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1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo III Tour de France - Versione stampabile

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1983, l'ascesa di Laurent Fignon - Capitolo III Tour de France - Luciano Pagliarini - 05-02-2019

1983, l'ascesa di Laurent Fignon - capitolo III Tour de France
Bernard Hinault vince la Vuelta a España con un grande numero nella tappa di Avila. Tuttavia, a causa di una tendinite, il tasso è costretto a saltare il Tour. Poco male per la Renault che trova nel giovanissimo Laurent Fignon un sostituto all'altezza del fenomeno bretone. Al Giro d'Italia, invece, Giuseppe Saronni riesce a beffare Roberto Visentini grazie agli abbuoni.

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Laurent Fignon in maglia gialla al Tour de France 1983 - cyclov.fr

Corre l'anno 1983: ARPANET cambia ufficialmente protocollo per usare internet protocol, nasce così internet. Bjorn Borg si ritira dal tennis. Nella base di Vostok si registra la temperatura più bassa di sempre, vale a dire -89,2 °C. Bettino Craxi diventa presidente del consiglio e guida il governo più longevo della prima repubblica. Nel frattempo, nel mondo del ciclismo, due giovani stelle, Laurent Fignon e Greg Lemond, iniziano la loro ascesa, mentre Moser e Saronni continuano a scornarsi e Bernard Hinault è vittima di una terribile tendinite.

Prima del Tour

Mentre il suo capitano Bernard Hinault è alle prese con la tendinite, Laurent Fignon, reduce da un'ottima Vuelta, vince il GP di Plumelec e si candida prepotentemente al ruolo di sostituto del tasso alla Grande Boucle. Pochi giorni più tardi, il 28 maggio 1983, Gilbert Duclos-Lassalle conquista una delle classiche più prestigiose del calendario, la Bordeaux - Parigi, rifilando 3'50" a Etienne Van Der Helst 2° e 5'16" a Dominique Sanders 3°.

Il 30 maggio inizia, con un prologo vinto da Phil Anderson su Eric Salomon e Pascal Simon, la 35esima edizione del Giro del Delfinato. La prima tappa è appannaggio del giovanissimo Greg Lemond, il quale giunge in solitaria al traguardo con 17" di vantaggio su Sean Kelly e Phil Anderson. Lo statunitense veste anche la maglia di leader. Patrick Clerc vince in volata, davanti a Johan Van Der Velde e Marc Madiot, la prima semitappa del giorno successivo, mentre, nella seconda, Eric Dall'Armellina trionfa in solitaria con 1'35" di vantaggio sul grosse del gruppo. Phil Anderson conquista anche la terza frazione, battendo in volata Benny Van Brabant e Leo Van Vliet. Nella quarta Christian Jourdan taglia per primo il traguardo con 16" di vantaggio su Jacques Hanegraaf e 19" su Johan Van Der Velde. Greg Lemond vince in volata a Briancon davanti a Pascal Simon e Robert Alban. Simon è il nuovo leader e, il giorno successivo, mette in ghiaccio il successo finale con un'impresa che lo porta a conquistare la tappa di Gap con ben 3' di vantaggio sul secondo, Thierry Claveyrolat. L'ultima frazione in programma è suddivisa in due semitappa: una pianeggiante, vinta da Gilbert Glaus, e una cronometro che vede Greg Lemond ottenere un altro successo parziale. Pascal Simon vince il Delfinato, ma qualche mese più tardi verrà penalizzato per essere risultato positivo al doping e verrà scavalcato in classifica generale da Lemond, vincitore ufficiale di quel Delfinato, Millar e Alban.

Il 12 giugno 1983 Marino Lejarreta conquista il Giro dell'Appennino con 38" di vantaggio su Emanuele Bombini e 1'35" su Wladimiro Panizza. Due giorni più tardi, invece, inizia la 47esima edizione del Tour de Suisse. Ben 11 giorni di gara con due cronometro e 10 frazioni in linea. La corsa la apre un prologo che vede Daniel Gisinger conquistare la prima maglia di leader. Frank Hoste vince in volata le due tappe seguenti mentre il quarto giorno, ad Alstätten, è Sean Kelly a tagliare per primo il traguardo davanti a Lemond e Acacio Da Silva. La frazione successiva si risolve anch'essa in volata ed è Peter Winnen ad alzare le braccia al cielo. Urs Freuler anticipa lo sprint nella prima semitappa del giorno seguente, mentre, nella seconda, una cronoscalata con arrivo a Flumserberg, Sean Kelly anticipa di appena 1" Roberto Visentini ed è il nuovo leader. Il terzo, Beccia, perde ben 40" dai due. Doppietta svizzera nelle due tappe seguenti, Machler vince a Bellinzona e Seiz a Unterbach. Frank Hoste regala il tris, battendo in volata il leader Kelly, nel terz'ultimo giorno. Dopo il successo al Delfinato, Dall'Armellina si ripete anche al Tour de Suisse, ove giunge primo da solo a Brügg bei Biel. La frazione finale di Zurigo è appannaggio di Freuler, mentre Kelly vince la gara con 1'18" di vantaggio su Winnen secondo. Due giorni dopo la fine della corsa elvetica, Moreno Argentin conquista il GP di Camaiore davanti a Giovanni Battaglin e Alessandro Paganessi.

Tour de France 1983




Hinault non è al via della Grande Boucle, per cui cui si prospetta una gara senza un vero e proprio padrone. Il 37enne Joop Zoetemelk e il vincitore del Delfinato Pascal Simon sono i favoriti principali. Tra gli outsiders, invece, troviamo il 3° classificato dell'edizione del 1982, Johan Van der Velde, e poi anche Phil Anderson, Beat Breu, Peter Winnen, Robert Millar, Robert Alban, Lucien Van Impe, Jean-René Bernaudeau e Julian Gorospe. Orfana di Hinault, la Renault si affiderà al giovanissimo Laurent Fignon.

La gara si apre con un prologo vinto da Eric Vanderaerden con 2" di vantaggio su Bert Oosterbosch e 4 su Jean-Luc Vandenbroucke. Tra i favoriti spicca l'ottima prestazione di Zoetemelk, 5° a 6". Fritz Pirard vince in volata la prima tappa. Il giorno seguente si tiene una cronosquadre di ben 100km. Trionfa la Coop di Zoetemelk con 17" di vantaggio sulla Peugeot di Simon e sulla Aernoudt. La Renault di Fignon giunge settima limitando i danni a 2'25". La frazione del giorno dopo arriva a Roubaix e prevede l'attraversamento di alcuni tratti di pavé. Vince Rudy Matthijs che batte Kim Andersen in una volata a due. Il grosso del gruppo arriva a 2'09". Ancora pavé nei 300 km della tappa successiva, ove Serge Demierre giunge tutto solo a Le Havre con 4'50" di vantaggio sul plotone. Volata evitata anche a Le Mans, infatti, Dominique Gaigne riesce a resistere, per un soffio, al ritorno degli inseguitori.

La sesta tappa prevede la prima cronometro lunga della gara, quasi 60 km da Châteaubriant a Nantes. Bert Oosterbosch non fa prigionieri e vince con 45" di vantaggio su Daniel Willems e 1'07" su Julian Gorospe. Pascal Simon e Laurent Fignon perdono oltre tre minuti dall'olandese, ma è Zoetemelk il protagonista del naufragio più fragoroso, dato che lascia sul piatto oltre 4 minuti. Kim Andersen resta in giallo. Vittoria italiana a l'Ile-d'Oleron, invece, con Riccardo Magrini che mette tutti in fila allo sprint. Bert Oosterbosch, due giorni dopo il trionfo nella crono, si ripete a Bordeaux, ove sconfigge Kuiper al termine di una fuga a due. Bernaudeau guadagna 3" sul resto dei big. Nella nona frazione, che prevede l'arrivo a Pau, Philippe Chevallier vince dopo una lunga fuga solitaria. La notizia di giornata, tuttavia, è il passaggio della maglia gialla dalle spalle di Andersen a quelle di Sean Kelly.

Nella decima tappa è, finalmente, la volta dei Pirenei. 200 km da Pau a Bagnères-de-Luchon con in programma le scalate di Aubisque, Aspin, Tourmalet e Peyresourde. Vince Robert Millar, approfittando di una fuga propiziata dai colombiani Patrocinio Jimenez ed Edgar Corredor (poi, rispettivamente, 4° e 5°), con appena 6" di vantaggio su Pedro Delgado. Pascal Simon stacca tutti gli uomini di classifica sull'Aspin e si lancia verso la conquista della maglia gialla. Il francese è terzo di giornata a 1'13" da Millar e guadagna circa 2'50" su Bernaudeau, 3'10" su Fignon e molto di più su tutti gli altri. In classifica generale ha già un margine importantissimo sul secondo. Infatti, Fignon, che è il primo inseguitore, si trova a 4'30" dal vincitore del Giro del Delfinato. Il giorno seguente, a Fleurance, va la fuga e vince Régis Clère. Simon è vittima di una caduta. Il leader si rialza e rientra in gruppo, ma ha la spalla dolorante. Il Tour, per lui, diventerà presto un calvario.

La 12esima tappa la vince Kim Andersen in volata sulla rivelazione del Tour, Pedro Delgado. Il gruppo arriva 30" dopo. Fuga anche nelle due frazioni successive, le quali vanno a Henk Lubberding e Pierre le Bigaut. Simon è chiamato alla prima vera difesa della maglia gialla nella 15esima tappa, una cronoscalata del Puy de Dome. Domina la Reynolds con Angel Arroyo che fa registrare il miglior tempo, 12" meglio del compagno di squadra Delgado. Patrocino Jimenez e 3° a 28" e Lucien Van Impe 4° a 29". Laurent Figon arriva 10° a 1'47". Per la dolorante maglia gialla, invece, sarà una Caporetto. Simon crolla e riesce a salvare la maglia gialla per pochi secondi.

Michel Laurent vince la frazione successiva dopo che Lubberding, che lo aveva battuto in una volata a 2, viene declassato per volata irregolare. Il giorno seguente la maestosa Alpe d'Huez chiude la seconda settimana. Peter Winnen trionfa sulla mitica cima dopo aver regolato allo sprint Jean - René Bernaudeau. Simon crolla, mentre Fignon è autore di una grandissima prestazione, si difende alla grande e nel finale guadagna anche un pugno di secondi sul rivale più pericoloso: Pedro Delgado. Il parigino, già maglia bianca, ora indossa anche la maglia gialla ed è il candidato numero uno alla vittoria finale, in virtù anche di una condizione che sembra in continua crescita.




Dopo il giorno di riposo si riparte con un'altra tappa di montagna che prevede l'arrivo a Morzine dopo quasi 250 km e le scalate di Madeleine, Colombière e Joux Plane. Sul Col de la Madeleine Winnen, 4° in classifica generale, attacca e porta via un gruppo di dieci corridori. Fignon e Bernaudeu, 1° e 3° della generale, restano dietro, mentre Delgado, alla mattina 2° a 1'08" dal parigino, crolla. Mentre davanti Jacques Michaud vince la tappa con 1'11" su Angel Arroyo e 2'15" circa su terzetto Corredor, Van Impe, Alban, dietro si scatena Laurent Fignon. Il parigino sullo Joux Plane stacca Bernaudeau e va a riprendere Winnen, rinforzando così la sua leadership in classifica generale.

Il giorno successivo si tiene l'ultima frazione alpina, 15 km di cronoscalata con arrivo ad Avoriaz. Van Impe vince con 35" di vantaggio su Roche, 48 su Winnen e 54 su Arroyo. Fignon giunge a 1'44" e resta in giallo, mentre Bernaudeau perde oltre 3 minuti e deve dire addio ai sogni di gloria. In classifica generale il parigino precede Peter Winnen, Lucien Van Impe, Angel Arroyo e Robert Alban.

Philippe Leleu vince la 20esima tappa dopo una lunga fuga solitaria, il gruppo gli lascia oltre 9 minuti. La frazione seguente è l'ultima cronometro in programma nella 70esima edizione della Grande Boucle, 50 km tra le strade di Digione. La maglia gialla si lascia tutti alle spalle e chiude la prova in 1:11'57", 35" meglio di Arroyo, 37" meglio di Roche, 1'08" meglio di Van Impe e 1'10" meglio di Peter Winnen. Arroyo, autore di un Tour da applausi, scavalca Van Impe e Winnen e conquista la seconda posizione. A Parigi Gilbert Glaus batte Kelly e conquista la passerella finale. A 23 anni Laurent Fignon, tra lo stupore generale, vince il suo primo Tour de France.

Top-20 Tour de France 1983

1 Laurent Fignon [debutant] REN FRA 105:07'52''
2 Angel Arroyo [debutant] REY SPA 4'04''
3 Peter Winnen RAL NED 4'09''
4 Lucien Van Impe MET BEL 4'18''
5 Robert Alban RED FRA 7'53''
6 Jean-René Bernaudeau WOL FRA 8'59''
7 Sean Kelly SEM IRL 12'09''
8 Marc Madiot REN FRA 14'55''
9 Phil Anderson PEU AUS 16'56''
10 Henk Lubberding RAL NED 18'55''
11 Joaquim Agostinho SEM POR 19'00''
12 Jonathan Boyer SEM USA 19'57''
13 Stephen Roche [first big tour] PEU IRL 21'30''
14 Robert Millar [first big tour] PEU GBR 23'29''
15 Pedro Delgado [debutant] REY SPA 25'44''
16 Edgar Corredor [first big tour] VAR COL 26'08''
17 Patrocinio Jiminez [first big tour] VAR COL 28'05''
18 Claude Criquielion EUR BEL 33'29''
19 Jacques Michaud COO FRA 35'34''
20 Christian Seznec WOL FRA 39'49''

Luca Saugo