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1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo I Primavera e Vuelta - Versione stampabile

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1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo I Primavera e Vuelta - Luciano Pagliarini - 22-01-2019

1983, l'ascesa di Laurent Fignon - capitolo I Primavera e Vuelta
Bernard Hinault vince la Vuelta a España con un grande numero nella tappa di Avila. Tuttavia, a causa di una tendinite, il tasso è costretto a saltare il Tour. Poco male per la Renault che trova nel giovanissimo Laurent Fignon un sostituto all'altezza del fenomeno bretone. Al Giro d'Italia, invece, Giuseppe Saronni riesce a beffare Roberto Visentini grazie agli abbuoni.

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Laurent Fignon in maglia gialla al Tour de France 1983 - cyclov.fr

Corre l'anno 1983: ARPANET cambia ufficialmente protocollo per usare internet protocol, nasce così internet. Bjorn Borg si ritira dal tennis. Nella base di Vostok si registra la temperatura più bassa di sempre, vale a dire -89,2 °C. Bettino Craxi diventa presidente del consiglio e guida il governo più longevo della prima repubblica. Nel frattempo, nel mondo del ciclismo, due giovani stelle, Laurent Fignon e Greg Lemond, iniziano la loro ascesa, mentre Moser e Saronni continuano a scornarsi e Bernard Hinault è vittima di una terribile tendinite.

Inizio di stagione

In Francia la stagione inizia nel segno degli olandesi. Infatti, Jan Raas vince la Marsigliese e Gerrie Knetemann il Giro del Mediterraneo. In Italia il tedesco Gregor Braun conquista il suo secondo Giro di Sardegna, mentre Saronni fa sua la Sassari - Cagliari e Moser risponde al rivale alla Milano - Torino.

In Spagna Eduardo Chozas vince la Vuelta a Andalucia, ma sono i belgi gli autentici matatori della corsa a tappe in questione. Noël Dejonckheere vince due frazioni così come Frank Hoste, mentre Jos Jacobs fa sua la quarta tappa e la Europ-Decor vince la cronosquadre. Nelle Fiandre Fons De Wolf vince la sua seconda Het Volk consecutiva battendo in una volata a due Jan Raas. L'olandese, tuttavia, si rifà il giorno seguente conquistando la Kuurne - Bruxelles - Kuurne precedendo Sean Kelly.

La stagione prosegue, poi, con le corse a tappe di marzo. Sean Kelly sbaraglia nuovamente la concorrenza alla Parigi - Nizza, mentre Alberto Fernandez conquista la Semana Catalana. Alla Tirreno - Adriatico, invece, va in onda un'autentica parata di giovani campioni. Dopo il trionfo nella prima tappa del polacco Czesław Lang, infatti, arrivano quattro vittorie consecutive di corridori nati nel 1960. Apre le danze Guido Bontempi a Lago di Vico, poi tocca a Moreno Argentin che taglia per primo il traguardo sia a Monte San Pietrangeli e a Paglietta. Infine, è la volta del francese Laurent Fignon ad Acquaviva Picena, la penultima tappa in programma. Al termine della frazione appena citata Giuseppe Saronni è in maglia blu. Ma il campione del mondo in carica cede di schianto nella crono finale e il simbolo del primato passa sulle spalle di Roberto Visentini che vince la Tirreno con appena 4" di vantaggio su Knetemann.




Milano - Sanremo

Dopo un minuto di silenzio per la scomparsa del grande Louison Bobet, il 19 marzo 1983, parte la 74esima edizione della Milano - Sanremo. Sul Turchino i primi scatti, con Battaglin e Moser vogliosi di inasprire la corsa. A Savona, invece, si ritira Bernard Hinault. Poco dopo lo seguiranno anche Baronchelli e Contini. Dopo una fase di stanca, la corsa si infiamma nuovamente sulla discesa della Cipressa, ove Moser dà spettacolo. Lo sceriffo seleziona un gruppetto composto da Saronni, Bontempi, Gabriele Landoni, Franco Chioccioli, Kelly, i belgi Erik Vanderaerden, Marc Sergeant, Guy Nulens, Noel Dejonckheere, lo spagnolo Juan Martin Fernandez, gli olandesi Raas e Frits Pirard e il francese René Bittinger. I 13 vanno di comune accordo fino al Poggio. Sull'ultima salita di giornata il primo a provarci è Fernandez, ma il suo attacco viene rintuzzato. In seguito, è la volta di Saronni, autore di una rasoiata alla quale solo Moser e Raas riescono a rispondere. Il campione del mondo, tuttavia, non dà nemmeno modo ai rivali di rifiatare e li stacca con un'altra poderosa accelerazione. Da lì in poi è l'apoteosi per Saronni che si invola tutto solo verso il traguardo della Classicissima. Lo sprint per il secondo posto lo vince un ottimo Bontempi, il quale precede Raas che deve accontentarsi del terzo gradino del podio.




La Primavera

La Primavera inizia nel segno di William Tackert, il quale conquista l'E3 Harelbeke. Sean Kelly, dopo la Parigi - Nizza, fa suo anche il Criterium International, mentre Eddy Planckaert vince la Freccia del Brabante. Cees Priem trionfa nella Tre Giorni di La Panne, mentre, il 3 aprile 1983, con una stoccata d'autore, Jan Raas giunge tutto solo e a braccia alzate sul traguardo del Giro delle Fiandre. 1'30" dopo il suo arrivo, il suo compagno di squadra Ludo Peeters vince la volata per il secondo posto davanti a Marc Sergeant.




La settimana santa continua nel segno degli olandesi. Leo Van Vliet, della TI - Raleigh - Campagnolo, vince la Gand-Wevelgem con 20" sul suo capitano Jan Raas, il quale domina lo sprint per il secondo posto regolando un gruppo di 17 atleti. Terzo Frank Hoste. Il 10 aprile 1983, invece, è la volta della Parigi - Roubaix, dove Hennie Kuiper vince il solitaria con un grande assolo sul pavé. Secondo posto per il francese Gilbert Duclos-Lassalle, mentre un Francesco Moser meno a suo agio del solito sulle pietre è terzo.










Verso metà aprile inizia a macinare Bernard Hinault. Il tasso, nel giro di due giorni, vince prima il GP Pino Cerami e poi, con una volata straripante, la Freccia Vallone. 3 giorni dopo, il 17 aprile 1984, è ancora l'Olanda a farla da padrone nelle classiche con Steven Rooks che trionfa alla Liegi - Bastogne - Liegi. Beffato il campione del Mondo Giuseppe Saronni, che deve accontentarsi del secondo posto alle spalle del vincitore. Terzo gradino del podio per il francese Pascal Jules. Ironia della sorte, però, gli olandesi perdono la corsa di casa, l'Amstel Gold Race, per mano dell'australiano Phil Anderson, il quale giunge al traguardo da solo con 31" di vantaggio su Jan Bogaert e Jan Raas.




Vuelta a España

Appena cinque giorni dopo la vittoria alla Freccia Vallone, Bernard Hinault è già in Spagna per partecipare alla Vuelta tra le file di una Renault che schiera anche i giovanissimi Laurent Fignon e Greg Lemond. Oltre al tasso, sono presenti anche il campione del mondo Giuseppe Saronni, il vincitore della Roubaix Hennie Kuiper e i vari big del ciclismo spagnolo come il campione in carica Marino Lejarreta, Alberto Fernandez, Alvaro Pino, Julian Gorospe e Pedro Delgado. La corsa inizia con una cronometro vinta dal francese Dominque Gaigne. Durante quella stessa prova, Saronni cade, ma, fortunatamente, non si fa male.

Le prime tre tappe, adatte agli sprinter, vedono i trionfi di Juan Fernandez, Eric Vanderaerden e Giuseppe Petito. Nella quarta, invece, va via una fuga composta da tre atleti: Laurent Fignon, Marino Lajarreta e Antonio Col. Sarà proprio il giovane francese ad agguantare il successo sul traguardo di Sant Quirze del Vallès. La quinta frazione, 195 km da Sant Quirze del Vallès a Castellar de N'Hug, è la prima con arrivo in salita. Alberto Fernandez attacca a metà salita e riesce a giungere per primo al traguardo, resistendo per appena 2" al ritorno di Hinault, Lejarreta, Dietzen e Pedro Munoz. Il tasso, secondo di giornata, si veste di giallo.




Il giorno seguente, in una giornata da tregenda, va in onda una delle tappe più dure della Vuelta a Espana 1983, 235 km da la Pobla de Lillet a Vielha, nel cuore dei Pirenei. Lejarreta, Gorospe, Delgado e Alberto Fernandez attaccano sull'Alto de la Bonaigua e staccano Hinault. Lejarreta vince la tappa e indossa la maglia dato che Hinault perde ben 42" dai primi. Dopo una giornata di tregua tra i big nella frazione con arrivo a Sabiñánigo, che vede la vittoria di Jesus Suarez Cuevas dopo che 84 km di gara vengono neutralizzati a causa del maltempo, si ritorna in montagna per una cronoscalata di 38 km con arrivo a Balneario de Panticosa. Ancora una volta, è la maglia amarillo Marino Lejarreta ad avere la meglio sui rivali. Il basco vince la frazione e rinforza la leadership. Alberto Fernandez è secondo a 10", mentre Julian Gorospe giunge 3° a 33". Tutti gli altri perdono oltre un minuto, incluso Bernard Hinault che lascia per strada addirittura 2'13".

La Vuelta lascia i Pirenei con Lejarreta che guida la classifica generale con 33" su Gorospe e 35" su Alberto Fernandez. Hinault, invece, è sesto a 2'35". Saronni vince in grande stile la nona frazione che prevedeva l'arrivo all'Hotel Casino sul Montes Blanco de Alfajarin. L'italiano bissa 24 ore dopo a Soria, ove Marino Lejarreta subisce l'attacco di Renault e Aernoudt, le quali sfruttano il vento per fare un ventaglio e staccare il basco che affonda e perde 2'39" dai primi. La maglia amarillo passa così sulle spalle di Julian Gorospe. Il giorno seguente, tuttavia, il gruppo si spezza nuovamente in due e questa volta è Gorospe a rimanere dietro. Il giovane basco è così costretto a cedere il simbolo del primato ad Alberto Fernandez, mentre Eric Vanderaerden vince la tappa beffando Saronni. All'indomani dell'ennesima frazione movimentata, va in onda una vera e propria tappa di transizione, ove non succede nulla fino alla volata finale nel centro di Burgos, in cui è Noël Dejonckheere ad avere la meglio su resto del gruppo. Alla vigilia dell'arrivo in salita ai Lagos de Covadonga, Alberto Fernandez guida la classifica generale con 8" su Gorospe, 1'56" su Hinault e 2'05" su Lejarreta.




Il 2 maggio 1983, per la prima volta nella storia della Vuelta, si affrontan i Lagos de Covadonga, salita che diventerà icona della corsa a tappe spagnola. Marino Lejarreta attacca alle pendici dell'ascesa finale, stacca tutti e arriva da solo in cima. Hinault è secondo a 1'11", mentre Fernandez, Gorospe e Pedro Munoz giungono a 1'15".




Nella 14esima tappa, la Cangas de Onis - León, va via la proverbiale fuga bidone, al cui interno vi è Alvaro Pino, compagno di squadra di Alberto Fernandez alla Zor, il quale, al termine della frazione, vinta da Carlos Hernandez, vesta la maglia amarillo. Dietro Bernard Hinault attacca sulla discesa del Puerto de Pajares, stacca i rivali grazie a un buco creato da Giuseppe Saronni e guadagna 30" sugli altri uomini di classifica. A fine tappa voleranno parole di fuoco tra gli spagnoli e i due campioni, in particolare Alberto Fernandez definisce Saronni "campeón de inierda" e rincare la dose dicendo "lo que ha hecho el italiano es antideportivo y vergonzoso". Inoltre, Javier Mínguez, Rafael Carrasco e José Miguel Echávarri, direttori sportivi di Zor, Kelme e Reynolds, fanno sapere di essere pronti ad allearsi contro il nemico straniero.




La 15esima tappa è divisa in due semitappe e la Renault la sfrutta per mostrare i muscoli agli spagnoli. Nella prima semitappa, infatti, Pascal Poisson e Greg Lemond, entrambi membri del team capitanato da Bernard Hinault, vanno in fuga e arrivano al traguardo, col francese che conquista la vittoria. Nella seconda, invece, una crono di 22 km, Hinault, nonostante un ginocchio, a detta di Laurent Fignon, già dolorante, spazza via tutti gli altri corridori, escluso Gorospe che perde appena 10", e ottiene il successo. Il giorno seguente, in una frazione di transizione, José Luis Laguia trionfa a Salamanca. Arrivati a questo punto, Gorospe guida la classifica generale con 22" di vantaggio su Alvaro Pino e 1'06" sia su Hinault che su Alberto Fernandez.

E si arriva, così, all'ultima vera frazione di montagna, 225 km da Salamanca ad Avila con 4 gran premi della montagna: Peñanegra, El Pico, Serranillos e La Paramera. Per Hinault, Lajarreta e Fernandez è l'ultima occasione per provare a vincere la Vuelta. La Renault impone un ritmo infernale già sui primi due GPM di giornata, poi, sui Serranillos, prende in mano la situazione Laurent Fignon che si lancia in una straripante progressione con il rapporto lungo. Il giovane parigino non fa prigionieri e prepara il terreno per il poderoso attacco che Bernard Hinault decide di portare a ben 80 km dal traguardo. Lejarreta e Gorospe rispondono, ma mentre il primo, pur a fatica, riesce a rimanere col tasso, il secondo paga lo sforzo e crolla di colpa. Il bretone è implacabile, nonostante il ginocchio malconcio, e dà vita a un'azione di rara bellezza ed efficacia. In un batter d'occhio riprende i tre fuggitivi rimasti in testa alla corsa, vale a dire Vicente Belda, Guy Nulens e Claudio Bortolotto. Poi, sull'ultima salita, stacca gli ultimi due citati e va al traguardo insieme a Belda e Lejarreta i quali vengono, successivamente, spazzati via in volata, nel velodromo di Avila, dal leader della Renault. I primi inseguitori, regolati allo sprint proprio da Fignon, arrivano a 3'05". Tra loro c'è Alberto Fernandez, ma non Julian Gorospe che perde oltre 20 minuti.




Le ultime due tappe, vinte rispettivamente da Jesus Hernandez Ubeda e dall'australiano Michael Williams (Fignon secondo in entrambe), sono praticamente due passerelle verso una delle più iconiche vittorie della carriera di Bernard Hinault. Col tasso, sul podio di Madrid, saliranno Lejarreta, secondo a 1'12", e Alberto Fernandez, terzo a 3'58".

Fine prima parte.

A cura di Luca Saugo aka "Luciano Pagliarini"



RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo 1 Primavera e Vuelta - Luciano Pagliarini - 22-01-2019

Impressionante da vedere Hinault che stronca il povero Gorospe.

Vuelta 1983 la più bella Vuelta di sempre? Vorrei l'opinione di Morris.

Comunque Alberto Fernandez Blanco e Marino Lejarreta saranno anche al Giro, ove ritroveranno il loro amato Saronni.

Peraltro bellissima l'azione con cui Saronni vince ad Alfajarin.


RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo I Primavera e Vuelta - Luciano Pagliarini - 22-01-2019

Piccolo aneddoto dal libro di Fignon: l'attacco con cui il parigino vinse a Sant Quirze del Vallès non era programmato, tanto che finì per favorite Lejarreta e sfavorire Hinault.

Il tasso, tuttavia, non disse assolutamente nulla al compagno di squadra, il quale, a sua volta, resosi conto dell'errore, decise di non abbandonare più la ruota del capitano per il resto della Vuelta.

Ogni tanto la carota è più utile del bastone.


RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo I Primavera e Vuelta - Paruzzo - 22-01-2019

Posso eliminare la bozza dell'articolo che avevo lì da mesi Asd

Non sapevo nulla della Vuelta di Hinault, in generale prima dei tardi anni 90 (quando ho cominciato a seguire il ciclismo) della Vuelta non so nulla


RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo I Primavera e Vuelta - Luciano Pagliarini - 22-01-2019

Puoi sostituirla con la bozza del Giro '87.

Perché io il Giro '87 non lo faccio Nono

O al limite lo faccio finire con la crono di San Marino Asd


RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo I Primavera e Vuelta - Paruzzo - 22-01-2019

Roche Wub