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Verso il Fiandre - Il borsino dei favoriti per il Giro delle Fiandre
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Verso il Fiandre - Il borsino dei favoriti per il Giro delle Fiandre


Il terribile muro del Koppenberg - © Bettiniphoto

Domenica si aprirà ufficialmente la Settimana Santa del ciclismo, quella che nel giro di 7 giorni vede i corridori calcare prima i terribili muri del Giro delle Fiandre e poi gli estenuanti settori della Parigi-Roubaix. Chilometri e chilometri di pavè, su cui si snodano la stagione, i sogni, i destini di tantissimi corridori. Due corse molto diverse, ma amate e affascinanti come poche nel ciclismo.
Il primo appuntamento cerchiato in rosso è il Giro delle Fiandre: 257 km che collegano la partenza di Brujas all'arrivo di Oudenaarde e che saranno scanditi da ben 17 muri, che renderanno molto esigente il percorso. Negli ultimi 100 km in particolare saranno affrontati ben 12 muri, con il triplo passaggio da Oude Kwaremont (2200 metri, con pendenze che vanno dal 4 all'11%) e Paterberg (360 metri, con pendenze che vanno dal 13 all'20%) e con il temibile Koppenberg (600 metri di pavè, con punte fino al 22% di pendenza) situato ai -64km dal traguardo ma già snodo importantissimo della corsa.
Con Tom Boonen, 4 volte vincitore del Fiandre e dorsale numero 1 sulla schiena, che rischia di partire già battuto prima del via a causa di un avvio di stagione tutt'altro che fortunato, la contesa che si preannuncia alla vigilia della corsa riguarda Fabian Cancellara e Peter Sagan, la vecchia generazione contro la nuova. Due corridori diversi come caratteristiche e come carattere, che hanno già acceso la rivalsa con delle frecciatine per niente velate che rischiano di infiammare ancor di più il Giro delle Fiandre di quest'anno. E che danno quel pepe in più alla sana rivalità sportiva, che può trasformare una giornata già di per se epica in una giornata davvero leggendaria...


© RadioShack

Fabian Cancellara (RadioShack)
Con un Tom Boonen a metà, non poteva essere che lo svizzero il favorito numero uno per il Giro delle Fiandre, alla ricerca di un successo che è riuscito a centrare solo nell'anno del triplete Harelbeke-Fiandre-Roubaix. Ad Harelbeke ha già vinto, grazie ad un'azione (anzi, diciamo un'impresa) in perfetto stile Cancellara, che va ad aggiungersi al podio conquistato pochi giorni prima alla Sanremo. In poche parole, la gamba è quella dei giorni migliori. E le motivazioni pure, visto che viene da un 2012 dal sapore un po' agrodolce. Senza contare che il suo rivale principale è un certo Sagan, con il quale, oltre alla rivalità sportiva, c'è anche una forte rivalità umana (chiamiamola con il suo nome: antipatia)...
La RadioShack inoltre porta al Nord una delle squadre più forti degli ultimi anni, con un bi-campione come Devolder, passistoni del calibro di Roultson e Rast, un pimpante Popovych, che correrà tutta attorno al proprio capitano.


© Liquigas-Cannondale

Peter Sagan (Cannondale Pro Cycling)
Per una volta quest'anno parte da secondo favorito: in questi 3 mesi ha dimostrato in ogni modo possibile ed immaginabile (anzi, a volte anche inimmaginabile) la sua classe e la sua versatilità, vincendo su qualsiasi tipo di terreno e con qualsiasi condizione meteorologica. Ma il Fiandre è una di quelle corse speciali, in cui serve anche un qualcosa in più per poter vincere. Soprattutto se avrà di fronte gente come Cancellara. Ha il vantaggio di poter correre su di un solo uomo e di poter disputare un Fiandre impostato un po' più sulla difensiva, visto l'ottimo spunto veloce di cui è dotato. Ma dovrà ricordarsi bene che di vincitori anomali ce ne sono stati diversi negli ultimi anni (vedi Nuyens, o Devolder); e che in una corsa del genere più che lo scatto, in un'eventuale volata a Brugge, servirà avere il serbatoio più pieno rispetto agli avversari: cosa non semplice per un corridore generoso com'è lo slovacco...


© Omega Pharma

Sylvain Chavanel (Omega Pharma-Quick Step)
In questi mesi si è piano piano conquistato sempre più il suo spazio all'interno della Omega Pharma, grazie alla continuità di prestazioni positive e al periodo un po' opaco del 'totem' Boonen. Anche lo scorso anno infatti era partito bene, ma uno scintillante Tom Boonen lo aveva, per forza di cose, costretto a fare un indietro. Quest'anno invece non ci sono storie: la gamba gira velocissima, e i tanti risultati ottenuti finora (7° Omloop Het Nieuwsblad, 5° alla Parigi-Nizza 4° alla Milano-Sanremo, 6° alla 6° alla E3-Harelbeke e 1° alla Tre Giorni di La Panne) hanno invertito i ruoli tra i due compagni di squadra. Il Fiandre 2011 grida ancora vendetta, e questa - a quasi 34 anni - pare proprio essere l'occasione giusta per prendersi la sua rivincita. Ora, o mai più.


© Omega Pharma

Tom Boonen (Omega Pharma-Quick Step)
Nel bene o nel male, il suo nome al Fiandre non può mai mancare. E' la corsa a cui è legato maggiormente e, nonostante tutto, cercherà di dare il 101% pur di regalarsi una bella giornata. Sarà molto difficile però: già c'è stata l'operazione al gomito che ha rallentato il suo inizio di stagione, a cui s'è aggiunta una caduta alla Gent che lo ha costretto a qualche giornata di stop forzato (a causa del dolore al ginocchio). Lui stesso inoltre ha detto di sentirsi poco fondo nelle gambe per affrontare una gara del genere. Ma resta sempre Tom Boonen. E quindi sarà curioso di vedere come interpreterà il Fiandre - attaccare per anticipare gli avversari o giocare sulla difensiva - e come si porrà la squadra nei suoi confronti - Boonen capitano e Chavanel libero o viceversa? -.


© Katusha

Luca Paolini (Katusha)
L'anno scorso perse il treno giusto per un attimo, dimostrando però di essere al livello dei vari Boonen, Pozzato e Ballan che, alla fine, si spartirono il podio. Quest'anno ha cominciato con il piede giusto, tornando al successo - dopo più di 3 anni - alla Omloop Het Nieuwsblad e mostrando numeri che non ti aspetteresti da uno che, fino a poco tempo fa, veniva definito da alcuni con parole del tipo "raccomandato" o "bollito". Ultimamente lo si è visto spesso in coda al gruppo e ben coperto, come a voler non rischiare nulla in vista del grande appuntamento: il Giro delle Fiandre, appunto. E' lui il primo degli outsider, a 36 anni suonati meriterebbe proprio un successo del genere.
La Katusha può contare anche su un Alexander Kristoff in grande spolvero per un piazzamento in un'eventuale 'volatina'.


© Sky

Boasson Hagen (Sky)
Il talento lo ha sempre fatto vedere, ma gli è mancato sempre quel pizzico per lottare alla pari con i campioni del ciclismo. Dopo il bel Mondiale disputato a Valkenburg, sembrava che questa 'allergia' alle grandi corse fosse finita: invece Sanremo e Gent l'hanno fatto sprofondare nuovamente nell'abisso. Il norvegese però, nelle ultime settimane, ha detto di essersi allenato per essere al 100% in questi sette giorni: bene, o la va, o la spacca. Le scuse ormai sono finite. Anche perchè dalla sua parte ha una squadra pazzesca, che lo può sostenere in qualsiasi modo voglia gestire la corsa. Corridori come Stannard, Thomas, Eisel, in tante altre squadre avrebbero - senza tante discussioni - i gradi di capitano.


© Farnese

Oscar Gatto (Vini Fantini)
Dopo l'umile lavoro svolto nel 2012 in favore di Pozzato, quest'anno Luca Scinto ha assegnato a lui il timone della sua nave per le corse del Nord. E il 27enne di Montebelluna non ha deluso le aspettative del suo team manager: 20° alla Sanremo, 1° alla Dwars door Vlaanderen e 5° nella 1^ tappa della Tre Giorni di La Panne (15° in classifica finale). Niente male per uno che, all'indomani del 'crack' della Gerolsteiner, rischiava di doversi trovare un altro lavoro. Adesso è arrivato il suo momento: una top 5 è alla sua portata, ma anche un podio potrebbe riuscire a centrarlo. E se la corsa dovesse svilupparsi in una certa maniera... beh, sognare non costa nulla!


© Farnese

Filippo Pozzato (Lampre-Merida)
Ultimamente resta a galla solo grazie al nome ed ai ricordi dello scorso Giro delle Fiandre, quando solo un certo Tom Boonen riuscì a finirgli davanti al traguardo. Aveva cominciato bene con il successo al Trofeo Laigueglia, ma successivamente ha collezionato solo una serie deprimente di flop, sia nei risultati che - soprattutto - nelle prestazioni. La qualità però non gli manca, e sono tanti i tifosi e gli appassionati italiani che si aspettano (o forse è meglio dire che sperano) che si sia tenuto le cartucce migliori proprio per Domenica.


© Europcar

Thomas Voeckler (Europcar)
Proprio alla Dwars door Vlaanderen di pochi giorni fa è arrivato il primo vero acuto stagionale: un 5° posto che sa di beffa, visto che a poche centinaia di metri dal traguardo era tutto solo in testa. Come a dire: "io ci sono". Un azione d'attacco delle sue, in un Fiandre bloccato tatticamente, potrebbe portarlo a giocarsi il bersaglio grosso (visto che può contare anche su un discreto spunto veloce). Difficile, ma chi vuole giocare d'anticipo deve tenerlo assolutamente d'occhio, perchè quello di Voeckler è sempre un treno da non lasciarsi scappare.
Sébastien Turgot (2° a Roubaix nel 2012, e tanti interessanti piazzamenti in questo 2013) e il giovane tedesco Bjorn Thurau rappresentato le alternative a T-Blank che propone l'Europcar.


© Vacansoleil

Juan Antonio Flecha (Vacansoleil-DCM)
Fino alla Gent, in questo inizio di stagione non è che avesse particolarmente brillato: i piazzamenti erano dal 30° posto in giù, le azioni (tipo l'attacco nella Strade Bianche) erano abbastanza buone, ma nulla di trascendentale. Nella Domenica da lupi di pochi giorni fa invece ha saputo esaltarsi, dando vita all'azione decisiva e prendendosi un bel 5° posto finale (a ridosso dei 4 velocisti presenti in fuga). Un buon biglietto da visita in vista del Fiandre, dove la Vacansoleil non ha altre alternative all'attacco da lontano: oltre a Flecha infatti gli olandesi possono contare sull'esperto Bjorn Leukemans (7 partecipazioni al Fiandre, con 1 piazzamento in top 5 e 3 in top 10) e sul pimpante pistoiese Mirko Selvaggi (4° alla Dwars door Vlaanderen).


© Movistar

Andrey Amador (Movistar)
Bella sorpresa di questo primo scorcio di stagione, ha dimostrato di avere un'ottima gamba e di trovarsi molto bene sulle strade del Nord: ad Harelbeke si è mostrato attivo, alla Gent si è inserito nell'attacco giusto ed ha chiuso al 10° posto. Un attaccante su cui fare molta attenzione. Alla Ronde van Vlaanderen conta solo un 98° e un 44° posto ottenuti - rispettivamente - nel 2011 e nel 2012, ma le premesse per migliorare (e di tanto) questi due risultati ci sono tutte....


© BMC

Daniel Oss (BMC Racing Team)
Il forfait a sorpresa del campione del mondo Gilbert apre le porte al 26 enne trentino della BMC, che si ritrova tra le mani una chance che può fargli svoltare la carriera. Certo, dovrà vincere la concorrenza di corridori come Greg Van Avermaet (il più 'pericoloso', con i suoi piazzamenti a Omloop Het Nieuwsblad - 5° - e Gent - 3° -), Thor Hushovd (che fino ad oggi è il fantasma del vero Hushovd), Manuel Quinziato o Marcus Burghardt, ma di sicuro tutti questi nomi partiranno alla pari: e se Daniel riuscirà a trovare lo stesso colpo di pedale di Harelbeke...


© Lotto

Jurgen Roelandts (Lotto-Belisol)
Non è che sia andata bene, fino ad ora, la campagna delle classiche per quello che dovrebbe essere uno dei fari della Lotto: un discreto 8° posto alla ex-Het Volk più di un mese fa, poi una zampatina alla Sanremo (che concluderà al 16° posto) in coppia con Gilbert, un anonimo 60° ad Harelbeke e infine un ritiro alla Gent. Un bottino veramente magro. Peccato, perchè avrebbe tutte le carte in regola per essere uno dei protagonisti del Giro delle Fiandre...


© Garmin

Heinrich Haussler (IAM Cycling)
Passo dopo passo, l'australiano-tedesco della IAM Cycling si sta sempre più ritrovando: all'elenco delle buone prestazioni raccolte quest'anno va infatti aggiunto anche il 4° posto della Gent ottenuto correndo tutto il giorno all'attacco accanto a corridori del calibro di Sagan e Van Avermaet. Il Fiandre è tutta un'altra cosa ovviamente, ma un posto tra i primi 8/10 è tranquillamente alla sua portata.


© Blanco

Lars Boom (Blanco Pro Cycling)
Dopo un buon inizio di stagione, il 27enne olandese della Blanco sembra in una fase un po' di stallo: può darsi che la sua mente sia rivolta già alla Roubaix, corsa adattissima alle sue caratteristiche. In casa degli orange si potrebbe giocare anche l'ottima carta di Sep Vanmarcke, ma l'infortunio al ginocchio patito alla Tirreno lo fa partire con un discreto handicap rispetto agli avversari.


© Garmin

Sebastian Rosseler (Garmin-Sharp)
La Garmin è oramai una squadra quasi allo sbando, tanto da risultare difficile individuare un nome che possa tener alto il nome del team a stelle e strisce: Johan Van Summeren si sveglia una volta all'anno in occasione della Roubaix, mentre Martijn Maaskant è scomparso dopo qualche buona prova a cavallo tra il 2008 e il 2009; Nick Nuyens è stato colpito dalla maledizione del Fiandre e, dopo che lo ha conquistato nel 2011, non è più riuscito nemmeno a parteciparvi, e Tyler Farrar dava poche speranze quando andava forte, figuriamoci adesso...
Resta solo Sebastian Rosseler, un passistone abbastanza veloce rimasto spesso nell'ombra dei propri capitani. Magari è la volta che gli tocca l'occasione della vita...


Gilberto Cominetti
aka SarriTheBest
 
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#2
Boasson Hagen è un'incognita, diciamo seconda fila sulla fiducia. Nella BMC hai giustamente evidenziato Oss, ma credo che il vero capitano sia il secondo citato, Van Avermaet (che comunque non è all'altezza dei migliori). Su Voeckler mi sono già espresso. Amador ok sta facendo bene, però dai, non esageriamo...
 
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#3
Bravo, hai fatto la prima fila che volevo e anche la più logica. L'unico appunto è su Flecha, che in una corsa tatticamente bloccata coi suoi attacchi alla cacchio, magari ricava qualcosa di buono: l'avrei messo in seconda.
Pozzato o si mette in prima fascia o non lo si mette e io sarei più propenso nel non metterlo Asd
 
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#4
grassetterei Geraint

e curioso di vedere che combina il non nominato Keukeleire
 
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#5
Bhe, se Cancellara negli ultimi anni ha perso non è certo perché gli mancavano le gambe, ma perché correvano su di lui e gli mancava la squadra. Quest'anno i compagni sembrano abbastanza competitivi, quindi difficilmente credo che potrà perdere... deve solo staccarsi di ruota Sagan ma ha già dimostrato di saperlo fare. Almeno al Fiandre, ma alla Roubaix sono ancora più fiducioso.
Chavanel e Boonen han detto di non stare troppo bene, io restringerei quasi quasi la prima fila a due nomi
 
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#6
Chavanel quando ha detto di non stare troppo bene? Prima o dopo aver dominato la crono della 3 Giorni di la Panne?
 
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#7
Chavanel può dire quello che vuole ma è innegabile che abbia la gamba.

Vedere Amador e Flecha allo stesso livello mi lascia perplesso, poi magari Amador vince e Flecha arriva ultimo con 8 ore di ritardo, ma così su due piedi non mi azzarderei ad accostarli.
 
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#8
(29-03-2013, 12:11 PM)Zelk Ha scritto: grassetterei Geraint

e curioso di vedere che combina il non nominato Keukeleire

Quoto, secondo me Thomas sarà la sorpresa...
 
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#9
ma neanche tanto, ormai non può essere più una sorpresa

su Flecha... boh non vorrei dire che è finito ma il provare sempre la fuga da lontano in quasi ogni corsa in stagione imho la dice lunga... secondo me non ne ha più come in passato quindi se non ha mai vinto prima queste corse non vedo come possa farlo quest'anno o andare anche solo a podio
certo è uno temibile in caso di troppo studio da parte di Cance-Sagan
 
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#10
Su Keukeleire ormai c'ho perso le speranze...ormai sono 2-3 anni che spero sia competitivo per queste corse ma si perde sempre nell'anonimato...capisco il discorso di Max, anche per me Cance e Sagan sono un passo avanti rispetto al francese, però Chavanel ha una squadra che gli altri 2 si sognano (questa Radioschack "competitiva" io non la vedo). Su Flecha e Voeckler, visto che se n'è parlato, per diversi motivi sarebbe tantissimo già arrivare tra i primi 5.

In generale direi che per la vittoria non si scappa dai big 3, non vedo outsider in grado di insediarli seriamente
 
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