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Tour de France, il Pagellone della "Grande Boucle" 2013
#1
Tour de France, il pagellone della "Grande Boucle"

Le pagelle del Tour de France 2013 -Froome vesta la maglia gialla
Froome vesta la maglia gialla - © Sky.it

Conclusasi la centesima edizione della "Grande Boucle" è arrivato il momento di dare i voti ad i protagonisti ed i mancati tali del terzo evento sportivo più importante al mondo, che quest'anno ha visto il keniota Christopher Froome arrivare in giallo sul podio dei Campi Elisi davanti al giovane colombiano Nairo Quintana ed al veterano spagnolo Joaquim Rodriguez che con questo risultato entra a far parte di un ristretto gruppo di corridori che hanno concluso tra i primi tre della classifica generale tutti i grandi giri. Prima però una menzione la merita il percorso, sicuramente più bello ed equilibrato di quello dell'anno precedente, il quale ha garantito spettacolo ed emozioni quasi ogni giorno, ragion per cui almeno un otto, a mio parere, non glielo leva nessuno.



© Sky

Chris Froome (Sky) Voto 9,5
Domina, come da pronostico, la centesima edizione della "Grande Boucle", oltre a vincere a cronometro, conquista anche due arrivi in salita(Ax3 Domaines e Mont Ventoux) giungendo al traguardo in solitaria, dando prova di essere un corridore completamente diverso rispetto al compagno Wiggins. Dimostra però in più occasioni di essere alla prima esperienza da capitano al Tour de France, nella tappa di Saint-Amand-Montrond cade vittima del ventaglio fatto dalla Saxo, mentre sull'Alpe d'Huez va in crisi a causa della mancanza di zuccheri. Inoltre sembra andare in calando nella terza settimana.



© Movistar

Nairo Quintana (Movistar) Voto 9
Rivelazione, ma fino ad un certo punto, di questo Tour de France. Mantiene le attese che i più accorti avevano su di lui, dimostra personalità attaccando sul Pailheres a 35 km dall'arrivo nella tappa di Ax3 Domaines ed alle pendici del Mont Ventoux nella 15esima frazione dove poi chiuderà in seconda posizione staccato da Froome all'ultimo Km. Sull'Alpe d'Huez è il primo degli uomini di classifica, mentre ad Annecy si scrolla di dosso anche la maglia gialla e Purito Rodriguez andando a conquistare la vittoria di tappa. Conclude al 2° posto diventando il più giovane dai tempi di Ullrich nel 96 ad arrivare sul podio al Tour e si porta a casa oltre alla maglia bianca anche quella a pois di miglior scalatore.



© Argos

Marcel Kittel (Argos) Voto 8,5
Miglior velocista di questo Tour de France, quattro volate vinte su cinque disputate, di cui una rimontando Cavendish ed una rimontando Greipel. Inoltre ha anche l'onore di vestire la maglia gialla e di alzare le braccia al cielo nella stupenda passerella in notturna dei Campi Elisi, e nei prossimi anni potrebbe fare ancor meglio.



© Katusha

Joaquim Rodriguez (Katusha) Voto 8
Ed alla fine la "remuntada" al Purito è riuscita, il quale si è anche preso una parziale rivincita su Contador, scalzandolo dal podio dopo che lo spagnolo l'anno scorso con un colpo di genio lo aveva battuto alla Vuelta. Parte male il Tour di JRO, che nonostante passi indenne le prime tappe, sui Pirenei, a causa del caldo e di una condizione fisica non ottimale, perde oltre due minuti da Froome. Già sul Ventoux però dà segnali di ripresa il campione catalano, concludendo quarto dopo aver ripreso e superato Contador con la sua consueta sparata. Ma è nelle Alpi che diventa grande protagonista della "Grande Boucle", prima fa la miglior crono della sua vita e poi tra Alpe d'Huez ed Annecy si concede il lusso di staccare la maglia gialla ed in due tappe dà oltre quattro minuti a Contador andando a conquistare la terza posizione.
Da segnalare anche le simpatiche gag nell'ultima tappa quando con la collaborazione di Quintana cercava di accendersi un sigaro.



© Movistar

Alberto Rui Costa (Movistar) Voto 8
Nonostante il Tour de Suisse vinto per il secondo anno di fila, il portoghese arriva alla "Grande Boucle" in veste di gregario di Valverde e Quintana. Dopo i Pirenei si ritrova tra i primi dieci della generale, ma nella tappa di Saint-Amand-Montrond viene fermato per aiutare Valverde che aveva forato e finisce col perdere oltre dieci minuti. Detto addio alla top - 10 il portoghese si mette ad inseguire la vittoria di tappa, entra due volte nella fuga, nella frazione con arrivo a Gap ed in quella di Le Gran-Bornand, ed entrambe le volte finisce con l'arrivare al traguardo da solo ed a braccia alzate, alla maniera dei grandi campioni. Con il contratto non ancora rinnovato si trova ad un bivio: rimanere alla Movistar con Quintana e Valverde oppure cercare fortuna da un'altra parte.



© Orica

Orica - GreenEdge Voto 8
Autentici protagonisti della prima settimana del Tour, vincono a sorpresa due tappe: la prima a Calvi grazie all'ottimo gioco di squadra tra Gerrans ed Impey con il sudafricano che lancia il suo capitano al momento giusto per permettergli di resistere alla rimonta Sagan e la seconda, la cronosquadre di Nizza, battendo niente meno che i campioni del mondo in carica dell'Omega Pharma Quick-Step. Tengono anche la maglia gialla per quattro giorni con Impey che diventa il primo africano nella storia della "Grande Boucle" ad indossarla. Inoltre hanno anche il merito di divertire i fan con i loro simpaticissimi video.



© Movistar

Alejandro Valverde (Movistar) Voto 7,5
L'asso di coppe nella carte da gioco trevigiane recita "per un punto Martin perse la cappa", frase che sta a pennello a "El Embatido" che per colpa di una foratura ha perso dieci minuti ed ha detto addio al podio al Tour de France che pare essere stregato per lui. Al di là di quel episodio però la "Grande Boucle" del murciano si è rivelata comunque ottima, tra i più solidi sia in salita che a crono, a fine Tour ha avuto l'umiltà di mettersi a lavorare per il compagno Quintana e nonostante ciò ha concluso comunque con un onorevole ottavo posto che è il suo secondo miglior risultato in carriera nella corsa a tappe francese.




© Cannondale

Peter Sagan (Cannondale) Voto 7,5
Bissa la maglia verde dell'anno precedente, però vince solo una tappa facendosi beffare da Bakelants e da Gerrans nella seconda e nella terza frazione. Comunque la sua costanza di rendimento è impressionante e come al solito diverte la gente con le sue impennate sulle salite mitiche dalla "Grande Boucle". Molto bene i suoi compagni di squadra che si sono fatti trovare pronti sempre quando serviva, una menzione particolare per Moreno Moser(7,5) autore di uno splendido terzo posto sull'Alpe d'Huez.



© Belkin

Bauke Mollema (Belkin) Voto 7,5
Alla prima esperienza da capitano alla "Grande Boucle" il buon Mollema, che un fenomeno non è, ottiene un ottimo sesto posto forse anche un po' al disopra delle aspettative. Sì, dopo le due settimane forse si poteva pensare che potesse fare anche qualcosina in più, ma come ha già dimostrato in passato, il ragazzo tende a calare con il passare delle settimane. Resto comunque un Tour di livello il suo condito con diversi piazzamenti di valore qua e là nelle varie tappe.



© Saxo - Tinkoff

Roman Kreuziger (Saxo - Tinkoff) Voto 7,5
Mai si era visto un Kreuziger così forte, se è vero che all'Amstel Gold Race aveva fatto un capolavoro, al Tour de Suisse sembrava essere il solito corridore inconcludente nelle corse a tappe. Ed invece il ceco corre un Tour da incorniciare, solidissimo dal primo all'ultimo arrivo in salita, ma penalizzato dal dover badare al capitano Contador che più volte lo ha rallentato. Si dimostra corridore intelligentissimo, in ogni arrivo in salita si è staccato dal gruppo dei migliori prima del suo capitano, ma poi lo ha ripreso e scortato fino al traguardo o comunque a poche centinaia di metri. L'impressione è che se avesse potuto correre per se si sarebbe giocato il podio con Rodriguez.



© Ag2r

Christophe Riblon (Ag2r) Voto 7,5
Il 18 luglio è il suo giorno, tre anni fa in questa data vinse ad Ax3 Domaines, quest'anno è stato addirittura incoronato re dell'Alpe d'Huez. Corridore vero, tenace, scaltro, sulla salita regina del Tour de France lascia sfogare Tj Van Garderen, si stacca dal rivale quando ancora mancano diversi km al traguardo, ma poi nel finale, ai meno due, lo riprende e lo lascia là involandosi verso la gloria. Ed il giorno dopo è di nuovo in fuga, da grande lottatore qual è; non avrà il talento dei Rolland e dei Pinot, ma se non era per lui il Tour dei francesi sarebbe stato veramente disastroso. In generale ottimo anche il Tour della sua squadra: Péraud (6,5) era nei dieci prima di rompersi la clavicola, Gadret (6) ha concluso il Tour in crescendo dopo un brutto avvio e sulle Alpi era tra i più forti in salita, e per finire Bardet (7) ha chiuso il Tour tra i primi 20 dimostrandosi un ottimo prospetto oltre che per le corse di un giorno anche per i grandi Giri.



© Radioshack

Jan Bakelants (Radioshack) Voto 7,5
Tour meraviglioso quello del belga della Radioshack, una tappa vinta alla Bertogliati anticipando la volata, la maglia gialla, ed un incredibile continuità di rendimento nell'arco delle tre settimane che lo porta ad arrivare tra i primi quindici in una salitona come quella di Annecy. La "Grande Boucle" lo farà avanzare nelle gerarchie della squadra e con la sua grinta ha conquistato migliaia di fan, meglio di così non si può. In casa Radioshack da segnalare anche le prove di: Jens Voigt (7,5) solito vecchio leone indomabile che a 42 anni va ancora in fuga appena ne ha la possibilita, Andreas Kloden (6,5) all'ultimo Tour cerca la prima vittoria di tappa, ma viene nuovamente beffato a Le Gran-Bornand come già successo nel 2004 e Maxime Monfort (6) il solito corridore solidissimo che conclude nei 15 pur senza mai farsi vedere.



© Astana

Jakob Fuglsang (Astana) Voto 7
L'unico corridore dell'Astana in grado di farsi notare nell'arco delle tre settimane, migliorato tantissimo nelle salite lunghe si dimostra anche molto sveglio ed accorto accodandosi ai Saxo - Tinkoff nella tappa dei ventagli. A Bagneres-de-bigorre se ne va in salita con Dan Martin alla ricerca di una vittoria di tappa, ma può poco allo sprint contro il vincitore della Liegi. Conclude la "Grande Boucle" con un onorevolissimo settimo posto che rappresenta il suo miglior risultato in carriera in un grande giro.



© Garmin

Andrew Talansky (Garmin) Voto 7
Non sarà l'erede di Armstrong, ma quantomeno lo si può considerare il nuovo Leipheimer, ben più solido del coetaneo e connazionale Van Garderen, comincia il Tour un po' in sordina, ma cresce pian piano, guadagna qualche minuto grazie alla fuga nella tappa vinta da Trentin e nella terza settimana mette il turbo, prendendosi il lusso di arrivare prima di Contador nella tappa di Annecy e conquistano un bel decimo posto. La sua strategia è quella già vista alla Vuelta dell'anno scorso e soprattutto a Risoul al Giro del Delfinato, si stacca presto dagli altri big, ma poi salendo del suo passo ne sorpassa la gran parte. In casa Garmin buona anche la prestazione di Daniel Martin (6,5) che parte forte vincendo anche una tappa sui Pirenei, ma crolla sulla Alpi dimostrando di non essere ancora un corridore da grandi corse a tappe.



© Sky

Richie Porte (Sky) Voto 7
Il gregario più prezioso e forte di Froome. Ad Ax3 Domaines arriva secondo dietro il suo capitano, ma nella tappa seguente crolla dicendo addio al podio. Si riprende comunque in tempo per poter aiutare il capitano nelle tappe successive e sull'Alpe d'Huez diventa fondamentale scortando la maglia gialla in preda ad una crisi di fame fino al traguardo.



© Omega - Pharma Quick step

Michal Kwiatkowski (Omega Pharma Quick Step) Voto 7
Io non so se diventerà un vincente oppure sarà un eterno piazzato, però so per certo che sa fare tutto ed anche bene questo giovane polacco. Riesce a rimanere in top - 10 fino all'ultima tappa grazie ad una condotta di gara intelligente ed all'aiuto del ottimo Peter Velits (6,5) il quale pur non essendo il campione che ci si aspettava potesse diventare si rivela fondamentale per il compagno. Alla fine però deve arrendersi ad uno scatenato Talansky contro il quale non può nulla, ma anche un 11esimo posto per un corridore così giovane non è da buttare. Parlando di Omega Pharma Quick Step non si può non citare Matteo Trentin(7) che vince una gran bella tappa battendo in rimonta, con uno sprint eccezionale, un signore delle fughe quale lo svizzero Albasini.



© Cofidis

Daniel Navarro (Cofidis) Voto 7
L'ex gregario di Contador, grazie alla sua grinta, alla sua tenacia, e soprattutto alla fuga nella tappa di La Grand-Bornand riesce ad andare oltre a ciò che le sue gambe gli permettono ed a conquistare un'insperata top - 10 che salva di fatto il Tour della Cofidis che tra l'altro alla luce di questo risultato non può non essere considerata la seconda miglior squadra francese dopo l'Ag2r. Molto utile alla causa di Navarro risulta essere Jerome Coppel(6) che nonostante un inizio disastroso torna ad i suoi livelli nell'ultima settimana e dopo essere stato protagonista nella tappa di Gap scorta il suo capitano nella frazione di Le Grand-Bornand.



© Omega - Pharma Quick Step

Tony Martin (Omega - Pharma Quick Step) Voto 6,5
Nonostante una tremenda caduta nelle prime tappe il tedescone non si arrende e riesce a vincere una tappa ed a concludere il Tour. Veramente stoico il ragazzo, considerando anche che per andare più forte a crono è disposto addirittura a ricoprire la sella della sua bici di carta vetrata.



© Euskaltel

Mikel Nieve (Euskaltel) Voto 6,5
I 10 minuti persi nella tappa dei ventagli ed i cinque nella prima crono gli compromettono le possibilità di entrare nei dieci, peccato perché in salita va forte come non mai, e dimostra una volta di più di essere continuo nell'arco delle tre settimane al contrario del collega Anton. Raggiunge il suo apice con il terzo posto sul Mont Ventoux, mentre sulle Alpi ha una leggera flessione che lo porta a fallire l'obbiettivo vittoria di tappa a Le Grand-Bornand che sembrava essere alla portata.



© Belkin

Laurens Ten Dam (Belkinl) Voto 6,5
Parte fortissimo e dopo i Pirenei è a ridosso della zona podio, ma nella terza settimana crolla al pari del compagno Mollema è conclude solamente al tredicesimo posto. Resta comunque il miglior Tour della carriera per l'olandese che ora è uno degli uomini più richiesti sul mercato. In casa Belkin si fa vedere anche Robert Gesink(6) che tra un paio di attacchi qua e là ed il buon supporto dato ai compagni si guadagna una sufficienza risicata.




© Lotto

André Greipel (Lotto) Voto 6
Come era ipotizzabile il suo apice l'ha raggiunto l'anno scorso con le tre tappe vinte, in questo Tour fa il minimo indispensabile vincendo una frazione e raccogliendo diversi piazzamenti. In casa Lotto dopo il ritiro di Van Den Broeck si fa notare nelle tappe di montagna Bart De Clerq(6,5) che dà il suo meglio sul Mont Ventoux dove arriva a poco più di due minuti da Froome.



© Radioshack

Andy Schleck (Radioshack) Voto 5,5
Rimandato, ma non bocciato, è già qualcosa per uno che giusto qualche mese fa non riusciva a concludere nemmeno una corsa. In salita va a sprazzi, alterna momenti brillanti, a grosse crisi, però alla fine ridendo e scherzando arriva tra i primi 20, che un brutto risultato per uno che non correva da due anni non è. Peccato solo che non riesca ad inserirsi in una fuga buona, anche se va detto che nella tappa di Le Gran-Bornand una parte della colpa ce l'ha anche la radiolina che fa le bizze. L'impressione comunque è che in futuro, lavorandoci bene, possa tornare sui suoi livelli.



© BMC

TeJay Van Garderen(BMC) Voto 5,5
Dice addio alle possibilità di far classifica praticamente subito, debilitato forse anche dalle cadute, però poi dimostra tanta buona volontà entrando in fuga più ripetizioni. Sull'Alpe d'Huez pecca di superbia cercando di staccare Riblon troppo presto e così nel finale scoppia e si fa raggiungere e superare dal francese.




© Omega - Pharma Quick Step

Mark Cavendish (Omega - Pharma Quick Step) Voto 5,5
Peggior Tour della carriera, vince appena due volate, di cui una contro il solo Sagan, e si fa battere a più ripetizioni da Kittel. Tutto questo nonostante la squadra lavori benissimo per lui sacrificando pure il buon Kwiatkowski che è stato a lungo tra i primi dieci della generale. Il Giro portato a termine può essere una scusante, ma fino ad un certo punto.



© Saxo - Tinkoff

Alberto Contador (Saxo - Tinkoff) Voto 5
Che contro Froome avesse poche possibilità si sapeva, che potesse uscire dal podio era qualcosa di anche ipotizzabile, ma che in salita andasse più piano pure di un suo gregario non se lo sarebbero immaginato nemmeno i suoi peggiori haters. Alla fine conclude quarto, ma solo perché Valverde ha perso dieci minuti nella tappa dei ventagli, Kreuziger lavorava per lui e Porte è andato in crisi nera a Bagneres de Bigorre. Perde quasi otto minuti in quattro arrivi in salita da Froome e sulle Alpi subisce la rimonta di Purito che tra Alpe d'Huez e Annecy gli rifila oltre quattro primi. E se Kreuziger non si fosse sacrificato per lui a più ripetizioni i distacchi sarebbero stati anche più ampi.
In salita poi non abbozza mai uno scatto se non sul Col de Manse che di certo non è l'Alpe d'Huez o il Mont Ventoux, prova qualche allungo in discesa, ma più che mettere a rischio l'incolumità fisica di Froome non fa. L'unica cosa buona che riescono ad inventarsi lui e Riis in 21 giorni è il ventaglio nella tappa di Saint-Armand-Montrond, ma alla fine anche quello alla luce dei risultati è inutile.
Gli anni buoni ormai li ha lasciati alla spalle ed il declino è sempre più evidente.



© Euskaltel

Igor Anton (Euskaltel) Voto 5
Il solito vecchio Anton, parte bene, ma poi si perde al primo tappone con più montagne, risulta non essere nemmeno tanto utile a Nieve e sul Mont Ravard viene addirittura staccato dal buon Voigt che scalatore non è mai stato ed ha pure 42 anni.



© Europcar

Pierre Rolland (Europcar) Voto 5
Non ha la condizione degli anni scorsi, e si vede, poi viene anche penalizzato dal correre in una squadra dove nemmeno il DS ha le idee chiare su cosa fare(lampante è l'esempio della tappa di Saint-Armand-Montrond dove l'Europcar tirava sia nel gruppo davanti che in quello dietro). Finisce col fallire tutti gli obbiettivi: top - 10, maglia a pois e vittoria di tappa, e nonostante la buona volontà, l'insufficienza è inevitabile.



© Vacansoleil

Vacansoleil Voto 5
I vari: Flecha, Hoogerland e De Gendt la buona volontà ce la mettono anche, ma le gambe non ci sono proprio. Poels pare in ripresa, ma è ancora lontano dal tornare ad essere il corridore che arrivava secondo sul Anglirù davanti a niente meno che Froome e Menchov. Infine unica nota positiva il giovane Danny Van Poppel che a 19 anni dimostra già una certa personalità, al contrario del fratello Boy che non si è visto una volta in 21 giorni.



© BMC

Cadel Evans (BMC) Voto 5
Con il Giro nelle gambe non ci si poteva aspettare nulla, considerando anche l'età, il buon Cadel ci prova con la solita grinta nel prime due settimane a rimanere coi migliori, ma nella terza molla completamente passando da 15esimo posto al 39esimo.
Al di là del piazzamento che alla fine conta relativamente dato che l'australiano ha già fatto tanto quest'anno, stupisce l'averlo visto arrendersi per la prima volta nel corso della sua decennale carriera.



© BMC

Philippe Gilbert (BMC) Voto 4,5
La maglia iridata più anonima dai tempi di Ballan come minimo, si vede solo nella tappa di Gap ed in quella di Annecy dove lavora per Van Garderen. Va detto anche che non si capisce perché i tecnici BMC abbiano deciso di portarlo al Tour, lasciando a casa gente ben più meritevole, dopo che per il secondo anno di fila ha conseguito solo risultati scadenti durante la primavera.



© Lampre

Damiano Cunego (Lampre) Voto 4
Saranno anche passati dieci anni da quando vinceva il Giro d'Italia, ma questo qua giusto un paio di anni fa proprio al Tour de France in salita si staccava solo da Evans e dagli Schleck, ora va più piano di almeno cinquanta corridori in montagna.
Non va in fuga, non lotta per i GPM, non fa praticamente nulla, viene da chiedersi quale sia stato il suo obbiettivo nel 2013, la Settimana Coppi & Bartali forse...



© Garmin

Ryder Hesjedal (Garmin) Voto 4
Dopo i ritiri al Giro d'Italia ed al Tour de Suisse la cosa più intelligente sarebbe stata fermarsi un attimo per riprendersi dai vari acciacchi e preparare per bene la Vuelta. Ed invece il canadese si presenta al via della "Grande Boucle", la gamba come si poteva immaginare, non è quella dei giorni migliori, ma evidentemente non lo è nemmeno la testa, visto quanto fatto nella tappa di Le Gran-Bornand quando in fuga con il solo Izagirre con un gruppo di quaranta atleti ad inseguirlo, invece che rialzarsi ed aspettarli ha tirato dritto fino a che non è scoppiato ed ha concluso la tappa con trenta minuti di distacco dal primo. Se era venuto al Tour per sfoggiare i suoi nuovi occhiali allora direi che ci è riuscito benissimo, se i suoi obbiettivi invece erano altri mi sa tanto che ha fallito.



© Europcar

Thomas Voeckler (Europcar) Voto 3,5
Al contrario degli altri insufficienti che negli ultimi tempi avevano raccolto poco nulla, il francese arriva da un ottimo mese di giugno doveva aveva vinto una tappa al Delfinato e la classifica generale della Route du Sud davanti ad un certo Pellizotti.
Il Tour di Voeckler però, al contrario delle premesse, risulta essere fallimentare, in salita sembra essere un lontano parente del corridore ammirato solo qualche settimana prima sui Pirenei, i suoi attacchi sono fini a se stessi, e va in fuga solo nella tappa di Gap, nella quale tra l'altro è tra i primi a staccarsi sul Col de Manse.



© Cofidis

Rein Taaramae (Cofidis) Voto 3
Probabilmente soffre ancora dei postumi della mononucleosi, perché non è possibile che questo ragazzo vada forte un giorno su 365, si è fatto vedere in una tappa al Delfinato e poi è scomparso, al Tour nessuno si è accorto di lui nonostante la vistosa maglia di campione nazionale estone che indossa.



© Sojasun

Sojasun Voto 3
Le aspettative erano poche, ma loro riescono a deluderle, si fanno vedere solamente a Lione con Simon ed ad Annecy con "Pikachu" Vuillermoz. Se per gran parte della formazione si può chiudere un occhio, almeno da Brice Feillu ed Hivert era lecito aspettarsi qualcosa.



© Orica

Matthew Goss (Orica) Voto 2
Unica nota stonata in casa Orica, dopo un Giro fallimentare, alla "Grande Boucle" l'australiano tocca proprio il fondo, non fa nemmeno una volata e si stacca sui cavalcavia. Del corridore che nel 2011 vinceva la Sanremo quest'anno non si è vista nemmeno l'ombra.


© FDJ

Thibaut Pinot(FDJ) S.V.
Questa volta la fobia delle discese oltre che limitarlo ha finito col farlo crollare psicologicamente. Passi i problemi che ha a stare in gruppo ed a limare, dato che con l'aiuto della squadra riesce ad arginarli, ma bisogna fare qualcosa per questo blocco mentale che ha quando la strada scende, perché un talento così non può essere sprecato. Si sperava che potesse battere un colpo almeno nella tappa del Ventoux, ma nulla, ora parteciperà alla Vuelta, ma forse non è la decisione più saggia, avrebbe più bisogno di uno psicologo e di un po' di tempo per recuperare.


Luca Saugo "Pagliarini"
 
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#2
Citazione:L'asso di coppe nella carte da gioco trevigiane recita "per un punto Martin perse la cappa"

e l'asso di bastoni gli è finito indietro a lui Asd
 
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#3
Va bene che Cavendish è il più grande di tutti i tempi e 2 tappe vinte non sono niente, però almeno la sufficienza... :-/
Sopprattutto perchè l'hai data a Greipel, che di certo broccolo non è...
 
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#4
Che schifo di pagelle, Andy è stato maglia bianca a 23 anni e 1 mese, Quintana ne ha di più. Bleah
Le mie sono molto meglio Confusoisi:
 
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#5
Tra le tante cose discutibili, ne cito solo 1: ma perchè Pinot prende s.v. e non 0?

Anzi ne aggiungo un'altra: Van Garderen 5,5??? Maglia bianca lo scorso anno, quest'anno 300° e protagonista di 2-3 fughe da lontanissimo rovinate con tattiche scriteriate...e merita lo stesso voto di Cavendish!? Blink
 
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#6
Perché tu daresti 0 ad uno con problemi psicologici...?

E di nuovo, tu ti aspettavi qualcosa da Van Garderen?

Io no, ha quasi vinto sull'Alpe d'Huez ed è già tanto...

Poi come cacchio si fa a mettere sullo stesso piano il più forte sprinter del nuovo millennio e Van Garderen non lo so. Per uno due tappe sono poche, per l'altro il secondo posto sull'Alpe d'Huez è già tanto...
 
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#7
(22-07-2013, 03:13 AM)Carles Puyol 2 Ha scritto: Tra le tante cose discutibili, ne cito solo 1: ma perchè Pinot prende s.v. e non 0?

(22-07-2013, 03:20 AM)Pagliarini Ha scritto: Perché tu daresti 0 ad uno con problemi psicologici...

Io più che a Pinot, lo 0 lo avrei dato a Cunego: 4 è un regalone pauroso. Sì, è vero, ha fatto un discreto lavoro per SerpaTour Rockeggio, ma per il resto... Sweat Asd Asd
(a meno che non abbia problemi psicologici pure lui Asd )

Ad Andy: 5,5 di stima. Perchè, insomma, i suoi tecnici ragionavano di Top 10 e tappa, questo è arrivato nei 20 quasi per caso e alla fine ha combinato praticamente nulla. Anch'io alla fine forse l'avrei dato lo stesso voto, però, ragionando così, allora sei stato un po' troppo cattivo sia con Cav che con Contador, che davvero l'insufficienza sembra troppo forte. Sisi

Anche su JRO 8 c'è da pensarci: prima parte di Tour da insufficienza netta (5), seconda ottima (8,5, ma mettiamo 9 così si fa pari Asd ). Se si fa la media, vien fuori 7. Facciamo 7,5, visto che è salito sul podio. Però vabbè: nella scala dei voti che hai dato alla fine ci può stare. Io probabilmente mi sarei tenuto più basso in generale: 9,5 Froome ok, poi 8,5 Quintana (1 voto di differenza tra i due ce lo vedo, sinceramente), 7,5 JRO, 7,5 Rui ed Orica e anche Kreuz, 7 Sagan ecc ecc Mezzo voto di differenza in generale, insomma Sisi

ps: t'avevo detto di non essere cattivo coi Sojasun Sculaccia Asd
 
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#8
comunque Cav da 6 almeno... voglio vedere gli altri velocisti completare il Giro e poi presentarsi al Tour e vincerla una tappa...
 
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#9
(22-07-2013, 03:20 AM)Pagliarini Ha scritto: Perché tu daresti 0 ad uno con problemi psicologici...

E di nuovo, tu ti aspettavi qualcosa da Van Garderen?

Io no, ha quasi vinto sull'Alpe d'Huez ed è già tanto...

Poi come cacchio si fa a mettere sullo stesso piano il più forte sprinter del nuovo millennio e Van Garderen non lo so. Per uno due tappe sono poche, per l'altro il secondo posto sull'Alpe d'Huez è già tanto...

Era il 6°-7° favorito del Tour di tutti i bookmaker mondiali! Sei tu che ti aspettavi troppo poco Asd io a TJ avrei dato 1 :D

Su Pinot forse hai ragione tu :)
 
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#10
Andy merita la sufficienza (imo, io gliel'ho messa con l'asterisco) per la condizione con cui è arrivato, a metà giugno c'erano almeno 40 corridori che andavano meglio di lui nelle corse a tappe, al Tour è arrivato 20° e non si è impegnato totalmente a fare classifica. È vero, è sempre andato in crisi a fine tappa, ma ci ha provato e pure con decisione. Dal punto di vista dell'impegno, io non gli rimprovererei nulla (tranne l'essere restato in gruppo le ultime due tappe, ma vabbe'). Le gambe hanno risposto com'era prevedibile che fosse, anche se ti chiami Andy Schleck non puoi sperare di fare un gran Tour presentandoti in una forma ridicola.
È difficile da valutare, puoi dargli 9 per l'impegno se dai per scontato che le gambe non le aveva, come puoi dargli 0 perché due anni fa ha fatto un numero da paura (esattamente due anni fa si scalava l'Alpe d'Huez dopo il Galibier + Télégraphe) e quest'anno nulla, come puoi dargli 5 o 6 perché ci si poteva aspettare di più ma la condizione era quella che era.

(22-07-2013, 09:03 AM)Zelk Ha scritto: comunque Cav da 6 almeno... voglio vedere gli altri velocisti completare il Giro e poi presentarsi al Tour e vincerla una tappa...

Ne ha vinte due eh Confuso Confuso
 
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