stile ed è per questo che non mi piace leggerlo.
 
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#9
Sì, potrebbe essere un po' ambiguo. Però insomma, a me risulta lampante che voglia colpire gli "Esaltati" e gli "amico cinquantenne preso da improvvisa, matta e disperata passione per la bicicletta". Cioè, alla fin fine non mi pare che colpisca tutta la categoria degli amatori, e nemmeno tutta la categoria degli amatori cinquantenni. Non per nulla chiude l'articolo parlando di "cinquantenni ciclossessivi", che non mi pare sia la stessa cosa di "cinquantenni appassionati" o "cinquantenni innamorati": l'ossessione è un fattore negativo, gli altri due positivi...

Non lo so, io continuo a non vederci nulla di sconcertante: l'ho pure riletto tre o quattro volte, per esser sicuro... Sinceramente comunque ho visto articoli ben peggiori e dannosi al ciclismo rispetto a questo. Sisi
 
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#10
Riporto anche ciò che ha scritto Macchi, e che condivido pienamente

http://it.eurosport.yahoo.com/ciclismo/p...ticle/416/
 
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