Il Nuovo Ciclismo

Versione completa: L'unica maratona di Franco Arese
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Nella mia percezione c'è una certa vicinanza tra il ciclismo e la maratona, legata alla grande fatica, alle doti di fondo richieste, tali da favorire comunque l'applauso degli spettatori, che a vincere sia per chi tifiamo o gli avversari. Per certi versi una maratona in tv può sembrare quasi noiosa (a Vegni non piacerebbe...) ma io ogni volta neanche mi accorgo del passaggio di quelle due ore. 

L'occasione per accennarvi è un bel pezzo apparso su Repubblica.it: http://www.repubblica.it/sport/running/s...11-S4.2-T1

Non so se conoscete Franco Arese, eccellente atleta sui 1500 metri, dotato di un finale molto veloce che gli permetteva di vincere gare importanti anche contro avversari che avevano primati personali molto inferiori al suo (non mi sembra sia mai sceso sotto i 3 minuti e 36", quando il primato del mondo era già sui 3' e 34"). Su Youtube c'è quasi tutto di tutto ma non la sua magnifica vittoria ad Helsinki 1971. In seguito Arese è stato anche presidente della FIDAL. 

Oggi sarebbe insensato per un mezzofondista correre una maratona. Credo che anche le distanze fatte in allenamento da Arese fossero eccessive, o quanto meno poco mirate per il mezzofondo. Eppure c'è una certa bellezza in quel correre anche per la gioia di correre, in una atletica ancora abbastanza pionieristica. 

Ad Helsinki 1971 Vaatainen fece impazzire la Finlandia, bissando il successo sui 5.000 e sui 10.000, forte di un ultimo giro irresistibile in 53 secondi! Ricordo abbastanza nitidamente quei finali che lasciarono a bocca aperta, ma ovviamente, anche per il tifo,  i 1500 di Arese sono per me una gemma della memoria, un momento bellissimo anche per la circostanza in cui lo seguii.