Il Nuovo Ciclismo

Versione completa: Wout Van Aert
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http://www.wielerflits.nl/nieuws/363947/...teams.html

Pare che Wout voglia abbandonare il ciclocross per concentrarsi totalmente sulla strada, qualora ci fosse gia' per il 2019 il serio interesse di una World Tour (ovviamente c'e'). Nel caso non fosse convinto dalle offerte, farebbe un altro anno con la Veranda alternando ciclocross e strada (classiche di primavera) per fare poi il salto definitivo nel 2020.
Io ci dissi tempo fa che lo avrebbe preso la Quick Step/Specialized mi sembra difficile se lo faranno scappare
La Veranda’s Willems ci riprova: ipotesi di fusione con la Roompot. E Van Aert non la prende bene


La fusione con la Aqua Blue Sport non è andata a buon fine, con la compagine irlandese che ha ieri annunciato la chiusura del team. Ora Nick Nuyens, general manager della Veranda’s Willems-Crelan, sta tentando una nuova soluzione: come riportano i quotidiani belgi, per una notizia confermata da entrambe le parti in causa, il vincitore della Ronde van Vlaanderen 2011 sta trattando per legare il sodalizio da lui gestito alla Roompot-Nederlandse Loterij.

La formazione belga perderà a fine anno il main sponsor mentre nelle passate settimane il team oranje, sinora composto solo da atleti neerlandesi, aveva annunciato l’intenzione di aprirsi a corridori stranieri. Le trattative sono in corso e nei prossimi giorni si conoscerà se l’esito sarà positivo o meno.

Chi, dal canto suo, sta vivendo questa situazione con malcelata contrarietà è Wout Van Aert: il fenomenale crossista è, della Veranda’s Willems, il faro indiscusso nonché elemento già sotto contratto anche per il 2019. Tuttavia è già noto ufficiosamente che il tre volte iridato delle ruote grasse si trasferirà nel 2020 al Team LottoNL-Jumbo. Sul suo profilo Twitter il belga ha pubblicato poco fa un messaggio che recita: «La comunicazione è l’essenza di una buona collaborazione. Io, però, sono sempre l’ultimo a sapere le cose. Tutti si aspettano da me grandi prestazioni: ma come riuscirvi in questa maniera?» concludendo il tutto con un hashtag, per quanto ironico, sicuramente emblematico. Ossia anno sabbatico.



Cicloweb.it
Se una squadra che ha sotto contratto il campione del Mondo di ciclocross, per di più belga, con ingaggi medi presumo abbastanza bassi, non riesce a trovare sponsor siamo quasi alla frutta.

D'altra parte confesso che non mi piace tantissimo questo atteggiamento di Wout...
Adesso la fusione con la Roompot è ufficilae, ma la squadra ha fatto sapere che non intende lasciar andare Van Aert.
L'UCI gli ha dato il permesso di negoziare un nuovo contratto coi team di ciclismo su strada.
Ottimo gregario per Van der Hoorn.

Scherzi a parte, in Jumbo trova una squadra che gli offre spazio e appoggio al nord (pochi possono vantare una batteria composta da Taco, Teunissen, Roosen e Jensen), oltre che prospettive di miglioramento a cronometro.

Ha rischiato, rompendo il contratto, e gli è andata bene, ma non si può dire di certo che l'immagine di WvA ne sia uscita rafforzata, anzi...
Non ha preso nemmeno una multa e/o la squadra che lo prende non deve pagare nessun indennizzo?
Zero. E' un free agent.

Solo se il giudice belga accerterà l'insussistenza della giusta causa di recesso WvA dovrà versare un risarcimento al suo ex datore di lavoro (Sniper Cycling).

Però è un discorso che non riguarda il piano sportivo ma solo quello civile/del lavoro e che, oltre ad andare per le lunghe (la prima udienza è prevista a 2019 inoltrato), non incide sulla libertà di WvA di firmare per questo o per quello.
http://www.cyclingnews.com/news/van-aert...-new-team/

Parziale rettifica: Cyclingnews ha potuto vedere la lettera inviata alle parti coinvolte, dove l'UCI, pur dando il via libera, si riserva la possibilità di sanzionare WvA e la sua nuova squadra in caso di pronuncia a sfavore del corridore.

La notizia di ieri era incompleta, e di parte, venendo dall'avvocato di WvA.

Chi lo vuole, in definitiva, si assume un bel rischio (le multe UCI sono parecchio salate).
Deciso il calendario di Wout nel team Jumbo per il 2019:

Het Nieuwsblad
Milano Sanremo
E3 Harelbeke
Gand-Wevelgem
Fiandre
Roubaix
Amstel
Delfinato
BinckBank
Amburgo
Negli scontri con 1 vs 1 con Aerts, senza VdP di mezzo, è sempre uscito con le ossa rotte in questa stagione, Geraardsbergen a parte.

Non sono così sicuro che, arrivati a questo punto, basti la CDM a salvare la stagione.

Poi bisognerebbe fare anche qua un discorso che ho già fatto su Whatsapp: Van Aert ha saputo approfittare di un periodo particolarmente povero di sfidanti perché, tolto Pauwels, tutti i big della generazione precedente alla sua, vale a dire Albert, Stybar e Boom, nel 2014 avevano già smesso con il cross, mentre Mathieu Van Der Poel era un fenomeno, ma su certi aspetti ancora molto acerbo e Nys aveva quasi 40 anni. Ora ha un palmares pazzesco per un 24enne, ma quel palmares rispecchia davvero il valore di Van Aert?

Se da un lato vivere l'epoca di Mathieu Van Der Poel è una sfortuna, dall'altro lui ha avuto la fortuna, al contrario di un Aerts, di essere più precoce, fisicamente parlando, dell'olandese.
Il fondamento del palmares di Van Aert è riassumibile in una parola: maturità, sia essa fisica o mentale.

E' stato il primo a ultimare lo sviluppo fisico, il primo a rivolgersi a un mental coach (Aerts ha fatto lo stesso la scorsa estate, i risultati si sono visti), il primo a diventare uomo, in definitiva.

E' un corridore dalle doti non comuni (e un vincitore di Parigi-Roubaix in pectore) ma, vedendo la parabola, sua e dei suoi rivali, delle ultime due stagioni e mezza, il dubbio che nel cross abbia accatastato più vittorie di quella che è la sua reale dimensione in virtù di circostanze favorevoli c'è.

Secondo me cmq è addirittura migliorato, tecnicamente ad esempio (confrontare la discesa in contropendenza dell'ultimo Citadelcross con quella negli anni precedenti) e anche in termini di motore, tuttavia il suo margine si è rivelato essere più ristretto di quello di MvdP, Aerts e compagnia.
Si conclude con una prova terribilmente incolore la peggior stagione della carriera di Van Aert.

Solo 4 vittorie di cui 3 in dei C2.

Bisogna lavorare sulle partenze perché, in questa stagione, è stato assolutamente disastroso.

Certo, viene da chiedersi quanto ancora lo vedremo nel cross. Fintanto che ci sarà VdP, il meglio di WVA sarà sempre alle spalle. E ora che è esploso Toon Aerts, sovente il tre volte campione del mondo si ritrova a recitare il ruolo di numero 3.
Non ha mai dato continuità all'impressione di poter impensierire Van der Poel lasciata in qualche occasione e, su quelli che erano tradizionalmente i suoi tracciati, ha ceduto irrimediabilmente il passo ad Aerts, oltre che a Van der Poel.
A fronte di una maggior facilità d'azione su circuiti veloci è venuta meno la capacità di spingere nel fango che lo ha sempre contraddistinto. Anche la scelta di andare più agile non convince poi molto.

La vicenda relativa alla rottura del contratto con la Verandas ha sicuramente inciso, ma anche dopo essersela messa alle spalle con l'approdo al Team Jumbo non ha fatto il salto di qualità che ci si aspettava. O meglio, le sue prestazioni sono migliorate, ma sono rimaste altalenanti: anche durante il periodo natalizio, il suo momento migliore, ha finito con la lingua di fuori.

In definitiva un quadro parecchio negativo, nonostante l'industriale quantità di piazzamenti (nobilitati dal livello, altissimo, degli avversari).
Non potrebbe essere altrimenti dato che ha mancato tutti gli obiettivi stagionali, dall'europeo al mondiale, passando per campionato belga e Coppa del Mondo.

Io credo che con oggi si possa dire addio al WvA crossista a tempo pieno, dall'anno prossimo sarà il turno di Wout van Stybaert.


Per quanto riguarda le scuse, qua siamo ai livelli di Pozzato.
L'anno prossimo farà la stagione intera di cross Applausi
Niente di nuovo sotto il sole, per chi ha seguito l'intera stagione invernale: non riesce a reggere due cambi di ritmo consecutivi. Al primo risponde, in maniera notevole per facilità (come oggi) o per portata dello sforzo (come a Bogense), al secondo no.

Non a caso quelle che, a mio avviso, sono state le sue migliori prove crossistiche (Namur e Zolder) sono arrivate quando la sfida con MvdP si è consumata a distanza e non ha dovuto muoversi per contenere in prima persona.

Ha coglioni che fanno provincia e che gli permettono di limitare i danni, tuttavia, il recupero nel breve diventa fondamentale nelle corse, come quella odierna o come quelle fiamminghe, strutturate su folate violente e ripetute.

Discorso diverso per la Roubaix, terreno d'elezione per le sue caratteristiche di crossista/cronometrista.
Bravo però a inserirsi nell'azione buona, non era facile visto che le gambe non erano come quelle dei primi due.
Buon segnale in vista delle classiche del pavé, che si decidono molte volte con azioni estemporanee anche lontani dal traguardo. Poi, come ho scritto nel topic della corsa, difficilmente sarà un fattore reale in quelle corse perché la sua condizione non mi sembra paragonabile al 2018.
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