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Vacansoleil - DMC 2011
#1
News 
 
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#2
con l'ingaggio di devolder dovranno avere più inviti e poi con riccò se riescono a prendere qualche invito per qualche GT possono fare molto bene
 
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#3
Beh, il pavè anche quest'anno se lo sono fatto tutto o quasi, nonstante non ci fosse Devolder. Con un Luekmans che davvero volava. L'ingaggio di Devolder più che per ottenere inviti punta ad aumentare la potenza delle proprie bocche di fuoco.

Per i GT invece bisognerà intanto capire come funzioneranno gli inviti. Zomegnan comunque pare aver "perdonato" Riccò, e dunque il Giro lo dovrebbe fare. Anche la Vuelta sarebbe stata tranquilla con Mosquera in squadra, e invece...
 
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#4
La grana Mosquera ha fermato la scalata continua del team di Luyckx.Senza i "valori anomali" del Galiziano,per me gli inviti a Giro e Vuelta erano sicuri.

Per il nord non hanno mai avuto problemi,a maggior ragione l'anno prossimo saranno da tenere in considerazione.
Aumenta la comunità italiana,con l'entusiasta Ongarato,l'oramai straniero Carrara,l'ultra piazzato Marcato (risultati 2010) ed il nuovo Selvaggi,che quando correva in Belgio,al Nord si faceva spesso vedere.

Da tenere sotto osservazione,Wout Poels,giovane passista-scalatore.
Abituatevi a sentire il nome di De Gendt,uno che và in fuga un giorno si e l'altro pure.
Su Hoogerland ho perso oramai tutte le speranze.Se limitano le corse dei prof. a 150 km,è il numero 1!:P
 
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#5
(28-10-2010, 08:19 PM)Akr Ha scritto: Abituatevi a sentire il nome di De Gendt,uno che và in fuga un giorno si e l'altro pure.

L'altro giorno un sito francese aveva pubblicato una speciale classifica dei fuggitivi dell'anno, e lui mi pare fosse terzo con quasi 1500km di fuga. Asd

 
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#6
La Vacansoleil ha fatto visita alla fabbrica della Ridley, che gli fornirà le bici per 3 anni.

[Immagine: 76443_172309156131097_100000560418847_50...6554_n.jpg]

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[Immagine: 76443_172309146131098_100000560418847_50...7729_n.jpg]

Questa sarà la bici in dotazione al team per il 2011

[Immagine: 149054_172728202755859_100000560418847_5...2029_n.jpg]
 
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#7
La Vacansoleil ha annunciato i 25 nomi che comporranno l'organico del team per la stagione 2011: un po' a sorpresa compare anche quello di Ezequiel Mosquera, ancora sotto inchiesta per la positività alla Vuelta Espana.

Confermati: Johnny Hoogerland, Jens Mouris, Lieuwe Westra, Wout Poels, Rob Ruygh, Joost van Leijen, Gorik Gardeyn, Björn Leukemans, Frederik Veuchelen, Marco Marcato, Matteo Carrara, Alberto Ongarato, Riccardo Riccò, Borut Bozic, Sergey Lagutin, Romain Feillu e Michal Golas.

Nuovi: Martijn Keizer (Rabobank continental), Pim Ligthart (stagiare Vacansoleil), Stijn Devolder (Quick Step), Thomas de Gendt (Topsport), Ruslan Pidgornyy (ISD-Neri), Maxim Belkov (ISD-Neri), Mirko Selvaggi (Astana) e Ezequiel Mosquera (Xacobeo Galicia).
 
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#8
Vacansoleil a Benidorm senza Mosquera
A differenza di Alberto Contador che si sta preparando con i compagni di squadra, lo spagnolo Ezequiel Mosquera, secondo all’utima Vuelta vinta da Vincenzo Nibali ed in attesa del verdetto riguardante il suo caso, eventuale, di doping, non participerà allo stage Vacansoleil che si terrà settimana prossima a Benidorm in Spagna. Mosquera è pure reduce da un’operazione chirurgica ad una clavicola. Mosquera, 35 annni è accusato di avere fatto uso di una sostanza vietata ritenuta un agente mascherante dell’Epo. Anche l’ex compagno di squadra alla Xacobeo, David Garcia De Pena era stato trovato positivo alla stessa sostanza ad un controllo, prima che nel sangue venisse trovato anche Epo.
Non essendo pronto fisicamente e mentalmente, Mosquera ha preferito non unirsi ai 24 compagni di squadra del team olandese, tra i quali Riccò, Ongarato e Marcato.

ciclonews.it
 
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#9
Ci risiamo: Vacansoleil sciocca a tesserare Riccò - McQuaid ne spara un'altra delle sue
L'altro giorno, all'uscita della notizia che Pat McQuaid prevede un futuro accorciamento di Giro e Vuelta, avevamo pietosamente evitato di commentare, tanto evidente era la natura di boutade di tale affermazione.

Dalla stessa intervista rilasciata dal presidente dell'UCI all'Équipe, però, emergono anche altre interessanti dichiarazioni del numero uno del ciclismo mondiale. E una di queste ha una puzza che avevamo già sentito in passato, quando altre volte l'irlandese che non perde mai smalto (né malto) aveva avuto la gentilezza di citare in un certo modo questo o quel corridore.

Corridori che poi puntualmente finivano nelle spire dell'antidoping (Rasmussen e Vinokourov, ad esempio), confermando quanto McQuaid sia dotato di una straordinaria capacità di preveggenza; o, per stare coi dietrologi, quanto il buon vecchio Pat sappia di tutto di più su certi argomenti.

Stavolta è il turno di Riccò essere evocato dai pensieri a voce alta del presidente UCI: «I manager della Vacansoleil sono stati ingenui a ingaggiare Riccò, se io fossi un direttore sportivo, lui non farebbe mai parte della mia squadra». Alla faccia della natura super partes delle istituzioni!

In pratica, un marchio d'infamia che il gran capo del ciclismo appone in maniera indelebile su un corridore che si è dopato, è stato squalificato, ed ora, una volta pagato il fio, dovrebbe poter svolgere il suo lavoro in tranquillità, stanti le attuali regole (di cui McQuaid dovrebbe essere garante a tutti i livelli, anziché esprimere pareri in netto contrasto con le stesse regole).

Invece no, Riccò resta un baro nell'immaginario dell'uomo che - bontà sua - riesce pure a capire che c'è una differenza di livelli tra le bubbole da bar e le dichiarazioni che teoricamente dovrebbe rendere un presidente: «Ho due reazioni. Una personale, e la reazione del presidente». La seconda, lo riconosce, è quella di chi «deve accettare il ritorno di chi ha barato», ma questa posizione si perde nei concetti baristici espressi in seguito: «Che cosa ha fatto un dopato per riparare i danni causati al ciclismo e agli sponsor? Mi irrita vedere i corridori che tornano con la voglia di guadagnare quanto guadagnavano prima di una squalifica».

E il ritorno sui team manager "ingenui": «Se gestissi una squadra, non lo permetterei: i manager devono compiere ogni sforzo per ridurre l'immagine negativa del nostro sport».

Il punto focale della questione è: Pat chiacchiera pour parler, o c'è della ciccia dietro al fumo delle sue considerazioni? È semplicemente fuori luogo (come spesso gli capita), palesando dal suo trono avversione nei confronti di un corridore, oppure sa qualcosa che noi (ancora) non sappiamo? Per quanto siano fastidiose, preferiamo che si tratti di chiacchiere, appunto, e che non si profili invece un nuovo capitolo dello stucchevole romanzo del ciclodoping.

Non abbiamo alcun motivo di dubitare di Riccò (non più che di chiunque altro), ma se McQuaid sa qualcosa, parli chiaramente, anziché lanciare avvertimenti di stampo mafiosetto (non fu lui a dire che era un atteggiamento tipico delle culture latine? La prima gallina che canta ha fatto l'uovo, verrebbe da dire...). Oppure si astenga, per piacere.

Anche perché, stando a quanto risponde Daan Luijkx, general manager della Vacansoleil, il presidente UCI avrebbe avuto parecchie occasioni per esprimere i suoi dubbi al team (visti i numerosi incontri in seguito alla richiesta, da parte della squadra olandese, della licenza Pro Tour). Eppure «mai, neanche una volta il nome di Riccò è stato fatto da McQuaid».

C'è da capirlo, il presidentissimo, tutto preso nella lotta al doping («Vogliamo pene più severe, mi piacerebbe la radiazione ma ci sarebbero troppi problemi legali; ma almeno 4 anni di squalifica per chi prende EPO, che è un doping più serio rispetto a quello basato su prodotti più leggeri, come il Ventolin, per i quali potrebbero bastare 6 o 9 mesi di sospensione») e nel sogno di internazionalizzare il ciclismo (verso i mercati di Nord America e Oceania: «Il futuro del ciclismo è lì, è evidente») a scapito delle corse storiche (la già citata proposta di accorciare Giro e Vuelta); troppo distratto dal tintinnar di monete (ce ne vogliono tante, per una licenza Pro Tour) per ricordarsi di ammonire il Luijkx della situazione.

Meglio rinviare le considerazioni scomode a un'intervista prenatalizia. Ma se McQuaid tenesse veramente alla trasparenza del ciclismo e della lotta al doping di cui l'UCI mena gran vanto, dovrebbe anche evitare di fare spallucce quando qualcuno gli ricorda la posizione di suo figlio Andrew, che con la società Azzurri Sports Management cura gli interessi di una ventina di professionisti. Un conflitto d'interessi sesquipedale avvelena i piani alti di Aigle, perché nessuno ci toglierà mai di mente il sospetto che Pat possa approfittare della sua posizione per favorire in qualche modo gli atleti di cui il figlio è procuratore (tra gli altri, anche diverse grandi promesse di quel ciclismo anglosassone che per McQuaid senior è la terra promessa di questo sport). Una situazione che sarà il caso di approfondire quanto prima.

cicloweb.it
 
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#10
Presentata la maglia 2011

[Immagine: 100111ispa_0437_600.jpg]

[Immagine: 100111ispa_0179_600.jpg]
 
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