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Storia del ciclismo colombiano
#1
Oggi vi parlo del Clásico Polímeros Colombiano, una gara che si svolse nel mese di novembre dell'anno del signore 1974.

A vincerla, peraltro, sarà un corridore che 22 anni più tardi verrà arrestato poiché in uno stabile di sua proprietà la polizia trova una tonnellata di coca.

Le premesse, insomma, sono già piuttosto succose. Poi, dobbiamo analizzare il contesto storico in cui questa gara nasce. Il periodo in questione, la prima metà degli anni '70, vede il ciclismo europeo e quello colombiano intrecciarsi come mai prima d'ora.

Si, per carità, qualcosa c'era stato anche in precedenza, come i duelli tra il leggendario Ramon Hoyos e i declinanti Coppi e Koblet sul finire degli anni '50. Ma non era una situazione paragonabile a quella in cui nasce il Clásico Poc.

Cochise Rodriguez corre nel Belpaese già da due anni. L'altro grande fuoriclasse colombiano dell'epoca, Rafael Antonio Niño, sei edizioni della Vuelta a Colombia e cinque del Clasico RCN nel palmares, prova proprio in quella stagione l'avventura europea con la Jollj Ceramica.

Oltretutto, nel '74, Gonzalo Marin e Norberto Caceres fanno secondo e terzo al Giro d'Italia dilettanti. E, così, cavalcando l'euforia del momento, nel paese degli escarabajos decidono di creare questa gara, a cui invitano diversi tra i team più importanti dell'epoca.

Ci doveva essere anche la Molteni di Eddy Merckx, ma all'ultimo diedero forfait. Ad ogni modo, al via si presentano la Bianchi di Gimondi, e non poteva essere altrimenti dato che era la squadra di Cochise, la KAS e la Jollj Ceramica.

José Manuel Fuente, Felice Gimondi, Domingo Txomin Perurena, Vicente Lopez Carril, Pierino Gavazzi e Giovanni Battaglin sono i grossi calibri europei al via della gara. Tra i local, oltre ai due sopraccitati, ci sono anche il compianto Alfonzo Florez e José Patrocinio Jimenez.

La corsa, che si compone di cinque tappe, viene vinta da Carlos Julio Siachoque Quiñones, questo personaggione a cui ho accennato in precedenza. Qua da noi qualcuno se lo ricorderà per il secondo posto al Giro d'Italia dei dilettanti del 1982.

Comunque, Siachoque era un vero cavallo pazzo, che teneva comportamenti sopra le righe anche quando correva. Però, possedeva anche talento cristallino e vinse il Clasico POC in maniera nettissima, dominando l'ultima tappa, la più dura, da gran campione.

Dopo essere stato condannato a nove anni per la storia della coca, ad ogni modo, Siachoque è uscito da quel mondo. Se volete approfondire la sua storia qua trovate una bella intervista: https://cerosetenta.uniandes.edu.co/el-e...siachoque/

Qua, invece, c'è la startlist e gli ordini d'arrivo delle tappe del Clasico POC: https://web.archive.org/web/201203081207...icoPOC.htm
E qua il racconto della gara: https://web.archive.org/web/201203081218...lisan5.htm
Se volete leggere di Cochise (e di Hoyos!), inoltre, qua c'è il ritratto di Morris: http://www.ilnuovociclismo.com/forum/Thr...#pid271577

Mi permetto di chiosare con il solito: "Ah la globalizzazione del ciclismo".
 
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[+] A 3 utenti piace il post di Luciano Pagliarini
#2
Ho cambiato il titolo del topic in modo da poterlo usare per parlare di tutta la storia del ciclismo colombiano.

Qua Pacho Rodriguez ci dimostra chi già negli anni '80 i colombiani non erano solo scalatori puri.



 
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#3
Concordo
anche se per me i colombiani anni 80 son scalatori
 
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