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Verso il Fiandre - Giro delle Fiandre, la classica più amata
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Verso il Fiandre - Giro delle Fiandre, la classica più amata
Ripercorriamo la vita centenaria del Giro delle Fiandre raccontando le storie, le imprese, i corridori e i punti che hanno reso questa corsa leggenda, partendo da una citazione di un grande campione


Photo : © flickr.com

"Come Belga, vincere il Fiandre è più importante che indossare la maglia gialla al Tour, come Fiammingo, vincere il Fiandre è più importante che vincere un Mondiale" (Johan Museeuw)

Gli inizi - In Belgio la Domenica del Fiandre è come in Italia il giorno della finale del Mondiale di Calcio con l'Italia a giocarselo. Più precisamente a fermarsi è la regione del Nord, quella chiamata Vlandeeren (Fiandre in Italiano) e che come bandiera ha un Leone nero su sfondo giallo. Carolus Ludovicius Steyaert era il 5° di 15 figli di una famiglia povera di Wijnendale vicino a Torhout, che aveva come capofamiglia un contadino che morì quando Karel (era il suo nomignolo) aveva solo 18 mesi. A 14 anni lasciò la scuola e si mise a lavorare come garzone di panetteria, e fu lì che sviluppò la passione per la bicicletta. Cominciò a correre in bicicletta a livello agonistico, vincendo un paio di gran premi di paese ma non fece strada come corridore, quindi decise di scrivere e di diventare promotore del Ciclismo nella regione Fiamminga. Si spostò da Torhout, dove scrisse per il locale De Torhoutenaer, ad Anversa per l'Onze Kampioenen e a Izegem, dove scrisse per lo Sportvriend e dove inizio a scrivere con lo pseudonimo col quale è più conosciuto, Karel Van Wijnendaele. La vittoria di Odile Defraye, primo grande campione Fiammingo, al Tour de France 1912 convinse il direttore di una società belga di macchine stampatrici, August De Maeght, a fondare una rivista sportiva settimanale, lo Sportwereld, e di reclutare Van Wijnendaele come giornalista del settimanale. Era il 1913 quando decise di organizzare una corsa attorno alla città di Gent per promuovere l'immagine del suo giornale. La concomitanza con la Milano-Sanremo però negava la partecipazione dei grandi nomi del Ciclismo mondiale, ma il problema più importante è che le Fiandre si trovavano esattamente a metà strada tra l'impero Tedesco e la Francia delle nazioni alleate che poi diedero vita alla Prima Guerra Mondiale. La prima edizione aveva partenza a Gent e arrivava nel quartiere di Mariakerke con Paul Deman vincitore al traguardo in una corsa che ha visto solo 27 corridori partecipare. Il premio era di 1100 Franchi per il vincitore. Ci furono 47 partecipanti l'anno dopo e a vincere fu Marcel Buysse in quel di Evergem. Per Van Wijnendaele furono comunque due edizioni deludenti, in quanto oltre alla concomitanza con la Milano-Sanremo, ai corridori non Italiani più forti veniva proibita la partecipazione alla corsa in quanto c'era troppo rischio di rottura della bicicletta e le aziende che fornivano loro il mezzo non potevano coprire finanziariamente le riparazioni o la costruzione di nuove biciclette. Buysse tuttavia prese il via e vinse l'edizione 1914 anche se la propria squadra, l'Alcyon, non voleva partecipasse, diventando subito un simbolo di nazionalismo Fiammingo, in quanto gia vincitore di tappe al Giro d'Italia e Tour de France. Purtroppo le Fiandre divennero campo di battaglia della Prima Guerra Mondiale e dal 1915 al 1918 non si corse.

Una classica troppo Belga - Come gia detto, oltre alla concomitanza con la gia ben avviata Milano-Sanremo, gli organizzatori del Giro delle Fiandre dovevano scontrarsi anche contro le case costruttrici di biciclette per poter reclutare campioni stranieri da far correre nella loro corsa. Le strade erano troppo strette e dopo il primo conflitto mondiale troppo disastrate, ma nel 1919 la corsa ebbe comunque luogo. A vincere fu un Belga di Lichtervelde, Henri Van Lerberghe con un'azione solitaria di 120 km più unica che rara. Fuggito sulle coste di Oostenda guadagnò subito un gran vantaggio nonostante il vento contrario. A metà cavalcata rubò il rifornimento del vincitore di 5 anni prima, Marcel Buysse, dicendo all'aiutante di Buysse che il campione del 1914 si era ritirato (cosa non vera). Altri problemi ci furono quando un treno si fermò nel mezzo di un attraversamento stradale, costringendo il fuggitivo a scavalcarlo bici in spalla e riuscendo a raggiungere il nuovo traguardo di Gentbrugge con 14 minuti di vantaggio sul secondo, non prima di essersi fermato a un pub scolandosi due birre. Un azione incredibile e irripetibile che gli vale il vantaggio record sul secondo. L'anno dopo fu la volta di Jules Van Hevel, poi di Rene Vermandel e Leon De Vos, per poi cedere il titolo nel 1923 per la prima volta a uno straniero. Fu infatti lo Svizzero Heiri Suter a far suo il Giro delle Fiandre firmando, oltre che la prima vittoria straniera, la prima doppietta Fiandre-Roubaix della storia. La vittoria di Suter fu comunque una mosca bianca, perchè nei successivi 24 anni la vittoria andò a esponenti del regno del Nord Europa con Debaets (1924,1927 primo corridore a bissare la vittoria), Delbecque, Veschueren, Mertens, Dervaes, Bonduel, Gijssels (1931,1932 doppietta con Roubaix), Schepers, Rebry (doppietta con Roubaix), Duerloo, Hardiquest, D'Hooghe, De Caluwé, Kaers, Achiel Buysse (1940,1941,1943 record di vittorie), Schotte (1942,1948), Grysolle, Faignaert nel 1947 e Rik Van Steenbergen, che fece suo il Fiandre nel 1944 e nel 1946 diventando il primo campionissimo a vincere la corsa e cominciando così a neanche 20 anni una carriera ricca di successi. La preoccupazione maggiore di Van Wijnendaele era quella di internazionalizzare la corsa, e il dominio Belga dei primi 35 anni non aiutava certo. Un tentativo di internazionalizzazione fu fatto gia nel 1939 quando il settimanale del quale era diventato nel frattempo direttore (lo Sportwereld) diventò il settimanale sportivo del quotidiano nazionale più venduto in Belgio, l'Het Nieuwsblad, per cercare di promuovere la corsa grazie ai giornali gemellati in Europa. Sempre nello stesso anno la data venne spostata di due settimane, togliendo così la concomitanza con la Milano-Sanremo. La seconda guerra mondiale, tuttavia, ritardò l'arrivo dei campioni stranieri, la maggior parte impegnata in guerra, ma non interruppe il Giro delle Fiandre, svoltosi regolarmente. Neanche la mancanza di pubblico era un problema, anzi, il problema vero era quello di tenere a bada le migliaia di appassionati lungo le strade, così nel 1933 gli organizzatori firmarono una collaborazione con la Gendarmeria Belga.

Il Leone delle Fiandre è Italiano : Fiorenzo Magni - L'edizione del 1949 entrerà nella storia, ma alla vigilia nessuno lo pensava. I favoriti erano i soliti, i Belgi Briek Schotte, Van Steenbergen, Impanis, Sterckx con il Francese Diot a fare da antagonista contro i padroni di casa. Il percorso da un paio di anni vedeva la solita partenza da Gand e l'arrivo in quel di Wetteren. Tra i partenti anche il vincitore del Giro d'Italia dell'anno prima, il Toscano Fiorenzo Magni, alla sua seconda partecipazione al Fiandre, dopo che l'anno prima fu costretto al ritiro. La corsa la vinse proprio lui, tra lo stupore generale e per la prima volta in 26 anni il vincitore non era un Belga. Magni regolò in volata un gruppetto di 12 corridori battendo Olivier e Schotte. L'anno dopo il campione di Prato tornò ai nastri di partenza da favorito e mantenne con successo il titolo di campione. Questa volta Briek Schotte non potè neanche vedere la sua esultanza da vicino, perchè arrivò in solitario con 2 minuti e 15 secondi sull'ex campione del Mondo e 9 minuti e 20 secondi sul Francese Louis Caput. Lo storico tris consecutivo arrivò nel 1951 quando portò a termine in solitaria una fuga di 200 km, prima con 4 compagni, poi negli ultimi 60 km tutto solo. Il Francese Bernhard Gauthier è secondo a 5 minuti e 35, l'Italiano di passaporto Francese Attilio Redolfi terzo a 10 minuti e 32 regolando in volata il futuro vincitore della Milano-Sanremo Loreto Petrucci. Magni è tutt'ora l'unico corridore ad aver vinto il Fiandre 3 volte consecutivamente e per questo in Belgio (e non solo) è ricordato come "De Leeuw van Vlaanderen", il Leone delle Fiandre. Magni ci ha lasciato lo scorso 19 Ottobre dopo una carriera piena di successi oltre al Fiandre, guadagnandosi anche l'appellativo di terzo uomo nella rivalità tra Coppi e Bartali, e dopo una vita dedicata al Ciclismo. Le tre vittorie di Magni sono anche il più lungo digiuno di vittorie della storia per i corridori Belgi.

Il Fiandre cresce di competitività - Con le vittorie di Magni comincia un periodo di gran partecipazione straniera, ma nel 1952 fu sempre un Belga a trionfare, Roger Decock, che passò il titolo l'anno dopo all'Olandese Wim Van Est, famoso non per la sua vittoria al Fiandre, ma per essere il primo Olandese di sempre a vestire la maglia gialla al Tour de France. Successe nel 1951 e il giorno dopo la sua vestizione cadde in un burrone dell'Aubisque per poi venire recuperato con una corda di 50 copertoni di bicicletta incredibilmente illeso. Impanis firmò la prima doppietta Fiandre-Roubaix dopo 20 anni l'anno dopo, poi due anni di festa Francese. Nel 1955 a sfrecciare sul traguardo di Wetteren in maglia iridata è il grande Louison Bobet, mentre Jean Forestier vinse nel '56 l'anno dopo aver vinto la Roubaix. Dal 1957 al 1960 solo vittorie di casa, con De Bruyne (doppietta con Roubaix), Derijcke, Van Looy e De Cabooter. La cagionevole salute del 79enne Van Wijnendaele stava ormai portandolo alla morte, ma riusci comunque a vedere, lui che voleva una corsa più internazionale, una vittoria Inglese nel 1961 grazie al mitico Tom Simpson, che regolò in una volata a due Nino Defilippis. Van Wijnendaele morì pochi giorni prima del Natale 1961, ma la sua creatura continuò a vivere nel suo ricordo. Nel 1962 fu ancora il fuoriclasse Rik Van Looy a vincere, firmando la 6° doppietta Fiandre-Roubaix, seguito nell'albo d'oro da Noel Forè. La vicina Germania esultò nel 1964 con Rudi Altig, mentre Jo De Roo diede un altro successo all'Olanda 12 anni dopo Van Est. L'edizione del 1966 di Edward Sels fu il preludio alla vittoria Italiana dell'anno dopo con un velocista guascone da Padova, Dino Zandegù, che a quasi 27 anni colse il successo più bello della carriera battendo Noel Forè in una volata a due dopo quasi 200 km di fuga. Godefroot mise la sua firma nel '68, mentre il cannibale Eddy Merckx fa degli avversari un sol boccone nel '69.

I muri diventano un fattore - Se fino a metà anni 60 la corsa si decideva spesso con lunghe fughe, dagli anni '70 in poi la tendenza era di vedere la corsa decisa grazie a nuove salite inserite nel percorso per renderlo più duro, i cosiddetti muri, che approfondiremo in seguito. Nel 1970, 1972 e 1973 a vincere fu Eric Leman, raggiungendo così il record di Buysse e Magni. Il Belga vinse anche 5 tappe al Tour de France e 1 alla Vuelta, ma è sopprattutto ricordato per le tre perle nella corsa dei muri. Fu intervallato nel 1971 dal campione Olimpico della cronosquadre nel 1964, l'Olandese Evert Dolman, che sembrava essere lanciato verso una sfavillante carriera grazie a questo successo, senonchè cadere nelle maglie di un ancor primitivo antidoping. Ancora Olanda nel 1974 con Cees Bal che vinse la sua prima (e penultima) corsa in carriera, lasciando il titolo nel 1975 al cannibale Eddy Merckx. Walter Planckaert vinse nel 1976, mentre nel '77 il Gitano di Eeklo Roger De Vlaeminck firmò la settima doppietta Fiandre-Roubaix. Godefroot vinse dopo 10 anni il Fiandre l'anno dopo ricordando un impresa riuscita nel 1938 e nel 1948 a Gino Bartali, cioè quella di vincere il Tour de France a 10 anni di distanza. L'Olandese Jan Raas, specialista dell'Amstel Gold Race, vinse nel 1979 e nel 1983. Pollentier aprì gli anni '80 con un suo successo davanti a Francesco Moser, per poi cedere l'anno dopo a Hennie Kuiper. Renè Martens arrivò in solitaria nel 1982. Lo sconosciuto Olandese Lammerts vinse nel 1984, mentre nel 1985 il velocista Vanderaerden anticipò l'Australiano Phil Anderson. L'86 vide la vittoria del futuro campione del mondo di Ciclocross Adri Van der Poel, con Claude Criquelion che l'anno dopo esultò solitario con un minuto di vantaggio su Sean Kelly, per la terza volta secondo. Nel 1988 Eddy Planckaert riuscì in quello che riuscì al fratello Walter 12 anni prima, mentre Eddy Van Hoijdonck chiuse gli anni '80 con la sua vittoria.

Dagli anni '90 a oggi - Fu un fuoriclasse assoluto ad aprire gli anni 90, Moreno Argentin, che avvantaggiatosi sul Grammont in compagnia di Rudy Dhaenens, riesce a batterlo in volata e arricchire così il suo gia ben fornito palmares. Nel 1991 Van Hoijdonck bissa il successo dell'89 grazie a uno scatto sul Bosberg, mentre nel '92 Jacky Durand portò a compimento una fuga di oltre 200 km tra pioggia e freddo. Il '93 è l'anno di Johan Museeuw, che in volata castiga l'Olandese Frank Maassen. Museeuw verrà beffato l'anno dopo da Gianni Bugno, il quale alzò le braccia tropo presto e rischiò di venire infilato dal Fiammingo, così come successe al mondiale 1991. Museeuw si ripete nel 1995 col Tenbosse come trampolino di lancio, mentre nel 1996 un capolavoro sul Muro di Grammont diede a Michele Bartoli la prima grande vittoria nella sua grande carriera. Rolf Sorensen beffa tutti nel 1997, mentre nel 1998 Museeuw eguaglia il record di vittorie con la sua terza gemma al Fiandre. L'anno dopo fu la volta di Van Petegem, che riuscì a battere Frank Vandenbroucke in una volata a tre, dove il solito Museeuw provò ad anticipare tutti, per poi scoppiare. Lo stesso ordine d'arrivo avvenne anche nel 2003, dove Van Petegem firmò la nona doppietta Fiandre-Roubaix. Il vecchio Tchmil anticipa tutti nel 2000, con la sua classica azione all'ultimo chilometro. Il 2001 e il 2002 sorridono ai colori Italiani. Il grande e poco ricordato Gianluca Bortolami vince una volata a 8 nel 2001, davanti ad Erik Dekker e al povero Denis Zanette, mentre nel 2002 Andrea Tafi fa Fucecchio mise nel sacco Museeuw, Van Petegem e Hincapie, grazie anche al grande gioco di squadra con Nardello. Wesemann, Hoste e Bruylandts sorpresero il gruppo nel 2004, con il primo ad aggiudicarsi la corsa, ultima vittoria Tedesca in una classica monumento sino alla Sanremo di poche settimane fa. La prima perla di Tom Boonen arrivò il 3 Aprile 2005, con i quotidiani Belgi che quel giorno aprirono con metà colonna dedicata a Papa Giovanni Paolo II (deceduto il giorno prima) e metà con la grande speranza Boonen, che vinse con uno scatto in contropiede a 10 km dalla fine, firmando anche la 9° doppietta Fiandre-Roubaix. Boonen bissa il successo l'anno dopo in maglia di campione del Mondo battendo l'eterno secondo Leif Hoste, che deve accontentarsi della piazza d'onore anche nel 2007, dove ad imporsi fu Alessandro Ballan. Il 2008 è l'anno di un gregario dal gran motore. Stijn Devolder, gregario di Tom Boonen e campione Belga in carica, corre gli ultimi 70 km tutti nelle prime 5 posizioni, partendo in sordina a 33 km dalla fine poco prima dell'Eikenmolen e arrivando solitario al traguardo nonostante il vantaggio non scenda mai sotto i 30 secondi. Il Belga si ripete nel 2009, sempre sull'Eikenmolen, sempre in solitaria, mentre nel 2010 è il turno della Locomotiva di Berna Fabian Cancellara, che forza sul Molenberg e sul Grammont stacca Tom Boonen di ruota, arrivando al traguardo con la bandiera Svizzera in mano e, una settimana dopo, sancendo la 10° doppietta Fiandre-Roubaix. L'anno dopo sembrava lo stesso film del 2010, con Cancellara e un combattivo fin dal chilometro zero Chavanel, soli con 50 secondi di vantaggio sul gruppo ai piedi del Grammont. I crampi colsero però Cancellara, che vide il vantaggio morire in cima. Dopo molti colpi di scena, a vincere il Fiandre 2011 fu Nick Nuyens, davanti a Chavanel e Cancellara. L'anno dopo vide la fine momentanea del Grammont e un nuovo finale con Oude Kwaremont e Paterberg a decidere la corsa. Se la giocano in tre, Tom Boonen, Filippo Pozzato e Alessandro Ballan. Gli Italiani sembrano mettersi d'accordo per intrappolare Boonen, ma il Belga è troppo forte ed eguaglia il record di vittorie sia al Fiandre che una settimana dopo alla Roubaix col suo quarto successo.

Cambi di percorso e muri - Dalla prima edizione del 1913, il Giro delle Fiandre è cresciuto molto, e mentre cresceva ha anche cambiato faccia. Dal 1913 al 1976 la partenza è sempre avvenuta a Gand, ma l'arrivo è cambiato 9 volte. Dai quartieri di Mariakerke e Evergem delle prime due edizioni, la corsa s'è spostata nel quartiere di Gentbrugge dal 1919 al 1923, per poi concludersi al velodromo di Gand dal '24 al '27 e dal '42 al '44. Le vittorie di Magni furono a Wetteren, che ha ospitato l'arrivo dal '28 al '41 e dal '45 al '61, per poi tornare a Gentbrugge dal '62 al '72. Il classico arrivo di Meerbeke fu introdotto nel 1973, con la partenza spostata a Saint Niklaas dal 1977 al 1997. La Bruges-Meerbeke si corse dal 1998 al 2011, finchè la sede d'arrivo non s'è spostata ad Oudenaarde nel 2012.
Passiamo ai punti chiave e più famosi nel percorso del Fiandre, i cosiddetti Muri. Ecco i più famosi.
  • Muur-Kapelmuur : è il muro più famoso tra quelli proposti dalla corsa e si snoda tra le stradine in pavè della collina di Geraardsbergen. Dopo un approccio morbido nella piazza del mercato della cittadina Fiamminga, la strada si impenna fino al 20 % nella foresta circondante la cappella da cui prende il nome la salita, con un pavè disconnesso e molto spesso da restaurare. Dal 1950 al 2011 ha molto spesso deciso le sorti della corsa, sopprattutto quando il traguardo è stato spostato a Meerbeke, a 16 km dal muro. Se volete fare arrabbiare un Fiammingo, chiamate questa salita Muro di Grammont.

  • Koppenberg : muro di 600 metri in pavè con pendenza massima del 22 % e strada dritta. Sito nei dintorni di Oudenaarde, il Koppenberg ha avuto una vita molto travagliata all'interno del Fiandre. Inserito nel percorso nel 1976, rimase nello stesso fino al 1987. Quell'anno il Danese Jesper Skibby stava affronando in solitario il Koppenberg con grande difficoltà. La macchina del direttore di gara provò a sorpassarlo lungo la stretta stradina del muro, col solo risultato di tamponarlo e farlo cadere, per poi continuare la corsa sopra la bicicletta dell'atleta Danese, tra i fischi del pubblico. Per 17 anni il muro non si fece, salvo poi farlo tornare nel 2002 fino ad oggi, col solo intervallo del 2007, dove non fu praticabile a causa di lavori.

  • Oude Kwaremont : inserito nel 1974, l'Oude Kwaremont è una salita in pavè divisa in due tratti molto simili tra loro, intervallati da un tratto di asfalto. La difficoltà non sta nella pendenza, bensì nella lunghezza di 2200 metri. Con lo spostamento del traguardo ad Oudenaarde nel 2012, diventa punto chiave della corsa.

  • Paterberg : collinetta di 300 metri in pavè al 12.9 % di media, non è mai stata molto importante fino al 2012, quando diventa l'ultima asperità prima del traguardo. Curiosa la sua storia : questa stradina fu costruita nel 1984 da un contadino geloso di un suo amico che viveva sul Koppenberg e poteva vedere ogni anno i corridori passare davanti la sua fattoria. La prima edizione dove si affrontò il Paterberg fu il 1986.

  • Bosberg : muro che viene subito dopo il Grammont, il Bosberg è famoso per essere stato il trampolino di lancio di Edwig Van Hoijdonck nelle sue 2 vittorie del 1989 e 1991. Un chilometro dritto in pavè ben mantenuto in mezzo alla foresta con pendenza media del 5.8 %.

  • Molenberg : lontano dal traguardo il Molenberg è una salita mista asfalto e pavè di 500 metri con pendenza massima del 17 %. E' stato decisivo nel 2010 grazie all'attacco combinato Cancellara-Boonen.

  • Taaienberg : salita in pavè, il Taaienberg non è mai stato decisivo, ma ha sempre visto i migliori darsi battaglia per saggiare la gamba dei rivali. Famoso per essere uno dei punti chiavi del "piccolo Fiandre", l'Het Volk.

  • Nokereberg : salita facilissima e lontana dal traguardo, è famosa perchè qui vi è l'arrivo della Nokere-Koerse.

  • Tenbosse : salita in asfalto con pendenza massima del 14 %, è famosa per uno scatto decisivo di Johan Museeuw in uno dei suoi 3 Fiandre vinti.

  • Eikenmolen : salita non molto impegnativa di 600 metri al 5 % medio, è stato decisivo nel 2008 e nel 2009 grazie a Stijn Devolder. E' questo infatti il muro dove il Belga ha costruito i suoi 2 successi.

Documentario dei 90 anni del Giro delle Fiandre (1913-2003) : http://www.ilnuovociclismo.com/forum/sho...p?tid=3048
 
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[+] A 11 utenti piace il post di Manuel The Volder
#2
Ammazza che roba, complimenti...

Unico difetto: c'è una ripetizione nel sottotitolo. Potresti sostituire storie con aneddoti...

Ovviamente non poteva che esserci una foto di Devolder :P
 
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[+] A 1 utente piace il post di Luciano Pagliarini
#3
Da tempo aspettavo una descrizione del Fiandre così dettagliata e semplice, è una delle classiche che in assoluto preferisco!!!

Ti meriti un + 1 :)
 
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[+] A 1 utente piace il post di Micheliano59
#4
Meriti u +1 anche da me...
Mai vista una descrizione tanto completa,
 
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[+] A 1 utente piace il post di Dan97
#5
Il Fiandre è forse la mia classica preferita, bella :)
 
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[+] A 1 utente piace il post di lordkelvin
#6
Beh, grazie. Ho iniziato quest'articolo prima della Sanremo e pensavo di farlo corto. Poi su Wikipedia Inglese ho letto la storia del creatore della corsa allora ho voluto trascriverla.

(25-03-2013, 06:32 PM)Pagliarini Ha scritto: Ovviamente non poteva che esserci una foto di Devolder :P

Ho trovato una bellissima foto con Boonen in maglia di campione del mondo sul Grammont dove c'era più gente che quella qua sopra, solo che era troppo piccola e a ridimensionarla venivano fuori i pixel. Allora ho messo un Fiammingo che ha vinto il Fiandre come campione Belga e che ha fatto il Grammont da solo, riallacciandomi alla frase di Museeuw...
 
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[+] A 1 utente piace il post di Manuel The Volder
#7
Comunque il Kapelmuur era bellissimo, quella foto mi fa venire le lacrime agli occhi Triste

Ci manchi Muur!
 
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#8
Grande Manuel!!!
 
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#9
Ma il Bosberg si fa ancora?
 
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#10
Io avevo fatto questa diversi anni fa.... Asd

[Immagine: incsd.png]
 
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[+] A 1 utente piace il post di i0i
  


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