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I post della settimana - 1° edizione 24 - 30 dicembre 2018 - Versione stampabile

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I post della settimana - 1° edizione 24 - 30 dicembre 2018 - Lambohbk - 31-12-2018

I post della settimana - 1° edizione 24 - 30 dicembre 2018
Ripercorriamo i migliori post della settimana degli utenti del Nuovo Ciclismo. In quest'edizione Morris racconta la Roma - Napoli - Roma, Luciano Pagliarini analizza il roster della Development Team Sunweb e Manuel The Volder presenta la Tournèe dei Quattro Trampolini.

Morris racconta la 29esima edizione della Roma - Napoli - Roma

(28-12-2018, 07:37 PM)Morris Ha scritto:
Ventinovesima Edizione 13-15 aprile 1951
Dopo il successo dell’edizione precedente, anche nel 1951 le premesse si mostrarono notevoli. Solita trentina di corridori scelti dalle case, ma cast di valore mondiale, anche se al via non ci fu Fausto Coppi. Il termometro salì alle stelle, quando, terminata la punzonatura in Piazza Colonna, da dove sarebbe partita la prima frazione che si sarebbe conclusa a Caserta, gli assi stranieri, Bobet, Robic e Kubler e gli italiani Petrucci e Martini, provarono a lungo, dietro i motoscooter, sull'asfalto del circuito di Caracalla. Pur non essendo stati presi tempi ufficiali, quella esibizione-allenamento sotto gli sguardi di un pubblico enorme, fece capire che le medie potevano essere molto, molto alte. Notevole pure la risposta dei piloti degli scooter, che presentarono, oltre agli ex ciclisti anche due  campioni del motociclismo, come Masetti, abbinato a Bartali e Ubbiali abbinato a Salimbeni. Considerazione: proviamo ad immaginarci cosa significherebbe oggi, una corsa dove Nibali, avrebbe dovuto seguire uno scooter di 125 cc, guidato da Valentino Rossi e un Michele Scarponi seguire un uguale strumento, pilotato da Massimiliano Biaggi. Roba da far un poco d’ombra anche al calcio…

Prima tappa: Roma-Caserta
La prima tappa, come citato, avrebbe portato i corridori da Roma a Caserta, per 205 chilometri, con aggancio ai motoscooter dal km 158 al km 193. Una tappa volante a Frosinone, ed un controllo-rifornimento a Cassino. La partenza fu data da Piazza Colonna a Roma alle 11,30. Quando fu possibile districarsi dall'abbraccio affettuoso della folla (non meno di ventimila persone) venne abbassata la bandiera a scacchi. La corsa si mosse veloce, con un certo nervosismo nell’aria, forse per il maltempo incombente. Dopo una fuga di Guidi De Santi, sempre lesto nei tentativi molto anticipati, fu il turno di Luigi Casola a cercar di fuggire in vista del traguardo “volante” di Frosinone. Lo striscione posto in cima a una salita non lunga, ma dura, non fu visto dal corridore bustese che mollò a metà dell’erta. Chi invece si mostrò deciso e pimpante fu lo svizzero Ferdi Kubler che passò primo sulla fettuccia di Frosinone, su Bartali, Bobet e Soldani. L’elvetico, sullo slancio proseguì da solo e fu poi raggiunto da Magni e Bartali, ma i tre non trovarono l'accordo necessario per insistere nella fuga. Il gruppo proseguì compatto superando un temporale piuttosto intenso, che lasciò posto ad una pioggia di debole intensità, ma ugualmente fastidiosa. A Cassino, davanti alla ricostruita Abbazia, fu primo Casola su Maggini. Poco dopo, in concomitanza col rifornimento, partirono Martini  e De Santi, inseguiti da Leoni Salimbeni e Ortelli. La coppia di testa, in buona armonia, arrivò all'appuntamento con i mezzi meccanici al chilometro 158, con i tre inseguitori citati a un minuto e il gruppo a tre. Poco dopo l’aggancio agli scooter, De Santi staccò Martini, attardato da noie al suo motoscooter, e altrettanto accadde a Leoni a Salimbeni e Ortelli. Dalle retrovie, con la pioggia cresciuta di intensità, emerse nuovamente Kubler e con lui anche il connazionale, Schaer, il vincitore uscente Robic e l’altro grande transalpino Bobet. Fra gli italiani, i soli Logli e Bertocchi, si mostrarono competitivi da subito. Con la pioggia incessante, la battaglia si fece furiosa. Davanti, De Santi iniziò a sentire il fiato sul collo di un regolare e velocissimo Kubler, mentre gli altri, dietro, pur mescolatisi, apparvero anch’essi in gran rimonta. Quando i corridori lasciarono gli scooter, il corridore triestino era ancora in testa, ma proprio alle porte di Caserta, Kubler lo raggiunse e lo passò come un razzo. Al traguardo, lo svizzero giunse con quasi un minuto e mezzo su uno stoico De Santi, che riuscì proprio sulla fettuccia ad anticipare i rientranti Bartali, Schaer, Petrucci, Pontisso, Leoni, Bobet e Logli.

Ordine di arrivo: 
[Immagine: Kubler%201_zpsoz2wvkt0.jpg?w=280&h=210&fit=crop]
1° Ferdi Kubler (Sui) Km 205 in 5h07'11” alla media di 39,963 kmh; 2° Giudo De Santi a 1’27”; 3° Gino Bartali; 4°  Fritz Schaer (Sui); 6° Loretto Petrucci; 6° Bruno Pontisso; 7° Adolfo Leoni; 8° Luison Bobet; 9° Nedo Logli tutti col tempo di De Santi; 10° Elio Bertocchi a 3’05”; 11° Renzo Soldani a 4’13”; 12° Alfredo Martini; 13° Virginio Salimbeni a 5’05”; 14° Luciano Maggini; 15° Fiorenzo Magni; 16° Antonio Bevilacqua; 17° Aldo Bini; …24° Jacques Marinelli (Fra) a 9'58";…26° Jean Robic (Fra).

Classifica del tratto dietro motoscooter, di km 33: 1° Elio Bertocchi in 35’27” alla media di 55,853 kmh; 2°  Ferdi Kubler (Sui) a 3”; 3° Nedo Logli a 20”; 4° Fritz Schaer (Sui) a 53”; 5° Loretto Petrucci a 1’11”; 6° Luison Bobet a 1’44”; 7° Gino Bartali a l’44”; 8° Bruno Pontisso a 1’50”; 9° Guido De Santi a 2’20”.


Seconda tappa, prima semitappa: Caserta-Salerno
Il secondo giorno di gare, si aprì con una tappa come la Caserta Salerno, in grado di presentare trabocchetti e difficoltà non di poco conto. Prima una fuga del corridore di zona, Arcangelo Bove, poi, la dura salita di Dentecane, che mise in subbuglio il gruppo, ed infine il tentativo a sei di Bobet, Soldani, Kubler, Pontisso, Schaer e Bartali, animarono la frazione. Ma a 25 chilometri dal termine, il gruppo si ricompose. Ci privò Bartali, che rimase in testa per una decina di chilometri e quando parve che la soluzione allo sprint fosse nelle corde della corsa, partì il triestino Guido De Santi, che fu bravo a costruirsi in pochi chilometri un bel vantaggio e giungere solo al traguardo, con 1’10” sugli altri regolati da Kubler. Ma lo svizzero, nella volata per la piazza d’onore, aveva commesso varie scorrettezze e fu declassato al 10° posto, ultimo del drappello inseguitore. All’elvetico rimase la consolazione di conservare la Magli Rosso-Oro di leader per soli 17”.

Sul vincitore.
[Immagine: De%20Santi_zpsssuct0jz.jpg?t=1545931832]
Guido De Santi, nacque il 16 maggio 1923 a Trieste, ed ivi deceduto il 30 ottobre 1998. Passista veloce, alto m. 1,75 per 73 kg. Professionista dal 1947 al 1957, con 15 vittorie. Poteva  vincere di più, per le sue notevoli doti sul passo, a cui aggiungeva un ottimo spunto veloce, ma si tarpò diverse volte le ali, a causa di  iniziative di fuga tanto anticipate, spesso praticamente in partenza, così dispendiose da fargli bagnare le polveri nelle fasi finali. Questa caratteristica, gli valse il nomignolo di “Fuggitivo pazzo” e qualche antipatia in gruppo. Comunque, questo atleta triestino dal fisico compatto e così combattivo, è stato un ottimo corridore, tanto popolare, quanto tangibile. Fra le sue vittorie spiccano tappe al Giro d’Italia, il Giro di Germania, ancora tappe alla Roma-Napoli-Roma in versione ciclomotoristica, di cuoi fui grande animatore, nonché classiche come la Tre Valli Varesine e la Milano Modena. Buoni anche i suoi piazzamenti, fra i quali spicca il 3° posto alla Bordeaux-Parigi nel 1953. In carriera partecipò a 9 Giro d’Italia che concluse sempre col miglior piazzamento nel 1953, 8°, edizione nella quale vesti per tre giorni la Maglia Rosa. Con la Nazionale fu allo start del Tour de France per tre volte, con compiti di gregariato, per Bartali e Coppi. Delle tre partecipazioni, ne concluse solo una, nel ’49 dove finì 55°. Fu azzurro ai Mondiali di Varese nel ’51, che chiuse 23°. Corse per la  Wilier Triestina (1947-’48), l’Atala (1949-’50), la Benotto (1951-’52-’53), la Bottecchia (1954), la Chlorodont (1955) e l’Ignis (1956-’57).
Tutte le sue vittorie. 1949: Tappa Cosenza al Giro d'Italia; Milano-Modena; Circuito di Rieti. 1950: Circuito di Serravalle Sesia. 1951: Tappa di Firenze al Giro d'Italia; Giro di Germania, Tappa di Oberschenzberg al Giro di Germania; Tre Valli Varesine;Tappa di Salerno alla Roma-Napoli-Roma; Circuito di Lanciano. 1953: Tappa di Terni alla Roma-Napoli-Roma; Circuito di Hulm; Circuito di Schwenningen; 1954: Tappa di Terni alla Roma-Napoli-Roma. 1956: Circuito di Muggia. 
I suoi piazzamenti di rilievo. 1949: 3° al Giro del Lazio;  2° al Trofeo Baracchi con Bevilacqua; 3° nella tappa di Torino al Giro d'Italia; 3° nella tappa di Cannes al Tour de France. 1950: 2° nella tappa di Napoli al Giro d'Italia; 1951: 2° nella Roma-Napoli-Roma;  3° nella tappa Alassio al Giro d'Italia. 1952: 3° nella tappa di Siena al Giro d'Italia; 3° nella tappa di Sanremo al Giro d'Italia. 1953: 2° nella tappa di Abano Terme al Giro d'Italia; 3° nella Bordeaux-Parigi. 1954: 2° nella tappa di Grado al Giro d'Italia; 2° nella  3 Giorni di Anversa. 1956: 3° nel Giro di Toscana; 3° nella tappa di Mantova al Giro d'Italia.

Ordine d’arrivo: 
1° Guido De Santi km 135,300 alla media di 34,70 kmh; 2° Gino Bartali a 1’10”; 3° Maggini; 4° Bobet; 5° Pontisso; 6° Soldani; 7° Moresco; 8° Logli; 9° Magni; 10° Kubler, tutti col tempo di Bartali. Kubler, arrivato secondo, è stato retrocesso al 10° posto per danneggiamenti durante gli ultimi 200 metri.


Seconda tappa, seconda semitappa: Salerno-Napoli
Pranzo rapido e via per la tappa seguente da Caserta a Napoli di 54 chilometri senza strappi o salite a guastare la digestione. Scapparono ben presto in tre: Ortelli, Petrucci e Pinarello; poi al 25° chilometro sul nastro dell'autostrada, mollò Pinaretto. Petrucci tenne duro e regolò di autorità il suo rivale all'arrivo a Napoli.

Sul vincitore.
[Immagine: Petrucci_zps7aiw8sly.jpg?t=1545931839]
In due anni, il 1952 e ’53, la sua ruota velocissima, che combaciava con le sue caratteristiche di ragazzo un po’ troppo monello, ma, soprattutto, poco incline a richiami e doveri lontano dalla bicicletta, vinse ogni battaglia con le ombre interne e gli avversari esterni. Due Milano-Sanremo, una Parigi-Bruxelles e la prestigiosissima "Desgrange-Colombo" (ottima antenata del Superprestige e del Protour), lo lanciarono, a soli 24 anni, ai vertici mondiali del ciclismo. Ma dopo il biennio stellare, ad avere il sopravvento fu il suo carattere esuberante, la sua poca disponibilità alla vita da atleta, all’accettazione delle dinamiche di squadra. Nacquero pure delle inimicizie che lo portarono, dapprima, a rompere con la Bianchi di Coppi e Cavanna e, poi, si dice, a dover subire l’ostracismo di costoro, anche quando al biancoazzurro della Bianchi, era subentrato il biancoverde della Lygie. Fra storia e leggenda, sulla sua possibile terza consecutiva vittoria a Sanremo, nel ’54, peserebbe una trattenuta di Giuseppe Favero, un ciclista della sua vecchia squadra. Arrivò poi, nel grigiore del “che fu” o “poteva essere”, il “canto del cigno”, al Giro del Lazio ’55, a soli ventisei anni. Ed a nulla aggiunge il lustro che da quel dì laziale, continuò a vederlo fra i partecipanti alle corse. Un personaggio, Loretto, un personaggio davvero, che andrebbe studiato di più.

Ordine d’arrivo:1° Loretto Petrucci km 54 in 1h35’28” alla media di 33,938 kmh; 2° Vito Ortelli a 3”; 3° Antonio Bevilacqua a 58”.


Napoli: inseguimento dietro motoscooter
A Napoli incominciarono le due ore e più di inseguimento a ripetizione. Cinque chilometri dietro scooter, sull’anello dell’Arenaccia, tra coppie di corridori con classifica individuale: spettacolo bello, ma forse troppo lungo. Si impose Kubler, con un magnifico exploit che raffiorzò di una decina di secondi la sua Maglia Rosso-Oro.

Ordine d’arrivo:
1° Ferdi Kubler /Sui) km 5 in 4’57”; 2° Elio Bertocchi a 7”; 3° Nedo Logli a 8”; 4° Renzo Soldani e Guido De Santi a 10”; 6° Luison Bobet (Fra) a 11”.

Classifica generale dopo il secondo giorno: 
1° Kubler (Sui); 2° De Santi a 27”; 3° Logli a 1’35”; 4° Bobet (Fra) a 1’38”; 5° Pontisso a 1’43”; 6° Bartali a 1’45”; 7° Petrucci a 4’06”; 8° Soldani a 4’23”; 9° Magni a 5’21” 10 Maggini.


Terza tappa, prima semitappa: Napoli- Latina
La frazione si consumò senza particolari sussulti, ma a discreta andatura fino agli ultimi 43 chilometri, quando i corridori si agganciarono ai loro allenatori in motoscooter. 
Dopo poco dall’inizio del tratto finale motorizzato, Kubler fu costretto a fermarsi per gravi noie alla ruota libera. L’ammiraglia della sua casa, bloccata come le altre vetture, ritardò e quando la ruota venne cambiata, quasi 5 minuti erano trascorsi. Un margine che metteva in tutta sicurezza De Santi al ruolo di leader, visto che il suo disavanzo dallo svizzero era di soli 27”. Ma quel che avvenne negli ultimi 40 chilometro ebbe dell’incredibile. 
Ferdi Kubler che una settimana dopo vincerà Freccia Vallone e il giorno successivo Liegi-Bastogne-Liegi e, più avanti Giro di Romandia, Tour de Suisse e Campionato del Mondo, fece vedere i segni della sua annata di grazia, rimontando con pedalate poderose e impressionanti. Al traguardo di Latina, vinse Bertocchi, con  De Santi a 13”, ma a 32”, arrivò sfrecciando proprio Kubler, che salvò per 8” la Maglia Rosso-Oro. Un’impresa magnifica, partorita da un uomo di classe eccelsa. 

Sul vincitore.
[Immagine: Bertocchi_zpszcrpovc0.jpg?t=1545931839]
Elio Bertocchi nacque a Poggio Renatico di Ferrara, il 16 settembre 1919. Morì a Roma il 27 agosto 1971. Passista veloce. Professionista dal 1942 al 1954 con 14 vittorie. Un corridore che aveva doti sul passo notevoli, ma che erano inversamente proporzionali, alla capacità di tenere sulle lunghe salite. Un limite che gli ha precluso una carriera migliore, anche se ha saputo togliersi diverse soddisfazioni. Ferrarese di nascita, ma romano d'adozione, si segnalò da allievo, quando nel 1937 stabilì al Velodromo Appio di Roma, il record dell’ora di categoria, percorrendo 40,578 chilometri. Passato fra i dilettanti, si vide frenata la crescita dall’arrivo della guerra, ma colse nel 1942, prima di passare professionista, il traguardo migliore nella categoria: la Coppa San Geo. Giunto nell’elite, concretizzò subito, vincendo, sempre nel ’42, la Coppa Migliaccio e il Criterium di Ginevra. Finì poi 7° nel “Lombardia”. Nel 1943 non vinse, ma si piazzò con costanza: finì 2° nel Giro del Lazio, nel Giro di Romagna e 3° nel Giro dell’Emilia e nella Torino-Piacenza. Tornò al successo nel ’45, quando conquistò la Coppa Marcovi e il GP Immacolata a Roma. Il 1946 fu il suo anno migliore: vinse due tappe al Giro d’Italia (che chiuse 33°) a Roma ed a Mantova e fece sua la frazione di Pau alla Ronde de France, che fu nell’anno la più importante manifestazione a tappe d’oltralpe. Conquistò poi il GP di Roma, ed i Criterium di Crevalcore e di Viterbo. Al Giro di Lombardia fu di nuovo 7°. Nel 1947, conquistò la tappa di Bari al Giro d’Italia, che chiuse 20°. Fu 4° nella Milano-Modena e provò l’avventura al Tour de France, ma fu costretto al ritiro durante la terza frazione. Nel 1948, andò di nuovo a segno al Giro d’Italia (finito 22°), conquistando la tappa di Brescia. Andò a correre in Spagna, vincendo la quinta tappa del Giro di Catalogna, poi chiuso al 9° posto. La vittoria nella frazione di Latina alla Roma-Napoli-Roma nel 1951, fu il suo canto del cigno. In carriera ha corso per Legnano, Viscontea, Atala e Guerra.

Ordine d’arrivo:1° Elio Bertocchi km 171 alla media di 37,084 kmh; 2° De Santi a 13”; 3° Kubler (Sui) a 32”; 4° Logli a 1’28”; 5° Bobet (Fra) a 1’40”; 6° Maggini.


Terza tappa, seconda semitappa: Latina-Roma
L'elettricità con la quale venne dato il via per la Latina-Roma, era giustificata dalla prestazione mostruosa offerta da Kubler. Lo svizzero, inattaccabile se non dai colpi della malasorte, veniva dato da tutti sicuro vincente, anche se il suo vantaggio nella classifica generale era misero. L’ultima frazione presentava la dura salita di Rocca di Papa, temuta da tutti e, probabilmente, l’unico ostacolo “umano” per il leader. Anche se in salita l’elvetico problemi non ne aveva fatto vedere. Poi, si sarebbe giunti alla fase finale di 37 chilometri tutti sul circuito delle Terme di Caracalla, da svolgere dietro gli allenatori su scooter. Partiti alle 15 esatte, la marcia fino a Velletri rappresentò solo un avvicinamento all'inizio dei duri tornanti della salita di Rocca di Papa. Qui dopo un tentativo iniziale di Soldani, scattò Luison Bobet, che scollinò con 1’15” su un drappello composto da Bartali, Soldani, Robic, De Santi, Kubler, Pontisso, Schaer, Moresco, Magni e Logli.  S’arrivò al tratto finale delle Terme di Caracalla e il relativo aggancio agli scooter, con la situazione invariata: Bobet aveva saputo resistere all’inseguimento del drappello, senza perdere nulla. Fatto sta che, forse, proprio per lo sforzo antecedente, il transalpino iniziò a perdere colpi, con una pedalata via via più pesante. Da dietro, invece, macinò come una furia i chilometri finali, proprio il leader, l’atteso Kubler. L’elvetico (nella foto accanto dopo la vittoria), raggiunse un esausto Bobet e si lanciò in un assolo che esaltò la folla strabocchevole di Roma. Kubler vinse frazione e manifestazione, lasciando Bartali a quasi due minuti, terzo Robic. La Roma-Napoli-Roma ciclo motoristica aveva incontrato un re.

Sul vincitore.
[Immagine: Kubler%20Vitt._zpszbfs0dsn.jpg?t=1545931839]
Nato a Marthalen-Adliswill il 24 luglio 1919, deceduto a Zurigo il 29 dicembre 2016. Professionista dal 1940 al 1957, con 110 vittorie complessive. Alto 1.79, peso forma kg. 77, naso adunco come un uccello da preda, occhi freddi e grigi, ma portamento elegante, disinvolto, furbo. Atleta eccelso e completo, si distinse in tutte le variabili del ciclismo: sul passo, in salita, negli sprint su strada e su pista. Notevole pure come ciclocrossista. Punto debole: la veemenza, che gli costò parecchio nei primi due lustri di carriera.  Autentico eroe in patria (è ancora oggi popolarissimo), nonché uno dei massimi testimonial svizzeri, ogni categoria, nel mondo. La sua grandiosità atletica la si vide anche dopo la fine della carriera, quando divenne apprezzato istruttore di sci. Di grande temperamento e di rara potenza realizzò imprese di alto livello. La sua carriera ebbe una svolta decisiva in occasione del Tour de France, da lui vinto nel 1950. Il sunto delle sue più grandi vittorie: Campionati del Mondo su strada 1951;  Tour de France 1950; Liegi-Bastogne-Liegi 1951-’52; Freccia Vallone 1951-’52; Bordeaux-Parigi 1953; Campionato di Zurigo 1943; Tour de Suisse 1948-’51; Giro di Romandia 1948-’51; Giro del Nord-Ovest 1943-’49; Campione nazionale 1948-’49-’50-’51-’54; Campione Nazionale Montagna 1941-’42; Campione Nazionale Inseguimento 1940-’41-’42; Campione Nazionale Ciclocross 1945; Roma-Napoli-Roma 1951; Giro del Ticino 1950-‘51-‘52-’54; Attraverso Losanna 1940-’41-’42-’44-’45; G.P. di Prato 1950; Milano-Torino 1956; Vincitore di 8 tappe del Tour de France; 11 tappe al Tour de Suisse; 4 tappe al Giro di Romandia. Vincitore della Classifica a Punti del Tour de France: 1953. Vincitore della Desgrange-Colombo 1950’52-’54. Vincitore del Trofeo Gentil: 1950.

Ordine d’arrivo:1° Kubler (Sui) km 115,200 alla media di 39,572 kmh; 2° Bartali a 1’52”; 3° Robic (Fra) a 2’36”; 4° Pon-tisso a 2’46”; 6° De Santi a 3’11”; seguono: Logli, Moresco Magni, Maggini, Bobet (Fra), Soldani e Petrucci. Si sono ritirati nella Latina-Roma: Leoni, Bevilacqua, Jomaux (Fra) e Conte. 
Gran Premio della Montagna di Rocca di Papa: 1° Bobet (Fra); 2° Bartali; 3° Soldani; 4° Kubler (Sui); 5° De Santi.

Classifica Generale finale: 
[Immagine: KUBLER-IRIDE.jpg]
1° Ferdi Kuble (Sui) in 18h21’03”; 2° Guido De Santi a 3'19"; 3° Nedo Logli a 5’50”; 4° Gino Bartali a 6’05”; 5° Pontisso a 6’30”; 6° Luison Bobet (Fra) a 7'30". Seguono: Maggini, Magni, Petrucci, Soldani, Moresco, Bertoc-chi, Robic (Fra), Salimbeni, Schaer (Sui), Serse Coppi, Corrieri, Ortelli. 

Gran Premio della Montagna Classifica Finale: 1° Bartali e Bobet (Fra) punti 9; 3° Soldani e Kubler (Sui) punti 5.

Maurizio Ricci detto Morris

....segue

La discussione prosegue nel thread Le corse dimenticate

Luciano Pagliarini analizza il roster della Devo Sunweb

(26-12-2018, 11:14 AM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Team: Devo Sunweb

Roster: Nills Eekhoff, Felix Gall, Leon Heinschke, Ben KaterbergEdo MaasMarius Mayrhofer, Jarno Mobach, Niklas Markl, Tim Naberman, Martin Salmon, Nils Sinschek, Florian Stork, Jens Vanoverberghe, Xandres VervloesemLudwig Anton Wacker

Analisi rosa: La prima cosa da notare, innanzitutto, è che la Devo Sunweb allarga la sua rosa passando dai 12 corridori delle stagioni precedenti a 15. I leader saranno sostanzialmente tre, vale a dire Felix Gall, che si occuperà delle corse a tappe, Nills Eekhoff, tuttofare adatto sia agli sprint di gruppo che al pavé (ed ottimo nei prologhi!) e Jarno Mobach, il puncheur del team. Niklas Markl è un'altra opzione di qualità per le volate, mentre Wacker e Venoverberghe potranno giocarsi le loro carte negli arrivi a ranghi compatti quando saranno assenti i sopraccitati Markl ed Eekhoff. Stork e Vervloesem sono gli uomini più adatti a scortare Gall in salita, mentre Katerberg e Heinschke si occuperanno delle crono (il secondo, peraltro, da junior andava forte anche in salita, dunque occhio che magari si ritrova dopo una stagione tragica) . Potrà, inoltre, avere spazio sin da subito Marius Mayrhofer, che è un corridore buono per tutte le stagioni.

Analisi mercato: Con la promozione alla Sunweb dei grandi delle due stelle Marc Hirschi e Max Kanter, oltre a quella del promettente crossista Nieuwenhuis, la Devo Sunweb riparte dai giovanissimi, andando a pescare ben 5 dei 7 neoacquisti tra gli junior. Mayrhofer è sicuramente il colpo di grido del team tedesco, con Vervloesem e Wacker che rappresentano altre due prese di qualità, così come Edo Maas, che tra gli junior ha sempre fatto molto bene sul pavé, vincendo anche ad Harelbeke nel 2017. Ben Katerberg, campione canadese juniores nel 2018 sia a crono che in linea, è un nome esotico, ma interessante. Naberman e Sinschek arrivano dalla continental della LottoNL e sono delle scommesse che potrebbero ripagare la fiducia.

Corridore da seguire nel 2019: Felix Gall. Il campione del mondo juniores di Richmond, dopo un primo anno senza acuti, è esploso nel 2018 giungendo 6° alla Corsa della Pace, 4° al Savoia e 14° all'Avenir. Nel 2019 sarà uno dei grandi favoriti in tutte le corse a tappe a cui prenderà parte.

Primo anno da seguire nel 2019
: Come detto gli juniores buoni sono tanti (a me piace molto Vervloesem), ma tra tutti, al momento, spicca Marius Mayrhofer. Il suo score, nel 2018, parla chiaro: 1° posto nel GP Bob Jungels, due tappe vinte alla Corsa della Pace, una all'Oberosterreich Rundfahrt, 1° posto al Merelli e 2° dietro solo al cannibale Evenepoel nella prova in linea di Innsbruck. Mayrhofer è un corridore completo e tenace, forte in salita e veloce, che può essere competitivo fin da subito anche tra gli U23. I dubbi su di lui, come per molti altri (ad esempio Vacek citato nell'analisi dell'Axeon), sono legati al fatto che potrebbe aver già bruciato le tappe. Nel 2018 ha lasciato la scuola per concentrarsi nel ciclismo e questo non è un segnale incoraggiante.

Potenziale rivelazione del 2019: Dopo un primo anno di apprendistato, che lo ha visto venire fuori alla distanza, andando a raccogliere i migliori piazzamenti della stagione a settembre all'Olympia's Tour, Niklas Markl è pronto ad esplodere. Il tedesco, classe '99, non avrà più l'ingombrante presenza davanti a sé di Max Kanter (al quale, peraltro, assomiglia per come riesce a combinare doti allo sprint e sul passo) e potrà, dunque, ricevere i gradi di capitano in moltissime occasioni.

La discussione prosegue nel thread Elite/Under 23 - Stagione 2019

Albi snocciola i numeri impressionanti di Mathieu Van Der Poel

(27-12-2018, 03:52 PM)Albi Ha scritto: Mi fa ridere che la maggior parte dei ragionamenti "il mondiale è sopra ogni cosa e per questo WvA è migliore" viene da chi idolatrava Nys... in particolare la torcida vanaertista di Spagna, ce ne sono diversi esempi su Twitter.

Tornando a MvdP:

- 18 vittorie su 20 gare disputate nella stagione 2018/2019 (a questo punto della scorsa era a 19 su 24).

- 28 vittorie su 31 nell'arco dell'anno solare (può eguagliare e superare il record di 29 stabilito lo scorso anno, nonostante arriverà a fine 2019 con 33 cross nelle gambe a fronte dei 38 del 2017).

- 94 vittorie in carriera (96 se si contano anche le due affermazioni al Soudal Masters di Waregem, che non è gara UCI).

A Bogense non può sbagliare, e, a mio avviso, ha fatto la scelta giusta in termini di avvicinamento al mondiale, optando per saltare la CdM di Pontchateau, ma i numeri già adesso lo incoronano come il  crossista di questa generazione, senza ombra di dubbio.

Se ai freddi numeri si aggiunge l'abbacinante dominio imposto sui rivali, la sua posizione si fa ancora più forte.

Gli roderà non vincere da tanto il mondiale, soprattutto pensando a quello del 2017, ma da qui a dire che non ci dorme la notte........

La discussione prosegue nel thread Mathieu Van Der Poel

Mentre per quanto riguarda il Ciclocross in generale c'è il thread Ciclocross 2018/2019

DAL THREAD DELLA SETTIMANA

Nel thread della settimana, La Generazione Perduta, Luciano Pagliarini analizza le lacune di Robert Gesink

(28-12-2018, 10:39 PM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Non direi che a Gesink manchi la terza settimana (a Mollema in parte sì).

Lasciando da parte le Vuelte 2008 e 2009 dove la terza settimana era praticamente inesistente (poi nel 2009 cade nell'unica tappa vagamente seria e perde un 2° posto che aveva in tasca, ma vabbé), questi sono i confronti tra le tappe decisive delle prime due settimane e quelle della terza nei GT in cui ha fatto classifica dal 2010 a oggi:

Tour 2010


Prime due settimane:
Morzine: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2010&k=stages&e=08
SJDM: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2010&k=stages&e=09
Mende: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2010&k=stages&e=12

Terza settimana:
Ax3: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2010&k=stages&e=14
Bagnéres: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2010&k=stages&e=15 (peggior prestazione ed è il sesto dei big)
Tourmalet: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2010&k=stages&e=17

Vuelta 2012

Prime due settimane
Arrate: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=03
Valdezcaray: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=04
Jaca: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=06
Collada de la Gallina: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=08
Ezaro: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=12
Ancares: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=14
Covadonga: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=15
Cuito Negro: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=15

Terza settimana
Fuente Dé: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=17 (qua va in crisi nera, ma per altri motivi)
Bola del Mundo: http://firstcycling.com/race.php?r=23&y=2012&k=stages&e=20 (infatti qua torna nei ranghi)

Tour 2015


PSM: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2015&k=stages&e=10 
PDB: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2015&k=stages&e=12
Mende: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2015&k=stages&e=14

Terza settimana
Pra-Loup: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2015&k=stages&e=17
SJDM: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2015&k=stages&e=18
La Toussuire: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2015&k=stages&e=19
Alpe: http://firstcycling.com/race.php?r=17&y=2015&k=stages&e=20

Nei due Tour ha sempre avuto un rendimento costante. Alla Vuelta ebbe una giornata no a Fuente Dé, ma tornò quello di sempre alla Bola del Mundo.

Se devo vivisezionare Gesink trovo altri problemi. Innanzitutto, è schizzofrenico a crono, qua notare gli sbalzi a crono nel triennio 2009 - 2011:

2009: http://firstcycling.com/rider.php?r=41&y=2009
2010: http://firstcycling.com/rider.php?r=41&y=2010
2011: http://firstcycling.com/rider.php?r=41&y=2011

Oltre a ciò in salita non solo non è migliorato dal 2009, ma, salvo brevi periodi (Delfinato 2011, Tour 2015) è pure peggiorato. A questo aggiungiamo che, come abbiamo visto al Giro 2013, ha un fisico particolarmente fragile (e vorrei ben vedere!) che lo espone più di altri al maltempo. Per concludere, poi, ha sempre i soliti problemi atavici di guida del mezzo.

Cambiando discorso: Andy Schleck ha le sue colpe, ovviamente, nei suoi fallimenti. Ma ponevo il focus su un altro punto. Schleck, come molti altri tra i citati, è esploso prestissimo, ma ha smesso di crescere altrettanto presto. 

Di corridori esplosi presto se ne sono visti parecchi pure in passato, ma, spesso e volentieri, erano fenomeni che hanno avuto carriere da fenomeni. Qua di fenomeno non ce n'è mezzo.

SPAZIO OFF-TOPIC

Manuel The Volder presenta la Tournèe dei Quattro Trampolini, uno degli eventi principali della stagione del Salto con gli Sci

(28-12-2018, 07:25 PM)Manuel The Volder Ha scritto: Da 67 anni le vacanze natalizie sono coronate da una competizione unica, leggendaria: la Tournèe dei Quattro Trampolini o più semplicemente Vierschanzentournèe, evento di Salto con gli Sci che in anno non Olimpico, ma anche in anno Olimpico, diventa l'highlight della stagione, con buona pace dei mondiali.
Questa competizione si svolge su 4 trampolini tra Germania ed Austria (Oberstdorf, Garmisch, Innsbruck, Bischofshofen) e scolpisce nella roccia i nomi dei vincitori.
Il format della gara è semplice, 4 gare su 4 trampolini diversi e classifica finale che viene stilata dalla somma dei punteggi di tutti i salti di gara e il vincitore fa sua la Goldener Adler "l'aquila dorata" oltre che una vittoria di grande prestigio nel proprio palmares, prestigio pari appunto a un oro Olimpico o ad una sfera di cristallo di vincitore della Coppa del Mondo. A proposito, le 4 gare prese singolarmente hanno normale valenza per la classifica generale di cdm, ma al contrario di altre discipline non vengono assegnati punti doppi, tripli, quadrupli etc. per la classifica finale della Tournèe (al vincitore della competizione vengono dati ZERO punti) suggellando appunto il prestigio della kermesse.

La grande corsa alla Goldener Adler comincia ad Oberstdorf sul finire dell'anno per poi continuare nel pomeriggio di Capodanno a Garmisch-Partenkirchen, ad Innsbruck tra Capodanno e l'Epifania per poi finire proprio il 6 Gennaio a Bischofshofen. Questo il calendario di quest'anno:

- 29 Dicembre 2018: qualificazione Oberstdorf;
- 30 Dicembre 2018: gara Oberstdorf;
- 31 Dicembre 2018: qualificazione Garmisch;
- 1 Gennaio 2019: gara Garmisch;
- 3 Gennaio 2019: qualificazione Innsbruck;
- 4 Gennaio 2019: gara Innsbruck;
- 5 Gennaio 2019: qualificazione Bischofshofen;
- 6 Gennaio 2019: gara Bischofshofen;

Ricordando che la qualificazione è un salto secco che fa accedere i migliori 50 alla gara, quest'ultima vedrà 2 serie di salti, la prima delle quali ha una startlist compilata non invertendo la classifica generale di coppa (come succede sempre), bensi con un sistema di 25 Head to Head derivante dai risultati della qualificazione (il 26esimo della quali affronti il 25esimo, il 27esimo il 24esimo e così via fino al 50esimo che affronta il primo). I 25 vincitori degli H2H passano alla seconda serie assieme ai 5 "migliori perdenti".

Parlando di storia non si può non parlare degli unici 2 "grandi slam" in 66 edizioni. Infatti solo 2 atleti hanno vinto tutte e 4 le gare: Sven Hannawald nell'edizione 2001-02 e Kamil Stoch lo scorso anno.
Mentre Hannawald s'è ritirato ed è uno stimato commentatore di Eurosport, il Polacco quest'anno gareggia per diversi record, come quello di diventare il primo saltatore a fare tripletta (vinse anche nel 2016-17) dai tempi di Bjorn Virkola (1966-67, 1967-68 e 1968-69). Avendo vinto l'utima gara dell'edizione 16-17 e le quattro della 17-18, il nostro Camillo può già mettere a segno ad Oberstdorf il record di vittorie di tappa consecutive che appartiene in coabitazione a lui, Hannawald (4 nel 2001-02 e la prima del 2002-03) e al Tedesco Helmuth Recknagel che vinse le ultime 2 gare nel 1957-58 e le prime 3 del 58-59.
Chi può mettergli i bastoni tra le ruote ? Semplice, il dominatore di questo inizio di stagione, il Giapponese di Hachimantai Ryoyu Kobayashi, 22enne dalla classe cristallina e da un talento illimitato che questa stagione è esploso definitivamente scrivendo il suo nome nell'elitè della disciplina.

Per me questi 2 si giocheranno la vittoria della Tournèe, ma attenzione agli outsider di lusso:
- Piotr Zyla, Polacco (che una gara di cdm l'ha vinta, ricordiamo, 2013 Oslo Holmenkollen ex aequo con Gregor Schlierenzauer) che sta vivendo la stagione migliore della sua quindicennale carriera, ma che non ha mai trovato quel quid in più per portarsi a casa vittorie e che nei recenti campionati Polacchi ha faticato;
- Johann Andre Forfang, Norvegese che sta trovando continuità di rendimento ad alti livelli e ha detronizzato Daniel Andre Tande come leader del movimento Norge;
- Stefan Kraft, Austriaco già vincitore in passato della Tournèe e che si trova sempre bene su questi trampolini;
- Trittico Tedesco con Geiger, Leyhe e Wellinger: se l'ultimo, seppur più giovane, è ormai ai vertici da tanto tempo (e il migliore del circuito per quanto riguarda lo stile), i primi 2 stanno vivendo la stagione della definitiva esplosione. Da saltatori monodimensionali (stacco spaccadente, ma poca aerodinamica) si stanno piano piano evolvendo anche sul piano aerodinamico;
- Evgeniy Klimov, rappresentante della grande madre Russia, primo Russo a vincere in cdm 1 mese fa a Wisla;

Ecco i plurivincitori della Tournèe:
- 5 Janne Ahonen (di cui uno ex aequo con Jakub Janda, citando il grande Ambesi, è come fare 6 al Superenalotto);
- 4 Jens Weissflog;
- 3 Bjorn Wirkola ed Helmuth Recknagel;

Appuntamento quindi a domani ore 16 per la qualificazione ad Oberstdorf.

Non fidatevi delle imitazioni, di Vierschanzentournèe ne esiste solo una.

La discussione prosegue del thread Parliamo di...Sport Invernali


RE: I post della settimana - 1° edizione 24 - 30 dicembre 2018 - Luciano Pagliarini - 31-12-2018

Questa è la versione embrionale di un progetto che stiamo ultimando noi dello staff. Vogliamo usare il blog come vetrina del forum, per cui ogni settimana faremo un compendio dei migliori post degli utenti e lo posteremo in forma di articolo.

Nelle prossime edizioni, per ovvi motivi, i commenti saranno chiusi (rimandiamo, infatti, al thread per i commenti sotto ogni post selezionato). Questa volta li tengo aperti per i feedback.

Dunque ditemi un po' che ve ne pare e cosa migliorereste.


RE: I post della settimana - 1° edizione 24 - 30 dicembre 2018 - Paruzzo - 31-12-2018

Bella idea, soprattutto per quando si entrerà nel vivo della stagione ciclistica e ci sarà più materiale