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1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo II Giro d'Italia - Versione stampabile

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1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo II Giro d'Italia - Luciano Pagliarini - 29-01-2019

1983, l'ascesa di Laurent Fignon - capitolo II Giro d'Italia
Bernard Hinault vince la Vuelta a España con un grande numero nella tappa di Avila. Tuttavia, a causa di una tendinite, il tasso è costretto a saltare il Tour. Poco male per la Renault che trova nel giovanissimo Laurent Fignon un sostituto all'altezza del fenomeno bretone. Al Giro d'Italia, invece, Giuseppe Saronni riesce a beffare Roberto Visentini grazie agli abbuoni.

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Laurent Fignon in maglia gialla al Tour de France 1983 - cyclov.fr

Corre l'anno 1983: ARPANET cambia ufficialmente protocollo per usare internet protocol, nasce così internet. Bjorn Borg si ritira dal tennis. Nella base di Vostok si registra la temperatura più bassa di sempre, vale a dire -89,2 °C. Bettino Craxi diventa presidente del consiglio e guida il governo più longevo della prima repubblica. Nel frattempo, nel mondo del ciclismo, due giovani stelle, Laurent Fignon e Greg Lemond, iniziano la loro ascesa, mentre Moser e Saronni continuano a scornarsi e Bernard Hinault è vittima di una terribile tendinite.

Prima del Giro

La stagione delle classiche primaverili si conclude il 1° maggio, con il GP di Francoforte e il Campionato di Zurigo. In Germania trionfa in solitaria Ludo Peeters, che anticipa di 14" un gruppo molto folto regolato da Leo Van Vliejt su Luc Colijn. In Svizzera, invece, Johan Van Der Velde prevale, in una volata a due, su Gilbert Glaus. 3°, a 1'47", Frits Pirard.

Il giorno seguente, in Italia, inizia il Giro del Trentino che, insieme al Giro di Romandia, è una delle corse ideali per preparare il Giro d'Italia. La gara presenta quattro tappe e parte con un prologo, di 5,5 km, che Francesco Moser conquista rifilando 5" a René Koppert, 8" a Bruno Leali, 9" a Emanuele Bombini e 13" a Raniero Gradi. Nella seconda frazione, 194 km da Folgaria a Riva del Garda, Franco Chioccioli ottiene il successo battendo in volata Silvano Riccò e Antonio Bevilacqua. Moser resta leader. Terza tappa, la più lunga, 212 km da Torbole ad Arco, appannaggio del belga Alfons De Wolf, che supera, allo sprint, Bombini e il primo della classifica generale Francesco Moser. L'ultimo giorno il programma prevede 196 km da Arco a Trento. Vince, in solitaria, lo svizzero Urs Freuler, che precede il gruppo, regolato da Pierino Gavazzi, di 1'5". Moser resta in maglia e conquista la corsa di casa.

Il Giro di Romandia, invece, inizia il 3 maggio, anch'esso con un prologo, 7 km in quel di Bulle, che vede Robert Dill-Bundi precedere di 4" Phil Anderson, Gerard Veldscholten e Daniel Gisiger. Tra i potenziali uomini di classifica, Joop Zoetemelk perde 8", Roberto Visentini 9", Tommy Prim 11", Jean - René Bernaudeau 13", Pascal Simon 14", Silvano Contini e Beat Breu 16", Johan De Muynck 17", Peter Winnen e Lucien Van Impe 22", Stephen Roche e Urs Zimmermann 24", Robert Millar 28", Giovanni Battaglin 32", Gianbattista Baronchelli 34" e Mario Beccia 38". Nella seconda tappa, 197 km da Bulle a Saignelégier, Veldscholten batte Roche in una volata a 2. Un gruppo di 35 atleti, regolato da Phil Anderson, giunge a 1'23". L'olandese è il nuovo leader. Il giorno seguente il gruppo affronta 142 km da Saignelégier a Fribourg. Trionfa Serge Demierre il quale, insieme a Tommy Prim e Jostein Wilmann, anticipa il grosso del plotone di appena 5". Tappa dura la terza, 192,5 km da Fribourg a Loèche-les-Bains. Vince Mario Beccia, che anticipa di 5" Roche e Phil Anderson e di 12" Visentini e Baronchelli. A 45", poi, giunge un gruppo di nove atleti regolato da Van Impe. Veldscholten perde due minuti e Roche è il nuovo leader. Nella quarta frazione, 174,5 km da Loèche-les-Bains a Nyon, Henk Lubberding anticipa di 8" un'altra quarantina di atleti e Roche controlla facilmente. Nell'ultimo giorno si svolgono due semitappe. La prima, in linea, 85 km da Nyon a Vernier, vede la vittoria, allo sprint, di Phil Anderson. La seconda, una cronometro di 28 km tra le strade di Vernier, è appannaggio di Tommy Prim. Roche giunge 5° a 25" dallo svedese e conquista il suo primo Tour de Romandie con 55" di vantaggio sul suo compagno di squadra, alla Peugeot-Shell-Michelin, Phil Anderson e 2'10" sul 3° classificato Tommy Prim.

Giro d'Italia

Il 12 maggio 1983 parte, o meglio non parte a causa di uno sciopero dei metalmeccanici che costringono l'organizzazione ad annullare il prologo di Brescia, la 66esima edizione del Giro d'Italia. 18 squadre al via, i favoriti sono: Marino Lejarreta dell'Alfa Lum, Silvano Contini e Tommy Prim della Bianchi, Mario Beccia della Malvor, Giuseppe Saronni e Dietrich Thurau della Del Tongo, Faustino Ruperez, Alberto Fernandez, Alvaro Pino, Eduardo Chozas e Pedro Munoz della Zor, Francesco Moser della Gis, Giovanni Battaglin e Roberto Visentini della Inoxpran, Lucien Van Impe della Metauromobili e Gianbattista Baronchelli della Sammontana. Saltato, dunque, il prologo, si parte con la prima frazione, una cronosquadre di 70 km da Brescia a Mantova. La spunta la Bianchi che rifila 32" all'Atala, 38" alla Gis, 46" alla Sammontana, 48" alla Del Tongo, 1'26" alla Inoxpran, 1'35" alla Metauromobili e 1'53" all'Alfa Lum. Le squadre rimanenti perdono tutte oltre due minuti. Lo svedese Tommy Prim, secondo classificato delle ultime due edizioni del Giro, è la prima maglia rosa.




Guido Bontempi e Paolo Rosola vincono le due frazioni seguenti, adatte agli sprinter, di Comacchio e Fano. Nel mentre, la maglia rosa passa prima sulle spalle di Urs Freuler e poi su quelle dello stesso Rosola. Nella quarta frazione, con arrivo a Todi, su uno strappo, Giuseppe Saronni vince superando negli ultimi 100 metri Moreno Argentin, il quale protesta perché Saronni, per sopravanzarlo, si è aiutato con un braccio. Terzo e quarto il talentuoso australiano Michael Wilson e l'italiano Mario Beccia, gli unici a chiudere con lo stesso tempo dei primi due, mentre gli altri uomini di classifica, oltre ai 30" di abbuono, perdono da Saronni altri 3". In testa alla generale resta Paolo Rosola.




La quinta tappa, ben 270 km da Terni a Vasto, è appannaggio dello spagnolo Eduardo Chozas, il quale corona una fuga lunghissima, mentre Saronni, 3°, guadagna, grazie agli abbuoni, su tutti gli altri uomini di classifica. Silvano Contini è la nuova maglia rosa. Bis della Zor il giorno seguente a Campitello Matese, primo arrivo in salita della corsa rosa. Alberto Fernandez stacca tutti e vince con 23" di vantaggio su un gruppo di 10 unità regolato da Giuseppe Saronni. Contini mantiene la testa della classifica generale, ma, grazie agli abbuoni, Saronni continua a guadagnare su tutti quelli che non si chiamano Fernandez.




A Salerno, nella frazione successiva, vince Moreno Argentin, il quale precede, in uno sprint a due, Emanuele Bombini. Il gruppo degli uomini di classifica giunge al traguardo 16" dopo, regolato dal solito Saronni che, grazie all'abbuono, strappa la maglia rosa a Contini. Tornano in scena i velocisti nella settima tappa, con arrivo a Terracina, ed è Guido Bontempi a conquistare il suo secondo successo sulle strade della corsa rosa. A Montefiascone, il giorno seguente, esulta, invece, Riccardo Magrini, che sul traguardo anticipa di 3" Marino Lejarreta e di 9" Argentin. Maglia rosa sempre sulle spalle di Saronni, il quale, tuttavia, perde 3" da Beccia e, soprattutto, Visentini.




Va la fuga nella frazione successiva, 232 km da Montefiascone a Bibbiena, e trionfa Palmiro Masciarelli che batte in volata Siegfried Hekimi e Patrick Bonnet. Fuochi d'artificio nell'undicesima tappa: Van Impe, Visentini, Munoz e Lejarreta attaccano in salita e fanno il vuoto. Successivamente, sul traguardo è il belga ad alzare le mani al cielo, dopo aver letteralmente dominato lo sprint ristretto. Gli altri uomini di classifica, comunque, limitano i danni giungendo ad appena una decina di secondi.




La dodicesima tappa, con arrivo a Reggio Emilia, vede lo svedese Alf Segarsall anticipare di 22" il grosso del gruppo regolato da Saronni su Pierino Gavazzi. Il giorno seguente è la volta della prima cronometro individuale in programma, 38 km da Reggio Emilia a Parma. Saronni domina e solo Visentini riesce a contenere i danni lasciando sul piatto meno di un minuto. Tommy Prim perde 1'09", Thurau 1'26", Contini 1'52" e tutti gli altri big più di due minuti. A fine tappa Visentini accuserà la maglia rosa di essere partita prima del tempo e l'organizzazione del Giro di essere in combutta col rivale per fargli vincere la corsa rosa.




Nella quattordicesima tappa, la Parma - Savona, il gruppo è nuovamente beffato da un attaccante. Questa volta è tedesco Gregor Braunn, il quale giunge al traguardo con 13" di vantaggio sul plotone regolato da Freuler. Il giorno seguente, invece, nessuno riesce ad anticipare la volata e Paolo Rosola trionfa precedendo Zadrobilek e Contini. La sedicesima frazione si snoda in due semitappe, una con arrivo a Milano e una a Bergamo. La prima la vince, allo sprint, il belga Frank Hoste. La seconda, che prevede un arrivo su uno strappo, è appannaggio di Saronni che brucia nuovamente Argentin in volata. Grazie all'abbuono, inoltre, la maglia rosa allunga ancora in classifica generale.




Si torna a salire nella diciassettesima tappa, 91 km da Bergamo a Colle San Fermo. Fernandez stacca nuovamente tutti e vince con 17" su Van Impe e 19" su Visentini. Saronni perde 34" dallo spagnolo, ma resta saldamente in testa alla classifica generale, con Roberto Visentini che è secondo a 2'25". Ventiquattro ore dopo, Rosola conquista a Vicenza la frazione che precede l'ultimo giorno di riposo della corsa rosa.




Il giro riprende con una frazione con arrivo a Selva di Val Gardena che vede Mario Beccia conquistare il successo dopo aver battuto Lejarreta in una volata a due. Il gruppo arriva a 19". Il giorno successivo è la volta delle Dolomiti, 170 km da Selva ad Arabba con in programma il Pordoi, il Sella, il Gardena e due volte il Campolongo. Vince il fuggitivo Alessandro Paganessi. Beccia arriva a 2'03", Bernaudeau a 2'05", Ruperez e Fernandez a 2'16, Visentini, Chozas, Loro, Lejarreta e Munoz a 2'26". La maglia rosa Saronni perde 2'55" da Paganessi e vede Visentini ridurre il suo distacco in classifica generale a meno di due minuti. Per fortuna di Saronni, tuttavia, le montagne sono finite. La penultima tappa del Giro è una frazione per sprinter che Argentin vince anticipando il gruppo con una rasoiata da grande finisseur.




Si arriva così alla cronometro finale, 40 km da Gorizia a Udine. Visentini è l'unico che riesce a concludere la prova in meno di 50' (per la precisione 49'43") e vince la tappa. Saronni arriva a 49" dal rivale e conquista il Giro d'Italia con 1'07" sullo stesso Visentini, 3'40" su Alberto Fernandez, 5'55" su Beccia e 7'44" su Dietrich Thurau. Lo stesso Saronni trionfa anche nella classifica a punti, mentre la maglia verde è appannaggio di Van Impe e quella bianca di Chioccioli. Per Visentini, oltre al 2° posto e alla vittoria di tappa, c'è l'amara consolazione di essere stato il più veloce a concludere il percorso della corsa rosa (tradotto: senza abbuoni avrebbe vinto il Giro).




Top-20 Giro d'Italia 1983

1 Giuseppe Saronni DEL ITA 100:45'30''
2 Roberto Visentini INO ITA 1'07''
3 Alberto Fernandez [debutant] ZOR SPA 3'40''
4 Mario Beccia MAL ITA 5'55''
5 Dietrich Thurau DEL BRD 7'44''
6 Marino Lejarreta [debutant] ALF SPA 7'47''
7 Faustino Ruperez ZOR SPA 8'24''
8 Eduardo Chozas ZOR SPA 9'41''
9 Lucien Van Impe MET BEL 10'54''
10 Wladimiro Panizza ATA ITA 12'00''
11 Pedro Muñoz ZOR SPA 12'26''
12 Jean-René Bernaudeau WOL FRA 13'42''
13 Jostein Wilmann [debutant] EOR NOR 14'18''
14 Tommy Prim BIA SWE 15'11''
15 Franco Chioccioli VIV ITA 15'22''
16 Giambattista Baronchelli SAM ITA 15'57''
17 Luciano Loro INO ITA 15'58''
18 Alvaro Pino ZOR SPA 19'06''
19 Bruno Leali INO ITA 19'24''
20 Alfio Vandi MET ITA 22'25'

Luca Saugo



RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo II Giro d'Italia - Hiko - 29-01-2019

Moser non fece quel Giro?


RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo II Giro d'Italia - Luciano Pagliarini - 29-01-2019

Sì, ma si ritirò senza acuti.


RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo II Giro d'Italia - Giorgio Ricci - 30-01-2019

Nel reparto curiosità mettiamo il giallo del Guttalax. Ufficialmente accadde che il proprietario di uno sponsor della Inoxpran andò nell'albergo di Saronni chiedendo ai camerieri di mettere il Guttalax nella minestra del campione del mondo. Questi fecero finta di accettare e poi lo denunciarono..
Coma andarono realmente I fatti e se questo signore si prese tutta la colpa non si sa. Di certo che in quei giorni la cosa fece scalpore e si ricamó molto sul fatto.


RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo II Giro d'Italia - Luciano Pagliarini - 30-01-2019

Dopo essermi confrontato con Morris, ho deciso di non parlarne visto che non si sa come siano realmente andate le cose.