Il Nuovo Ciclismo

Versione completa: Michal Kwiatkowski
Al momento stai visualizzando i contenuti in una versione ridotta. Visualizza la versione completa e formattata.
Pagine: 1 2 3 4
[Immagine: 2_0191071_1_thumb2.jpg]

Compli
Il saluto romano poteva evitarlo...
In passato l'ho criticato perché tendeva un po' troppo a giocare sulle ruote degli avversari: da un giovane mi vien meglio accettare un errore per eccesso di generosità, che per difetto. A 'sto giro invece è stato molto bravo, coraggioso, muovendosi con tutta la sfrontatezza di un ragazzo della sua età e prendendosi anche una bella responsabilità sulle spalle (visto che appunto i suoi compagni si eran tutti fatti il mazzo per lui). Corridore comunque splendido, davvero all-rounder: c'ha il passo, c'ha lo sprint, ottimo sugli strappi, bravo in discesa e si difende anche sulle salite lunghe. Asciutto, bagnato, pietre: gli va bene tutto. Asd Davvero è difficile capire come e dove indirizzare questo ragazzo, perché potenzialmente gli si possono aprire tutte le strade...
Mah io lo vedo leggermente meno tagliato per i GT... fossi in lui cercherei un po' per volta di farmi tutte le monumento più o meno (forse anche alla Roubaix un po' meno portato) e poi magari a una certa età provare anche a preparare un GT senza pressione
Kwiatkowski: «Piedi per terra e continuare ad imparare»
«Con l'iride ho più responsabilità, ma non sono cambiato»

Michal Kwiatkowski ha la maglia iridata sulle spalle ma i piedi ben saldi a terra. Il campione del mondo, che esordirà in questa stagione al Tour de San Luis, ha ben chiari gli obiettivi per quest'anno: Sanremo, classiche delle Ardenne, Tour e mondiale di Richmond.
Prima di stilare programmi, però, un passo indietro: «Il Lombardia, la prima corsa affrontata con questa maglia sulle spalle, è stato molto strano. Non è stato facile, era tutto diverso, venivo da una settimana scioccante, il tifo mi ha letteralmente travolto. Spero di ricambiare l'appoggio dei tifosi in questa nuova stagione».
Ed eccoci alla nuova stagione: «Ho fatto cinque settimane di riposo, poi sono tornato in sella il 10 novembre, come avevo fatto l'anno precedente. Ho trascorso un buon inverno, ho lavorato bene, mi sento in palla e finora sono contento. So che avrò una grande pressione sulle spalle, ma non mi faccio schiacciare: oltre alla bicicletta, ho altri interessi per fortuna. E lavoro per essere sì un corridore migliore, ma anche una persona migliore e questo mi dà una grande motivazione. Sarò più controllato? Certamente, ma questo non può rappresentare un problema per me, anche se sono consapevole che per me ora comincia il difficile».
E ancora: «Questa maglia non mi ha cambiato, chiedetelo ai miei amici, a chi mi conoce bene. La gente mi riconosce per strada? Bello cosí. Ma ripeto che resto con i piedi per terra, so di avere ancora molto da imptrare, specialmente in una corsa complicata come il Tour. E sono convinto che si possa imparare soprattutto dai giorni difficili, piuttosto che da quelli in cui si vince. Al Tour si impara ogni giorno, noi tappa, ogni edizione. E quest'anno ci andrò con la voglia di far bene e di imparare, senza pormi obiettivi specifici: sarà fantastico correrlo con la maglia iridata. punterò a vincere qualcosa nella prima settimana, visto che sarà un susseguirsi di tappe che assomigliano a classiche. Ma se non ci riuscirò, non avrò problemi a lavorare per la squadra».
Infine, il mondiale: «Non conosco il percorso, ma credo che andremo a vederlo a maggio o a giugno con la federazione polacca, anche perché da quando ho vinto a Ponferrada penso alla difesa di questa maglia: non sarebbe affatto male riconquistarla… Ma adesso preferisco concentrarmi sulla prima parte della estacione: comincerò con il Tour de San Luis, poi Volta ao Algarve, Parigi-Nizza, Sanemo, Gand-Wevelgem, Vuelta al País Vasco, Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Liegi, Giro di Svizzera e Tour».

tuttobiciweb.it
Lefevere: Kwiatkowski won’t win the Tour de France

According to Etixx-Quick-Step boss Patrick Lefevere, he has the capacity to win all the classics, but not the Tour de France.

“With his legs, he can win them all. I just don’t think he is my Tour winner,” Lefevere told Belgian newspaper Het Nieuwsblad. “I think the overall in the Tour de France is too much.”

“[Kwiatkowski] can put together a great classics palmarès. To win in the Tour he has to lose six kilograms [13.2 pounds]. The question is whether his body will change or not, and if he loses his qualities as [a] time trialist doing so. It is especially important that we make the right choices with him.”

“[Kwiatkowski] can win them all: Milano-Sanremo, where he crashed this year, the Tour of Flanders to Paris-Roubaix,” Lefevere added.

“He rides as well as on the cobblestones as he does on the Ardennes climbs. Last year, he was also seventh in the famous Tour stage to Arenberg.

“We agreed this year to have him as the leader in the Ardennes classics because with [Tom] Boonen, [Niki] Terpstra, and [Zdenek] Stybar, we already had three leaders for the cobbled classics.”

[Kwiatkowski]: “I still can’t say what’s possible in grand tours, but what can I say, it’s not yet time to check myself in grand tours, you need a lot of experience and to sacrifice the rest of your races to do that. For the moment, I like the classics.”

http://velonews.competitor.com/2015/04/n...nce_367383
Kwiatkowski: «L'obiettivo sono le classiche»
«Poi voglio il Tour per imparare da Chris»

Michal Kwiatkowski si prepara ad iniziare la sua stagione ed ha accettato di rispondere ad un fuoco di fila di domande.

Perché ha scelto il Team Sky?
«Da quando sono passato professionista, nel 2010, ho sempre cercato di mnigliorare. E dopo quattro anni alla Etixx-Quick Step, ho deciso di sceglierere la squadra migliore del mondo, il Team Sky, ed è la decisione migliore che potessi prendere. Anche perché cambiare ambiente può far solo bene. Qui c’è la massima attenzione a tutti i particolari, siamo seguiti alla perfezione e e questo ci permette di avere più tempo per noi, per il recupero. Ed è fantastico. E poi è importante l’esperienza che questo team ha maturato: hanno ottenuto fantastici risultati nelle grandi corse a tappe: quanto io possa migliorare in questo settore non poso dirlo, ma certamente posso crescere. Per come qui affrontano il ciclismo, per la ricerca dei vantaggi marginali, per l’alimentazione, per il personale qualificato penso davvero di essere approdato nella squadra migliore del mondo».

Perché Sky ha scelto lei?
«Non dovete chiederlo a me, ma sicuramente è per la mia esperienza nelle classiche in linea, per il contributo che posso offrire in queste corse».

Quale sarà il suo calendario?
«Mallorca è una buona gara per rientrare alle corse, in passato ho già vinto. Poi correrò l’Algarve, la Parigini-Nizza, la Sanremo, il Fiandre, l’Amstel, la Liegi, quindi Romandia, Delfinato e, spero, Tour de France».

Quali sono i suoi obiettivi per il 2016?
«Innanzitutto le classiche, quindi Amstel e Liegi su tutte, ma anche Sanremo e Fiandre. Sono molto motivato, davvero. E nelle corse a tappe avrò la possibilità di imparare molto fda un corridore come Chris Froome».

Lei ha vinto molto ma non ancora una classica monumento.
«Vero, è un obiettivo ma non un’ossessione. Anzi, è un sogno, ma non sento particolari pressioni per questo. E poi è ancora presto per parlare di leadership e di tattiche di squadra».

Ha parlato di Tour.
«Voglio esserci. Per vincerlo, tutta la squadra si deve sacrificare per il suo leader, tutti sanno che è la gara più importante del mondo e che non c’è spazio per le embizioni personali»

Ma lei può essere competitivo sulle tre settimane?
«È una domanda ricorrente, questa. Prima ditutto, il mio obiettivo è quelo di raccogliere risultati nelle classiche, poi cercherò di capire quanto valgo nelle corse a tappe. Non so se diventerò un corridore capace di vincere un grande giro, per ora mi limito ad imprarare da grandi maestri».

Un pensiero a Rio?
«A novembre ho visionato il percorso, non ero in forma e l’ho trovato più duro di quanto sperassi. E certamente vincerà un corridore forte. Majka ed io possiamo essere protagonisti. Sarà più duro di una Liegi perché l’ultima salita è di 8 chiloemetri con la parte iniziale al 14-15%, non ci sarà spazio per la tattica ma solo per i più forti. Favoriti? Sicuramente Chris Froome sarà tra questi».

Cambio di squadra, cambio di preparazione?
«Ogni allenatore ha il proprio credo e io mi adeguo., A dicembre, per esempio, ho lavorato come mai avevo fatto e mi sento davvero in bella condizione. I primi mesi di lavoro con Tim Kerrison mi hanno dato belle soddisfazioni. Se ripenso alle corse che ho perso, mi accorgo di aver pagato in salita e quindi è in questo che devo lavorare. Lo sto facendo e sono convinto di avere ancora ampi margini di miglioramento».

tuttobiciweb.it
Kwiatkowski: «Punto alle classiche monumento»
«Il primo obiettivo stagionale saranno le Ardenne»

Michal Kwiatkowski ha messo le classiche monumento nel mirino e con il Team Sky ha studiato un calendario diverso dal passato per preparare l'avvicinamento si grandi appuntamenti: «Sono giunto ad un'età - spiega il campione polacco - nella quale è giusto che io pianifichi la mia carriera. Voglio tornare a vincere corse importanti e per questo ho preso decisioni importanti nello scorso inverno. Il primo obiettivo su cui mi voglio concentrare sono le Ardenne: da qui voglio cominciare la mia caccia alle classiche monumento».

tuttobiciweb.it
Palmares che inizia a diventare davvero importante per il polacco, secondo me è uno dei corridori più intelligenti tatticamente in gruppo, oltre ad avere un ottimo motore.
Un esempio è la Sanremo di oggi, era nella posizione perfetta e forse il buco lasciato a Sagan ha spinto lo slovacco a partire presto. Al mondiale (vado a memoria) partì al momento giusto e lo videro al traguardo, oppure al fiandre dell'anno scorso fece partire lui l'azione decisiva (ma li non aveva le gambe).
Tra l'altro, Roubaix a parte, potrebbe vincere tutte le classiche.
A me ad inizio carriera non piaceva per nulla proprio perché tendeva ad essere troppo attendista. Probabilmente più che attendismo era un cercare di leggere la corsa nel modo migliore possibile, solo che l'inesperienza gli faceva perdere il momento giusto per potersi muovere. Adesso sì, effettivamente è uno dei corridori più intelligenti e soprattutto completi che ci sono in circolazione Sese
A me continua a non piacere, poi vince e c'ha ragione lui.

Corridore bravo a cogliere il momento e che sguazza in un ciclismo fatto di tatticismi, mi sorprenderei però se riuscisse a vincere una grae classica diversa dalla Sanremo e ancora di più se ci riuscisse "di forza".
Numeri alla mano è il corridore più intelligente del gruppo. Poi non sono sicuro che "intelligente" sia la definizione giusta, ma tant'è che quando va all'attacco in una corsa di un giorno non ricordo una sua sconfitta.
Quoto Luca

Contento per lui ma anche io avrei preferito la vittoria di Sagan sul mio Kwiat oggi
Come dicevo su Whatsapp è potenzialmente un fenomeno, ma finora ha dimostrato poca continuità dopo le grandi vittorie che ha ottenuto, come se si adagiasse sugli allori.
Fortuna sua che è andato al Team Sky che gli ha subito fatto capire che per i GT non è portato come avevamo già intravisto nel 2014.
Per me fenomeno è un'altra cosa.

È un corridore molto forte, ma con dei limiti. Non a caso le sue vittorie più prestigiose sono Sanremo, Mondiale e Amstel che tra le corse di un giorno più importanti sono quelle in cui è più difficile che vinca il più forte.
(18-03-2017, 07:06 PM)Luciano Pagliarini Ha scritto: [ -> ]A me continua a non piacere, poi vince e c'ha ragione lui.

Corridore bravo a cogliere il momento e che sguazza in un ciclismo fatto di tatticismi, mi sorprenderei però se riuscisse a vincere una grande classica diversa dalla Sanremo e ancora di più se ci riuscisse "di forza".

Vincere quando non sei il più forte è una grande dote. Ad esempio GVA mi sembra un ciclista superiore a Kwiat, poi però guardi i palmares
Per me sono più o meno sullo stesso livello Kwiat e GVA come motore.

Ma Kwiat è molto più avanti tatticamente di GVA alla sua età.
Kwiat è più forte di GVA alla sua età, però attualmente mi sembra sia ad un livello leggermente inferiore. Fermo restando che quest'anno sembaa cresciuto parecchio
Comunque se veramente non fa il Fiandre butta via la forma della vita (neanche nel 2014 penso fosse così forte), nessuno può garantire che tra un mese sarà ancora al top.
Nonostante questo non penso a priori che sia più portato per il Fiandre che per il trittico delle Ardenne....
(18-03-2017, 11:49 PM)jwill Ha scritto: [ -> ]Kwiat è più forte di GVA alla sua età, però attualmente mi sembra sia ad un livello leggermente inferiore. Fermo restando che quest'anno sembaa cresciuto parecchio

GVA in realtà fece una stagione della madonna a 27 anni, solo che appunto dal punto di vista tattico era ben lontano dall'attuale Kwiat, vedi proprio la Sanremo 2011 ad esempio.
Pagine: 1 2 3 4