Il Nuovo Ciclismo

Versione completa: Giro d'Italia, Vegni: «Giro100 promosso. E il 101...»
Al momento stai visualizzando i contenuti in una versione ridotta. Visualizza la versione completa e formattata.
Giro d'Italia, Vegni: «Giro100 promosso. E il 101...»
«Livello altissimo per agonismo e organizzazione»

L’emozione è ancora viva, ma può essere affrontata ora a mente fredda. E Mauro Vegni, direttore della Divisione Ciclismo di RCS Sport, accetta di analizzare con tuttobiciweb il Giro d’Italia che si è concluso domenica a Milano.

«Posso dire di essere soddisfatto. Sotto l’aspetto organizzativo non potevamo davero aspettarci di più, sperare di fare meglio di così è davvero difficilissimo ma noi lavoreremo per riuscirci. Credo che abbiano sbagliato quei pochi corridori che hanno scelto di non venire al Giro e mi complimento con chi invece ha accettato la sfida, ha lottato e ha dato spettacolo. E mi piace citare l’esempio di Gaviria che, pur avendo vinto quattro tappe al suo primo Giro d’Italia, ha deciso di restare in corsa per portare la maglia ciclamino a Milano, affrontando l’ultima settimana che certo non era adatta a lui».

Un Giro sempre più vicino al Tour.
«Non mi è mai piaciuto fare paragoni, rispetto il lavoro che fanno egregiamente i colleghi di Tour e Vuelta e mi basta aver avuto ancora una volta la conferma che il Giro d’Italia si mantiene al secondo posto in scia alla Grande Boucle. Personalmente sono felice per il ritorno mediatico ed il grande lavoro che è stato svolto da parte di tutti. E mi ha entusiasmato la gente sulle strade: al Giro ce n’è sempre tanta, ma quest’anno ne abbiamo incontrata molta molta di più, forse per il fatto che era il Giro100. È stato un Giro fenomenale, ma anche il 101 avrà un bel numero...».

A proposito, sappiamo che siete già al lavoro per il prossimo anno: si parla di Gerusalemme, della Polonia.
«Sono progetti che stiamo vagliando. In ogni nostra scelta ci sono ingredienti diversi da considerare: l’aspetto tecnico, quello economico, quello storico e non è semplice. Di certo c’è che il Giro è definitivamente entrato in una dimensione internazionale indiscutibile. E su questo, permettetemi una annotazione: è stato doloroso per noi scegliere di... provocare dolore escludendo due formazioni italiane, ma era necessario dare un segnale proprio alle squadre italiane che devono compiere uno sforzo per crescere ulteriormente».

È stato il primo Giro d’Italia per Urbano Cairo e la nuova dirigenza RCS.
«Il presidente Cairo ha provato l’esperienza del bagno di folla in campo ciclistico... E so che i vertici di RCS ora hanno compreso pienamente il valore del Giro d’Italia, hanno la piena certezza di avere tra le mani un business che può crescere ancora e diventare planetario».

La corsa poi vi ha regalato un finale imprevedibile.
«Arrivare all’ultima tappa con quattro corridori racchiusi in 53 secondi, tutti potenziali vincitori, è stato il massimo. Di sicuro l’alto livello degli atleti al via ha favorito l’equilibrato e quel tipo di epilogo. Il tasso tecnico era elevatissimo, mi spiace solo che Sky abbia perso due uomini come Thomas e Landa nella caduta del Blockhaus. E applausi comunque a Dumoulin, è stato un degno vincitore di una splendida edizione».

E adesso si volta pagina.
«Davanti a noi abbiamo un impegno gravoso come i campionati italiani per professionisti, donne e paraciclisti: abbiamo il dovere di essere una volta di più all’altezza. E poi c’è da lavorare per le altre corse, per la Tirreno-Adriatico che ha acquisito un suo ruolo preponderante nel calendario internazionale, per il ciclismo italiano che ha bisogno di ritrovare entusiasmo. Noi di RCS Sport siamo pronti a collaborare con gli altri organizzatori, dobbiamo far sì che la grande euforia che porta il ciclismo sulle strade non si limiti alle tre settimane del Giro e a pochi altri appuntamenti, ma deve durare dieci mesi all’anno».

a cura della redazione di tuttobiciweb.it
"Promosso" LOL
Va beh cosa vuoi che bocci il suo operato? Ma magari come numeri le cose sono anche andate bene eh. Il suo punto di vista non e' quello dell'appassionato, c'e' anche il business.
Un po' (tanto) a sorpresa il Giro è stato votato su Cyclingnews come corsa a tappe dell'anno

Il Giro ha vinto nonostante un percorso così così e tappe non molto spettacolari (solo la classifica tirata fino all'ultima tappa); questo dimostra ancor di più l'amore che all'estero hanno per la corsa rosa e non può che essere positivo

Questo il numero di voti

1 Giro d'Italia 8360 
2 Vuelta a Espana 5781  
3 Tour de France 3364  
4 Giro Rosa (Giro d'Italia Internazionale Femminile) 750  
5 Criterium Du Dauphine 580  
6 Paris-Nice 408  
7 Tour of California 341  
8 OVO Energy Women's Tour 212  
9 Vuelta a Pais Vasco 167  
10 Volta Ciclista a Catalunya 144  
11 Tirreno-Adriatico 112
Gli utenti del forum di Cyclingnews sono, in buona parte, dei dementi.

Peraltro per fare una graduatoria sensata ci vorrebbero competenze che molti non hanno.

Tipo in questa non c'è neanche il GVDA LOL
con tutto il rispetto per il tour of California, ma vederlo così sopra alla Tirreno-Adriatico è un po' strano secondo me
Neanche fosse stato bello il California quest'anno.

Lo hanno votato gli statunitensi.