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Spazio fantasy!
#1
Ci sono già topic che permettono di chiacchierare di storie fantasy, dai libri alle serie tv, ma volevo provare ad aprire uno spazio specifico, per proporvi alcune chiacchiere e magari per scoprire romanzi meno super – noti rispetto al Signore degli Anelli e alle Cronache del ghiaccio e del fuoco, che li abbia letti io o qualcuno di voi, dato che mi sembra di non essere il solo utente del forum ad apprezzare queste letture.
 
Sono arrivato al fantasy dalla fantascienza, attraverso autori che si sono cimentati in entrambi i generi (come Ursula K. Le Guin, grandissima autrice scomparsa in questo 2018), ma soprattutto a causa del Signore degli Anelli, nel desiderio di trovare altri romanzi che mi affascinassero quanto il romanzo di Tolkien.
 
Il fascino dei romanzi fantasy… Vi è la libertà di azione di storie fantastiche, ambientate in qualsiasi luogo della fantasia eppure con radici nel nostro sentire, in una percezione antica, quasi preistorica. C’è una sorta di normalità nel trovarsi in un contesto in cui le immagini della natura appaiono animarsi di magia, di dei piccoli e grandi, dall’immenso sole al “signore” di una montagna o di un fiume… E i suoni, il ticchettio della pioggia, il fragore di un temporale, il sussurrare del vento…  
Una “normalità” fatta di villaggi, di viaggi a piedi o a cavallo, in cui il limitato numero di persone che conosci sono di fatto il tuo mondo. Un eden perduto che eden non era, ovviamente, ma in cui andare con la fantasia ha un suo incanto. Un fruscio, un’ombra scorta forse dietro un albero… un folletto, un elfo?
Letteratura di evasione, certo, ma che amo e che mi accompagna da tanto tempo.

[Immagine: 330px-Caspar_David_Friedrich_-_Wanderer_...of_fog.jpg]
 
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#2
Sembra possa essere giugno 2019 la data di uscita dell’attesa ottava e ultima stagione di Game of Thrones. La rete è piena di tentativi di individuare gli ultimi sviluppi, aspetto che mi interessa poco, quando uscirà la vedrò. Si sa che il finale sarà aderente alle idee già sviluppate da Martin, sostanzialmente identico al finale previsto per i libri, se mai li completerà. Lo stesso Martin ha detto che il finale sarà dolce – amaro e conoscendo le sue idee su una narrazione non scontata, in cui ogni personaggio può morire la pagina successiva, possiamo aspettarci discrete ecatombi di diversi personaggi amati. Comunque vada, mi aspetto che, a differenza di altre saghe infinite (inutilmente allungate per il successo editoriale), la storia finirà, si completerà e chiuderà, almeno per la serie tv, per i romanzi temo che Martin non riuscirà a finirli (pare che in questi giorni si sia rifugiato in un eremo in montagna per finire il sesto volume, poi mancherà il settimo…). 

La serie televisiva ha via via fagocitato la serie dei romanzi, andando oltre quanto finora pubblicato, non senza danni, aumentando lo stile televisivo e perdendo qualcosa nello spessore dei personaggi, via via un po’ più appiattiti, meno ombre e luci, anche perché si va più di fretta, la produzione costa un botto e forse la HBO ritiene di ottimizzare il rapporto investimenti – ritorno. Nel contempo, inizia a non essere sicuro che l’ottava sia la stagione conclusiva, credo serpeggi l’idea di fare non troppi episodi per poi sparare le ultime cartucce su una eventuale nona stagione, le fortissime attese stanno facendo riflettere sui possibili guadagni. Basta che Bran non mi diventi con i capelli bianchi…

[Immagine: got-610x404.jpg]
 
Ne parlo perché di recente mi sono sparato tutte e 7 le stagioni, che finora non avevo mai visto. Avevo già letto i romanzi, così con il timore che la serie tv mi deludesse… Direi quasi il contrario, i tanti rivoli in cui la storia si disperde un poco nei romanzi si adattano bene al mezzo fiction, non a caso Martin viene dalla sceneggiatura. Sarà che adoro il fantasy, ma è stata una delle esperienze più coinvolgenti che la “narrazione” mi abbia proposto, qualcosa che mi ha appassionato e appagato quanto la trilogia di Peter Jackson, che è tutto dire visto che i tre film del Signore degli Anelli sono stati per me un evento epocale.
 
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#3
Ho letto Lord of the rings in epoca “antica”, negli anni 70. Ad un primo tentativo mi fermai dopo una sessantina di pagine, non riuscivo ad entrare nella storia. Poi lessi d’un fiato Lo Hobbit. Sull’incanto di quella lettura il volumone del Signore degli anelli mi volò via pagina dopo pagina, splendido e maestoso. Con uno dei miei migliori amici capitava di chiacchierare di qualche punto della storia, con una comune predilezione per la foresta degli Ent. Ci incantava anche il grande lavoro di ambientazione che Tolkien aveva fatto, leggendo è evidente come di ogni personaggio l’autore “sappia” più di quanto ci narra, come ogni terra abbia una storia, ogni leggenda appena accennata un suo pieno sviluppo in altre storie, o quanto meno negli appunti di Tolkien.

Con Claudio, il mio amico, ci accomunava il desiderio di vederne la versione cinematografica, pur pensando che sarebbe stato quasi impossibile. Troppo vasta la storia, troppo difficile rendere il senso e il fascino della Terra di Mezzo, di quella storia in fondo tanto semplice nel dualismo estremo tra bene e male quanto evocativa, che sapeva affondare le radici in un immaginario che riuscivamo in qualche modo a condividere, dal sapore antico. 
Avevamo visto il tentativo rimasto a metà di Ralph Bakshi, con una tecnica di animazione mista, con una versione apprezzabile ma non soddisfacente. Gli studios Rankin-Bass, che avevano realizzato in precedenza una versione animata de “Lo Hobbit”, conclusero l’opera producendo anche il Ritorno del re ma non ho mai visto questi due film.
Quando uscì la Compagnia dell’Anello andai al cinema senza troppe aspettative ma Jackson era invece riuscito a realizzare il quasi “miracolo”, riuscendo incredibilmente a non scontentare le orde di appassionati pronte ad azzannare chi avesse osato “inquinare” il meraviglioso romanzo di Tolkien.

Ne chiacchierai con il mio amico, che nel frattempo non viveva più a Roma, dopo il secondo film e l’intento fu quello di vedere insieme il terzo e conclusivo, distanze o non distanze. Troppe volte ne avevamo parlato, un momento prossimo troppo piacevole ed atteso per non condividerlo.
La vita ha deciso diversamente, il mio amico Claudio è scomparso prima dell’uscita del film.
Noi abbiamo deciso a nostra volta, però, andando a vedere Il ritorno del re con la vecchia compagnia di amici, con sua moglie e i suoi figli, ai quali aveva trasmesso la passione per l’opera di Tolkien. Ovviamente, una giornata dal contenuto emotivo pazzesco.
Un’altra passeggiata insieme nella Terra di Mezzo, e non è stata l’ultima.
 
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#4
“Conosco” George R.R. Martin dai tempi della pubblicazione in Italia delle sue prime opere, “Il pianeta dei venti” e “Canzone per Lya”, due romanzi brevi che mi avevano assolutamente affascinato. La mia memoria è ridotta a brandelli e, non avendoli mai riletti (li ho persi), ricordo più le sensazioni che mi diedero, lo straordinario senso del volo ne Il pianeta dei venti, una certa alienità e amarezza in Canzone per Lya. Se questo autore scrivesse una saga, mi dissi…

Quando iniziarono a uscire i romanzi delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” stavo leggendo meno e comunque, vista l’enormità della storia, mi disposi ad attenderne la conclusione prima di comprare tutti i romanzi e leggerli tutti insieme. Mi piace entrare completamente nella narrazione, uscendone solo quando il termine della storia mi costringe a farlo, con un certo rammarico se i romanzi mi sono davvero piaciuti. Il vantaggio di una memoria sempre più grovierosa è che mi basta aspettare qualche anno per poi rileggerli con rinnovato piacere.

Quando mi trovai di fronte a un volumone che raggruppava i primi due romanzi (i primi 4 dell’edizione italiana) non ho però resistito. Mi piacquero molto ma, ovviamente, la storia restava a metà e non ero certo di voler proseguire senza la prospettiva di finirla.
Mi ero appena cimentato nella estenuante lettura del ciclo della Ruota del Tempo di Robert Jordan, arrivando al nono volume, tutti tomi decisamente grossi, bei romanzi all’inizio ma via via più dispersivi e farraginosi, con la sensazione di una storia semi – infinita, nella mia sensazione allungata più per soddisfare l’editore (e la tasca) che non per il progetto iniziale (sia pure già mastodontico di suo). Robert Jordan non ha fatto in tempo a scrivere il dodicesimo e ultimo romanzo. Sulla base dei suoi appunti un altro ottimo autore, Brandon Sanderson, ha completato la serie, nel frattempo arrivata a 14 romanzi, se non sbaglio. Alla fine finisce (!!) ma non so se riuscirò mai a completarla (anche perché nel frattempo ricordo poco dei primi nove che ho letto). Anche la Ruota del Tempo sembra stia per diventare una serie tv.

Tornando a Martin, mi decisi ad acquistare e leggere tutti gli altri romanzi pubblicati delle “Cronache”, leggendo con piacere ma velocemente, senza riuscire ad immergermi del tutto nella storia, incontrando qualche difficoltà per i tanti personaggi e canali in cui si dipana.
Se Martin sarà così cortese da completare l’opera, so come andrà a finire: me la leggerò / rileggerò per intero, godendomi ogni pagina e ogni personaggio.
 
J. R. R. Tolkien, George R. R. Martin… Se arriverò a scrivere un romanzo so già come lo firmerò, con uno pseudonimo che contenga due belle R puntate…
 
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#5
Io le opere principali di Tolkien l’ho più o meno lette tutte, ora inizierò la caduta di gondolin e proverò a leggere the lord of the rings in inglese
Finalmente qualcosa di fantasy qui!
 
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#6
(23-11-2018, 09:37 AM)Gerro Ha scritto: Io le opere principali di Tolkien l’ho più o meno lette tutte, ora inizierò la caduta di gondolin e proverò a leggere the lord of the rings in inglese
Finalmente qualcosa di fantasy qui!


Non posso considerarmi un super-fan di Tolkien, ho letto solo Lo Hobbit e il SdA. Ho il Silmarillion sepolto da qualche parte ma non l'ho mai letto, solo il primo capitolo. Non mi sono mai appassionato all'intero universo di Arda immaginato da Tolkien, forse proprio perché per Tolkien si trattava di ambientazione (e non solo, ovviamente) e non ancora di storie completate per la pubblicazione. Avverto il fascino dell'intera creazione di Tolkien ma non ho mai approfondito questi aspetti.
 
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#7
Sembra che anche il Mondo Disco di Terry Pratchett stia per diventare una serie TV. La BBC ha infatti ordinato la produzione di una serie di 6 episodi con il titolo "The Watch", ripresi in particolare dai romanzi dedicati alla Guardia Cittadina di Ankh - Morpork. 

[Immagine: the-watch-il-mondo-disco-di-terry-pratch...xw-654.jpg]
Discworld, sostenuto da quattro elefanti che poggiano sul dorso della tartaruga A'Tuin che nuota nello spazio...!!

Scomparso prematuramente nel 2015 (dopo una lunga lotta con l'Alzheimer, scegliendo infine il suicidio assistito),  maestro indiscusso di un fantasy umoristico geniale, Terry Pratchett ha venduto una settantina di milioni di copie dei suoi libri, tradotti in una quarantina di lingue! 

Vanta milioni di lettori appassionati ma io non sono (ancora) tra questi. Ho letto solo un suo romanzo tanti anni fa, per caso, non ne ricordo nemmeno il titolo, ricordo che lo trovai divertente e molto piacevole ma non sapevo che fosse solo una delle sue numerosissime opere e che si trattasse di un autore così acclamato. Qualche mese fa ho acquistato "Il colore della magia" ma non l'ho ancora letto (ho letto meno della metà dei libri che ho a casa ma continuo ad acquistarne...), con l'intenzione di colmare prima o poi questa lacuna. 

Mi sembra di ricordare che altri utenti del forum abbiano letto e apprezzato i suoi romanzi (Zelk, forse?). Se ci siete battete un colpo, io non posso rendere adeguato merito a questo autore!
 
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