Il Nuovo Ciclismo

Versione completa: Wout Van Aert
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La prova dell'anno scorso ha avuto tutto un altro impatto rispetto a quella di oggi, è fuori di dubbio.
Però non solo il risultato non è cambiato ma è anche arrivato allo strappo finale con più birra in corpo, pur essendosi sciroppato l'ultima mezz'ora di corsa da solo.

E' stato comunque il terzo più forte in gara, al secondo giorno di competizione e con i difetti strutturali di cui sopra.

Non vedo tutta questa differenza di condizione con il 2018.
Resto dell'idea che finirà sul podio, o giù di lì, a Roubaix.
Concordo oggi è andato molto molto bene

E sugli strappi potrebbe migliorare in futuro
Ottimo 6° posto alla prima Milano-Sanremo (con un Poggio percorso ad altissima velocità)

Il podio alla SB, a caldo, mi era sembrato una bella prestazione, col senno di poi, visto lo stato celestiale di forma di chi lo ha preceduto, si può dire sia stata una bellissima prestazione.

Oggi avrebbe potuto gestire meglio il finale ma va bene così, imparerà.
Quantomeno ha vendicato lo scalpo dell'europeo chiudendo su Trentin, quando un buon corridore ha battuto due fuoriclasse a tutto tondo.
L'unica cosa che manca qua è imparare a vincere le classiche.

Per il resto ci siamo. Però, gli conviene imparare da qui alle prossime due settimane, perché ha delle occasioni molto ghiotte.

Certo è giovane, ha tempo e bla bla bla....ma questi sono discorsi che abbiamo fatto per tante gente che, poi, non ha vinto una mazza, come Vanmarcke.

Quest'anno ha contro quello che pare essere il peggior Sagan di sempre, un VdP inesperto, una versione della Quick-Step meno forte di altre viste negli ultimi anni, GVA 34enne, Bettiol e Trentin. E dalla sua, invece, ha una LottoNL di assoluta qualità. Non vincere nulla con questa gamba sarebbe un mezzo delitto.
Anche oggi un gran peccato... ma questo Van Aert è davvero tanta roba anche per costanza
Concordo sul discorso Sep
Oggi in effetti sul Kemmelberg ha dato l'impressione di averne più di tutti.

Al Fiandre può fare il colpaccio però deve imparare a sprecare meno energie nell'arco della corsa.
A me sembra che si gestisca bene, fin troppo bene, a dirla tutta (al contrario di VdP).

Il problema, più che altro, è che nelle fasi decisive o non attacca quando potrebbe, come oggi e ad Harelbeke, o sbaglia il momento, come alla Sanremo.
Esatto, quello intendevo dire.


Il suo vantaggio è che attualmente, quando va, lo tengono in pochissimi
Fa paura per quanto è forte. Noto anch'io una gestione non perfetta dei momenti, che ci sta per uno che è al secondo anno su strada a tempo pieno (o quasi).
Ieri finalmente ha cominciato a mettere il naso fuori, ha capito forse quali sono i valori in campo e inizia a prendere confidenza e coraggio.

Comunque il Fiandre è difficile perchè non basta essere il più forte per vincere.
Oggi, nel finale, aveva la lingua di fuori. Già dopo il Kruisberg non mi pareva brillantissimo.

Un po' troppo duro il Fiandre, al momento, per lui.

Alla Roubaix lo vedo meglio. Tuttavia, in questo Fiandre mi ha proprio proprio deluso.
Per me era uno dei primi tre favoriti e l'impressione è che anche lui si sentisse tale, tanto da non aver provato a muoversi con convinzione prima degli ultimi due muri.
Una volta lì, però, le forze, soprattutto sul Paterberg (cominciato in seconda posizione del gruppetto e finito in settima), sono venute a mancare.

Rispetto a GVA/Kristoff/MvdP mostra tutte le difficoltà a recuperare nel breve di cui abbiamo già parlato e che sono una mancanza grave in una corsa senza momenti di respiro negli ultimi 60 km come il Giro delle Fiandre (i segreti di Museeuw per vincerlo: 1) conoscenza delle strade 2) abilità tecnica 3) recupero nel breve).
Sul singolo muro magari stacca tutti, come alla G-W, però quando deve concatenare gli sforzi va in difficoltà.

A mio avviso dovrebbe correre in maniera più offensiva, soprattutto nelle gare di avvicinamento, per imparare a conoscersi meglio, a individuare con certezza i suoi limiti e i suoi punti di forza, e trovare così il modo di interpretare la gara che più gli si confà.

A Roubaix comunque me lo aspetto sul podio o giù di lì, dopotutto anche l'anno scorso andò molto più forte in Francia che nelle Fiandre.
Fermo restando che la squadra non lo ha di certo aiutato, gli è andata bene ad aver dovuto inseguire la seconda volta quando davanti c'era Kreder e la corsa non era ancora lanciatissima.

Impressionante menata a Mons-en-Pevele, con curva kawabonga da far impallidire Sagan, e davanti a fare il ritmo sul pavé poco prima dello scoppio.

L'inseguimento gli ha tolto tanto, ma il crollo nel finale, inusuale per un combattente come lui, mi da da pensare a una non ancora piena padronanza di chilometraggio e corsa tirata.


Alla fine della sua campagna delle classiche mi sento di dire che ha raccolto meno di quanto avesse nelle gambe, per motivi diversi: in particolare sfortuna, squadra e attitudine nei finali di corsa.
Comunque non è assolutamente un fenomeno, come leggo in giro.

Dopo foratura+caduta+inseguimento solitario VdP ne aveva ancora per staccare tutti sul Paterberg.

Lui, ieri, in una situazione simile, è esploso a 20 km dall'arrivo e alla fine è arrivato abbondantemente dietro anche al suo compagno di sfighe Haussler che 50 km prima faceva fatica a tenergli la ruota.

Corridore molto forte che vincerà qualche grande corsa in stagioni di grazia. Il termine fenomeno lasciamolo per altri.
Campione? Sì.

Nel ciclocross senza dubbio, su strada non si è ancora consacrato, tuttavia per trovare chi ha conciliato a un così alto livello le due discipline bisogna andare indietro nel tempo e scomodare fior di campioni. 

Fenomeno? No. O meglio, dipende dalla pietra di paragone.

Se è VdP non può che uscire dal confronto con le ossa rotte.
VdP alla stagione di esordio ha risultati migliori di WvA alla seconda stagione e non ha perso niente nel cross, anzi.

Se invece sono gli stradisti a tempo pieno l'appellativo ci sta. Voglio vedere gli uomini forti delle classiche se sono in grado di seguire il suo calendario invernale (30 cross) e poi fare la primavera su strada.

Poi possiamo discutere se, in senso assoluto, ha quel misto di carattere, naturalezza, panache e implacabilità che contribuisce, oltre alle gambe, a creare il fenomeno.

Secondo me ha solo alcune di queste qualità.
La sua rimonta alla Roubaix mi ha esaltato. Poi però bisogna considerare anche il fatto che gli si è spenta la luce abbastanza presto.

Va rivisto. Ha fatto una buona gara, ma non ha colto risultati. Su strada non credo diventerà mai un fenomeno epocale, però si toglierà alcune belle soddisfazioni presumo.
La Roubaix è la sua corsa e la vincerà prima o poi secondo me.

Oltre alle classiche e alle corse di un giorno in generale, c'è per lui tutto un ciclismo da esplorare, soprattutto se volgerà sempre più l'attenzione alla strada: a crono ad esempio può fare grandi cose.
Niente mondiale su strada e forse niente CdM di cross negli USA: https://www.wielerflits.nl/nieuws/wout-v...n-crossen/

Se segue lo stesso programma di preparazione alla stagione del cross dell'anno scorso, vale a dire un mese di allenamenti dall'ultima corsa su strada (il GP Plouay dell'1-09), non dovrebbe starci dentro coi tempi per Waterloo e Iowa City.
(16-04-2019, 12:53 PM)Albi Ha scritto: [ -> ]La Roubaix è la sua corsa e la vincerà prima o poi secondo me.

Oltre alle classiche e alle corse di un giorno in generale, c'è per lui tutto un ciclismo da esplorare, soprattutto se volgerà sempre più l'attenzione alla strada: a crono ad esempio può fare grandi cose.

Ehm ehm ehm :)

Bravissimo, ora a maggior ragione favorito numero uno per il campionato belga a crono (nella mia testa lo era già a gennaio, vedere il thread delle previsioni per credere).

Un peccato per il mondiale, non tanto per la prova in linea, quanto per quella contro il tempo visto il periodo non esaltante dei due cronoman di riferimento.

Vado oltre, per me, al di là del discorso Roubaix, è destinato a raccogliere di più a cronometro che in linea.
Be che avesse doti sul passo..era facile Notarlo
oggi grandissimo
Tra avere doti sul passo e fare grandi cose a cronometro c'è una bella differenza.

Occorrono la predisposizione mentale all'esercizio, la voglia e il tempo di provare la bici da crono (2 settimane di allenamenti in Sierra Nevada), una squadra e dei materiali di primo livello.

Non sarà stato difficile da pronosticare ma neanche così scontato. Nell'unico precedente in crono > 20 km era saltato male nella seconda parte di gara.
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