Login Registrati Connettiti via Facebook



Non sei registrato o connesso al forum.
Effettua la registrazione gratuita o il login per poter sfruttare tutte le funzionalità del forum e rimuovere ogni forma di pubblicità invasiva.

Condividi:
Riccardo Riccò
#1
 
Rispondi
#2
Riccò accetta, sarà allenato da Aldo Sassi
Quella sera a cena fu lui a tirare fuori l’argomento: «Che cosa ne pensi di Riccò?». E fu sempre lui a confessare un’idea, non ancora un proposito: «Mi piacerebbe allenarlo». Erano i giorni che precedevano il Mondiale di Melbourne e Aldo Sassi era arrivato in Australia per promuovere l’attività del Centro Mapei. Nell’intervista alla Gazzetta parlò di molti argomenti, ma si soffermò volutamente su Riccò: «In salita è il più forte di tutti. Unpatrimonio che il ciclismo mondiale non può perdere. So che con lui rischierei la reputazione, ma a volte bisogna mettersi in gioco, per uno scopo importante. Se qualcuno non lofa, credendo in questo sport, come si possono cambiare le cose?».
Un messaggio per il ciclismo che non è rimasto inascoltato. Riccardo Riccò ha deciso di raccoglierlo. E così si è passati dalle intenzioni ai fatti: giovedì il Cobra e il Professore si sono incontrati al Centro Mapei di Castellanza, la struttura d’eccellenza diretta da Sassi. Si sono parlati, si sono guardati negli occhi e alla fine hanno deciso: d’ora in avanti Riccò sarà seguito da Sassi. Il loro patto è scolpito in una frase che Sassi ha detto a Riccò: «Ho un’aspettativa di vita che arriva a luglio. Sei la mia ultima scommessa». Credibilità È una sfida. Il regalo più grande che Sassi, 51 anni, malato di tumore al cervello da sei mesi, possa fare al ciclismo. Recuperare un talento, restituire credibilità a un corridore squalificato per 20 mesi per la positività al Cera durante il Tour de France 2008 e poi sempre circondato dal sospetto. Perciò non è ammesso il tradimento.
La data del primo test di valutazione è già fissata. Il programma, condiviso dalla squadra olandese Vacansoleil, riguarderà l’aspetto atletico, umano, psicologico-motivazione e di comunicazione. «Penso che Riccò abbia le potenzialità per diventare un Valentino Rossi della bici», si sbilancia Sassi. Con Ivan Basso, riabilitato dopo l’Operacion Puerto e di nuovo vincitore del Giro d’Italia, la nascita del sodalizio era stata quasi casuale. Con Riccò è stata una scelta.

da «La Gazzetta dello Sport» del 23 ottobre 2010
a firma Luigi Perna e Ciro Scognamiglio
 
Rispondi
#3
Appena tornato dalle vacanze in Egitto, una doppia sorpresa per Riccardo Riccò. Il "Cobra" ha visto la propria compagnia cimentarsi con ottimi risultati in una gara di ciclocross. Vania Rossi a Paterno (Potenza), nella 1a tappa del Giro d’Italia - al rientro dopo il controverso caso doping che l’ha fermata a fine gennaio (squalificata per Cera, poi riabilitata per la negatività del campione B) - è giunta terza. Il modenese, ha ricevuto anche la notizia tanto attesa e sperata: la Vacansoleil per l'anno 2011 sarà una formazione Pro tour. Adesso niente e nessuno potrà fernare la voglia di riscatto del ragazzo di Formigine.

cyclingworld.it
 
Rispondi
#4
Sono iniziati ieri i primi test al Centro Mapei.
Riccò si è subito sottoposto a un test di durata, per determinare quanto tempo è in grado di tenere una potenza di 6w/kg.
Durante il pomeriggio ha svolto un V02 test, per determinare il suo fabbisogno di ossogeno.
Oggi invece si sposterà su strada per un test su una piccola salita.
 
Rispondi
#5
Riccò: "Il Giro? Io ci spero Con Sassi una nuova sfida"
Riccardo Riccò si racconta dopo i test al Centro Mapei e l'uscita sul Sacro Monte: "Prima volevo a tutti i costi essere al centro dell’attenzione. Oggi ho capito che ci sono cose più importanti. Faccio questo mestiere perché mi piace correre in bici e vincere. Voglio migliorarmi e penso di riuscire a farlo"

Soldi. Ambizione. Successo. Forse ha ragione chi dice che a spingere un corridore sulla strada della perdizione sono queste tre cose: una alla volta o tutte insieme. Non sarà un caso che Riccardo Riccò risponda così, quando gli domandi in che cosa sia cambiato di più dopo la squalifica per doping: “Prima volevo a tutti i costi essere al centro dell’attenzione. Oggi ho capito che ci sono cose più importanti. Faccio questo mestiere perché mi piace correre in bici e vincere. Ma ciò che conta davvero sono mio figlio e la mia famiglia”.

Perché le piaceva tanto apparire?
"Perché ero un ragazzino e finire sui giornali e in tv era bello. Ho vinto molto, subito. Poi il mio carattere aiutava a far scrivere".

Quel carattere è rimasto?
"E’ difficile cambiare il carattere di una persona. Si può smussare e io l’ho smussato. Sono molto più posato. Ma la grinta di quando monto in bicicletta ce l’ho sempre. Quando parto voglio che non ci sia niente che mi possa fermare. Perciò non prendetemi alla fine di una tappa".

Due giorni di test al Centro Mapei con Aldo Sassi. Oggi siete andati sul Sacro Monte. Perché ha deciso di farsi allenare da lui?
“Come ha detto Aldo è una nuova sfida. Per entrambi. Voglio migliorarmi e penso di riuscire a farlo, con un uomo preparato tecnicamente come Sassi. Non ho pensato all’immagine. Non m’interessa l’opinione della gente. L’ho fatto per me stesso. Poi, certamente, il Centro Mapei è il massimo della trasparenza e chi ci va è visto in un certo modo. Questo mi fa piacere”.

E Sassi, secondo lei, perché l’ha fatto?
“Non lo so. Forse perché, come ha detto, crede nelle mie potenzialità. Ha raggiunto l’obiettivo del Giro d’Italia con Basso e vuole raggiungerne un altro con me. Io farò il massimo per ricambiare questa fiducia e regalargli belle soddisfazioni. Il prossimo anno sembra che la mia squadra (l’olandese Vacansoleil; ndr) farà le corse più importanti. Voglio lasciare il segno”.

E’ cambiato in questi due anni?
“Mi è nato un bambino, sono diventato papà e ne ho passate abbastanza. Ho dimostrato di avere un carattere forte, ma ci sono stati momenti molto difficili anche per me. Ora ho girato pagina, ho ricominciato nel modo giusto e spero di tornare ai miei livelli”.


Sposare la filosofia di Sassi è impegnativo.
“Lo so. Se sono qui è perché ho deciso di adottare questa filosofia, sennò non sarei venuto”.

Il Giro 2011, quanto ci crede?
“Ci spero, ma ormai non mi fido più. L’esperienza di quest’anno è bastata. Però la frase che Zomegnan ha detto su di me è stata bella”.

Con Sassi si allenano Basso, Evans, Cunego e molti altri. La concorrenza è uno stimolo?

“Ho sempre guardato solo a me stesso. Loro sono arrivati al Centro Mapei prima di me. Non porto invidie. Se mi batteranno, gli farò i complimenti”.

Sempre convinto di essere il numero uno?
“Penso che nel ciclismo la testa faccia molto, e se uno è convinto è già avanti un trenta per cento rispetto agli altri. Quest’anno, dove ho corso, ho dimostrato ancora di essere tra i più forti in salita, se non il più forte”.

Basso è un rivale?
“Durante la squalifica è stato l’unico dei miei colleghi che si è fatto vivo con messaggi e qualche telefonata. L’ho apprezzato. Rivali? Quando io sono esploso, lui non correva. Quest’anno lui c’era, ma io non ho fatto il Giro. Non ci siamo mai incontrati”.

Chi è il punto di riferimento attuale?
“Nibali, in Italia, ha dimostrato di essere migliorato tantissimo. Tra i giovani è lui il faro per le grandi corse. Quest’anno speriamo al Giro di incontrarci e di fare spettacolo per il pubblico”.

Ricorda quando lo snobbava un po’?
“Siamo stati rivali fin da dilettanti. Lui una corsa a tappe (la Vuelta; ndr) l’ha già vinta, è in vantaggio. L’anno prossimo sarà una bella battaglia. Sicuramente parto per vincere, non per lasciarlo vincere. Nel 2008 avrei detto diversamente, ma adesso è molto più dura batterlo. I risultati parlano chiaro. E io sono realista”.

Gazzetta.it

 
Rispondi
#6
Aldo Sassi: «Riccò, la mia scommessa»
La sfida è cominciata, una doppia sfida. Quella di Aldo Sassi, guru del ciclismo italiano e del Centro Mapei, si incrocia con quella di Riccardo Riccò. Sassi voleva allenarlo, il Cobra ha accettato.
Aldo Sassi, uomo che ha plasmato tanti grandi nomi del ciclismo mondiale, è un uomo segnato da un destino crudele: sta lottando contro un male incurabile e una diagnosi spietata: nemmeno un anno di vita. Ha espresso un desiderio: «Vorrei che Riccò fosse la mia ultima sfida». Messaggio inviato e raccolto. Riccardo Riccò, dopo la bufera del doping al Tour con tanto di squalifica, è rientrato alle corse mettendosi subito in evidenza. Ma è dura rifarsi una verginità quando inchieste, ombre e voci continuano a perseguitarti.
Per il Cobra era il momento del grande passo, di affidarsi al migliore, uno dei pochi uomini in grado di restituirgli la credibilità ad alti livelli che andava cercando. Sassi-Riccò, la scintilla è scoccata.
Aldo Sassi, direttore del Centro sportivo Mapei di Castellanza, può giocare la sua ultima sfida, Riccò, invece, può provare a vincere la sua.

Professor Sassi, come mai questo desiderio di lavorare con Riccò.
«Ho chiamato Riccò perché io credo molto in lui. Io vedo in lui il più grande scalatore attualmente in circolazione. Ragazzo istintivo, con tanta classe. Ha una semplicità straordinaria, ma nel contempo ha bisogno di credere nelle proprie possibilità. Si deve convincere dei propri mezzi e solo allora farà vedere grandi cose».

Come è nata l’idea di avvicinare Riccò?
«Eravamo ai Mondiali in Australia e una sera a cena, parlando con dei giornalisti, venne fuori il nome di Riccardo Riccò. Dissi che mi sarebbe piaciuto poter lavorare con lui».

Al primo incontro con Riccò che impressioni ha avuto?
«Ci siamo guardati negli occhi e ho avuto la conferma di quanto avevo pensato sul suo conto. Ragazzo semplice, con un fisico da corridore con la “C”’ maiuscola, soprattutto da scalatore. Io lo ritengo in grado di puntare molto in alto. Deve convincersi di essere un grande atleta. Ci sarà tanto da lavorare, ma ripeto la base è solida».

A quando il prossimo incontro?
«Andremo verso la metà di questo mese».

Vacansoleil promossa. In questi giorni sono uscite le nuove classifiche emesse dalla Uci. Nelle prime 15 società inserite nella Prima Divisione-Team Pro Tour, la squadra di Riccò, la Vacansoleil, è stata inserita al 12º posto. Il Cobra rivede il Giro.

Bruno Ronchetti - La Gazzetta di Modena
 
Rispondi
#7
Oddio, se davvero ci troviamo di fronte a un nuovo Riccò, una versione 2.0, forse riuscirò anche a simpatizzare per lui. Tifarlo no, perchè Scarponi e Pelli sono un passo avanti. Come atleta però è fantastico, solo quel caratteraccio proprio non me lo faceva prendere nel modo giusto: era quasi peggio di mister SarriTheBest. Sisi Solo che mister SarriTheBest ha all'attivo una moltitudine di tornei fantacalcistici vinti, e può permetterselo; Sisi Asd Riccò invece aveva vinto solo una tappa al Giro, e si comportava nemmen fosse Merckx (parlo del 2008 ovviamente)...
 
Rispondi
#8
Il 2011 di Riccò partirà dal Giro del Mediterraneo
Scatterà il 9 febbraio al Giro del Mediterraneo la stagione 2011 di Riccardo Riccò, di ritorno nel Pro Tour dopo la stagione 2008. Dopo la corsa francese "il cobra" si sposterà in Spagna per la Vuelta a Andalucía per poi tornare in Francia sulle strade della Parigi-Nizza. Dopodiché Milano-Sanremo, Giro di Catalogna e il trittico delle Ardenne (Amstel, Freccia e Liegi) prima del gran ritorno al Giro d'Italia e - perché no? - quello sulle strade del Tour de France.

cicloweb.it
 
Rispondi
#9
Il 2011 di Riccò comincia sotto il sole di Benidorm
È ormai prossimo alla partenza Riccardo Riccò. Alla volta di Benidorm, località turistica della Costa Blanca dove è previsto il ritiro del team Vacansoleil, fino a lunedì 20 dicembre.Sarà un volo in partenza questa mattina dall’aeroporto di Bologna diretto a Valencia, quello che porterà il campione di Formigine sul litorale spagnolo.
Dopo i confortanti responsi dei test effettuati venerdì scorso presso il Centro Mapei di Castellanza, alla presenza del Prof. Aldo Sassi, Riccardo Riccò è orientato con la mente verso la prossima stagione. La costa spagnola gli offrirà il contesto ideale per i suoi allenamenti, con un clima che si annuncia decisamente più mite rispetto a quello trovato negli ultimi giorni, sulle strade di casa.
«Un’occasione anche per consolidare l’affiatamento con i compagni di squadra – tiene a sottolineare Riccò -. Ci aspetta una stagione intensa e ricca di appuntamenti. Questo primo stage sarà l’occasione ideale per pianificare al meglio il nostro programma».

tuttobiciweb.it
 
Rispondi
#10
Riccò lascia le strade della Versilia
Lido di Camaiore (Lucca) - venerdì 31 dicembre 2010 - Ultima giornata di allenamenti per Riccardo Riccò, sulle strade della Versilia. Il capitano del team Vacansoleil ha raccolto l’invito degli amici organizzatori del Gp Camaiore, cercando un po’ di tepore sulla costa toscana.
«Un’escursione termica di almeno dieci gradi, rispetto al clima che trovo sulle strade di casa - ha commentato Riccò -. Un’opportunità che ho accolto molto volentieri e che mi ha dato modo di svolgere proficui allenamenti, a poco più di un mese dall’inizio della mia stagione agonistica».
Da ricordare che fu proprio al Gp Camaiore che Riccardo Riccò ritornò alle gare dopo l’incidente occorsogli al Giro d’Austria. Gara a tappe che nonostante il grave inconveniente riuscì a fare sua, dimostrando carattere e temerarietà.
«Il programma per la prossima stagione non è ancora definito, soprattutto per quanto riguarda la seconda parte, successiva al Giro d’Italia - ha spiegato il campione modenese -. Avrò modo di parlarne con i vertici del team nel prossimo stage che terremo dal 10 gennaio in poi in Spagna. Certamente - ha continuato Riccò - il Gp Camaiore presenta un percorso molto impegnativo e adatto alle mie caratteristiche e da parte mia, farò di tutto per essere al via, confidando anche in una condizione ottimale». (roberto sardelli - cs)

ciclonews.it
 
Rispondi
  


Vai al forum:


Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)