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Victor Van Schil
#1
Victor Van Schil
 
Nato il 21 dicembre 1939 a Nijlen ed ivi deceduto il 30 settembre 2009. Passista. Professionista dal 1962 al '77, con 62 vittorie.
Victor Van Schil, per quello che è stato come atleta e come uomo, meriterebbe un ritratto ben diverso. Lo farò di certo in altre pubblicazioni. Un gran corridore che, il 30 settembre 2009, con un gesto volontario, ci lasciò. Non giudico, anzi rispetto, la sua scelta sulla soglia dei 70 anni. Contrariamente alla stragrande maggioranza, chi sceglie di andarsene prima del fisiologico, raggiunge per me la punta estrema del coraggio, non la solita comoda testimonianza di debolezza, tanto presente anche in chi ha provato a spiegare, non riuscendovi, una simile decisione.
A volte, basterebbe la modestia di pensare a quanto non ci sia niente di più intenso e forte del legame che unisce l'essere umano e la vita e si eviterebbero delle contestabilissime e spesso vergognose interpretazioni. Comunque per raccontare un poco Van Schil, voglio riportare un episodio del suo sublime tratto, prima del sintetico sunto della sua carriera. Pochi lo sanno, ma già il 14 aprile 1966, Vic era stato dichiarato morto. Militava nella Mercier BP di Raymond Poulidor, ed era uno dei gregari di lusso del francese. Il Giro del Belgio rappresentava una delle poche corse dove il forte corridore di Nijlen, poteva fare la sua gara. Dopo aver vinto la prima tappa, superando allo sprint Vittorio Adorni e Jos Huysmans (che diverranno poi suoi compagni di squadra), rimase per qualche giorno in lotta per i vertici della classifica, ma poi, nell'ultima tappa, la Oostende - Bosvoorde, a giochi praticamente fatti in virtù della vittoria di Adorni nella frazione, nello sprint conclusivo, fu protagonista di una rovinosa e scioccante caduta. Probabilmente per lo scoppio di un tubolare, perse l'equilibrio, ed andò a sbattere violentemente contro le transenne metalliche (le poche di quel periodo), ricadendo a terra esanime. Il medico di corsa, fu il primo a soccorrerlo, ma il cuore di Vic, non batteva più. Provò a rianimarlo, ma ogni tentativo si mostrò inefficace, al punto che lo dichiarò morto. Poi, dopo un lasso non certamente brevissimo, Van Schil mosse la gamba destra e ritornò vivo. Lo portarono all'ospedale e si riprese completamente in un paio di giorni. Al punto che il 2 maggio, corse la Liegi-Bastogne-Liegi, finendo 2° e primo degli umani. A vincere, fu un extraterrestre che viveva in una villa sontuosa in Normandia. Lo chiamavano Jacques Anquetil.
Successivamente e fino all'ultimo metro divenne la spalla più preziosa del campionissimo Eddy Merckx: dal 1968 al 1976. Nel palmares di Vic, due vittorie di tappa alla Vuelta di Spagna, una al Giro del Belgio, il Giro di Vallonia, la Coppa Sels e la Freccia del Brabante, due Tour du Condroz, il Circuito del Belgio Centrale. Tra i tanti piazzamenti: fu quarto alla Roubaix nel '65 e quinto nel '68. Fu ancora 2° alla "Liegi" nel '69, dopo una fuga di 90 kmi con Merckx. Giunti con un vantaggio abissale al velodromo di Liegi, il grande Eddy, per la prima volta si mostrò disponibile a far vincere un compagno. Ma Vic, non ne volle sapere. Anche questo era Van Schil.
 
Maurizio Ricci detto Morris
 
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