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Ranking vincitori di GT decennio per decennio
#1
Titolo anche qui molto semplice, ognuno può fare il suo ranking dei vincitori dei GT di ogni decennio da quello che reputa più forte a quello che, per lui, è stato il più scarso.

Due regole:
- Si deve tener conto non del corridore in sé, ma di quello che ha vinto il grande giro (dunque Froome Tour 2013 e Froome Giro 2018 sono due entità distinte)
- Valgono i vincitori sulla strada (quindi Cobo Vuelta 2011 sì e Froome Vuelta 2011 no)

Questa settimana partiamo col decennio 2010-2019 e, poi, andiamo a ritroso.

Faccio fatica a scegliere il primo perché non ce n'è uno che sia veramente stato senza debolezze e questo mostra anche come il livello, nel decennio appena conclusosi, non sia stato poi granché elevato.

1) Alberto Contador Giro d'Italia 2011

Alla fine mi sembra l'opzione migliore. Non fece mai il vuoto vero e proprio in salita, ma è anche vero che sull'Etna e sul Grosssglockner l'unico a tenerlo fu Rujano, che era uno scalatore dalle qualità incredibili, e che ogni giorno era in grado di fare malissimo agli avversari. Inoltre, non ebbe mai alcun minimo passaggio a vuoto. A cronometro bene, ma non benissimo. Devastante, invece, nella cronoscalata del Nevegal.

2) Vincenzo Nibali Tour de France 2014

Rispetto a Contador 2011 diede l'idea di essere leggermente più forte in salita, ma un pelo inferiore a cronometro. Inoltre, questa versione di Nibali ha il pregio di essere indubbiamente il più forte corridore da GT in terreni diversi da salita e cronometro. Paga, però, l'aver avuto una concorrenza di bassissimo livello.

3) Chris Froome Tour de France 2015

Più completo della sua versione 2013, devastante sulla PSM, sulle Alpi, invece, Quintana gli era superiore, ma, complice una squadra fortissima, riuscì a difendersi. Ingiudicabile a crono visto che nel percorso non era praticamente prevista.

4) Alberto Contador Vuelta a Espana 2014

In salita fu solido, ma non impressionante fino al 16esimo giorno. Poi vinse in solitaria in due arrivi in salita e questo lo eleva. A cronometro il solito buon Contador. Gli preferisco la versione 2011 perché alla Vuelta 2014 gli capitò di essere staccato, seppur di pochi secondi, sia alla Camperona che ai Lagos de Covadonga. E, poi, viene da chiedersi cosa sarebbe successo se Quintana non si fosse fatto male.

5) Chris Froome Tour de France 2013

Per due settimane il più forte corridore da GT del decennio a mani basse. Nella terza, però, Rodriguez e Quintana gli erano superiori in salita e, se la Movistar si fosse giocata le sue carte attaccando a fondo il britannico, potevano anche mandarlo in crisi.

6) Chris Horner Vuelta 2013

In salita ha avuto picchi paragonabili a quelli di Nibali 2014 e di Froome 2013 e 2015. Quella corsa, però, la vinse solo per l'insipienza tattica di Nibali dato che a crono sfornò una prestazione abbastanza disastrosa.

7) Nairo Quintana Vuelta 2016

Fortissimo in salita, sopra i suoi standard a cronometro. Aveva archiviato la pratica dopo due settimane ed è un po' un peccato perché così andò con il freno a mano tirato sia ad Aitana che sul Mas de la Costa.

8) Cadel Evans Tour 2011

A cronometro manca un po' e batte il miglior Tony Martin della carriera. In salita era al livello di Andy Schleck, se non un filo superiore. E, oltretutto, aveva anche la capacità di guadagnare sui rivali in terreni non convenzionali.

9) Ivan Basso Giro 2010

Mostruoso sullo Zoncolan, un'ascesa dove nessuno, prima e dopo di lui, è riuscito a scavare solchi in quel modo. In salita era a un livello così alto che riuscì a nascondere i suoi difetti atavici anche senza andare a crono come ai tempi della CSC. Le lacune nelle prove contro il tempo, ad ogni modo, lo penalizzano in questa classifica.

10) Bradley Wiggins Tour 2012

Il più forte della lista a cronometro, anche se a riguardare le sue prestazioni fu meno devastante rispetto a quello che ricordavo. In salita era solidissimo, ma leggermente inferiore a Froome. Ha avuto il vantaggio, che in questo giochino è uno svantaggio, che quel Tour era una gara con un percorso di una pochezza allucinante. Per molto tempo ho pensato che Wiggins 2012 avrebbe battuto Evans 2011, rivedendo le gare, però, ho cambiato idea.  L'Evans della crono di Grenoble contro un Wiggins che in 55 km di crono dà 1'55" a Luis Leon Sanchez, non lascia sul piatto molto.

11) Vincenzo Nibali Giro d'Italia 2013

Nettamente superiore alla concorrenza in salita, oltremodo eccellente a cronometro. Paga, però, un percorso che nelle ultime due settimane fu semplificato dai tantissimi tagli.

12) Primoz Roglic Vuelta 2019

Ottimo a cronometro, sempre in controllo in salita anche se non ha mai voluto mostrare realmente i muscoli. Ha anche il pregio di essere veloce e poter conquistare abbuoni qua e là. Una superiorità netta la sua, ma non schiacciante.

13) Richard Carapaz Giro d'Italia 2019

A cronometro bene per i suoi standard a San Marino e male, invece, a Verona. In salita è stato devastante nel weekend della seconda settimana. Se da un lato è vero che ha approfittato del marcamento di Nibali e Roglic e dei vari problemi di quest'ultimo (squadra, cadute, problemi fisici), dall'altro va detto che ha fatto una terza settimana con il freno a mano tirato e che se avesse voluto aprire il gas avrebbe guadagnato ancora.

14) Nairo Quintana Giro d'Italia 2014

Un disastro a cronometro, ma, in salita, era una spanna sopra tutti. Come alla Vuelta 2016 ha archiviato la pratica con una settimana d'anticipo, ma qua non ha fatto numeri in salita come quelli della Camperona e dei Lagos de Covadonga, per cui, giocoforza, lo considero meno.

15) Chris Froome Giro d'Italia 2018

Per larghi tratti la peggior versione di Froome, ma questo era dovuto ai postumi delle cadute nel prologo e a Montevergine. Le prestazioni dello Zoncolan e, soprattutto, del Finestre lo riabilitano. E' stato il miglior Froome in salita nel post 2015, ma se cadi così spesso è anche colpa tua. Comunque, tra una cosa e l'altra, un posto a metà classifica lo merita.

16) Chris Froome Tour de France 2016

Molto bene a cronometro, regolare in salita. Un ultimo weekend un po' così, ma nessuno ne ha approfittato veramente.

17) Juan José Cobo Acebo Vuelta 2011

Molto bene a crono per i suoi standard, devastante nella poca salita vera presente in quella Vuelta. Sarebbe stato un bel duello tra lui e Froome se questi avesse potuto correre per sé e se ci fosse stata una vera terza settimana.

18) Geraint Thomas Tour de France 2018

Leggermente superiore alla concorrenza in salita, leggermente inferiore a cronometro. Mai mezzo passaggio a vuoto e vittoria netta. Approfitta, però, di un percorso decisamente poco impegnativo e di un team che gli spiana la strada sin dalla cronosquadre.

19) Chris Froome Vuelta 2017

La controprestazione di Los Machucos penalizza questa versione di Froome. Eccellente a cronometro e, per il resto, sempre in controllo in salita.

20) Alberto Contador Tour de France 2010

Solido, ma totalmente privo di guizzi. Al di sotto dei suoi standard a cronometro, vince più che altro di ingegno contro un rivale comunque qualificato.

21) Egan Bernal Tour de France 2019

Esaltante in salita nella terza settimana, ma a cronometro era andato malino e sui Pirenei Pinot lo aveva staccato nettamente. Sta così giù anche perché ha affrontato una concorrenza di livello bassissimo.

22) Tom Dumoulin Giro d'Italia 2017

Fortissimo per due settimane e mezzo, negli ultimi tre giorni, però, ha avuto un calo netto e lo hanno salvato la pochezza del percorso e i rivali che lo hanno portato su a Foza.

23) Alberto Contador Vuelta 2012

Bene a cronometro e abbastanza bene in salita, ove, comunque, era inferiore a Rodriguez. La Vuelta 2012 è più una sconfitta di Purito che una vittoria sua, però, Bola del Mundo a parte, non fece mai una brutta impressione Alberto, era l'altro che stava vivendo un momento magico.

24) Simon Yates Vuelta 2018

Non emoziona, però in salita palesa una buonissima continuità di rendimento e si difende decentemente anche a cronometro. I rivali non erano male, ma per un motivo o per un altro nessuno si è espresso realmente al massimo delle sue possibilità, tolti Mas e Lopez.

25) Chris Froome Tour de France 2017

Sempre sotto ai suoi standard, sia in salita che a cronometro, con annesso pure il mezzo passaggio a vuoto di Peyregudes. Vince, per di più con difficoltà, grazie all'enorme pochezza dei rivali.

26) Alberto Contador Giro d'Italia 2015

La controprestazione del Finestre giocoforza penalizza un Contador non entusiasmante, ma sicuramente inappuntabile fino al giorno prima. E poi la concorrenza era davvero poca roba.

27) Vincenzo Nibali Giro 2016

Gli ultimi due giorni superlativi non cancellano quanto visto prima. Rispetto a Froome 2018, inoltre, è penalizzato dall'essere stato maggiormente aiutato dal fato. Se Kruijswijk non si schiantava, lui non vinceva comunque.

28) Fabio Aru Vuelta 2015

Ha avuto una giornata eccellente ad Andorra, ma per il resto ha vinto grazie a una serie di congiunzioni astrali (ritiro di Froome, squalifica di Nibali, malanno di Quintana ad Andorra) e a una squadra fortissima contro una concorrenza composta da corridori a fine carriera, Majka e gente che era alla prima esperienza seria da capitano in un GT. Quintana dopo Andorra ci ha messo 1'30" in meno a completare il percorso.

29) Ryder Hesjedal Giro d'Italia 2012

Una grande terza settimana, ma prima fu tutto fuorché entusiasmante e vinse poiché gli avversari non lo fecero fuori quando potevano (Lago Laceno, Pian dei Risinelli).

30) Vincenzo Nibali Vuelta 2010

In salita trovò sempre qualcuno più forte di lui, Bola del Mundo e Xorret de Catì a parte, nella crono, complice una foratura, arrivò 15esimo. Riuscì a vincere per via di una concorrenza oggettivamente indegna.
 
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#2
Sbaglio o su ben 30 GT non ce n'è uno in cui fossero presenti tutti i "big" e tutti alla loro forma ottimale?

Qualche esempio:

- Tour 2011 c'era un Contador che veniva dal Giro
- Tour 2013 mancava Nibali e Contador era nell'anno no
- Tour 2014 mancava Quintana e caddero Froome e Conty
- Tour 2015 c'era un Contador reduce dal Giro e Nibali alla prima salita si è tagliato fuori dalla vittoria
- Tour 2016 mancava Nibali e Quintana era ingolfato
 
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#3
Il Tour 2015 dovrebbe essere quello qualitativamente più elevato


Dimenticavo il Tour 2011 che se la gioca...
 
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#4
Per me primissimo è froome al tour 2013
troppo superiore a tutti
già dalla seconda tappa in Corsica. .
e fece diversi errori tattici
distrusse la squadra nella seconda tappa Pirenaica e restò solo per 120 km
all alpe andò all attacco in modo scriteriato.. e va in crisi di fame..
Idem nella tappa di semnoz..
 
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#5
Metto da parte gli anni '00 dato che hanno pastrocchiato troppo gli ordini d'arrivo (magari poi mi farò venire voglia, chissà) e passo al decennio 1990-1999. Escludo il Giro del '99 per ovvi motivi.

1) Miguel Indurain Tour de France 1995

Meno dominante a cronometro di altri anni, però, innanzitutto, le vince entrambe, cosa che al Tour non succedeva dal 1992. E, poi, è la più forte versione di Miguelon in salita, quella che dà 2' a Tonkov e 2'30" a Pantani e Gotti a La Plagne.

2) Jan Ullrich Tour de France 1997

Semplicemente un mostro. Nella crono di St. Etienne scava i solchi per terra, ad Arcalis dà 1'08" a Pantani e Virenque, 2' a Casagrande e più di tre a tutti gli altri. Non lo metto al primo posto perché ha fatto la crono di Disneyland con il freno a mano tirato, lasciando la vittoria a Olano.

3) Marco Pantani Tour de France 1998

In salita è intoccabile come non lo era mai stato prima in carriera. Fa il vuoto come e quando vuole. Nell'ultima crono perde appena 2'35" da Ullrich, che è un risultato immenso, infatti fa terzo. Solo il gradino più basso del podio per la controprestazione di Corrèze.

4) Miguel Indurain Tour de France 1992

In salita è intoccabile e a cronometro tocca le punte più alte della carriera. Il Tour del '92, però, tra quelli vinti da Miguelon, è quello di livello un po' più basso. Chiappucci è Chiappucci e Bugno non è quello del '91.

5) Tony Rominger Giro d'Italia 1995

Se il Rominger della Vuelta 1994 è stato un alieno contro una concorrenza di livello infimo (ne parleremo più avanti), questo è letteralmente incontenibile per due settimane e i suoi rivali si chiamano Evgeni Berzin e Piotr Ugrumov.

6) Miguel Indurain Giro d'Italia 1992

Intoccabile, ma per la verità nessuno prova ad attaccarlo se non Chioccioli. A cronometro va un po' meno forte rispetto al Tour di quella stessa stagione.

7) Evgeni Berzin Giro d'Italia 1994

Si è messo dietro Pantani e Indurain e tanto basta per guadagnarsi un posto nelle primissime posizioni. La scoppola del Mortirolo gli nega la top-5. Vero che non era un Giro particolarmente impegnativo, ma a Les Deux Alpes con Pantani e Indurain ci arriva solo lui.

8) Tony Rominger Vuelta 1994

Vince sei tappe, tiene la maglia di leader dall'inizio alla fine e dà 7'30" al secondo. Paga una concorrenza meno qualificata rispetto a quella trovata da chi lo precede in questa classifica. Alla fine i suoi rivali principali sono i gregari di Indurain, anche se comunque erano presenti avversari di tutto rispetto come Zulle, Rincon e LeBlanc. E' nettamente superiore a tutti sia in salita che a cronometro. Però, ripeto, lui era un top, gli avversari tutti buoni outsiders.

9) Miguel Indurain Tour de France 1993

In salita è sempre intoccabile anche se non fa la differenza. A cronometro finisce 1 a 1 tra lui e Rominger, ma considerati i distacchi Miguel vince ai punti anche la sfida nelle prove contro il tempo.

10) Miguel Indurain Tour de France 1994

Nei primi dieci giorni tra cronometro e Hautacam fa letteralmente paura. Dall'arrivo sull'Alpe d'Huez in poi, però, inizia a spegnersi e Pantani e Ugrumov gli danno delle belle botte sia in salita che, soprattutto, nella crono di Avoriaz. Certo, Pantani e Ugrumov non sono Chiappucci e Bugno, motivo per cui questo Indurain ha la "scusante" dei rivali fortissimi e merita, dunque, la top-10.

11) Miguel Indurain Tour de France 1991

A crono non è devastante come negli anni successivi, ma comunque è sensibilmente superiore alla concorrenza in tutto.

12) Bjarne Riis Tour de France 1996

E' un extraterrestre sui Pirenei (anche se il suo Hautcam non è al livello delle migliori scalate di Pantani, Indurain e Ullrich), ma a cronometro va più piano dell'anno prima e sulle Alpi, pur vincendo il tappino del Sestriere, non impressiona. Inoltre, il suo è chiaramente un Tour di transizione, come livello, nel decennio, inferiore solo a quello del '90 e del '99.

13) Miguel Indurain Giro d'Italia 1993

Tutto sommato è un Indurain sui suoi standard, il quale, infatti, vince bene ambedue le cronometro, che trova un Ugrumov che ha finalmente girato un paio di viti e ora è alla sua altezza. Il percorso, a ogni modo, era davvero poca roba.

14) Marco Pantani Giro d'Italia 1998

Per due settimane è uno dei peggiori Pantani della carriera. A Lago Laceno Zulle lo va a riprendere e lo stacca. Sul Piancavallo non sale piano, ma dà una manciata di secondi a Tonkov e a Zulle. Nella crono di Trieste va decisamente male. Poi arrivano le montagne vere e, allora, la musica cambia totalmente. Tonkov era un grandissimo rivale, il terzo corridore da corse a tappe in quel momento dopo Marco ed Ullrich. Il suo valore, forse, oggi appare un pelo inferiore poiché perse da allocco il Giro del '97.

15) Franco Chioccioli Giro d'Italia 1991

In quel contesto fu semplicemente un mostro. Ed era un Giro vero, con tanta salita e 100 chilometri a cronometro. Lui partì a cannone e migliorò anche col passare dei giorni. In salita fu sempre inscalfibile, nella terza settimana staccò tutti nettamente sul Pordoi e sul Mortirolo e vinse una crono di 66 km. E i suoi rivali erano i rivali di Indurain.

16) Gianni Bugno Giro d'Italia 1990

Leader dall'inizio alla fine, sempre in controllo, molto forte a crono e superiore alla concorrenza anche in salita. Un bel vincitore di un Giro sì di transizione, ma non di livello poi infimo.

17) Pavel Tonkov Giro d'Italia 1996

Tonkov è stato "solo" un ottimo interprete delle corse a tappe e non un eccellenza dei GT perché il suo rendimento era altalenante nell'arco delle tre settimane. Aveva momenti in cui era incontenibile e altri in cui, invece, non riusciva a sfruttare al massimo tutto il suo potenziale. Fu così anche al Giro del '96, ove di fianco al Tonkov che scavava i buchi per terra a Prato Nevoso e sul Mortirolo ci fu quello un po' spuntato del Pordoi. Comunque vinse con ampio margine contro una concorrenza degna.

18) Lance Armstrong Tour de France 1999

Fu molto forte fino al Sestriere, poi nulla di particolarmente esaltante...in un Tour in cui Kurt Van de Wouwer era un top-5 in salita. Oltretutto, ebbe la strada spianata dalla caduta di Zulle sul Passage du Gois che costò allo svizzero oltre sei minuti. Senza di quella, Zulle si sarebbe trovato a 1'30" all'inizio di una terza settimana in cui Lance perdeva colpi e chissà....Anche se va detto che quello era uno Zulle abbastanza a fine corsa. Certo, questo Armstrong non mostrava le evidenze di un sette volte vincitore di Tour. L'Ullrich del '98 (dunque teniamo fuori gli alieni Ullrich '97 e Pantani '98) lo avrebbe piallato senza troppi problemi.

19) Tony Rominger Vuelta 1993

Alla Vuelta del '93 Rominger e Zulle fecero un'altra gara rispetto alla poco qualificata concorrenza. Nel confronto con il giovane connazionale, Tony, in quel frangente, era superiore in salita, ma inferiore a cronometro. Alla fine di riffa o di raffa riuscì a vincere, ma più che altro sfruttando le debolezze del rivale.

20) Alex Zulle Vuelta 1996

Vince con ampio margine rimanendo sempre in controllo contro una concorrenza che aveva poco da dire. A crono, però, perde da un Rominger a fine corsa.

21) Tony Rominger Vuelta 1992

Fa un disastro nella prima crono e si complica la vita. Nel prosieguo di Vuelta, però, è nettamente il più forte sia in salita, come si è visto a Luz Ardiden, che a cronometro.

22) Jan Ullrich Vuelta 1999

Già non era più né l'Ullrich del '98 né tantomeno quello del '97. In salita subì sempre. Sull'Angliru Jimenez e Tonkov gli diedero quasi tre minuti e perse pure un minuto da uno """scalatore""" come Olano. Oltretutto, Olano lo batté pure nella prima crono e si ritirò quando vestiva la maglia di leader, anche se sul Pla de Beret aveva iniziato a scricchiolare. Poi, però, ti dà 2'50" a Zulle secondo in una crono di 46 km e, allora, cosa gli vuoi dire?

23) Alex Zulle Vuelta 1997

Vedi '96, con la differenza che nel '97 trovò gente che in salita di tanto in tanto lo staccava. Le Vuelte di Rominger non avevano startlist esaltanti, ma con lo spostamento a settembre la corsa ebbe un ulteriore rinculo.

24) Ivan Gotti Giro d'Italia 1997

Solidissimo, ma approfitta del fatto che lo lascino andare nella frazione di Cervinia. Se Tonkov lo avesse seguito, anziché guardare solo Leblanc, probabilmente il russo avrebbe vinto il Giro. Ad ogni modo, Pavel dopo una super prima settimana si spense anche un po'. Tutti gli altri avversari, che non erano granché, va detto, arrivarono lontanissimi da lui.

25) Laurent Jalabert Vuelta 1995

Vinse da dominatore, coronando il tutto con il numero favoloso di Avila, il grande giro forse di livello più scadente del decennio. Quelli della Vuelta pensavano di aver fatto il colpaccio mettendo la gara a settembre e, invece, erano tutti là a preparare Duitama. Secondo arrivò Olano alla prima esperienza da capitano, terzo Bruyneel (!!!).

26) Greg Lemond Tour de France 1990

Ne ha 3/4 più forti di lui a crono e non è mai il più forte in salita. Vince di esperienza, solidità e ingegno una Grande Boucle che vive un periodo di piena transizione. Gli dice anche bene che Indurain è ancora a un anno dal diventare Indurain e perde quasi 12' per via di una crisi nella tappa dell'Alpe d'Huez (chiuderà a 12'47" da Greg).

27) Abraham Olano Vuelta 1998

Fu ottimo nella prima cronometro e buono abbastanza da vincere senza problemi la Vuelta nella seconda. Il suo rivale più pericoloso era anche un suo compagno di squadra. In salita sovente non arrivava nemmeno con gli inseguitori di Jimenez.

28) Melchor Mauri Vuelta 1991

In salita andava piano, a crono fu il più forte di quella Vuelta, ma il successo sostanzialmente lo ottenne grazie a una Once fortissima che dominò la cronosquadre e lo difese sulle poche salite di quella Vuelta.

29) Marco Giovannetti Vuelta 1990

Un corridore bravo, ma da piazzamento. Un po' un Majka o un Pozzovivo del suo tempo. Solo che fu lesto a inserirsi nella fuga giusta e a sfruttare il vantaggio guadagnato per mettere nel sacco i rivali. Una vittoria romantica e, infatti, la rivedremo in questi giorni. Però in questa classifica vale quello che vale.
 
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#6
Giro 97..lo lasciarono andare???
le rasoiate sullo champremiere (mai più fatta) di leBlanc avevano fatto male a tutti
ciò nonostante fecero il san pantaleon fortissimo (nei tratti più facile di grande saliva con il 53..)
gotti conosceva benissimo la salita (era partito da li quando vinse la tappa di là magdeleine al giro della valle)
Aveva gambe incredibili
il tratto da antey a maen non facilità gli attaccanti..
eppure vinse alla grandissima
Tappa memorabile

Il giro è passato diverse volte in valle
a mia memoria (io ero ai tornanti prima della galleria di perreres) fu la volta dove ci fu più gente
 
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#7
Di certo Tonkov non provo nemmeno a seguirlo.

Ho rivisto la tappa che non è molto, Gotti perde sulla salita finale, seppur poco, da Tonkov.

Se Pavel gli andava dietro magari saltava, però non abbiamo la controprova. Quel giorno l'ha sottovalutato.

E aggiungo, Gotti fu pure avvantaggiato dal fatto che dietro andarono a scatti. Inoltre, ci fu pure la caduta sulla discesa del Campolongo.
 
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#8
Non provò a seguirlo perché non aveva le gambe
la salita di cervinia..non aiuta certo gli attaccanti ..eppure
Gotti andava nettamente più forte
tonkov era in calando , era troppo in forma al romandia
 
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#9
Tonkov rimonta 10" a Gotti salendo verso Cervinia e dà 1'30" a Leblanc.

Sono d'accordo che non fosse il Tonkov dei giorni migliori, ma non era nettamente inferiore a Gotti.

Oltretutto, ripeto, non è che dietro ci fosse una squadra a tirare. Tonkov aveva il solo Di Grande.

Tié



 
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#10
Ma con una tappa con i fuochi d artificio a 85 all arrivo..
difficile che hai tanti compagni di squadra..
adesso salvo rare occasioni ste cose non succedono
ma una volta il ciclismo non aspettava gli ultimi 3 km (prendo spunto dall infelice frase di scarponi al giro 2012..)
e se la corsa si sviluppa così tanto lontano
È sfida uomo a uomo
leBlanc pagò le rasoiate con il rapportone sullo champremiere

Gotti era uno dei favoriti del giro
Tonkov usò la scusa dell averlo sottovalutato nelle interviste di fine tappa
 
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#11
Gotti era uno dei favoriti, ma non aveva mai fatto meglio di top-5 in un GT.

Ci sta che Tonkov non se lo aspettasse così forte. Il livello dei due era simile, Tonkov la gestì oggettivamente male perché le sue gambe erano comunque buone.

Fu una situazione simil Evans - Schleck al Giro 2011. Con la differenza che Evans a crono riuscì a rimettere le cose al loro posto, Tonkov, invece, fece una brutta crono...e Gotti una grande crono.

Purtroppo ho fatto in tempo anch'io a vederlo il ciclcismo dove in quasi ogni GT si muovevano da lontano. E, infatti, faccio fatica vedere la sputazza dell'ultimo decennio.
 
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#12
Passiamo al periodo che va dal 1980 al 1989. Con una premessa: gli anni '80, a livello di percorsi, sono forse l'apice del Tour de France nel dopo guerra. Mentre il Giro, da quel punto di vista, vive il suo momento peggiore.

1) Laurent Fignon Tour de France 1984

Questa versione di Fignon è il più forte corridore da grandi giri del post Merckx. A cronometro non è dominante come un Anquetil o in Indurain, ma vince entrambe le prove contro il tempo tradizionali e anche la cronoscalata. In volata batte Kelly. E in salita palesa un livello altissimo. Le scalate de La Plagne e dell'Alpe d'Huez sono qualcosa di incredibile. Già il fatto che vinca con 10' di vantaggio su Hinault dice un po' tutto.

2) Greg Lemont Tour de France 1986

Il Tour del 1986 non fu di livello particolarmente esaltante e, inoltre, fu quasi un campionato sociale della Vie Claire. Però per Lemond, dopo Pau, pareva finita. E, invece, ti tira fuori la scalata migliore della carriera a Superbagnères e ribalta la Boucle. Tolto Hinault tutti gli altri subiscono distacchi siderali e Urs Zimmermann, che chiude terzo, non era certo un J.C. Peraud.

3) Pedro Delgado Tour de France 1988

Ho già scritto tutto nell'altro topic. Fortissimo in salita, ben oltre i suoi standard, e da top-10 a cronometro.

4) Bernard Hinault Tour de France 1981

Sicuramente la miglior versione di Hinault vista negli '80s al Tour de France, capace anche di vincere in salita. A cronometro era sempre il più forte, anche se non fu mai dominante come Anquetil o Indurain.

5) Roberto Visentini Giro d'Italia 1986

Era fortissimo, ma non gli fu dato modo di dimostrarlo fino in fondo. A Potenza staccò tutti di forza su uno strappetto. A Foppolo non poté giocarsi il successo parziale a causa dei problemi meccanici nell'ultimo chilometro. Nella cronometro di Siena solo Piasecki riuscì a precederlo e di appena una manciata di secondi. Era superiore a Lemond nelle prove contro il tempo e probabilmente anche in salita.

6) Bernard Hinault Giro d'Italia 1980

In salita è il miglior Hinault della carriera al Giro. Tuttavia, è comunque discontinuo e a crono, oltretutto, non incide come in altre occasioni. Se l'è dovuta sudare contro il modesto e vecchio Panizza.

7) Laurent Fignon Giro d''Italia 1989

Non era chiaramente quello del Tour de France del 1984, ma fu solidissimo. Vinse in maniera autorevole un Giro duro e dalla startlist eccelsa.

8) Bernard Hinault Giro d'Italia 1982

Mi sa che è l'unico GT in cui Hinault ha vinto su due arrivi in salita. Certo uno era Campitello Matese e l'altro Montecampione piazzato in una tappa di 85 km. A crono fu il più forte, ma perse le ruote dei rivali salendo verso San Martino di Castrozza e si prese una bella scoppola nel tappone di Darfo Boario Terme.

9) Stephen Roche Tour de France 1987

La cronosquadre fu la discriminante, ma non bisogna dimenticare che vinse un Tour durissimo di 25 tappe con il Giro nelle gambe contro una concorrenza che, nonostante Fignon non fosse più lo stesso dopo l'infortunio al tendine d'achille e Lemond fosse assente, era assolutamente qualificata. E ha conquistato la crono più lunga dell'epoca moderna.

10) Lucho Herrera Vuelta 1987

In salita fortissimo e a crono si difese particolarmente bene per i suoi standard. Sicuramente il corridore che ha vinto la Vuelta in maniera più netta negli 80s.

11) Bernard Hinault Giro d'Italia 1985

Il ritiro di Visentini gli spianò la strada. Lui fece una gran crono a Maddaloni, poi di difese dignitosamente, ma senza guizzi, anzi, deludendo anche un po' sia in salita che a crono.

12) Alvaro Pino Vuelta 1986

La sua vittoria alla Vuelta fu decisamente più convincente rispetto a quelle del più famoso connazionale Delgado. In salita fu il più forte insieme a Robert Millar, non soffrì mai, e a cronometro riuscì anche a battere tutti. Sottovalutato.

13) Bernard Hinault Tour de France 1982

Il più forte a cronometro, seppur non particolarmente dominante. I tantissimi km contro il tempo e la lunghissima cronosquadre gli permisero di primeggiare nonostante in salita si staccasse da rivali non particolarmente qualificati come Robert Alban e Raymond Martin.

14) Giovanni Battaglin Vuelta 1981

Battaglin portò in Spagna la sua versione migliore e per i padroni di casa ci fu poco da fare. Vinse nettamente la cronoscalata di Sierra Nevada mentre nelle altre salite presenti nella gara, poche per la verità, si dimostrò inscalfibile.

15) Stephen Roche Giro d'Italia 1987

Se la perfidia è una dote necessaria per vincere un GT, allora lui, sotto questo punto di vista, è il numero uno di tutti i tempi. Visentini a San Marino lo aveva demolito nell'uno contro uno. Riuscì a sfruttare tutti i fattori esterni necessari per far fuori il suo capitano e poi vinse abbastanza in scioltezza.

16) Bernard Hinault Vuelta 1983

Se la sudò contro i padroni di casa e un grande Marino Lejarreta. Riuscì a sfruttare l'inimicizia che si era venuta a creare tra gli spagnoli e Lejarreta quando questi firmò con l'italiana Alfa Lum. Fece una grande azione ad Avila per eliminare Gorospe, ma pound per pound non fu superiore a Lejarreta in quell'edizione della Vuelta.

17) Giovanni Battaglin Giro d'Italia 1981

In un Giro strano, lungo, ma facile, Battaglin sbucò fuori dal nulla nel finale e di solidità, pur senza quei grandi guizzi che aveva nelle gambe, portò a casa il successo. Non esaltante, ma meglio di altri in questo decennio.

18) Andrew Hampsten Giro d'Italia 1988

Senza il Gavia probabilmente non avrebbe vinto. Comunque fu devastante nella cronoscalata del Valico del Vetriolo e vinse anche sul Selvino. Fu un bel vincitore di un Giro su cui, però, vi è un asterisco. Non solo Chioccioli fu danneggiato dalla frazione del Gavia, ma anche Zimmermann, che perse oltre 5' e in classifica finirà a 2'45" da Andy.

19) Bernard Hinault Tour de France 1985

Come al solito bene a cronometro, ma nelle ultime tappe di montagna stava andando proprio a fondo. Lo salvò una squadra formidabile e il fatto che il più forte in gara fosse uno suo compagno.

20) Laurent Fignon Tour de France 1983

Un Bernal 2019 ante litteram. Vinse perché Simon in maglia gialla si ritirò. In montagna non era ancora quello del 1984. In compenso conquistò una crono di 50 km.

21) Eric Caritoux Vuelta 1984

Vinse per soli 6" su Alberto Fernandez Blanco, comunque un ottimo corridore. In salita, ad ogni modo, volava. Sul Rassos de Peguera fece una prestazione assurda staccando nettamente Perico, Fernandez, Corredor, Patricinio Jimenez, Chozas e tutti gli altri. Pollentier arrivò decimo a 2'52". E nelle poche altre ascese presenti nel tracciato si confermò il più forte.

22) Faustino Ruperez Vuelta 1980

Guadagnò tre minuti su tutti con un'azione solitaria in una frazione di trasferimento. Poi si difese senza problemi in una Vuelta che aveva poco da offrire.

23) Pedro Delgado Vuelta 1985

Vinse con un'imboscata. Fece un po' la sua Fuente Dé. Ma fu tutto fuorché esaltante per gran parte di quella Vuelta.

24) Pedro Delgado Vuelta 1989

Bene per due settimane, ma nella terza Parra gli fece patire le pene dell'inferno. Si salvò per il rotto della cuffia.

25) Sean Kelly Vuelta 1988

La dimostrazione che se i corridori forti fanno con costanza le gare non adatte a loro, prima o poi trovano il modo di vincerle. Certo non vinse alla grande, non vinse in modo entusiasmante, non vinse su un percorso particolarmente degno e non vinse contro una gran concorrenza. Però vinse.

26) Marino Lejarreta Vuelta 1982

Preferisco la versione '83 di Marino. Qua vinse con appena 18" su Pollentier sfruttando la squalifica di Angel Arroyo. Comunque non fece prestazioni dominanti in salita.

27) Joop Zoetemelk Tour de France 1980

Vinse di inerzia un Tour di corridori a fine carriera dopo il ritiro di Hinault in maglia gialla. I primi cinque tutti over 30, un'edizione di piena transizione della Boucle.

28) Greg Lemond Tour de France 1989

Non era il più forte, vinse con una vera e propria scorrettezza.

29) Francesco Moser Giro d'Italia 1984

Lui non fece nulla di male, l'organizzazione sì. Tagliarono tutto il tagliabile, altrimenti non ce l'avrebbe fatta. Quattro anni più tardi faranno salire il gruppo sul Gavia sotto una tormenta di neve.

30) Giuseppe Saronni Giro d'Italia 1983

Senza abbuoni non avrebbe nemmeno vinto, serve aggiungere altro?
 
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#13
Vuelta 1982 arroyo non crollò
vinse la vuelta
poi fu trovato al ritolin nella 17 esima tappa
Fu penalizzato di dieci minuti , due giorni dopo la fine vuelta
da vincitore a 13esimo

In suo onore venne fondata in quel anno una delle scuole di ciclismo più famose di spagna
a el Barracco .. escuela de ciclismo angel arroyo poi diventata fundacion victor sastre
victor sastre , grandissimo insegnante di ciclismo
oltre a suo figlio carlos
il nipote jose maria per tutti chava jimenez
Francisco mancebo
Pablo lastras
David Navas
ecc

Per me tour 86 più perso da hinault
 
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[+] A 2 utenti piace il post di winter
#14
Azz, non lo sapevo Arroyo che fu trovato positivo, modifico.

Grazie Fabio.
 
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#15
Luca molto interessante disamina, un punto mi lascia un poco perplesso. Pur essendo d'accordo sui vantaggi avuti da Lemond e Moser mi paiono comunque troppo penalizzati nel ranking tenendo conto che hanno entrambi sconfitto Fignon
 
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#16
Uno lo ha sconfitto perché gli hanno levato le montagne...senza dimenticare la schifezza che hanno fatto con Visentini.

L'altro l'ha sconfitto barando e andava più piano anche di Delgado.
 
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#17
Ad Arabba Moser ha preso 2'19" da Fignon.

Lasciò sul piatto anche un sacco di tempo a Selva di Val Gardena in una tappa di 74 km.

Con lo Stelvio ce la faceva a finire almeno sul podio?
 
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#18
Aggiungo: quei Giri e soprattutto QUEL Giro furono una vergogna.

Fior fior di campioni come Fignon e Visentini presi a pesci in faccia per far vincere l'idolo nazionalpopolare.

Il trionfo di una viscida mentalità provinciale che, purtroppo, esiste tutt'oggi.
 
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#19
Ritengo questo uno dei migliori topic del forum.

Andrebbe aperta una sezione del forum denominata "analisi serie".

Magari poi dico la mia sulle classifiche anni '10...sulle altre so poco
 
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#20
Dove posso approfondire il ruolo del Visenta al GIro 84?
 
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