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Silvio Martinello
Nulla contro Martinello, che si era costruito un ruolo garbato e competente, solo con qualche difficoltà ad arginare le modestie di Pancani. 
Non si tratta delle descrizioni di luoghi e monumenti, che sono anzi una componente vitale del ciclismo e del suo potenziale nel valorizzare le zone attraversate dalla corsa. 
Non mi piace però Pancani, con una certa prosopopea immotivata, alcune risposte sgarbate (anche ai messaggi degli spettatori se con qualche critica), spesso disattento alla cronaca soprattutto per una insufficiente passione per il ciclismo, più preso da sé e da quanto dice in telecronaca. Voce molto adatta, con una vera passione (e un pizzico di arroganza in meno) sarebbe stato un ottimo telecronista. 

La Roubaix ha fatto 1 milione e 300.000 spettatori su Rai 3, non moltissimi. Le tappe di montagna del Giro hanno sempre il loro fascino ma è ovvio che la presenza di protagonisti italiani fa la differenza per il grande pubblico (e il dopo Nibali non si prospetta roseo...). 
Indubbiamente, il servizio RAI è vitale per il ciclismo azzurro, dovrebbe essere una vera direttiva politica nel promuovere territorio e turismo, oltre che valorizzando comunque uno sport che appartiene alle nostre radici (e con diverse aziende nel settore). Ottimo ad esempio il nuovo Giro di Sicilia con la presenza delle dirette. D'altra parte, un livello discreto di audience il ciclismo lo porta, non credo si tratti di un grande sacrificio. 

Diverso problema le modestie RAI. Lavoro nello stato, conosco le modestie ministeriali e la RAI mi sembra simile. Prima del passaggio a Mediaset (con Davide De Zan e Saronni) il ciclismo veniva assurdamente maltrattato, non solo senza intenti di promozione e valorizzazione ma con assurdità come il togliere la linea negli ultimi chilometri perché il palinsesto prevedeva altro. Mediaset ci fece diversi milioni di telespettatori, con la complicità di Pantani, ovvio, ma anche con idee nuove come le dirette integrali e la valorizzazione del doppio telecronista.
Suppongo che la dirigenza RAI sia sugli stessi livelli di allora, fantasia zero, competenze modeste, importanti compitino e conoscenze politiche.
 
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